Come usare le parole per nutrire la mente

caffarraLe parole sembrano un nonnulla, invece racchiudono un potere straordinario. Come si dice? “La parola ferisce più della spada“. Niente di più vero. I termini, però, possono anche aiutare a raggiungere mete altissime. Tanti si preoccupano di curare il proprio aspetto con mille prodotti. Molti vanno in palestra per tenere in forma i loro muscoli. Alcuni si sforzano di seguire una dieta per mantenere la linea giusta da mostrare agli altri. Pochi pensano, però, alla propria mente.

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Come deve essere una presentazione di successo

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Roberto SaffirioAstratta o concreta, rigida o flessibile, tradizionale o innovativa, una presentazione deve essere prima di ogni altra cosa un evento in grado di far vivere ai partecipanti un’esperienza. Ma ogni testa, si sa, è un piccolo mondo; con i propri modi di pensare e di parlare. Non è quindi semplice trovare una formula di comunicazione universalmente efficace poichè il pensiero dell’uomo ha preso nel tempo la forma dei più diversi linguaggi: il linguaggio è il colore delle idee.

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Come comprendere meglio i propri interlocutori attraverso il linguaggio del corpo

angelo-mussoTroverete informazioni scientifiche ed umanistiche tra le più recenti e di ottima qualità. Le competenze  descritte sono quelle dei migliori ricercatori mondiali nell’ambito dell’Antropologia Culturale, della Psicologia Comportamentale, delle Neuroscienze della comunicazione umana e dei rapporti interpersonali.

Il lettore attento impara a…

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Come utilizzare un database nella fidelizzazione

salvatore-piccoloA prescindere dagli strumenti disponibili o scelti per attuare ottime e redditizie azioni di fidelizzazione non si può prescindere dal dover creare, possedere, aggiornare ed utilizzare (correttamente) un Data Base clienti/utenti. La conoscenza approfondita dei propri clienti/utenti, per quanto possibile anche di quelli occasionali, è infatti la base per effettuare azioni mirate a singoli obiettivi e che produrranno notevoli risultati.

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Quattro parole chiave per la vita di coppia gratitudine, coccole, apprezzamento e accettazione. Voi le avete?

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Cosa hanno le coppie felici? E’ possibile imparare qualcosa da loro? Certamente si. Nella mia esperienza molte sono le caratteristiche che fanno la differenza. Oggi mi fermerei su quattro: gratitudine, coccole e apprezzamento. Voi ce le avete?

Scopriamolo:

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Come le convinzioni influenzano la tua comunicazione

robertopalumboSei in grado di improvvisare un discorso davanti a 1000 persone? Sei capace di tenere una conferenza o una presentazione? Risponderai di si o no con un certo grado di convinzione. Ma da cosa ti accorgi che sei veramente convinto? Risposta: dalla sensazione interna che provi quando immagini la situazione da affrontare.

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Come raggiungere gli obiettivi aiutandosi con delle forti motivazioni.

Mi accade spesso di leggere dei consigli per raggiungere gli obiettivi e focalizzarsi sui risultati, ma raramente ho trovato anche dei suggerimenti per continuare a motivare se stessi e credere in ciò che si sta creando. Il mio “mantra” è sempre stato “esprimere la massima qualità”, che è un concetto diverso al perfezionismo. Chi cerca la perfezione corre incontro all’insoddisfazione, perché avrà la sensazione di non giungere a una conclusione.

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Come trasformare un litigio con il tuo partner in qualcosa di positivo

Gabriele AchilliMolte sono le coppie che per paura del confronto o perché si temono il peggio evitano di esternare le proprie emozioni. Generalmente le coppie che non litigano sono coppie che reprimono la propria rabbia. Questo atteggiamento è anche causa di malintesi, stress e frustrazione. 

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Come e perchè dobbiamo sfruttare la comunicazione a nostro vantaggio

Clotilde De MeoPotresti scalare una montagna, ottenere un risultato incredibile, battere un record, fare una scoperta importante, ma se nessuno lo sapesse? E’ come se non fosse mai avvenuto! Le persone parlano di ciò che conoscono, di quello che viene raccontato loro, comprano un prodotto perchè lo hanno visto in una pubblicità o perchè qualcuno gliene ha parlato, vengono a conoscenza di un servizio o di un evento perchè hanno ascoltato la notizia alla radio, alla tv oppure hanno letto un articolo su Internet o sul giornale. 

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Come generare cambiamenti attraverso le parole

Roberto PalumboLe parole sono importanti!” Così urlava Nanni Moretti in uno dei suoi film, anticipando un concetto che le neuro-scienze avrebbero più avanti divulgato, studiando il linguaggio.
Cosa sono le parole? Quale effetto hanno sul nostro modo di agire? E’ possibile che il vocabolario che utilizziamo nella nostra comunicazione quotidiana influenzi il nostro comportamento e le reazioni altrui? Certamente!
Provate a pensare alla parola suino… quale immagine vi viene in mente? Quali sensazioni provate? Probabilmente, nulla di emotivamente rilevante.   Ora pensate alla parola porco…  L’immagine è forse diversa? E le sensazioni associate? Di sicuro il termine porco evoca immagini, ricordi e sensazioni in qualche modo sgradevoli. In fondo si tratta dello stesso animale, eppure può generare reazioni molto diverse a seconda della “parola” con la quale viene etichettato. 
Cosa sono, allora, le parole? Sono delle “Etichette” per delle sensazioni. 
Ciascuno di noi ha il proprio bagaglio di esperienze, ricordi, reazioni, convinzioni e quant’altro che a loro volta, hanno creato sensazioni ancorate a determinate parole. Tali sensazioni affiorano inconsciamente ed automaticamente ogni volta che quelle parole vengono pronunciate, ascoltate o immaginate.
Si tratta di un meccanismo molto potente che in PNL (Programmazione Neuro-linguistica) viene definito “Ancora” e che si fonda sugli esperimenti relativi ai riflessi condizionati dello scienziato Ivan Pavlov.
A questo punto possiamo comprendere come mai, a volte, alcune persone reagiscano male a certi nostri commenti, magari del tutto spassionati. 
Allo stesso modo, una parola che evoca nel nostro interlocutore una catena di associazioni positive potrebbe, invece essere la chiave per conquistarlo.
Ecco, dunque l’importanza di calibrare il nostro linguaggio adattandolo a quello di chi ci ascolta. Ma come si fa a sapere quale linguaggio predilige il nostro interlocutore? Risposta: ascoltandolo attentamente. L’ascolto praticato in modo attivo ci permette di comprendere molto di più delle semplici parole. Le persone si raccontano e ci danno attraverso il loro linguaggio tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno per entrare in sintonia con loro. Dobbiamo solo abituarci ad ascoltare e a cogliere i vocaboli e gli schemi linguistici che le persone ripetono o sottolineano perché dietro di essi c’è sicuramente un significato emotivo che va  oltre le parole.
Questi concetti sono ampiamente spiegati nel mio ebookComunicare Emozionando” dove l’accento viene posto proprio sulle emozioni, su ciò che fa realmente “vibrare l’anima di chi ti ascolta”.
Naturalmente, il medesimo discorso vale per noi stessi, ovvero, per il linguaggio che utilizziamo dentro di noi nella vita quotidiana. Pensiamo a quando ci di fronte ad un problema, quasi sempre ci carichiamo negativamente perché utilizziamo dei termini eccessivamente negativi o sproporzionati che non fanno altro che riempirci il cervello di associazioni mentali e che hanno l’unico risultato di limitare o impedire la soluzione al problema.
Già il fatto di dire “Ho un problema” potrebbe essere diverso che dire “ho una sfida da superare”, oppure “cosetta da risolvere” perché problema evoca esperienze e ricordi  negativi, mentre, sfida o, addirittura, cosetta da risolvere sono qualcosa di neutro o divertente e comunque orientato al positivo. E il nostro comportamento si conforma al nostro pensiero.
Un altro esempio; la prossima volta che qualcosa va storto, invece di dire “Sono inca..ato!” dite ad es. “Sono stizzito!!””Sono davvero molto corrucciato” oppure “Inalberato” e vedrete che invece di arrabbiarvi vi verrà un po‚ da ridere perche quei termini sono davvero ridicoli, eppure, il loro effetto sul cervello è veramente magico perché attivano aree dove risiede la sensazione del divertimento.
Ecco, allora, l’idea di utilizzare un cd. vocabolario “Trasformazionale”, ovvero, schemi linguistici appositamente studiati e adottati al fine di generare reazioni positive, produttive, risolutive, divertenti, creative ecc., in noi stessi, prima di tutto e negli altri e per poter, perché no, comunicare emozionando!
Ricordatevi, le parole sono importanti e se non fate come vi dico giuro che mi “Inalbero”!!!

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3 Trucchi per chiedere lo sconto nei negozi di abbigliamento

Marco GermaniQuando acquisti un capo di abbigliamento, hai mai pensato che potresti chiedere sistematicamente lo sconto e risparmiare del denaro, con una semplice richiesta ? La maggior parte delle persone, in queste circostanze, non chiede lo sconto semplicemente perchè ha paura di trovarsi in una situazione di imbarazzo, teme che la sua richiesta sia sconveniente o fuori luogo o semplicemente non vuole sentirsi dire di no. Studiando i principi della persuasione e le logiche di mercato che portano alla costruzione di un prezzo, spesso esageratamente a favore del venditore, possiamo invece capire che chiedere sistematicamente uno sconto è un’azione saggia e del tutto legittima e che nel tempo può portare a significativi benefici economici. Ecco di seguito tre trucchi, per chiedere uno sconto in un negozio di abbigliamento:

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Come coniugare Calvino e i social network

Roberto SaffirioPartendo dal presupposto che nella comunicazione, come nel resto delle cose della vita, provare non significa necessariamente condividere, ammetto che anch’io sono tra quelli che si sono affacciati da poco a sistemi di comunicazione come Facebook, non privo di molte paure, non senza una contemporanea, piacevole sorpresa.

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