Archivi Mensili: Gennaio 2013

Come e perchè dobbiamo sfruttare la comunicazione a nostro vantaggio

Clotilde De MeoPotresti scalare una montagna, ottenere un risultato incredibile, battere un record, fare una scoperta importante, ma se nessuno lo sapesse? E’ come se non fosse mai avvenuto! Le persone parlano di ciò che conoscono, di quello che viene raccontato loro, comprano un prodotto perchè lo hanno visto in una pubblicità o perchè qualcuno gliene ha parlato, vengono a conoscenza di un servizio o di un evento perchè hanno ascoltato la notizia alla radio, alla tv oppure hanno letto un articolo su Internet o sul giornale. 

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Come attrarre l’anima gemella

Silvia MoreauSe sei in cerca della tua anima gemella la Legge di Attrazione potrebbe essere uno dei mezzi più efficaci a tua disposizione per trovarla!  Invece che cercare a caso fra milioni di persone quella giusta, perché non provare ad attrarla usando questa legge meravigliosa?  Quanti appuntamenti disastrosi o relazioni sbagliate potresti aver evitato se semplicemente tu avessi attratto nella tua vita la persona adatta a te , respingendo quelle sbagliate? 

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Come imparare a disegnare con la parte destra del cervello

Guglielmo PiolaTutti sono convinti che gli artisti famosi siano in grado di creare per puro talento naturale e che chi non è dotato sia escluso dal piacere di disegnare.
E’ vero solo in parte. E’ divertente scoprire a quali trucchi anche i più celebrati pittori ricorrevano per ottenere un risultato apprezzabile.
Trucchi alla portata di tutti e che nel mio “Manuale di Disegno” sono ampiamente spiegati ed illustrati, quindi in grado di aiutare chiunque a superare quelle difficoltà che inibiscono la creatività grafica.
Ne anticipo almeno tre.
La parte destra del cervello è quella creativa, ma subisce il predominio di quella sinistra, che è razionale e pragmatica. Quindi il primo trucco consiste nell’ingannare la parte sinistra, sia con alcune tecniche, sia con alcuni trucchi.

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Nella tristezza si sbaglia di più

Terenzio DavinoQuando siamo presi da stati di ansia, viviamo momenti amari della vita, attraversiamo profonda tristezza e proviamo una forte sensazione di sconforto, non è il tempo giusto per acquistare, per prendere decisioni importanti d’investimento, immergersi in rapide deliberazioni che possono portare a scelte sbagliate.
In queste fasi negative della vita non si può vedere bene, con lungimiranza e necessaria lucidità e il pensiero strategico e operativo sono compromessi da stati emotivi intensi che annebbiano il giudizio critico.
“Il momento della tristezza rappresenta l’incontro tra desiderio e i suoi limiti propri. Non è l’esterno che delimita il desiderio, bensì i limiti sono costitutivi del desiderio stesso”.

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Come generare cambiamenti attraverso le parole

Roberto PalumboLe parole sono importanti!” Così urlava Nanni Moretti in uno dei suoi film, anticipando un concetto che le neuro-scienze avrebbero più avanti divulgato, studiando il linguaggio.
Cosa sono le parole? Quale effetto hanno sul nostro modo di agire? E’ possibile che il vocabolario che utilizziamo nella nostra comunicazione quotidiana influenzi il nostro comportamento e le reazioni altrui? Certamente!
Provate a pensare alla parola suino… quale immagine vi viene in mente? Quali sensazioni provate? Probabilmente, nulla di emotivamente rilevante.   Ora pensate alla parola porco…  L’immagine è forse diversa? E le sensazioni associate? Di sicuro il termine porco evoca immagini, ricordi e sensazioni in qualche modo sgradevoli. In fondo si tratta dello stesso animale, eppure può generare reazioni molto diverse a seconda della “parola” con la quale viene etichettato. 
Cosa sono, allora, le parole? Sono delle “Etichette” per delle sensazioni. 
Ciascuno di noi ha il proprio bagaglio di esperienze, ricordi, reazioni, convinzioni e quant’altro che a loro volta, hanno creato sensazioni ancorate a determinate parole. Tali sensazioni affiorano inconsciamente ed automaticamente ogni volta che quelle parole vengono pronunciate, ascoltate o immaginate.
Si tratta di un meccanismo molto potente che in PNL (Programmazione Neuro-linguistica) viene definito “Ancora” e che si fonda sugli esperimenti relativi ai riflessi condizionati dello scienziato Ivan Pavlov.
A questo punto possiamo comprendere come mai, a volte, alcune persone reagiscano male a certi nostri commenti, magari del tutto spassionati. 
Allo stesso modo, una parola che evoca nel nostro interlocutore una catena di associazioni positive potrebbe, invece essere la chiave per conquistarlo.
Ecco, dunque l’importanza di calibrare il nostro linguaggio adattandolo a quello di chi ci ascolta. Ma come si fa a sapere quale linguaggio predilige il nostro interlocutore? Risposta: ascoltandolo attentamente. L’ascolto praticato in modo attivo ci permette di comprendere molto di più delle semplici parole. Le persone si raccontano e ci danno attraverso il loro linguaggio tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno per entrare in sintonia con loro. Dobbiamo solo abituarci ad ascoltare e a cogliere i vocaboli e gli schemi linguistici che le persone ripetono o sottolineano perché dietro di essi c’è sicuramente un significato emotivo che va  oltre le parole.
Questi concetti sono ampiamente spiegati nel mio ebookComunicare Emozionando” dove l’accento viene posto proprio sulle emozioni, su ciò che fa realmente “vibrare l’anima di chi ti ascolta”.
Naturalmente, il medesimo discorso vale per noi stessi, ovvero, per il linguaggio che utilizziamo dentro di noi nella vita quotidiana. Pensiamo a quando ci di fronte ad un problema, quasi sempre ci carichiamo negativamente perché utilizziamo dei termini eccessivamente negativi o sproporzionati che non fanno altro che riempirci il cervello di associazioni mentali e che hanno l’unico risultato di limitare o impedire la soluzione al problema.
Già il fatto di dire “Ho un problema” potrebbe essere diverso che dire “ho una sfida da superare”, oppure “cosetta da risolvere” perché problema evoca esperienze e ricordi  negativi, mentre, sfida o, addirittura, cosetta da risolvere sono qualcosa di neutro o divertente e comunque orientato al positivo. E il nostro comportamento si conforma al nostro pensiero.
Un altro esempio; la prossima volta che qualcosa va storto, invece di dire “Sono inca..ato!” dite ad es. “Sono stizzito!!””Sono davvero molto corrucciato” oppure “Inalberato” e vedrete che invece di arrabbiarvi vi verrà un po‚ da ridere perche quei termini sono davvero ridicoli, eppure, il loro effetto sul cervello è veramente magico perché attivano aree dove risiede la sensazione del divertimento.
Ecco, allora, l’idea di utilizzare un cd. vocabolario “Trasformazionale”, ovvero, schemi linguistici appositamente studiati e adottati al fine di generare reazioni positive, produttive, risolutive, divertenti, creative ecc., in noi stessi, prima di tutto e negli altri e per poter, perché no, comunicare emozionando!
Ricordatevi, le parole sono importanti e se non fate come vi dico giuro che mi “Inalbero”!!!

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