benessere

Migliora la qualità della tua vita ridendo!

Venerdì, Gennaio 6th, 2012

Mauro TurriniSì, con lo Yoga della risata. E sorprenderai te stesso e quanti stanno attorno a te. Niente di più semplice. Di più divertente. E di notevolmente utile! Con l’ebook lo Yoga della Risata facilità ed efficacia sono la via per tornare a rivivere emozioni che sembravano perse per sempre.

Come? Imparando un metodo che ti apre la strada a fare della felicità una scelta. Da filosofo ho incontrato tante idee e teorie, ma mai avevo sospettato che si potesse ridere a partire dal corpo e non dalla mente.

Normalmente si crede che per ridere serva l’umorismo. Barzellette,  clown, film e commedie sono stati fino ad ora la nostra strada alla risata. Ricordi belli, ma anche episodi rari.

Con lo Yoga della risata invece la vita può arricchirsi di una risorsa piacevole proprio nella nostra quotidianità, quando si ha più bisogno di qualcosa che rilassi e dia sensazioni di benessere. La nostra risata E’ un supporto sempre disponibile  per restare centrati nel buonumore.

Possibile? Eccome! Basta scoprire i segreti della risata che parte dal corpo e il gioco è fatto. Da quando insegno lo Yoga della risata, dopo aver conseguito la certificazione di Teacher del Laughter Yoga International direttamente dal dr. Madan Kataria, assisto di continuo alle meraviglie della risata senza motivo.

Si intende la risata senza il motivo fornito dall’umorismo e che ha la sua origine precisamente nella giocosità infantile: la risata cioè come emozione generata dal corpo che si muove e si diverte in esercizi gioiosi. E mentre si gioca nessun pensiero è toccato da preoccupazioni e paure. La risata è un colpo mortale allo stress e all’ansia.

Di più,  lo Yoga della risata Ë una strategia pratica di benessere per il corpo e per la mente dove tutto è semplice, divertente ed efficace. Oltretutto è un metodo  economico, il che non guasta. Migliorare la qualità della propria vita attraverso l’abitudine alla risata è dunque un’opportunità originale e che pure ben si può affiancare ad altre di pari serietà e scientificità.

Ci sono tre ottimi motivi per imparare le tecniche dello Yoga della risata.

Primo: La documentazione scientifica a sostegno della risata terapeutica è ormai solida. Il riso è però anche preventivo e con esso si ha il rilascio nel nostro organismo degli ormoni del benessere. E’ accertato ormai che ridere 15-20 minuti al giorno apporta notevoli vantaggi fisici e psicologici.

Secondo: Nel mondo normale non è sempre opportuno ridere di cuore o, come si dice, sguaiatamente: al contrario, porta invece grandi benefici ridere di pancia, usando il diaframma. Imparando le tecniche dello Yoga della risata ti appropri di un metodo per ridere dove e quando vuoi.

Terzo: Se facciamo dipendere le nostre risate da motivi e condizioni dettati dalla realtà quotidiana, dobbiamo constatare che spesso non troviamo ragioni per ridere. Con lo Yoga della risata impari invece a ridere in modo incondizionato: la tua risata dipende solo da te.

A cura di Mauro Turrini

3 Trucchi per diminuire lo stress

Giovedì, Gennaio 5th, 2012

Giuseppe RicattiHai mai desiderato di essere perennemente tranquillo, di fare in modo che tutte le ansie e le preoccupazioni derivanti dalla vita di ogni giorno non ti schiaccino?  Chi, d’altronde, non ha mai desiderato raggiungere uno stato di perfetta tranquillità con il proprio essere.

Sfortunatamente, durante la ricerca della vera tranquillità uno degli ostacoli maggiori cui siamo tenuti a rivaleggiare è quello dello stress. Lo stress, infatti, è una reazione naturale del nostro corpo che tende ad adattarsi agli stimoli esterni, siano essi positivi o negativi. Come fare, quindi, a diminuire il proprio stress?

La risposta a questa domanda è piuttosto complessa ed articolata e ne parlo molto approfonditamente nel mio ebook intitolato “Superare lo Stress“. Ad ogni modo, in questo articolo ti rivelerò tre semplici trucchi che ti permetteranno di ridurre il tuo stress nei prossimi giorni!

1)Come per ogni altro aspetto della vita, è necessario comprendere il funzionamento dello stress prima di dedicarsi alla sua riduzione. Esso, infatti, può essere positivo o negativo e tra i due tipi ci sono differenze molto marcate. Di conseguenza, è molto utile cercare di apprendere un po’‚ di teoria prima di passare alla pratica vera e propria.

2)Uno dei metodi più semplici per ridurre lo stress accumulato è la pratica di attività fisiche. Queste, infatti, tendono a farti scaricare la tensione e ti aiutano a ridurre notevolmente lo stress oltre ad aiutarti a raggiungere uno stato di benessere fisico. Ricordati, però, che non è indicato esagerare nella pratica di attività fisiche poiché, come d’altronde in ogni altro aspetto della vita, il troppo può risultare controproducente e dannoso.

3)La pratica del proprio hobby preferito non è solo un ottimo modo per passare in serenità il proprio tempo libero ma è anche un buon metodo per ridurre lo stress accumulato. Quando pratichi un hobby, infatti, tendi a rilassarti ed a non pensare a nient’altro. In aggiunta, liberi la tua mente dai problemi della vita comune riuscendo anche a scaricare la tensione accumulata durante la giornata.

Iniziando ad applicare questi tre semplici trucchi vedrai come il tuo stress comincerà a diminuire nel tempo. Cosa aspetti, allora: rimboccati le maniche e comincia a sfruttare questi semplici segreti e vedrai che a breve inizierai ad ottenere i primi risultati!

A cura di Giuseppe Ricatti

3 Trucchi per elevare lo spirito

Mercoledì, Gennaio 4th, 2012

Maurizio GaniÈ un mondo pieno di maestri, non è vero? Ovunque volgiamo lo sguardo, ne troviamo uno pronto ad insegnarci ad elevare lo spirito. Raggiungere un alto livello spirituale è in assoluto il cammino più profondo, straordinario e ammirevole lungo il quale siamo chiamati a procedere. Gli alti piani della spiritualità umana si raggiungono solo affrontando problemi importanti, risalenti alle origini della vita, toccando una vasta gamma di argomenti.

PRIMO TRUCCO: diffidare dai maestri i quali, con metodologie diverse, associano la crescita spirituale alla cura delle malattie e alla ricerca del benessere puramente materiale.

Un buon inizio è dunque rappresentato dal fatto di cominciare a liberarci da ogni tipo di attaccamento, dall’intimo desiderio di ricevere in dono dei poteri, di guarire le malattie. Si tratta di elevare, innanzitutto, la nostra capacità di comprendere le altre persone, abbandonando psicologicamente tutti i nostri attaccamenti. Chi vuole imparare tutto, non imparerà nulla se non mette in pratica un alto livello di empatia nei confronti del prossimo. Dobbiamo abbandonare pensieri legati alla competizione, agli imbrogli, al guadagno personale basato sulle altrui perdite. Se fissiamo i pensieri legati agli attaccamenti materiali, o ai problemi di salute, non possiamo elevare lo spirito.

SECONDO TRUCCO: l’intero processo di coltivazione dello spirito consiste nell’abbandonare ogni attaccamento umano, sempre, senza mai fermarsi.

Curare le persone, aiutandole a stare in forma e in salute, non significa, per forza, eseguire una buona azione: invece di rimuovere il dolore, rischiamo solo di rimandarlo e trasformarlo in qualche cosa di peggio. Annullare il dolore significa eliminare un debito derivante da una nostra cattiva azione del passato e il primo fondamentale passo per arrivare a tanto è proprio quello di voler coltivare la propria spiritualità per raggiungere livelli elevati. La vita di tutti noi è fatta in modo da nascondere la vera natura dell’universo, una natura benevola, spinta da una energia miracolosa la quale, come postula il principio della termodinamica “niente crea e niente distrugge: tutto trasforma”.

TERZO TRUCCO: non arrendersi all’idea che siamo persi in un mondo d’illusioni, ma convincersi che la nostra innata natura sia pura e benevola.

Diventando adulti molte persone sviluppano delle relazioni sociali collettive soccombendo ad una forma d’egoismo che le fa, inevitabilmente, scendere sempre più, fino a raggiungere il livello più basso in assoluto: quello dell’indifferenza verso il prossimo. Ebbene, il primo passo per guarire dalle malattie eliminando il dolore, è rappresentato dalla coltivazione dello spirito in modo tale da farlo ritornare alla sua vera origine, pura e benevola, immune al principale male del nostro tempo: l’indifferenza.

A cura di Maurizio Gani

6 Trucchi per smettere di fumare senza prendere peso

Lunedì, Gennaio 2nd, 2012

Andrea TeresiUna grande paura di chi smettere di fumare è quella di ingrassare. Spesso sento frasi del tipo: “Mi piacerebbe smettere, ma la preoccupazione di ingrassare mi blocca quindi evito di provarci”. Coscientemente, si desidera farlo, ma inconsciamente si strutturano nella mente falsi miti che frenano.

Ci sono persone convinte che fumare fa dimagrire e che la nicotina, di fatto, inibisce l’appetito; altre credono che non fumando il metabolismo rallenti notevolmente. Analizziamo i fatti: Smettendo si percepiscono meglio odore e sapore dei cibi, quindi migliora l’appetito. Non definirei questo svantaggioso, anche se può portare a prendere qualche chilo. Inibire alcuni sensi, come fanno i fumatori, e’ come decidere di mangiare cibo cattivo per evitare di mangiarne tanto.

Alcuni sostituiscono la gestualità del fumatore con l’abitudine di smangiucchiare dolciumi, perché  bisognosi di surrogati. Smettendo di fumare con l’Ipnosi questo non succede perché cambiando nel sub-cosciente l’identità del Fumatore con quella dell’Ex-Fumatore, si eviteranno mancanze.

La nicotina provoca un’accelerazione del battito cardiaco, quindi, in minima parte, del metabolismo. Già dopo poche ore di astinenza, il battito si normalizza ed anche il metabolismo rallenta lievemente. Con questo diventerebbe opportuno scegliere di essere tachicardico per dimagrire?

Fumare e’ deleterio per la salute; smettere forse farà prendere due chili e se dovesse accade, quanto ci vorrebbe a perderli? Scambiereste l’essere Ex-Fumatori con due chili di sovrappeso? Un aumento di peso superiore a tre chili non e’ mai imputabile all’astinenza da nicotina, ma all’adozione di scorrette abitudini alimentari; prenderne coscienza e‚ importante per invertire subito la tendenza ad ingrassare.

Se dovesse venirvi voglia di fumare, diluite il desiderio bevendo un bicchiere d’acqua e noterete come questo scomparirà. Naturalmente anche un’attività aerobica regolare aiuta perché stimola il metabolismo, quindi ne compensa la normalizzazione.

Le credenze popolari “lavano il cervello”. Senza rendervene conto le avete fatte penetrare nel vostro sub-cosciente, consentendogli di diventare convinzioni capaci di condizionare scelte e comportamenti. Da oggi evitate di farvi influenzare da falsi miti e, per mantenere la linea, seguite questi 6 semplici consigli che ritroverete anche nel mio ebook:

1.Mangiate solo quando avete fame.
2.Mangiate spesso ed in piccole quantità.
3.Lasciate sempre qualcosa nel piatto, non dovete buttarlo via, potrete mangiarlo in un alto momento.
4.Posate forchetta e coltello dopo ogni boccone, cosi’ darete il tempo allo stomaco di accorgersi che si sta’ riempiendo.
5.Gustate ogni boccone al 100%.
6.Se avete il dubbio di essere sazi, smette subito di mangiare.

A cura di Andrea Teresi

Come chiudere la tua presentazione

Martedì, Dicembre 27th, 2011

Roberto PalumboChi si occupa di comunicazione sa bene quanto sia importante la chiusura di un intervento.
Qualunque sia il motivo per cui stai parlando in pubblico devi curare il finale; devi chiudere “ad arte”, perché sarà il momento in cui ti congederai dal pubblico e lascerai loro l’ultimo ricordo di te e di quello che hai detto.

Che vuoi dire chiudere “ad arte”? Vuol dire, essenzialmente, lasciare il pubblico con lo “stato d’animo” che hai deciso di trasmettergli.
Tutto nasce, dunque, dal tuo obiettivo, dal motivo per cui sei lì a parlare. Chiediti: Cosa voglio trasmettere? Qual è lo stato d’animo che desidero creare? Come voglio che torni a casa il mio pubblico? In fondo è semplice, basta porsi le giuste domande.

Molte persone, invece, pur brillando nei contenuti, tralasciano questo aspetto strutturale. Magari arricchiscono il loro intervento inserendo una gran quantità di concetti, fino ad arrivare, tuttavia, ad una soglia oltre la quale il pubblico non riesce più a seguirli. E così perdono l’occasione per essere più incisivi, ed efficaci. L’errore più comune, dunque, è quello di parlare troppo a lungo, rischiando di mandare in trance le persone sovraccaricandole di informazioni.

E’ opportuno, invece concentrarsi su pochi ed efficaci concetti. L’ultima cosa detta è quella che verrà ricordata maggiormente, quindi, è meglio dedicare una sessione breve e di impatto a questa soltanto.
Nel mio corso “Comunicatori straordinari!”® chiamo quest’ultima parte “scolpire”, proprio per evidenziare il carattere di incisività che deve avere la chiusura nella mente dei nostri ascoltatori.

Sempre avendo presente l’obiettivo del tuo intervento, dunque, ricordati che per poter creare un buon impatto sul pubblico il tuo finale deve stimolare le “emozioni”. Puoi far commuovere, ridere, gioire, motivare, appassionare, riflettere profondamente dipende dal messaggio che vuoi far passare; in parole semplici, devi “Comunicare emozionando“! Un’altra componente essenziale del finale che è buona regola aggiungere è la richiesta specifica di “fare qualcosa”, un “invito ad agire”, affinché quello che hai detto sia applicato nella realtà, affinché il tuo pubblico viva in prima persona e trasmetta coi fatti ciò che ha appreso da te. Sarà, inoltre, come diffondere nel mondo una parte di te attraverso il comportamento del tuo pubblico.
Un caro saluto.

A cura di Roberto Palumbo

Come vivere a pieno le emozioni e utilizzarle per arricchire la propria vita

Sabato, Dicembre 24th, 2011

Eliana LambertiQualcosa sale dentro di me e io la accolgo con il suo nome, a occhi chiusi.

(Francoise Sagan)

I ritmi frenetici che teniamo per far fronte alle diverse esigenze della vita quotidiana spesso finiscono per anestetizzarci rispetto alle emozioni che stiamo provando nel momento presente, poiché siamo continuamente proiettati verso un dopo che così non riusciamo mai a raggiungere. Ti è mai capitato di avere un dubbio sull’aver fatto un’azione che invece, in maniera automatica avevi appena fatto? (esempio più semplice è tornare a controllare se si è chiusa la macchina).
Essere continuamente proiettati sul futuro ci impedisce di vivere a pieno il momento presente, metterci in contatto con noi stessi per capire cosa realmente proviamo cosa realmente vogliamo.

Fermarci nel tempo ci permette di annusare le nostre emozioni, viverle, amare quello che facciamo, ed essere consapevoli di quello che accade dentro e fuori di noi.
La nostra natura di essere umani è tale da mettere a nostra disposizione l’intera gamma delle emozioni. Quando accogliamo tutto ciò che di umano è in noi, apriamo uno spazio all’interno del quale possiamo provare qualsiasi sentimento. Accettare ed esprimere i pensieri sgraditi è di fondamentale importanza per poter poi lavorare su di essi e modificarli.

Abraham Maslow, il padre della psicoterapia umanistica, sostiene: “Proteggendoci dall’inferno che è in noi, ci isoliamo anche dal paradiso che è in noi”. Carl Rogers, fondatore della scuola di Terapia Centrata sul Paziente, fa notare il paradosso è che posso cambiare solo quando accetto me stesso per quello che sono.
Quando accetti te stesso, cioè quando accetti le tue emozioni ti trovi nel migliore stato mentale per attuare il cambiamento.

In ogni momento della giornata attraverso i pensieri narriamo a noi stessi quello che accade intorno. Molte volte questo dialogo interiore è gestito da una specie di pilota automatico; che decide il tono, il ritmo e le parole. Cosa accade? Che le persone che ci trattano peggio diventiamo noi stessi. Prova a porre attenzione durante la giornata al modo in cui stai parlando a te stesso e nei momenti in cui senti di non essere nello stato d’animo che vorresti, riconosci e vivi il momento presente cercando di dare un nome a quello che stai provando. Quando hai la consapevolezza di quello che sta accadendo dentro te, puoi decidere consapevolmente il tono e i contenuti del tuo dialogo interiore e fare in modo questo cambi e diventi accogliente e carismatico.
Ti auguro il meglio.

A cura di Eliana Lamberti