Tre segreti per rapportarsi al complesso fenomeno delle emozioni
di Giacomo Bruno

Tante volte durante i corsi che tengo, la gente mi chiede: “Come posso cambiare?”. La mia risposta è: “Fallo!”
La reazione di solito è: “La fai facile tu…Se fosse così semplice lo farebbero tutti!”. Infatti…perchè non lo fanno tutti?
Attenzione: Il titolo di questo articolo è il risultato, concentrato in una frase, del mio lavoro di quasi 20 anni di ricerca, studio e sperimentazione su me stessa e su tante persone e personaggi che ho avuto il piacere e l’onore di allenare.
Quante volte, scrivendo o conversando, abbiamo usato e usiamo locuzioni come “in realtà”, “realmente”, “realisticamente”? Le usiamo costantemente per sottolineare l’oggettività di uno stato o di una situazione in contrapposizione alla soggettività di un’idea, una tesi, un punto di vista. Abbiamo sempre equiparato ed equipariamo la realtà, interna ed esterna a noi, a qualcosa di oggettivo in assoluto, valido per tutti e per tutte le latitudini.Non abbiamo mai coltivato dubbi sulla realtà.

Volete sapere cosa avrei risposto sedici anni fa alla seguente domanda “per che cosa vorresti essere apprezzato dai tuoi clienti?”
Volete saperlo???
La mia risposta sarebbe stata ed è tutt’ora: io voglio che i miei clienti si sentano come a casa loro e che mangino prodotti genuini come fatti in casa. In una frase : “essere una persona di CUORE”.




“Beh, niente male.. Elegante.. Hanno offerto il Krugg”
“I sigari, i camerieri con i guanti bianchi”
“Orchidee e seladon cymbidium”
“Il DJ più popolare”
“Conclusione: il matrimonio è riuscito a meraviglia!”


