Come allenarsi alla comunicazione

Giochi Conversazionali - https://www.autostima.net/media/authors/381.jpgOgni volta che comunichiamo, il nostro interlocutore si pone un’inconscia domanda, che mi piace sintetizzare in CCC, cioè Cosa Ci Cavo da quanto mi stai dicendo? Quello che ne consegue è che ogni volta che parlo devo cercare di essere il più essenziale possibile, il più mirato, il più chiaro e il più incisivo, per evitare che nella testa del mio interlocutore passino altri pensieri che lo distraggono dal mio messaggio.

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I segreti del bravo comunicatore

L'Arte del Discorso - https://www.autostima.net/media/authors/29.jpgQual è la differenza fra un buon comunicatore e un guitto della comunicazione? Sfatiamo il luogo comune che per informare, intrattenere, attivare, convincere – sono i quattro motivi principali per i quali parliamo in pubblico – siano indispensabili facilità di parola e una buona cultura alle spalle. Certamente sono utili, ci mancherebbe altro, ma non sono essenziali. Altrimenti, dovremmo concludere che tutti gli insegnanti che abbiamo avuto nei 13 anni di scuola e nei 4 di università erano ottimi comunicatori, ma non sarebbe vero. Perché allora dovremmo salvarne solo due o tre, quattro al massimo? Che cosa avevano questi pochi rispetto alla maggioranza di cui non ricordiamo neppure il nome? Sapevano trasmettere, direi quasi che sapevano vendere la materia di cui erano docenti.

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Come liberare la propria creatività

Manuale di Disegno - https://www.autostima.net/media/authors/330.jpgNon di rado mi sento dire: «Ti invidio perché sai disegnare, mentre io sono negato». E quando rispondo che tutti avrebbero il piacere di disegnare se sapessero come liberarsi dei blocchi della parte sinistra del loro cervello, vedo una smorfia di sorpresa e perplessità. Invece è proprio così, e pochi lo sanno: infatti la nostra creatività è riposta nella parte destra del cervello, la quale è ancora libera di esprimersi almeno finchè si è nelle fasi dell’infanzia.

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Come intraprendere un percorso di crescita personale con la filosofia

Filosofia per la Crescita - https://www.autostima.net/media/authors/364.jpgLa crescita personale è l’obiettivo di questo ebook e lo si raggiunge attraverso l’amore per la filosofia. Dodici filosofi ci aiuteranno ad affrontare i mille problemi che ci assillano quotidianamente. Si richiede un momento di arresto per riflettere, per meditare e c’è la richiesta d’ascolto, un ascolto che solo il silenzio della sospensione del rumore quotidiano può dare. Partendo da Socrate per giungere a filosofi contemporanei possiamo accogliere il loro pensiero, i loro suggerimenti e le loro  indicazioni. La filosofia, in effetti, può invece essere utile per la crescita personale, per capire il mondo, noi stessi e il rapporto con gli altri. La filosofia, inoltre, nasce come elemento di rassicurazione, perché consente di vivere il cambiamento con un minore coinvolgimento personale. La voce delle persone sagge è apparentemente estranea alle vicissitudini del soggetto ma narrando talvolta con tono quasi impersonale le consente un maggior controllo dell’ansia di fronte al mutamento. L’analisi di se stessi rende la persona consapevole  e spinge a rimettere tutto in discussione: ciò favorisce il cambiamento.

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Tanti segreti per mettersi in viaggio nella comunicazione felice

IangelaFoirene Grandi canta: “Prima di partire per un lungo viaggio…prova a capire se stai bene tu, prova ad ascoltare un po’ di più, prova a capire quello che dai tu. Porta con te la voglia di adattarti. Porta con te la voglia di non tornare più.” Provate ad interpretare queste parole pensando al tema della comunicazione: il viaggio è quello necessario per arrivare alla meta, una comunicazione libera e positiva che ci darà grandi ritorni in benessere. La voglia di adattarsi è sostanzialmente la capacità di cambiare in nome di un miglioramento che deriverà a tutta la nostra persona. E la voglia di non tornare più indietro sarà il risultato inevitabile dei nostri sforzi, poiché avremo provato come si sta meglio quando si comunica meglio!

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Perché l’approccio “problem solving” non funziona con i pensieri negativi?

UGOPERUGINIIl Commissario Montalbano e i “pensieri negativi”

Tutti abbiamo pensieri negativi che ci disturbano, che ci fanno soffrire e che spesso ci impediscono di ottenere quello che vogliamo, ad esempio acquisire nuove conoscenze. Se ci può fare piacere, persino, un personaggio razionale come il Commissario Montalbano, scaturito dalla penna felicissima di Andrea Camilleri, soffre di questi problemi.

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Come assumere i tre nemici della procrastinazione


La procrastinazione è una creatura subdola e meschina:
usa armi come scuse e alibi soporiferi per assopire le sue vittime per poi ucciderne l’entusiasmo lentamente, infierendo sulle ferite aperte sui punti deboli. Questo mostro sarà pure tremendamente constante ma ha un grosso difetto: è ripetitivo e quindi prevedibile. Quando la natura crea un ostacolo, per legge deve creare anche una soluzione!

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Come stanare i pensieri negativi e imparare più facilmente

Lo stato mentale che porta ad avere una performance eccellente per quanto riguarda l’apprendimento è facilmente riconoscibile: è lo stato in cui tu hai la massima efficienza cognitiva e quindi puoi acquisire tutte le informazioni, le comprendi, e puoi rispondere in maniera flessibile a ogni sollecitazione che ti arrivi dall’esterno.

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Come vincere una paura credendo nel cambiamento

Angelo AllegriniPer vincere una paura occorre credere nella possibilità del cambiamento; non è una cosa difficile, eppure tanti si scoraggiano prima di cominciare.
Le obiezioni, tuttavia,  sono veramente deboli.
Una delle più frequenti riguarda la capacità di imparare.
– Sono troppo vecchio per imparare;
– a questa età non si impara più.
Ora, il punto è, semplicemente, che queste affermazioni non sono vere.
Quante cose il nostro cervello impara ogni giorno con facilità, senza che neppure ce ne accorgiamo?
Quante volte non si riesce a scacciare un’idea o una canzone dalla mente? La cosa strabiliante è come quel motivetto ci sia entrato nella nostra testa.
Anche le fobie non sono altro che una forma straordinaria di apprendimento.
Spesso basta una sola esperienza, un solo tentativo, per imparare ad aver paura di una cosa.
Ed è un apprendimento solido e resistente nel tempo.
A me non è mai capitato di vedere una persona che ha il terrore del sangue, o dei ragni, che si dimentichi della sua paura perché stava soprappensiero:
“Ehi, ieri ho visto un ragno e mi sono scordato di svenire…”.
L’altra obiezione suona più o meno:
Io sono fatto così.
Quante persone fanno soffrire gli altri e loro stessi solo perché che devono essere se stessi? 
Una persona rimane sempre se stessa anche quando impara a comportarsi in modo nuovo e se esiste la possibilità di acquisire competenze e abilità potenzianti perché rinunziarvi?
Imparare è facile e veloce, lo facciamo tutti, ogni giorno.
Quello che serve è solo imparare a modificare la rappresentazione interna di un fatto per sostituire una reazione che non ci piace con un comportamento più adatto o più soddisfacente.
In fin dei conti chi guida l’autobus siamo proprio noi e, a meno che non decidiamo di lasciare il motore in balìa di se stesso, siamo sempre noi a decidere la direzione. 
Naturalmente se vogliamo fare un viaggio in piena sicurezza sarà necessario occuparsi dei pneumatici, dell’olio e, soprattutto, del carburante.
Così allo stesso modo dovremo conoscere tutto quello che ci serve per modificare la rotta che non ci piace e che vogliamo cambiare.
Può capitare che per strada qualcosa abbia smesso di funzionare o che ci si ritrovi a corto di benzina, ma poi, una volta rifornito del necessario, potremo raggiungere  comunque l’obiettivo.
Ciò che serve sono le risorse; non tanto averle, quanto sapere quali servono, perché il cambiamento deriva dalla consapevolezza delle proprie risorse.
Ciò significa che se volessi vincere la lotteria senza averne le risorse, cioè senza giocare, potrei stare mesi interi a lamentarmi della sfortuna senza essere provvisto dell‚unica possibilità di raggiungere il mio scopo. 
Il mio ebook Vincere Fobie e Paure è una vera e propria risorsa sotto forma di manuale pratico utile non solo per sconfiggere quelle paure che forse vi hanno accompagnato finora ma anche per superare tanti ostacoli di diversa natura che spesso impediscono di raggiungere il vostro stato desiderato

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Come Einstein cavalcava un raggio di luce: la sua Intuizione

Ivan De MicoNella sua ultima nota biografica Einstein ricordava la prima intuizione cruciale che lo portò alla sua Teoria Speciale della Relatività. Mentre stava sognando ad occhi aperti questa gli giunse senza un valido motivo, e alla sua giovane età appunto si chiese: “come sarebbe”, parlando tra se e se, “correre a fianco ad un raggio di luce, alla velocità della luce?“.

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