Nella tristezza si sbaglia di più

Terenzio DavinoQuando siamo presi da stati di ansia, viviamo momenti amari della vita, attraversiamo profonda tristezza e proviamo una forte sensazione di sconforto, non è il tempo giusto per acquistare, per prendere decisioni importanti d’investimento, immergersi in rapide deliberazioni che possono portare a scelte sbagliate.
In queste fasi negative della vita non si può vedere bene, con lungimiranza e necessaria lucidità e il pensiero strategico e operativo sono compromessi da stati emotivi intensi che annebbiano il giudizio critico.
“Il momento della tristezza rappresenta l’incontro tra desiderio e i suoi limiti propri. Non è l’esterno che delimita il desiderio, bensì i limiti sono costitutivi del desiderio stesso”.

Sentirsi tristi porta a voler ricercare immediata gratificazione e afferrare subito qualsiasi cosa possa risollevare il morale a ogni costo, a discapito dell’economicità delle scelte proprie. Desiderare di avere tutto e subito non è segno di maturità e porta a infelici decisioni impulsive in disaccordo anche con il buonsenso.
Buttarsi in relazioni amorose solo per dimenticare i “vuoti” lasciati da amori passati non è una buona soluzione verso il cammino di elaborazione della tristezza vissuta e verso la riscoperta dell‘autenticità dei sentimenti da dedicare a chi viene in seguito a “scaldare il cuore”.

La tristezza aumenta l’ansia di prendere qualsiasi risoluzione per togliersi di dosso uno stato di torpore che soffoca la vita. Concedersi una frazione di tempo in cui vivere la propria tristezza è una buona pratica, senza dover decidere su spese che possono essere rinviate ad altra data e senza l’ossessione di volersi scrollare di dosso quel momento di afflizione con troppa fretta che non porta a comprendere i segnali comunicati dal transito di sensazioni sussurrate dal dolore.

Guadagnare si può in termini finanziari, di salute, di equilibrio relazionale, di tempo di qualità da dedicare a se stessi e al proprio partner e riuscire a sanarsi in tempo utile per fare esperienze più positive. E’ consigliabile investire in nuovi strumenti che permettano d’intervenire sui “conflitti emotivi” e senza rischiare di perdere ancora a causa di atti compiuti per compensare squilibri densi di ansia.

Proviamo a riconoscere e valutare l’inquietudine che ci attraversa, l’impazienza che ci affligge quando ci percepiamo costernati e pensiamo che sia meglio decidere di non decidere per meglio fluttuare e ondeggiare fino a quando di nuovo siamo presenti a noi stessi e riacquistiamo tutte le facoltà per prendere decisioni affermative. Decidere presi dalla tetraggine porterà in seguito a più forti tristezze o oppressione d’animo. C’è un tempo ove è sempre meglio stare fermi piuttosto che muoversi e cadere più a fondo.

A cura di Terenzio Davino

Pubblicato il: 23 Gennaio 2013