comunicazione

3 segreti per diventare più bravi nella conversazione

Lunedì, Gennaio 23rd, 2012

Angela FoiChissà, magari l’avrete letta anche voi, poiché è una storiella che gira in internet.
L’avaro del paese cadde nelle acque del lago.
“Aiuto, aiuto! Non so nuotare!” Gridava a squarciagola, annaspando nell’acqua.
I paesani accorsero per salvarlo.
“Dammi il braccio che ti tiro fuori!” Gli urlò un ragazzone.
“Dammi la mano che ti salvo!” Gridò un altro.
“Dai, vai sotto, punta un piede e spingiti verso di me!” Disse un altro ancora.
Ma l’avaro non aveva mai saputo andare verso qualcuno e nemmeno dare ad altri e anche questa volta non sapeva dare né mano né braccio.
Arrivò un uomo che gli si rivolse nel suo stesso linguaggio: “Prendi la mia mano che ti porto in salvo!”
Immediatamente l’avaro afferrò la mano dell’uomo e fu salvato.

Perché questa storiella?
Per sottolineare l’importanza delle parole, che possono salvare oppure ferire come lame affilate!
La più grande differenza è data dalla consapevolezza nel loro uso, perché troppo spesso infliggiamo ferite senza accorgerci né volerlo, e non sappiamo invece cosa dire quando vorremmo portare sollievo, con l’esito di ottenere l’esatto contrario di quello che avremmo desiderato.

Inoltre, al di là delle parole, nella comunicazione o nella più semplice conversazione sono davvero tanti i fattori che possono rendere il nostro intervento positivo, piuttosto che negativo e, oltre alle consapevolezze sono necessari atteggiamenti, abilità e tecniche.

Tutti conversiamo, ma in pochi lo sanno fare con consapevolezza, pensiero veloce e parola sciolta. Il bello, però, è che si può imparare!

Qualche segreto?

Partiamo dagli atteggiamenti, citandone solo il più importante secondo me: la capacità di ascolto, o ancora meglio il desiderio di ascoltare davvero.
Questo lo si dimostra non solo aprendo le orecchie, ma anche il cuore al nostro interlocutore e facendoglielo capire con gli occhi che lo guardano, la testa che assente e la postura volta verso di lui e ancora con qualche domanda in merito ogni tanto, a dimostrazione che stiamo seguendo quanto ci viene raccontato.
Tra gli atteggiamenti, per citarne solo qualcun altro, è importante l’essere assertivi, per sapere esprimere le proprie idee senza ansia né aggressività, capaci di difendere i propri diritti senza violare quelli altrui. È inoltre un grande punto di forza il credere che tutti siamo portatori di valori e che da tutti possiamo imparare. E anche il mettere al bando ogni desiderio di manipolazione, e questo non per moralismo, ma per puro interesse! Nessuno darà mai più credito, infatti, al manipolatore che si tradisca anche una sola volta!

Anche le abilità richieste non sono poche.
Per esempio saper fare buon uso della voce, che è il nostro personale strumento musicale! Saper controllare la nostra gestualità e la mimica facciale, occhi per primi. Saper atteggiare la nostra postura.  Saper fare buon uso dello spazio, poiché è ben diverso sussurrare attaccati a un orecchio che non parlare alla distanza di un braccio.

Per finire, rimangono le tecniche ma questo è già un discorso per iniziati!

Quello che mi piace dirvi in conclusione è che, nonostante la comunicazione sia un discorso complesso, si può davvero migliorare e anche in fretta, se lo si desidera, con un po‚ di esercizio guidato e con gli atteggiamenti sintetizzati nell’acronimo “DISCO”: Determinazione, Impegno, Strategie, Chiarezza di Obiettivi.

A cura di Angela Foi

Come cambiare per crescere

Giovedì, Gennaio 19th, 2012

Stefano BerdiniQuando si cambia si perde sempre qualcosa?. Esiste anche un proverbio che conferma tale convinzione: “chi abbandona la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova”. Eppure il cambiamento può essere visto al contrario come sviluppare e acquisire qualcosa in più; quando si cambia si acquista qualcosa e si cresce. Molte persone però, nel corso di progetti di cambiamento, manifestano grandi resistenze perché hanno timore di perdere molte cose; la sicurezza, le abitudini, i propri spazi ed anche il potere, anzi forse proprio quest’ultimo diventa il vero motivo di resistenza.

Chi è impegnato in progetti di cambiamento deve quindi lavorare per invertire la tendenza e trasformare quelle persone, che manifestano  maggiore resistenza, più consapevoli di quanto possono ottenere dal cambiamento. Ma cosa fare per rendere più efficace l’azione di cambiamento, quali strategie adottare e come intervenire nel modo più opportuno. Provo ad indicare 3 consigli, da attuare soprattutto verso le persone che offrono più resistenza e che ho avuto modo di applicare in diversi contesti organizzativi. Essi si basano sui principi della comunicazione, del coinvolgimento e del sostegno.

Comunicazione: lavorare sulla relazione oltre che sul contenuto
Nel migliorare ed ottimizzare metodi e procedure spesso ci si concentra troppo nel merito delle questioni e si trascura il modo con cui queste modifiche vengono proposte ed attuate. In questo senso la comunicazione gioca un ruolo fondamentale, ma occorre lavorare sulla relazione ossia prestare una particolare attenzione al processo di aiuto valorizzando le risorse della persona e non sostituendosi ad essa nel proporre e nell’individuare le soluzioni migliori.

Coinvolgimento: assegnare ruoli precisi
Chi si pone in atteggiamento critico o addirittura arriva a fare dell’ostruzionismo, spesso non è stato sufficientemente coinvolto e questi atteggiamenti diventano delle forme di difesa. Favorendo la collaborazione ed affidando a queste persone dei ruoli attivi nella conduzione del progetto di miglioramento possiamo aiutarli ad abbassare le difese e sollecitare atteggiamenti di collaborazione.

Sostegno - Lavorare con le emozioni
Ho già più sostenuto più volte che un processo di cambiamento coinvolge oltre che la sfera razionale soprattutto quella emozionale. Se la persona non “si sente” nel nuovo ruolo o nel nuovo compito sarà portato a rifiutarli opponendo resistenza. Sostenere la persona significa allora essere attenti al “come ti senti”, “cosa senti che non ti appartiene in questa situazione” o “come agiresti”. Sono tutti atteggiamenti utili alla soluzione efficace del problema riconoscendo il ruolo delle emozioni nell‚analisi delle proprie resistenze.

E da ciò quindi che si può efficacemente passare da un atteggiamento negativo ad uno positivo verso il cambiamento; cambiare significa apprendere nuovi modi di fare ma anche di essere e di agire e guardando alle persone nella loro interezza possiamo riuscire più efficacemente a raggiungere risultati eccellenti. Quando abbiamo realizzato il cambiamento ci sentiamo più cresciuti, più maturi, siamo stati in grado di ripensare e di scegliere il rinnovamento.

A cura di Stefano Berdini

3 trucchi per migliorare le prestazioni con la standardizzazione

Giovedì, Novembre 17th, 2011

Roberto SaffirioLa standardizzazione è il processo attraverso il quale si può ottenere un miglioramento stabile delle prestazioni. Ed è il processo attraverso il quale le soluzioni ai problemi vengono adottate in modo strutturale, divenendo parte integrante della competenza distintiva di un’organizzazione.

Quando si parla di standardizzazione l’errore più consueto è quello di pensare che essa  freni la creatività vietando di immaginazione. Nulla è più falso di questi pensieri. Nel lavoro la presenza degli standard permette di mantenere ad alti livelli la produttività, la qualità e la sicurezza. Più semplicemente, la standardizzazione consiste nell’individuazione di quel “set” di istruzioni che definiscono ed illustrano chiaramente il modo in cui ogni aspetto di un determinato lavoro debba essere compiuto.

Esempi di standardizzazione di successo sono le sette note musicali con cui l’armonia occidentale ha ritenuto di standardizzare i propri suoni, la numerazione internazionale della misura delle chiavi inglesi, il rispetto della check-list di controllo che ogni pilota esegue prima di mettersi in volo.
La standardizzazione mostra per questi motivi una profonda differenza con la procedura e con l’automazione poiché è prima di tutto una cultura: la cultura della regolarità. L’esempio più efficace in proposito è quello della cameretta dei bambini. Ciclicamente, mamme e papà di tutto il mondo ne chiedono il riordino ai figli, minacciando ritorsioni di vario genere in caso contrario. Ma una volta ultimate le pulizie, le camerette tornano ben presto alla situazione originaria e giochi, libri, vestiti ed oggetti di vario genere si accumulano in un disordine fuori controllo. Il motivo è semplice. Riordinare la cameretta è in genere una disposizione da eseguire, un compito da svolgere; una procedura da attuare e non un’abitudine comportamentale. E la rivoluzione culturale che deve essere compiuta è che tale responsabilità non riguarda il ripristino delle condizioni di ordine, ma il loro costante mantenimento. Bisogna passare dalla cultura del ripristino dell’ordine alla cultura dell’evitare che si crei disordine. Poiché prevenire è davvero meglio che curare.

La standardizzazione è il metodo con cui le modifiche ed i miglioramenti organizzativi sono in grado di acquisire continuità e il processo di standardizzazione si basa sull’individuazione di regole e sull’adozione sistematica di alcuni comportamenti. Operare secondo princìpi standard è il primo passo per ottenere il miglioramento delle prestazioni.
Nel settore dei servizi gli standard riguardano attività, metodi e comportamenti. Naturalmente vi è l’obbligo di distinguere tra caso e caso. Si tratta di decidere se concentrare la propria attenzione sulla standardizzazione degli input (ad esempio le richieste dei clienti), della sequenza delle attività di processo (il metodo di lavorazione) o degli output (i risultati attesi). Infatti, benché si tratti di due attività di servizio, l’apertura di un conto corrente bancario è evidentemente molto diversa rispetto all’intervento di un dentista. E ciò rende sostanzialmente impossibile l’individuazione di un criterio unico ed universale di standardizzazione.
Il metodo per attivare in ciascuno questo miglioramento si basa sulla capacità di apprendere l’esecuzione corretta di tre fasi che sono in grado di realizzare i seguenti princìpi, collegati alla catena del valore.
Fase uno: AUTOMAZIONE
Fase due: ORGANIZZAZIONE
Fase tre: STANDARDIZZAZIONE

Per provare ad attuare tale metodo è sufficiente iniziare con l’eseguire il seguente esercizio mentale, ponendosi sempre le seguenti tre domande:
Quali vantaggi combinatori posso ottenere se eseguendo questa operazione ne riesco ad associare delle altre?
In quali altre occasioni della stessa natura mi può essere utile la soluzione che sto progettando?
Nella mia organizzazione chi può adottare la mia soluzione ed in quali situazioni il risultato da me ottenuto può essere utile a creare vantaggi?

La fase uno, l’automazione, non contempla quindi di affidare alle macchine parti del lavoro solitamente eseguite dall’uomo. Automatizzare significa prima di tutto perseguire la realizzazione del princìpio della simultaneità delle operazioni. Nella vita quotidiana di ognuno di noi esiste una quantità incredibile di gesti che vengono eseguiti senza l’ausilio della piena consapevolezza, quasi automaticamente. Ad esempio,  schiacciare automaticamente il pedale della frizione quando si opera un cambio di marcia o schiacciare il pedale del freno quando la luce del semaforo diventa rossa.
Nella vita delle organizzazioni il progresso ed il miglioramento delle performance passa obbligatoriamente per la strada della automazione. La simultaneità delle operazioni, oltre ad un palese risultato di efficienza economica, permette un aumento generale della qualità e della sicurezza. Una taglierina professionale non funziona se non si pigiano contemporaneamente due tasti con altrettante dita di due mani distinte. Un’affettatrice si blocca automaticamente se la lama non è protetta dal carter, una caldaia sospende l’erogazione del gas al venir meno della fiammella guida ed un elevatore non funziona se le sue barre stabilizzatrici non sono prima state posizionate a dovere. Lo studio di una maschera per l’invio della posta elettronica in cui appaiano automaticamente la data e la firma della missiva è un valido punto di partenza per capire cosa significhi l’automazione nella comunicazione e nei servizi.

Organizzare la seconda fase della standardizzazione - significa “salvare” quanto di buono si è fatto nell’esercizio dell’attività per ripeterlo all’occorrenza con minor dispendio di energie e di risorse. Organizzare significa lavorare affinchè le operazioni di un esperimento divengano solide basi per realizzare il princìpio della metodicità. Per riuscire nell’arduo compito di organizzare occorre approcciare ogni lavoro secondo il criterio dello scomporre e ricomporre. Per scomporre occorre separare in modo chiaro le attività necessarie da quelle non necessarie ed eliminare queste ultime. Per ricomporre occorre mettere le attività nell’ordine e nella sequenza più funzionali all’obiettivo in modo tale da renderle pronte all’impiego in modo rapido.

Nei servizi, dove il processo assume connotati di forte invisibilità, è sempre bene disporre di meccanismi visivi. Cassette IN e OUT nelle quali è facile scorgere l’accumulo o la mancanza di lavoro; colori per contrassegnare il grado di urgenza tipicamente associato a rosso, giallo e verde; lavagne sulla quali l’operazione di “spunta” da corpo all‚avanzamento del lavoro. Con l’andare del tempo, meccanismi di questo genere sviluppano esperienza omogenea negli operatori che è a sua volta pronta per diventare cultura d’impresa e tradursi in standard organizzativo.

Uno dei fattori che caratterizza l’esperienza è il ricordo. Ma il ricordo più utile ad un’esperienza non è tanto quello umano, tradizionalmente emozionale, quanto quello razionale. Non quello legato ai contenuti della cosa fatta quanto quello legato ai metodi con cui la si è fatta. L’uomo ricorda attraverso la memoria, le organizzazioni attraverso metodi e procedure.
Salvare sulla memoria del proprio computer tipologie di lettere di risposta diversificate secondo la tipologia dei problemi più frequenti che si presentano è un discreto esempio di metodicità nell’organizzazione della comunicazione.

La fase tre è quella della vera e propria standardizzazione. L’adozione di un’esperienza condotta in un settore di applicazione in un altro settore è la condizione che realizza il princìpio della trasferibilità. Ed è contemporaneamente la condizione che ogni organizzazione di servizi dovrebbe perseguire se desidera ottenere il successo.
La disposizione a pettine delle casse dei supermercati si è affermata quando alcuni manager dell’industria hanno trasferito nel settore della grande distribuzione organizzata alcuni princìpi della produzione in serie. La realizzazione del princìpio culturale della trasferibilità è la dimostrazione dell’esistenza di opportunità di standardizzazione. Tali opportunità sono crescenti al crescere dell’esperienza maturata dall’organizzazione.
Standardizzare significa pervenire all’ottenimento di un output costante nel tempo, secondo un modello uniforme cui si è giunti dopo una cospicua esperienza.
Si può possedere competenza organizzativa senza necessariamente possedere competenza tecnica. Si può cambiare un lampadario senza essere degli elettricisti di professione adottando il princìpio di mettere in sicurezza la parte su cui si interviene prima di agire e sospendendo l’erogazione di energia elettrica. Un’operazione, la messa in sicurezza, che chissà quante volte abbiamo fatto sostituendo la ruota di un’auto dopo averla accuratamente accostata al ciglio della strada o liberando un piano di lavoro prima di disporvi sopra tutti i componenti di un elettrodomestico che ci si accinge a smontare.
In comunicazione l’adozione di un gergo più propriamente sportivo o militare per descrivere le attività aziendali è un tipico sintomo di un’opera di “trasferimento dei concetti” e, spesso, si rivela più funzionale all’obiettivo della comunicazione naturale prevista per quell’argomento. Affermare che il lunedì successivo  verrà dato il calcio d’inizio ad un’operazione o che l’indomani rappresenta l’ora x è senza dubbio più chiaro ed affascinante che dire: “Domani si inaugurerà una nuova stagione di lavoro”.

A cura di Roberto Saffirio

3 trucchi per essere eleganti

Venerdì, Novembre 4th, 2011

Flaminia BoeroCome essere eleganti spendendo il minimo necessario.
Il modo di vestire parla, l’abbigliamento è comunicazione, trasmette dettagli importantissimi sulla tua personalità e sul tuo stile di vita; un aspetto trasandato riflette apatia e noncuranza, un vestito curato comunica sicurezza, minimizza le imperfezioni ed esalta le qualità. Chi si sente adeguato diventerà tranquillo e sicuro di sé. Qualche consiglio? Ne troverai moltissimi nell’ebook.

Un piccolo esempio, sono gli errori da evitare. Per gli uomini: le canottiere a vista, gli stivali da cowboy, gli occhiali specchiati, il logo visibile, i pantaloni infilati negli stivali, (sempre che non si abbia un cavallo da portare a passeggio). Gli zainetti da eterno studente quando l’adolescenza è ormai superata.

In spiaggia i mutandoni da surfer hawaiano o mini slip, meglio i boxer a metà coscia, in tinta unita o a piccole fantasie. Vietate le bretelle, i pantaloni della tuta in città, le giacche con fantasie a quadri grandi. La cintura deve essere dello stesso colore delle scarpe, bandite le sneakers con il cappotto, i jeans sbiaditi o troppo stretti e la cravatta dello stesso colore della camicia.

Per le donne: i tessuti maculati, zebrati, leopardati, che riproducano il manto di felini, sono kitsch e poco raffinati. Per creare movimento è bello accostare tra di loro tessuti di diverso peso, come lana e seta, in tessuto monocolore o in diverse sfumature dello stesso. Con una gonna di tweed, abbinata a un grosso maglione di lana, rischiamo di apparire più vecchie e più grasse, accostiamo invece una camicetta di seta e saremo femminili e seducenti.

L’eleganza, la semplicità, la sobrietà sono arti che puoi apprendere e coltivare ogni giorno. Non per essere originali a tutti i costi - l’eccessiva prevedibilità è fastidiosa quanto l’esagerata originalità - ma affinché tu possa sviluppare un autonomo e critico senso estetico. Perché solo il gusto può ricondurre alla bellezza, alla natura, alla vita.

A cura di Anna Galli

Come definire per i tuoi eventi politiche di prezzo vincenti

Martedì, Novembre 1st, 2011

Filippo Maria CailottoSpesso chi partecipa ai miei corsi di marketing degli eventi mi chiede: come faccio a definire il prezzo del biglietto d’entrata alla manifestazione che sto organizzando, un prezzo che il mio pubblico sia disposto a pagare e che sia soddisfacente anche per noi organizzatori?

Il prezzo è un aspetto importante nella decisione di partecipare al tuo evento da parte del potenziale spettatore, che vuole valore in cambio del suo denaro. Nella definizione del prezzo del biglietto la struttura dei costi per la realizzazione dell’evento è utile come base di riferimento, ma quello che si deve studiare con attenzione è appunto la percezione di “valore” attribuita alla proposta da parte dell’utente. Questo è vero in particolare nel caso degli eventi culturali, dove l’elemento intangibile è elevatissimo.

Il valore percepito è solo nella mente del pubblico ed è perciò influenzabile tramite gli strumenti del marketing e della comunicazione.

È stato dimostrato da studi di psicologi che le aspettative del pubblico sono in relazione anche con il prezzo del biglietto. Se la qualità della proposta è alta, il prezzo deve essere alto.

Ma, ribadiamolo: l’alta qualità, da sola, non è sufficiente a giustificare un alto prezzo del biglietto. Deve essere alta anche la percezione di valore nella mente del nostro pubblico: attraverso la comunicazione della qualità dobbiamo influenzare il “sistema percettivo” dei nostri potenziali spettatori.

Perchè per andare ad un concerto di Andrea Bocelli o di Placido Domingo tutti sarebbero disposti a pagare un alto prezzo del biglietto? Perchè non solo la qualità di questi grandi artisti è alta, ma è alta anche la percezione del loro valore da parte dello spettatore.

Che cosa ha determinato questo alto valore percepito? La comunicazione nelle sue varie forme, che ha influenzato la rappresentazione mentale del valore di questi artisti; quando poi si aggiunge l’esperienza diretta, se è pari alle aspettative, si avranno giudizi di valore duraturi, che ben difficilmente potranno essere scalfiti.

In una ricerca svolta in Gran Bretagna, su un campione di frequentatori potenziali di 1.298 persone, alla domanda sul perché non avessero partecipato ad un particolare spettacolo solo 19 persone hanno menzionato il prezzo del biglietto.

Ad un’altra domanda tendente a verificare cosa si valuta prioritariamente quando si decide se partecipare o no ad un evento, su una lista attentamente strutturata di 20 aspetti, il prezzo del biglietto si è attestato solo al decimo posto. I tre aspetti universalmente riconosciuti si sono invece rivelati essere: la qualità dello spettacolo, la componente di intrattenimento della manifestazione, i contenuti della proposta.

Il prezzo influisce dunque sulla percezione della qualità di un evento, ma è giustificato solo dalla rappresentazione di valore che realmente si è venuta a formare nella mente del pubblico.

Morale: comunicare, comunicare, comunicare.

A cura di Filippo Cailotto

Calendario di Settembre 2011: vota il tuo Ebook preferito!

Giovedì, Agosto 25th, 2011

Settembre è un mese difficile: bisogna salutare le vacanze e tornare a lavoro! Ma con la Bruno Editore le sorprese sono sempre dietro l’angolo, e grazie allo Stop alle proposte, possiamo dare la giusta visibilità a ognuno dei nostri autori pubblicando, invece dei 30 previsti, 13 fantastici ebook!

Dimenticate per un attimo l’incombenza del rientro e mixate l’utile al dilettevole: scoprirete come sfruttare le risorse del Marketing in ambito turistico, come diventare dei perfetti Agenti Immobiliari e come investire con l’Arte Contemporanea.

Il tutto, accompagnato da un’attenzione particolare alla Comunicazione, che troverete esaminata in ogni sua accezione: come comunicare col partner, con vostro figlio, e persino col vostro dottore, perché si sa, la salute prima di tutto.

E poi, dulcis in fundo, godetevi un viaggio nelle Emozioni e preparatevi al cambiamento, perché a Settembre…è tempo di ebook!


Investire in Arte Moderna e Contemporanea01 Settembre 2011
Investire in Arte Moderna e Contemporanea di Federico Zucchelli
Dalle Aste alle Gallerie, i Segreti per Valutare le Opere ed Effettuare Investimenti di Lusso

Il campo dell’arte è un mondo sofisticato ed elitario, il cui accesso è garantito solo a chi sa muoversi e possiede l’occhio dell’estimatore. Nel tempo l’arte si è rivelata, per coloro che hanno avuto le giuste intuizioni, un soggetto di investimento eccezionale e di altissimo livello, tuttavia i segreti e le strategie da attuare per avere successo in quest’ambito sono sconosciuti ai più. In questa guida unica troverai tutto ciò che ti serve per entrare nel giro giusto e guadagnare operando nel mercato più nobile che esista.

Quantum Freedom02 Settembre 2011
Quantum Freedom
Supera i tuoi Limiti e i tuoi Automatismi per Cambiare Te Stesso con la Teoria dei Quanti
Autore: Alberto Lori
Ognuno di noi desidera abbandonare le brutte abitudini e attuare cambiamenti positivi su se stesso. Questo ebook ti guiderà nello sradicamento del tuo modello limitante e nella presa di coscienza profonda di cosa sia la realtà e di come la nostra mente agisca su di essa. Grazie alla Teoria dei Quanti smetterai finalmente di avere paura e guarderai con fiducia al futuro e al cambiamento.

Marketing Turistico05 Settembre 2011
Marketing Turistico di Giancarlo Fornei
Strategie e Strumenti per la Promozione Efficace della Tua Impresa Turistica.

Vorresti avviare una nuova attività turistica di successo, o migliorare le prestazioni di quella che già possiedi? Grazie a questo ebook scoprirai come gestire al meglio il tuo personale, la rete marketing e l’immagine stessa dell’azienda. L’autore, passo dopo passo, ti accompagnerà nel viaggio più importante: quello verso il tuo successo!

La Comunicazione tra Medico e Paziente07 Settembre 2011
La Comunicazione tra Medico e Paziente di Amilcare Spinapolice
Come Relazionarsi con Rispetto e Comprendersi Correttamente nella Difesa della Salute e nella Cura della Malattia

La relazione tra medico e paziente rappresenta un momento molto delicato che merita di essere approfondito. Al fine di superare tutte le difficoltà legate a questo tipo di rapporto, l’autore propone un percorso che, partendo dai principi della comunicazione, analizza quella specifica tra medico e paziente e le criticità che possono nascere. Attraverso le strategie proposte in questo testo, potrai imparare a comunicare con serenità e rispetto di te stesso e dell’altro, sia come medico che come paziente.

La Comunicazione Finanziaria09 Settembre 2011
La Comunicazione Finanziaria di Roberto Ciompi
I Consigli Pratici per Valorizzare il Bilancio e Renderlo uno Strumento di Aggregazione degli Stakeholders

Conto Economico e Stato Patrimoniale sono documenti con i quali tutti gli imprenditori prendono familiarità nel corso della gestione di un’impresa. Il dettaglio che spesso sfugge è che non sono solo funzionali alla contabilità interna: attraverso di essi passa il flusso della comunicazione dell’azienda. Come curare allora la tua documentazione affinché risulti efficace di fronte alle Banche? Come coinvolgere i tuoi stakeholders e creare un’immagine affidabile e credibile? Scoprilo con i consigli di questo manuale.

Il Cambiamento che Vorrei12 Settembre 2011
Il Cambiamento che Vorrei di Raffaele GalassoPatrizia Sciacca
Dall’Obiettivo all’Azione, Come Ottenere il Successo Personale e Diventare la Persona che Desideri

È giunto il momento di smettere di confondere i desideri con gli obiettivi, rimanendo deluso perché non riesci a realizzarli. Questo ebook ti aiuterà a fare finalmente luce sulle tue motivazioni profonde, sulle tue credenze e sui tuoi valori, illustrandoti il meccanismo del cambiamento. Grazie agli efficaci esercizi e agli strumenti forniti riuscirai infine ad agire per raggiungere il tuo obiettivo e intraprendere la strada verso il successo.

Viaggio nelle Emozioni14 Settembre 2011
Viaggio nelle Emozioni di Maurizio Gani
Impara a Riconoscere, Affrontare e Controllare le tue Emozioni per vivere in Equilibrio con Te Stesso e con gli Altri

In questo viaggio all’interno del tuo Io imparerai a gestire e controllare le tue emozioni più profonde: gioia, paura, tristezza ecc. Grazie a consigli pratici e test psicologici comprenderai al meglio la tua mappa mentale ed emotiva e sarai in grado di orientare la tua vita verso l’equilibrio interiore. Ecco un manuale per sopravvivere alla nostra vita emotiva.

Finanza Comportamentale16 Settembre 2011
Finanza Comportamentale di Luca Moro
Come Investire in Modo Consapevole tra Portafogli Efficienti, Fondi Comuni e Strategie di Acquisto

Impara a utilizzare gli strumenti della psicologia comportamentale per orientarti nel complicato mondo della finanza. Questo ebook, oltre a fornire delle indicazioni tecniche necessarie per la creazione di un portafoglio efficiente, descrive il processo comportamentale che influisce sulle decisioni d’acquisto. Questo rende l’investitore consapevole delle trappole psicologiche più comuni nelle quali è facile cadere quando si decide di acquistare titoli.

Amore, Come Posso Parlarti?19 Settembre 2011
Amore, Come Posso Parlarti? di Mauro Barachetti & Manuel Mauri
Comprendere Se Stessi e il Partner per Vivere la Relazione di Coppia in Modo Completo e Sereno

Molte persone credono che per ricevere amore sia necessario donarsi completamente all’altro, ottenendo spesso in cambio solo frustrazione e sofferenza. Grazie a questo ebook imparerai a comunicare le tue emozioni e ad ascoltare i tuoi bisogni in maniera tale da rendere appagante non solo il tuo rapporto di coppia, ma la tua stessa vita. Attraverso esempi pratici e teorie consolidate, scoprirai il vero significato dell’amore, imparando ad apprezzare prima di tutto te stesso, per vivere in armonia e serenità con la persona del tuo cuore.

Manuale di Disegno21 Settembre 2011
Manuale di Disegno di Guglielmo Piola
Tecniche e Consigli per Scoprire il Piacere di Disegnare, dal Tratto alle Forme più Complesse

Impara anche tu l’arte del disegno in pochi e semplici gesti. Per tutti coloro che desiderano migliorare la propria tecnica o che si accostano a quest’arte per la prima volta, questo manuale ti guiderà passo dopo passo, ti fornirà tutti i suggerimenti e ti svelerà i segreti per una buona riuscita nel disegno a mano libera.

Affrontare l'adolescenza23 Settembre 2011
Affrontare l’adolescenza di Clara Maria Parodi
Come Superare al Meglio i Problemi della Crescita dei Tuoi Figli

L’adolescenza è forse la fase più critica della vita di un figlio: il momento in cui si manifestano dissensi, litigi e silenzi che possono creare anche grandi incomprensioni. In che modo può un genitore fornire il miglior supporto? Un manuale con consigli pratici per aiutare i genitori a relazionarsi con i figli nell’età più difficile.

Diventare Agente Immobiliare26 Settembre 2011
Diventare Agente Immobiliare di Pierangelo Beretta
Come Intraprendere la Professione, dall’Esame di Abilitazione alla Prima Compravendita

Per poter diventare agente di affari in mediazione è necessario compiere un percorso obbligato che passa attraverso diverse tappe: il corso di preparazione, l’esame attitudinale e infine la scelta del primo posto di lavoro. In questo manuale sono racchiusi consigli che spaziano dalla scelta del corso al metodo di studio per passare i test, fino alla selezione degli ambienti lavorativi e le opzioni di retribuzione: un vademecum imperdibile per superare al meglio le difficoltà e diventare agente professionista.

Il Consulente Perfetto28 Settembre 2011
Il Consulente Perfetto di Giancarlo Randone
Come Distinguersi dagli Altri e Conquistare i Clienti Attraverso l’Ascolto Attivo e l’Arte delle Domande

Come si diventa dei bravi consulenti? Quali sono i caratteri distintivi e le strategie vincenti per operare al meglio in questo settore? Questo manuale è un vademecum indispensabile per chiunque voglia trovare risposta a queste domande. Partendo dall’etica del lavoro si analizzeranno diverse metodologie, frutto di anni e anni di esperienze nel settore, per migliorare la propria produttività e ottimizzare i rapporti con la clientela attraverso un programma degli obiettivi mirato e strategico.

Rendite da Internet30 Settembre 2011
Rendite da Internet di Stefano Calicchio
Strategie e suggerimenti operativi per creare rendite online sfruttando le potenzialità di Internet

Ora che la recessione attanaglia i mercati tradizionali, quali possono essere le nuove e interessanti opportunità che si presentano a chi decide di investire nelle industrie digitali? Scoprilo con questo ebook, che grazie a suggerimenti dettagliati ti fornirà le migliori strategie per creare e sfruttare al meglio le rendite online. Approfittane!

Buona Lettura e non dimenticate di votare il vostro ebook preferito!

A cura di Giacomo Bruno e Viviana Grunert