Posts Tagged ‘Autostima’

Come affrontare settembre con nuove sfide e nuovi obiettivi

Giovedì, Settembre 2nd, 2010

Vitiana Paola MontanaL’estate sta finendo… direbbero i fratelli Righeira, nel noto tormentone estivo di qualche anno fa. In effetti settembre è alle porte e il salutare stacco feriale, ci vede rinnovati, ricaricati, pronti ad affrontare un nuovo periodo di lavoro, di progetti, di sfide, con entusiasmo, opportunità e certamente scelte da compiere.

Negli anni, ho personalmente riscontrato che questo mese ha qualcosa di propulsivo, direi quasi “energetico”. Si gettano le basi degli obiettivi a breve termine e si comincia ad intravedere la direzione che potrebbe prendere il nuovo anno che sta avvicinandosi.

Insomma, nuova linfa, nuovi progetti, nuove sfide, in una parola “rinnovamento”. Parola potente “rinnovamento”. Senza rinnovamento infatti, ogni cosa è destinata a stagnare. Senza rinnovamento, tutto rimane congelato, rigido e noi avremmo quella sensazione di scontento alla quale spesso non riusciamo a dare un nome.

E’ qui che entra in gioco la nostra capacità di ascoltarci. E così, da una piccola riflessione, può nascere l’esigenza di cambiamento. L’inquietudine, la sensazione di qualcosa che sfugge, la percezione di un velo di scontento, spesso non sono altro che segnali di una necessità impellente di modificare qualcosa della nostra vita.

E qui fa capolino la nostra pigrizia, la cosiddetta “zona di comfort”, oppure la paura del cambiamento. Impariamo a domandarci che cosa mai potrebbe accadere, di così terribile, se mettessimo in atto quel cambiamento o quelle scelte che da così tanto tempo si ripresentano costantemente nella nostra esistenza.

Perché abbiamo così paura di cambiare? Che timore abbiamo di fronte al nuovo, nella nostra vita? Impariamo a trasformare queste sensazioni in carburante eccezionale per noi stessi, per la nostra autostima, per il nostro benessere. Noi “possiamo” cambiare in meglio ogni cosa che fa parte della nostra esistenza.

Spesso, il vero talento, consiste nel coraggio di sostenere le proprie qualità per renderle vive e concrete.

Buon Settembre, allora, a tutti voi!

A cura di Vitiana Paola Montana
Autrice di Il Potere dell’Autostima

Come possiamo cambiare in meglio il nostro modo di vivere?

Venerdì, Maggio 28th, 2010

Vitiana Paola MontanaCari amici,
nell’ottica di migliorare la qualità della vita e la nostra crescita personale, ogni giorno mi impegno per mettere a punto nuovi metodi e tecniche sempre più semplici, tanto da poter essere utilizzate in qualsiasi momento della giornata.

Come possiamo cambiare in meglio il nostro modo di vivere?

Una delle prime strategie che vi consiglio è quella di verificare il livello della vostra autostima. Sappiamo che l’indice di gradimento di noi stessi è il principale responsabile del nostro equilibrio. Avere di noi un’immagine scadente e un’opinione distorta ci porta a formare un profilo caratteriale scarso e a sentirci inadeguati.

Con il mio ebook Il Potere dell’Autostima, ho voluto dare il mio contributo per ridefinire e potenziare questo aspetto della nostra personalità, così importante per raggiungere il benessere psico-fisico.

Tra tutti gli esercizi che ho inserito in questo manuale, cito quello che nel testo chiamo la tecnica del “come se…”.

Si tratta di un procedimento molto semplice ma efficacissimo. Ogni volta che individuiamo un aspetto caratteriale che desta il nostro interesse, magari in una persona che ammiriamo, esercitiamoci da subito nel metterlo in pratica “come se” lo possedessimo già.

La tenacia, la volontà di raggiungere ciò che ci prefiggiamo saranno il nostro sostegno per integrare ogni qualità che aspiriamo diventi nostra.

Se lo vogliamo, possiamo farlo. Questo allenamento, produrrà una dose di energie positive che ci sarà utilissima per rendere concreto ogni singolo progresso.

Allora, siete pronti per questa avventura?

Venite a scoprire come intraprendere il viaggio più entusiasmante: quello verso voi stessi! Vi aspetto nella libreria di Bruno Editore al quale va il mio ringraziamento per la professionalità e la qualità del lavoro che svolge.

A cura di Vitiana Paola Montana
Autrice di Il Potere dell’Autostima

Come fare per alimentare il circolo virtuoso dell’autostima

Venerdì, Maggio 21st, 2010

Giancarlo ForneiLa maggior parte delle persone entra in crisi quando al posto di un risultato positivo ottiene una sconfitta o peggio, un fallimento. Nella mia vita ho incontrato una moltitudine di fallimenti e sconfitte, eppure, sono più forte di prima. Non perché sia più bravo di te, ma semplicemente perché ho imparato a “vedere” le cose da un’altra angolazione.

Per esempio, eccoti due punti importanti su cui riflettere:
1) tutti noi, chi più chi meno, abbiamo dei momenti bui nel corso della nostra vita. Impara a prenderli come qualcosa di positivo, che serve a temprare la tua personalità. Se li vedi come momenti di crescita e non di sfiga (”Dio mio, capita tutto a me!”), sono certo che ne uscirai sempre più forte.

2) tutti noi, chi più chi meno, abbiamo le nostre belle sconfitte. Ma quello che la maggior parte delle persone chiama fallimento, io chiamo “solo un risultato diverso“. Sono certo che, da persona intelligente, ti sei già reso conto che non serve a nulla abbattersi.

La prossima volta, prima di entrare in crisi per una sconfitta, poniti subito queste domande:
- cosa posso apprendere da questo risultato diverso?
- adesso che ho capito che in questo modo non funziona, come posso fare per ottenere il risultato che voglio?

Queste due domande sono magiche e ti aiuteranno molte volte nel corso della vita.

Adesso che hai capito che “non esistono sconfitte o fallimenti, ma solo dei risultati diversi da quelli che ti aspetti”, puoi fare un passo in avanti e cominciare ad alimentare la tua autostima.

Come fare per alimentare il circolo virtuoso dell’autostima? Semplice:

Pensa solo alle cose belle che potrai realizzare nel corso della tua vita. Poi datti da fare e comincia a compiere delle azioni pratiche volte a raggiungere quelle stesse cose belle. Con le azioni, comincerai inevitabilmente ad ottenere dei risultati, magari piccoli, piccolissimi, ma arriveranno. Adesso che hai ottenuto dei piccoli risultati, impara ad apprezzarli pienamente e comincia a nutrire la tua autostima.

Fatto? Adesso ricomincia da capo!
Ricomincia a nutrire il tuo circolo virtuoso.

L’autostima ti aiuta a pensare in positivo. Il pensiero positivo ti spinge all’azione. Le azioni ti portano dei risultati. I risultati alimentano di nuovo la tua autostima

Purtroppo, all’inizio dovrai fare uno sforzo bestiale per mettere in moto questo meccanismo. Meccanismo che talvolta potrebbe incepparsi oppure, addirittura tardare a partire. Ma tu, fidati di me e persisti. Sii costante e continua ad alimentare volontariamente il circolo virtuoso.

Una volta partito, si auto-alimenterà da solo e la tua Autostima crescerà. Crescerà. Quando crescerà la tua autostima e diventerà con la A maiuscola, anche la tua sicurezza crescerà di pari passo. Non soltanto sarai più sicuro con te stesso e di te stesso, ma lo sarai anche nella vita di ogni giorno: a scuola, sul lavoro, nelle relazioni sociali, in amore…

Da quel momento in poi, ogni risultato lo vivrai con uno stato d’animo diverso. Saprai accettare le sconfitte e i fallimenti. E dopo una sconfitta, ti rialzerai dicendo: “E’ solo un risultato diverso da quello che mi aspettavo. Cosa posso fare, adesso, per ottenere un risultato come quello che voglio io?”.

Sono certo che hai già iniziato ad alimentare il meccanismo virtuoso, devi solo crederci. Devi solo crederci! Le tue credenze positive alimenteranno la tue azioni e ti daranno la forza di affrontare, nella vita, anche i famosi risultati diversi.
Credici, credici!

Un grande abbraccio.

A cura di Giancarlo Fornei
Autore di Penso Positivo, Cosa Vogliono le Donne, Donne in Crisi

Come raggiungere la felicità e autorealizzarsi con l’aiuto dell’ottimismo

Sabato, Marzo 27th, 2010

Giovanni Raimondi Una domanda ricorrente che si pongono spesso le persone riguarda la capacità di raggiungere la condizione di piacere, soddisfazione e appagamento che ci deriva da quello stato chiamato felicità.

A contribuire alla determinazione di tale stato è necessario aver soddisfatto, come ci indica Maslow tramite la piramide dei bisogni dell’uomo: dapprima i più essenziali bisogni di sopravvivenza, come quelli fisiologici, quelli di sicurezza e quelli affettivi, per giungere successivamente all’apice della piramide stessa, dove incontriamo i bisogni-aspirazione superiori dell’uomo, ovvero bisogni relativi all’autostima e all’autorealizzazione.

Proprio nell’interno della voce autorealizzazione potremo trovare, come passo conseguente, il termine felicità. O meglio, potremo già affermare che l’autorealizzazione è tale se è accompagnata dalla voce “felicità”.

Felicità: potremo definirla come quel particolare stato d’animo o emozione di coloro che si sentono pienamente soddisfatti della loro vita, e spesso questa meravigliosa emozione è accompagnata, come dicevo poc’anzi, dal sentirsi soddisfatti ma anche pienamente realizzati come persone, nei più diversi ambiti di vita (relazioni, affetti, lavoro, tempo libero, status ecc).

Autorealizzazione: (Wikipedia) propensione dell’essere umano a realizzare, in modo pieno e completo, le proprie molteplici potenzialità.

Ma se analizziamo solo per un attimo i significati di entrambe le voci, scopriamo che per disparati motivi si ritrovano e s’incastrano idealmente in una sorta di connubio di benessere globale della persona; scopriremo anche che, per fare nostri questi importanti elementi, è necessario ancora prima avere motivazione e una visione positiva e ottimistica della vita.

Quindi scopriamo che la voce ottimismo, insieme alla voce motivazione, costituiscono quel formidabile propellente che ci consente di raggiungere e soddisfare i più elevati bisogni-aspirazione dell’essere umano, in tutti i settori di vita.

Secondo Fordyce, principale studioso della felicità umana, possiamo evincere quanto sia importante, per vivere un’esistenza permeata di felicità, avere un’alta visione dell’immagine di sé.

Egli difatti afferma che un’elevata autostima, unita a una visione ottimistica della vita, sono stati d’animo o emozioni strettamente correlate alla felicità stessa.

Infatti, nell’elenco dei 14 punti fondamentali della felicità, elaborato dallo stesso Fordyce, scopriamo come siano presenti voci quali positività, ottimismo, socializzazione, occuparsi di attività che abbiano un alto significato, come semplicemente essere sè stessi e sviluppare una personalità socievole, essere attivi ed eliminare prontamente sentimenti negativi e problemi.

Ecco quindi spiegata l’importanza della voce ottimismo per contribuire fattivamente a produrre un autentico stato di felicità.

Naturalmente sappiamo bene che questi elementi, finora analizzati, non sono sufficienti per far sentire felice una persona. Altre voci concorrono a determinare tale stato, come l’intelligenza emotiva, la serenità, l’empatia, la gioia di vivere e ricercare il benessere psico-fisico, l’altruismo, i momenti che ci possano donare gioia e continue positive emozioni positive. Ma, alla base di tutti questi fattori, permane la capacità di vivere in modo ottimistico la vita. E le persone pessimiste, che possibilità hanno di vivere una vita felice?

Hanno a mio avviso le stesse possibilità che hanno le altre persone, quelle più ottimiste, a patto di sviluppare una piena consapevolezza e di essere disposte a imparare l’ottimismo, così come mirabilmente spiegato, nel suo illuminante saggio dal titolo Imparare l’ottimismo, Seligman, uno dei principali attori e sperimentatori dell’ottimismo appreso.

Quindi vorrei consigliare a tutti voi di migliorarvi continuamente nei diversi ambiti della vostra vita, e di elevarvi continuamente come creature.

Cercate quindi di essere sempre, nei limiti del possibile, la miglior persona che potete essere: gentile, calma, allegra, socievole, leale, sincera, pacata, ragionevole, ottimista, solidale, intraprendente, tollerante, curiosa, simpatica e altruista.

Potrete, a questo punto, se davvero lo vorrete, intraprendere quel cammino, certamente impegnativo, ma non impossibile, per apprendere l’ottimismo e sviluppare nel contempo tutte quelle condizioni che vi permettono di vivere in modo più completo la vostra avventura, liberandovi anche dei numerosi condizionamenti ricevuti nell’infanzia, che vi impediscono di godervi in modo pieno e autentico la vostra preziosa esistenza.

A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il potere dell’ottimismo

Come l’invidia può guastare i rapporti di amicizia

Venerdì, Marzo 12th, 2010

Marina Roveda Inutile negarlo: a tutti l’erba del vicino sembra sempre più bella, e molti di noi spesso desiderano ciò che non hanno. Ma chi si rode finisce quasi sempre col fare più danno a se stesso che all’oggetto del suo malanimo, condannandosi suo malgrado alla solitudine.

Il fatto è che quasi nessuno ammette volentieri di essere invidioso, perché se l’invidia era e rimane uno dei sentimenti più antichi e diffusi al mondo, ancora oggi continua ad essere oggetto di riprovazione sociale. Molti si sforzano di dissimularla mascherandola dietro strategie difensive, ma non sempre la recita viene bene.

D’altronde è risaputo che tanti rapporti d’amicizia finiscono perché uno dei due è invidioso dell’altro, e i motivi possono essere infiniti: aspetto fisico, qualità umane, capacità intellettive, storia personale, famiglie, denaro.

Un esempio è la famosa invidia matrimoniale fra coppie, un meccanismo che scatta nelle occasioni di confronto. Ci si può invidiare di tutto, dalla casa elegante e confortevole al tipo di vita sociale, dall’intesa coi rispettivi partner alle possibilità economiche per crescere i figli. E il livello di invidia matrimoniale cresce di pari passo col proprio grado di insoddisfazione.

Talvolta l’invidia può pervadere a tal punto la personalità di chi ne soffre da diventare una vera e propria forma di patologia del suo carattere, un tarlo bruciante che è sempre al lavoro, da cui purtroppo diventa complicato liberarsi.

Ecco allora che scattano le critiche nei confronti dell’invidiato, gli allontanamenti ingiustificati, l’indifferenza o la svalutazione dei suoi successi per farlo sentire scontento di sé; non mancano le manifestazioni di falsa umiltà per dimostrare la mancanza di interesse verso ciò che l’invidioso vorrebbe ma non riesce a ottenere, o gli episodi di depressione dopo aver preso coscienza che la distanza fra se stessi e l’invidiato è incolmabile.

Di solito chi è colpito così profondamente ed emotivamente dall’invidia ha un livello di autostima molto basso, dovuto allo scarso affetto e alla scarsa sicurezza ricevuti durante l’infanzia, che lo spinge a ritenersi sempre meno fortunato degli altri.

Ciò gli impedisce di fermarsi ad ascoltare ciò che l’invidia ha da dirgli, trasformandola in una piattaforma dalla quale spiccare nuovamente il volo, dunque in uno dei più potenti motori di autopromozione e rilancio.

Questo significa accettare l’idea che gli amici ottengono quello che vogliono non solo perché la sorte gli è stata favorevole, ma anche perché hanno lavorato sodo per raggiungere i loro obiettivi. Di conseguenza, sebbene ci siano delle eccezioni, i loro percorsi possono diventare un modello da seguire.

Basta tirare fuori un sano ottimismo e la propria forza interiore per trasformare l’invidia da negativa in positiva, da distruttiva in costruttiva, da maligna in benigna, che poi è la più bella, in quanto rilancia e spinge verso l’alto.

Il nostro amico meritava o no la promozione che noi tanto desideravamo? E se sì, per quali competenze che noi non avevamo? Il passo successivo potrebbe essere tentare di acquisire quello stesso livello di competenze, per poter puntare a propria volta ad un avanzamento. Se invece la promozione dell’amico risulta una vera ingiustizia, allora l’energia liberata dall’invidia può essere utilizzata per cominciare a cercarsi un altro datore di lavoro, sperando che sia più equo.

In altri casi, ci si potrebbe semplicemente rendere conto che l’amico invidiato ha realizzato obiettivi molto al di là delle nostre possibilità attuali. Quando accade ciò, il cammino da percorrere è lungo, ma può giovare ricordarsi che ogni lungo percorso è punteggiato da tappe intermedie, che possono diventare traguardi possibili.

E se invece balza all’occhio che proprio si sta inviando un amico che non potrà mai essere raggiunto?
L’estremo rimedio, in questa circostanza, è smettere di frequentare chi rappresenta per noi una continua e infruttuosa fonte di dolore… sia per il bene nostro che per il suo!
Siete d’accordo?

A cura di Marina Roveda
Autore di Le Regole dell’Amicizia

Come essere sexy agli occhi delle donne

Mercoledì, Marzo 3rd, 2010

Giancarlo ForneiQuesti ultimi cinque-sei anni li ho passati a fare formazione e coaching con tantissime donne. E quando affermo tantissime, intendo veramente molte, forse più di 300.

Lavorando con le donne, ho imparato ad apprezzarle sempre di più, sino a capire che grandi psicologi, neuropsichiatri, psicoterapeuti, ricercatori e scrittori come Simon Baron-Cohen, Louann Brizendine, Allan e Barbara Pease, Marianne J. Legato, Michael Morgenstern e tanti altri, avevano ragione: gli uomini e le donne sono certamente diversi.

Non soltanto dal punto di vista fisico ed estetico, ma anche genetico, cerebrale, biologico, caratteriale, cognitivo ecc. Sono troppe, e troppo evidenti, le differenze tra uomo e donna per non accorgersi che vivono in “mondi” diversi.

Come dicevo, lavorando con le donne, ho cominciato sempre più a identificarmi con loro, a conoscerle, a capirle. Pertanto, dopo Donne In Crisi, nato dall’esperienza diretta come coach, mi sono detto: perché non scrivere un nuovo libro sulle donne e sul come fare per capirle meglio?

Attraverso il mio nuovo ebook Cosa Vogliono le Donne?, mi propongo di “spiegare” le donne agli uomini (o quantomeno di provarci), usando un linguaggio semplice e il più possibile in linea con quello usato dai maschietti. Chissà che non riesca a far conoscere un pò di più le donne agli uomini, di quanto le stesse donne, spesso, non riescano a farlo in prima persona!

Ad esempio, potrà sembrarti strano, ma molti uomini non hanno ancora capito ciò che realmente le donne trovano sexy in un uomo.

Nell’immaginario collettivo del sesso forte, esiste un mito tanto diffuso quanto sbagliato: che le donne vadano pazze per i belloni, i fusti, gli uomini dotati. Insomma, per i veri stalloni. Ho sentito più di una volta, sia ragazzi giovani sia uomini di mezza età, affermare che per conquistare una donna sia assolutamente necessaria la bellezza o attributi nascosti. Per qualcuno addirittura entrambe le cose.

Sbagliato. Niente di più falso.
Ci sarà sicuramente una percentuale di donne che preferisce l’uomo macho e lo stallone, anche se in questo caso, parliamo di una percentuale veramente minima.

No, cari amici maschietti… Le donne cercano cose completamente diverse in noi uomini e sarebbe ora che cominciaste a capirlo.

Dunque, che cosa cercano le donne negli uomini? Come possiamo essere sexy agli occhi delle donne?

Sulla base della mia esperienza personale, ho capito che quello che le donne cercano di sexy in un uomo non è, neppure lontanamente, preso in considerazione dalla maggioranza del sesso forte.

Gli uomini sembrano non accorgersi che una delle qualità che più attrae una donna è la “sicurezza di sé”.

Un uomo sicuro di sé sviluppa un’attrazione talmente forte in una donna da superare di gran lunga ogni attrazione di natura fisica ed estetica. Un uomo sicuro di sé è decisamente sexy agli occhi di una donna. Un uomo bello o presunto stallone, è visto più come una sorta di giocattolo da usare, magari solo per una notte.

Invece, un uomo sicuro di sé - di quello che fa e di quello che dice - sviluppa un magnetismo talmente forte e oserei dire raro, che attrae la donna come fosse una calamita.

Nel mio nuovo ebook racconto nei dettagli questa importante caratteristica e svelo tante altre parti di un uomo, fisiche e caratteriali, che le donne trovano terribilmente sexy. Insomma, se sei un uomo e stai leggendo questo post, ti consiglio di smetterla di credere ai miti e agli stereotipi, e di cominciare a leggere libri che ti svelino, finalmente, come essere sexy agli occhi delle donne.

Naturalmente, non ti sto dicendo che devi leggere il mio libro appena uscirà, anche se potresti trovarci molte cose utili e interessanti, che ti aiuterebbero a conoscere e capire meglio le donne che frequenti.

Sono stato troppo provocatorio?
Dai, dammi il tuo feedback, lasciami un commento al post.

A cura di Giancarlo Fornei
Autore di Penso Positivo, Donne in Crisi, Cosa vogliono le donne?