Autostima

Come conquistare una donna in modo naturale

Martedì, Gennaio 24th, 2012

Marco alias RebornAlcuni pensano che la seduzione non si possa imparare, altri pensano che servano strane tecniche segrete per sedurre una donna; niente di tutto ciò. Conquistare una donna è la cosa più naturale di questo mondo, e allo stesso tempo la seduzione si può rendere ancora più efficace.
Com’è la seduzione efficace? La seduzione efficace è quella che segue certe regole.
Queste regole non le ho inventate io, le ha create madre natura il giorno che uomo e donna sono nati. Ciò che noi possiamo fare è capire le regole, le regole del gioco della conquista, e seguirle.
Quindi, come può un uomo conquistare una donna in modo efficace?
Agendo su questi 5 importanti punti, di cui parlo nel mio ebookConquistare una Donna“:

1. PSICOLOGIA FEMMINILE
Capire cosa piace alle donne è fondamentale. Molti pensano di saperlo ma non è così, bellezza e soldi contano veramente poco, i fattori importanti sono altri.
Ad esempio: la capacità di essere sicuro di te stesso senza prevaricare gli altri o la donna cha hai di fronte, o la capacità di prendere in mano la situazione e prendersi la responsabilità di ciò che accade nella seduzione per fare in modo che la donne che stai seducendo non si senta “una facile”.

2. INNER GAME e AUTOSTIMA
Quello che conta è ciò che hai dentro, quindi l’immagine che hai di te stesso, le tue emozioni, le tue credenze e come agisci di conseguenza nel mondo.
Mass media e altre influenze negative hanno distorto l’immagine della donna, moltissimi uomini hanno timore del provarci con una donna, più è bella e più metta paura!
Per superare il tuo timore verso le donne è importante che tu ti esponga progressivamente, quindi inizia con dei piccoli gesti, delle piccole azioni che ti mettono un po‚ di timore e da quelle prendi accelerazione e raggiungi la tua sicurezza.

3. LINGUAGGIO CORPOREO
Saprai che comunichiamo moltissimo con il nostro linguaggio corporeo, e questo è ancora più vero nella seduzione dato il suo legame con dinamiche antichissime.
Non è corretto né avere un linguaggio corporeo chiuso (segno di insicurezza), né un linguaggio corporeo da soldatino (pancia in dentro e petto in fuori - segno che hai studiato male il linguaggio corporeo).
Cosa fare quindi? Mantieni un linguaggio corporeo aperto e rilassato, questa è la chiave.

4. PARAVERBALE
Il paraverbale è il “come dici le cose”, quindi come parli: tono, velocità, cadenza, ecc. ecc.
Il primo errore che fanno gli uomini che hanno problemi con le donne è parlare a voce troppo bassa. Il secondo errore è parlare in modo troppo frenetico sospinti dall’agitazione di trovarsi di fronte una bella donna.
Correggere questi errori non è assolutamente difficile e i risultati sono strabilianti, te lo assicuro.

5. VERBALE
Cosa dire a una donna? Cosa non dire? Molto spesso gli uomini risultano troppo logici, soprattutto ai primi appuntamenti.
Vogliono fare le persone serie e finisco con esagerare, ricorda che la seduzione è fatta prima di tutto di emozioni. Emoziona la donna che hai di fronte e sarà tua.

A cura di Marco (alias Reborn)

3 Trucchi per gestire al meglio la tua classe

Sabato, Gennaio 7th, 2012

Rossella Di MariaGestire una classe di alunni difficili, in particolare adolescenti, mette a dura prova il sistema nervoso degli insegnanti. A molti miei colleghi e lo ammetto anche a me, è successo di avere serie difficoltà nella gestione dello stress, ecco perché voglio darti alcuni suggerimenti utili per fronteggiare alcune situazioni.

Come puoi  riuscire a far lavorare i tuoi allievi in modo produttivo?
Il cooperative-learning, cioè “lavorare in gruppo” su svariati argomenti, è un valido metodo di conduzione della classe, che aiuta nell’affrontare l’apprendimento delle discipline.
E’ positivo e utile solo se: coinvolgi i ragazzi nella tematica che vuoi affrontare;pianifichi il lavoro scrivendo alla lavagna ciò che gli alunni devono fare; li dividi in gruppetti di 4 o 5 ragazzi; assegni i diversi ruoli rispettando le loro inclinazioni. Ho utilizzato il lavoro cooperativo durante la lezione di geografia e ti assicuro che i risultati sono stati gratificanti. In un processo di problem solving gli obiettivi sono stati raggiunti con il contributo di tutti.

Come utilizzare invece, la metodica del tutoring?
La puoi utilizzare quando il problema insiste solo su un alunno. A questo punto lo puoi affiancare a un compagno “esperto”(tutor) e affidarglielo per l’apprendimento di piccole lezioni.
Come si procede? Individui un giovane tutor, con funzione di docente e un tutor, con funzione di alunno e poi segui alcune regole.
Esponi chiaramente ai ragazzi gli obiettivi da perseguire; valuti l’abilità degli alunni; formi sull’argomento da trattare il tutor; decidi la durata del progetto e quella delle sessioni, o lezioni settimanali; infine fai un monitoraggio e una verifica finale del progetto.

Vedrai che, come è successo a me, se fai lavorare una coppia che si “incastra” bene , perché compatibile, ottieni risultati insperati. Il metodo non è autoritario, ma è profondamente educativo e il rapporto fra coetanei dà ad entrambi sicurezza e crea legami solidi, sviluppando l’autostima di entrambi.

Come puoi agevolare la comunicazione con i tuoi alunni problematici?
Segui i seguenti obiettivi: devi promuovere la tua autodisciplina, devi affinare la tua sensibilità, devi sviluppare il senso dell’umorismo di tutti i tuoi ragazzi.

E ricorda che usare il sarcasmo è negativo, così come umiliare e offendere i tuoi allievi. Otterrai risultati positivi se valorizzerai anche i piccoli successi, gratificando e permettendo così alla comunicazione di fruire liberamente fra te e i tuoi alunni.

A cura di Rossella Di Maria

Che tipo di vita vogliamo vivere?

Lunedì, Ottobre 24th, 2011

William J. GrimaldiVi sono due tipi di vita: la Vita-secondo-Società , ossia la vita dell’Avere,
e laVita-secondo-Umanità ossia la vita dell’Essere.
La Vita-secondo-Società  è soprattutto Avere:… Avere denaro…Avere cose…
Avere servizi… Avere autostima… Avere successo… Avere sicurezze… Ecc.
La vita  Vita-secondo-Umanità è, soprattutto Essere: Essere più intimamente
soddisfatti… Essere più veri…. Essere più pieni… Essere più gioiosi…
Essere più capaci d’amare… Essere più capaci di sentirsi parte del tutto….
Ecc.
Da ciò si intuisce che il secondo tipo di vita è molto, molto, molto più VITA.
Ma per raggiungere questa miglior VITA occorre autorealizzarsi.

Autorealizzarsi è essere liberi di dedicare
più tempo possibile ai propri interessi
Autorealizzarsi è mettersi in condizioni di poter scegliere come vivere la
maggior parte delle ore della propria giornata.
Autorealizzarsi è poter fare spesso ciò che si ha voglia di fare. Essere
liberi di svolgere l’attività che piace, quando e come si vuole.
Autorealizzarsi è riuscire ad avere molto tempo per sé.
Autorealizzarsi è diventare padroni della propria vita. Fare le cose che si
amano e che riempiono la propria vita.
Autorealizzarsi è aprire a se stessi, riuscire a raggiungere la piena
crescita di se stessi e trovare maggiore intensità e presenza in un rapporto
più vitale con il mondo.

Autorealizzarsi è  esprimere la propria potenza vitale, esercitare
liberamente il proprio ingegno.
Autorealizzarsi è  il senso di soddisfazione, quando si riesce ad affermare
ciò in cui si crede.
Autorealizzarsi è  sentirsi in armonia con quello che si sta facendo.
Autorealizzarsi conduce alla riscoperta della propria natura originaria,
della propria dimensione, della propria forza propulsiva, verso quella pienezza
di sé che è alla base della gioia di vivere.
Autorealizzarsi sollecita a conoscersi più profondamente, a diventare padrone
della propria vita, delle proprie emozioni, delle proprie possibilità.

Autorealizzarsi è difficile… Ma  se attraverso un libro  si conoscono le
eterne leggi della Vera-Vita  può essere meno difficile.

A cura di William J. Grimaldi

Come migliorare il carattere

Domenica, Ottobre 16th, 2011

Fabio GalettoIl miglioramento del carattere è un desiderio che prima o poi affascina ognuno di noi! Perché sono così poche le persone che riescono realmente a migliorarlo? Innanzitutto perché siamo influenzati da una comoda frase che sentiamo ripetere spesso : “Che cosa posso farci? Io sono così! Il carattere non si cambia!”. E invece il carattere lo crei tu, giorno per giorno! Il carattere si cambia perché è l’insieme delle tue abitudini, esperienze, azioni e convinzioni. Tutti questi elementi ripetuti QUOTIDIANAMENTE creano il tuo carattere!

L’impegno quotidiano è utile anche per cambiare il proprio fisico infatti conosco tante persone che investono tempo ed energie per migliorare il proprio aspetto impegnandosi a fondo con diete e palestra. Associando quotidianamente una corretta alimentazione a una sana attività fisica s’innesca, nel medio-lungo termine, un cambiamento sempre più evidente nel fisico. Per raggiungere questo traguardo siamo incoraggiati dalla società che negli ultimi anni ha puntato i riflettori sull’estetica. Se sei sovrappeso, o hai un aspetto poco curato, prova a dire “Che cosa posso farci? Io sono così! L’estetica non si cambia!”. Tutti, e dico tutti, ti risponderanno che se t’impegnerai anche tu potrai arrivare a migliorare notevolmente la tua immagine! Invece quando dichiari che è impossibile cambiare il carattere ricevi molti consensi perché su quest’argomento la pressione sociale è minima! Vuoi continuare a vivere con il tuo attuale carattere senza migliorarlo? E’ una tua scelta ma sappi che il cambiamento è possibile pertanto stai rinunciando a migliorare il tuo carattere. Se invece vuoi accettare la sfida e accarezzare la sensazione del miglioramento continua a leggere!

I passi fondamentali per cambiare il proprio carattere sono essenzialmente tre:

1)      Trovare la forza e la voglia di spezzare le vecchie abitudini vivendo nuove esperienze.
2)      Valutare correttamente i risultati delle nuove esperienze, senza sminuirli o enfatizzarli, e restando concentrati sull’obiettivo di miglioramento.
3)      Vivere serenamente tutte le nuove conquiste caratteriali diventando il protagonista attivo della propria vita e allontanando la sensazione di essere in balia degli eventi e delle persone.

In dettaglio:

1) Trovare la forza e la voglia di spezzare le vecchie abitudini vivendo nuove esperienze. Il primo ostacolo che soffoca il miglioramento del carattere è il timore nelle nuove esperienze che cambieranno i tuoi atteggiamenti interni ed esterni. I mutamenti interni si gestiscono agevolmente perché si limitano ad un nostro dialogo interiore ma sono soprattutto quelli esterni a creare i maggiori dubbi perché penserai che saranno giudicati dalle persone che ti circondano. E’ importante capire che TUTTO il tempo che dedicherai sarà a tuo vantaggio ed è essenziale usare le giuste strategie per accrescere rapidamente le nuove esperienze senza rimandare e senza temere il giudizio altrui. Spesso dimentichiamo che ognuno di noi vive principalmente nel proprio mondo e pensa alle proprie cose dedicando un’attenzione MARGINALE alla vita degli altri. Nessuno di noi è un “sorvegliato speciale” quindi è importante iniziare subito a ottenere i primi risultati perché i primi passi sono sempre i più impegnativi ma anche i più emozionanti!

2) Valutare correttamente i risultati delle nuove esperienze, senza sminuirli o enfatizzarli, e restando concentrati sull’obiettivo di miglioramento. E dopo che hai accumulato tante nuove esperienze a cosa serviranno se le valuterai malamente? Il secondo passo sarà proprio orientato verso l’autostima che è basilare per valutare CORRETTAMENTE i risultati derivanti dalle tue nuove esperienze. L’autostima si migliora eliminando ciò che la frena e intensificando tutto ciò che la accresce. Qualcuno pensa che l’autostima sia solo un ostacolo quando è troppo bassa. E invece no perché è vero che chi ha un’autostima troppo bassa tende a sminuire i propri risultati e a rimpicciolirli appena riceve un commento negativo ma anche chi possiede un’autostima troppo alta rischia di sbagliare perché tende a enfatizzare i propri progressi fermandosi proprio quando è richiesto un vero impegno. Con la giusta dose di autostima avrai un quadro positivo della tua vita e dei tuoi inevitabili progressi!

3) Vivere serenamente tutte le nuove conquiste caratteriali diventando il protagonista attivo della propria vita e allontanando la sensazione di essere in balia degli eventi e delle persone. Infine il tema della serenità perché se manca la tranquillità rischierai di compromettere buona parte di ciò che hai ottenuto. E’ semplice essere sereni quando tutto è ok, ma al giorno d’oggi SEMBRA impossibile che tutto vada bene. Infatti, tranne che in casi particolari, la serenità è soggettiva ed è il risultato di come percepiamo i fatti che ci accadono. Ad esempio puoi sentirti solo quando tutto intorno è silenzioso oppure sentirti in pace proprio grazie al silenzio che ti circonda. Oppure puoi sentirti felice se intorno a te regna una grande animazione oppure sentirti infelice perché prevale troppa confusione. E’ ora di usare tutte le strategie per vivere sereni innanzitutto con se stessi e poi con le persone che ti circondano allontanando i loro pensieri negativi e cogliendo a piene mani i loro aspetti positivi.

L’ebook “Il Carattere Vincente” raccoglie le migliori strategie per migliorare concretamente il carattere affinché ogni persona di qualunque età e sesso possa trovare l’ispirazione e la passione per conquistare una personalità molto più appagante. Il mio augurio è che sia proprio quest’articolo ad accendere la voglia di migliorare il tuo carattere. Mi raccomando, se in passato hai già ottenuto dei risultati ti esorto a condividere subito la tua esperienza scrivendo un commento. Sarà un promemoria per te e un esempio di successo per le persone che lo leggeranno!

A cura di Fabio Galetto

Come regolare il “termometro” dell’autostima

Venerdì, Settembre 9th, 2011

Il Potere dell'AutostimaL’autostima, si basa sulla sensazione di apprezzamento o di rifiuto, legato al giudizio che diamo di noi stessi. È in relazione poi, alla percezione di qualità concrete come la capacità di relazionarci con gli altri, l’aspetto fisico, i lati del nostro carattere, i successi ottenuti, lo status sociale. È evidente poi, che su ogni aspetto dell’autovalutazione, agiscono fattori di diversa natura: dalle configurazioni genetiche, ai legami affettivi, dall’ambiente in cui viviamo alle opinioni che gli altri hanno di noi, fino ad arrivare ai valori socio-culturali. Per regolare e rendere fluido ed elastico il nostro termometro dell’autostima, dovremo perciò esaminare da dove essa nasce, il suo sviluppo sin dai nostri primi anni di vita, la sua influenza sul nostro carattere e i metodi per nutrirla e difenderla.

Chiaramente, l’argomento è vasto e richiede cura ed attenzione ma, se è vero che si comincia dal piccolo per arrivare al grande, qui impareremo a coltivare qualcosa di veramente molto importante: il nostro io.

Cari lettori, supponiate che io rivolga, a ciascuno di voi, una semplice domanda : « Parlami di te.» Restare indecisi di fronte a questa richiesta è perfettamente normale. Praticamente nessuno risponde in modo spontaneo. Qualcuno rimarrà interdetto, altri potranno chiedere : «Che significa?», oppure « A cosa ti riferisci?» Gran parte delle persone non sono preparate a descriversi in modo spontaneo, né a richiamare in modo schematico, la propria storia personale.

È molto frequente che, a questa domanda, la persona resti sorpresa, esiti e non sappia da dove cominciare. Che cosa raccontereste per prima cosa? Di quello che vi piace o non vi piace? Della vostra professione? Descrivereste il vostro aspetto fisico, le caratteristiche della vostra personalità o un problema che vi affligge?È probabile che parlereste della vostra famiglia, della casa oppure di ciò in cui credete. Cercando di definire la propria identità, molte persone rivelano la tendenza a includere, come parte integrante del proprio “io”, fattori esterni ad esso, come la reputazione, la famiglia o la proprietà.

Ed è proprio qui che entra in gioco il nostro termometro. Proprio come la colonnina di mercurio si alza e si abbassa, dobbiamo imparare a diminuire l’influenza dei concetti esterni, quelli che agiscono sul nostro amor proprio, a favore di una maggiore consapevolezza.
Frasi condizionanti come : « Dire di no è da maleducati!», « Bisogna essere sempre buoni e disponibili.», « La testardaggine è negativa!» devono essere circoscritte e limitate. In base alle convinzioni e alle valutazioni che formuliamo , e al modo in cui accettiamo quelle che secondo noi ci rappresentano, ci sentiremo più o meno bene con noi stessi. Alla luce di questa affermazione, non possiamo non sottolineare l’importanza di applicare un filtro alla base del nostro ipotetico termometro. Questo filtro è costituito dal coltivare i nostri talenti, di qualunque natura siano, dal più evidente, al più piccolo e apparentemente senza utilità alcuna.

Ci sono persone che trasformano le proprie imperfezioni in talenti che crescono nelle avversità. Più che prigionieri di un destino, ne sono i protagonisti. Si tratta di uomini e donne che tramutano i propri  svantaggi in una specie di centro vitale, attorno al quale riorganizzano i propri valori e le proprie aspettative, ottenendo così una vita gratificante e creativa. Questo è ciò che dobbiamo fare tutti noi per tenere il nostro termometro dell’autostima, ad una temperatura ottimale!

A cura di Vitiana Paola Montana

Come prevenire lo stress da rientro al lavoro

Lunedì, Agosto 8th, 2011

Stress da Lavoro? No, Grazie!Lo so, è difficile. Parlo del rientro dalle classiche vacanze, in particolare da quelle estive. Ogni anno sempre la stessa storia: il traumatico ritorno al lavoro, con mille faccende da sbrigare, pile di carte da controllare e nel giro di poche ore le vacanze sembrano solo un vago ricordo

Lo stress torna a farla da padrone, il ritmo frenetico delle giornate, le pressioni incalzanti dei superiori, le scadenze da rispettare. Un bel giorno però mi sono chiesto “possibile che debba essere sempre così?” e così ho meditato sulla soluzione.

Dopo anni di studi nelle arti marziali e svariate discipline orientali, tra le quali varie forme meditative, ho trovato il modo per vincere e prevenire il fastidioso e dannoso stress, compreso quello che colpisce la maggior parte delle persone al rientro dalle vacanze.

Questo “stress da rientro” provoca forti mutamenti dell’umore dovuti al repentino cambiamento di abitudini, poiché corpo e mente sono costretti a riabituarsi bruscamente ai vecchi ritmi, che in ferie erano ben più rilassanti.

Questo sgradevole stato, che può durare pochi giorni come svariate settimane, dipende sia dal grado di soddisfazione della mansione svolta sia dal lavoratore che, lavorando su se stesso può fare molto per prevenire. Può prepararsi in anticipo a riprendere la vita quotidiana in modo graduale, evitando di farsi prendere dal panico per la mole di lavoro che lo attenderà.

Un valido metodo, che ho sperimentato con successo negli ultimi anni, lo troviamo nella meditazione orientale, intesa come metodo di auto-rilassamento che aiuta ad affrontare con calma e serenità qualsiasi giornata, compreso il lunedì post-vancanziero.

I benefici che si possono ottenere da un rilassamento mentale quotidiano sono enormi: si diventa persone ricche di energia, si lavora meglio e con meno fatica, si entra più facilmente in relazione con gli altri poiché ci vedono più positivi. Di conseguenza aumentiamo l’autostima e la voglia di migliorarci, di crescere e, nonostante le vacanze siano solo un vago ricordo, ci sentiamo (subito) molto bene.

A cura di Stefano Bresciani
Autore di Stress da Lavoro? No, grazie!, La Ruota del Benessere, Energia e Benessere