Borsa

Come seguire le “mani forti” in borsa

Mercoledì, Agosto 3rd, 2011

Nonostante tutti abbiamo la consapevolezza che in borsa tutti i movimenti siano pilotati dalle così dette mani forti, mai nessuno è riuscito a dimostrare l’esistenza di questo assunto.
Nonostante in tantissimi credano che sia già tutto scritto prima, nessuno si sognerebbe di affermarlo con certezza.

L’ebook “Segnali di borsa” che ho scirtto vi mostrerà come,  nell’era dei sistemi computerizzati, che pongono  in essere innumerevoli scambi sul mercato, i big investors lascino una “scia” ben visibile sui grafici, basta solo accodarsi.

Per tutti quelli che amano la borsa questo libro sarà sicuramente uno shock. Finalmente ho compreso le frasi che leggevo spesso nei momenti di più difficile interpretazione del mercato da parte di analisti e sviluppatori di software (per prevedere i movimenti borsistici):  i grafici sono manipolati, storpiati, i mercati non si muovono più in questo periodo secondo leggi matematiche etc.

Ma dopo il primo periodo di ricerca, studio e “sgomento” per quello che avevo trovato, ho anche applicato quello che avevo imparato e per darne conto in quest’opera ho riportato le mie previsioni sull’indice italiano e americano su un forum di borsa, e allo stesso tempo ho anche applicato praticamente quello che dicevo con risultati a dir poco strabilianti (il tutto è documentato nel libro, e resterà per sempre su quel forum)

Quest’opera  insegna a scovare questi segnali e  a usarli a proprio vantaggio, o quanto meno a non mettersi contro i segnali stessi (in caso di dubbio, in borsa, meglio non operare che eseguire una operazione in perdita) e  riporta segnali ritrovati su tutte le principali borse internazionali che poiché in genere si muovono coralmente (con i dovuti scarti dovuti alla situazione economica, politica etc di ogni paese) mi hanno dato la possibilità di dimostrare che le “regole” seguite sono sempre le stesse, sia che un segnale esca a Milano, sia che esca a Francoforte, sia che esca a Wall Street, e guarda caso i segnali sono poi concatenati fra loro per verso e significato, nonostante il diverso fuso orario.

A cura di Giulio Tempera
Autore di Segnali di Borsa

Come guadagnare in borsa con le small cap

Lunedì, Maggio 9th, 2011

Una piccola società può raddoppiare facilmente le proprie vendite in un anno rispetto ad una società a grande capitalizzazione.

Quindi la crescita è più rapida per le small cap. Le aziende piccole sono perle nascoste che molti investitori non vedono e sono più a buon mercato.

Aziende come Cisco, Dell e Microsoft oggi sono conosciute da tutti, ma appena nate nessuno era interessato ad acquistarle. Gli investitori che hanno acquistato queste grandi aziende in passato hanno avuto profitti da capogiro.

Tutti noi desideriamo scoprire il prossimo Microsoft; per fare ciò occorre informarsi sugli strumenti di ricerca e le linee guida che possono consentire a un investitore di selezionare tra le tante piccole imprese, quelle più promettenti in modo che l’investitore possa effettuare la miglior scelta possibile.

Le piccole imprese possono sfruttare le opportunità che le grandi aziende non possono permettersi di inseguire a causa del loro volume elevato.

Tra tutte le azioni presenti nel mercato perché dovremmo acquistare aziende di piccolo taglio? La risposta è che queste azioni possono valere una fortuna. Immaginate di scoprire una società che costa solo 1 dollaro per azione e che dopo un mese quota 11 dollari. Un gain del 1000% un guadagno esplosivo.

Quindi con le small cap si può diventare ricchi ma ovviamente bisogna investire con prudenza iniziando con una piccola parte del capitale a disposizione e acquistando contemporaneamente varie società, per diversificare il rischio.

A cura di Assunto D’Addario
Autore di Guadagnare con le Small Cap

Come iniziare a guadagnare con il Forex Trading

Lunedì, Marzo 28th, 2011

Quando si parla di Forex e di Trading in generale la persona media si immagina quegli individui che si vedono nei film che lavorano a Wall Street, che devono prendere decisioni importantissime in mezzo al caos nel giro di pochi secondi.

Un lavoro tutto adrenalina e stress in cui non ci si può staccare dallo schermo per più di due secondi. Ecco perché solitamente vengono attratti dal trading individui amanti del rischio e in cerca di emozioni forti.

In realtà il trading fatto come privato è l’esatto opposto e solitamente le persone più misurate e dotate di controllo delle proprie azioni ed emozioni hanno successo.

Inoltre ci sono molti stili di trading e non necessariamente bisogna fare trading intraday aprendo e chiudendo operazioni molto velocemente. Certamente è possibile, ma non è l’unica via, anzi non è assolutamente consigliata per i principianti e per chi non ha il tempo di fare trading full time.

Realisticamente la situazione classica di una persona è quella di avere un lavoro che porta via tempo. Mollare il lavoro e fare trading a tempo pieno immediatamente richiede una disponibilità di capitale che non tutti hanno perché verrebbe a mancare il reddito fisso proveniente dal lavoro che ti permette di far fronte alle spese quotidiane e di destinare una parte del tuo capitale al trading.

Inoltre la pressione psicologica di dover guadagnare per forza con il trading perché è l’unica fonte di reddito è un grosso peso da sopportare, che può causare errori e perdite.

Come fare allora? Inizialmente ci si può specializzare in tecniche di lungo periodo che richiedono un’analisi dei grafici del prezzo solo per qualche dozzina di minuti la sera.

Questo tipo di strategie permettono a tutti di iniziare a fare trading e hanno una percentuale di vincita molto alta perché non si è soggetti al rumore di mercato, cioè ai movimenti erratici del prezzo di breve periodo.

Questo è un modo intelligente e responsabile di avvicinarsi al trading con la potenzialità di crearsi una rendita aggiuntiva anche importante. Quando poi si diventa più bravi e i profitti del trading cominciano ad accumularsi si può pensare di fare il grande passo, mollare il lavoro e vivere di trading.

Ma questo è un passo solo successivo. Per tutti quelli che vogliono iniziare la scelta più saggia è quella di iniziare con il trading di lungo periodo.

A cura di Davide Colonnello
Autore di Le Basi del Forex Trading

Come migliorare l’operatività nello Scalping Intraday

Mercoledì, Marzo 16th, 2011

L’attività dello scalper è molto dinamica. L’operatività deve adattarsi in continuazione ad un mercato in costante evoluzione. Dunque dobbiamo saper interpretare bene cosa sta accadendo per poter trarre maggiori profitti dalla giornata borsistica.

Nel caso in cui fossimo di fronte ad un book nervoso, con falsi segnali e cambiamenti repentini di direzione dei prezzi, sarebbe opportuno applicare stop loss e/o stop profit più stretti. Al contrario, davanti a forti pressioni con spinte sostenute al rialzo o al ribasso, sarà meglio “lasciar correre” il profitto, tenendo aperta la posizione.

Per “leggere” al meglio la giornata di borsa dovremo utilizzare una serie di strumenti, come il cambio euro/dollaro, gli indici europei, le chiusure asiatiche, le news ecc.

Ricordiamoci che facciamo Scalping Intraday per guadagnare, non per provare forti emozioni. Quindi, se il trade è in gain positivo, portiamo a casa i guadagni. Non rimaniamo lì a vedere se il prezzo va dove pensiamo che vada. Al limite lo faremo solo dopo aver chiuso l’operazione in guadagno.

I grafici non ci dicono tutto. Non sono altro che la rappresentazione di quello che è successo fino ad allora. Non ci dicono cosa accadrà in futuro. Usiamoli applicando l’analisi tecnica ma teniamo conto del contesto e del book.

Osserviamo soprattutto il book. Spesso è tutto lì quello che ci serve e non ce ne rendiamo conto. Guardiamo con attenzione il modificarsi degli ordini e riconosciamone l’importanza: sono gli ordini “pesanti” a muovere il prezzo, non siamo di certo noi con i nostri importi irrisori a farlo! Dobbiamo riconoscerli, osservarli, e non fidarci mai. Spesso sono inseriti proprio per ingannare noi

Alla prossima, un saluto a tutti voi!

A cura di Guido Di Domenico
Autore di Scalping Intraday, Scalping d’Assalto, Grandi Trades per Piccoli Traders e altri ebook

Come guadagnare con lo Scalping d’Assalto

Martedì, Febbraio 8th, 2011

Sei stufo di aspettare i lunghi tempi dei corsi azionari? Sei stanco di sentirti dire dal tuo promotore finanziario che prima o poi ci sarà una ripresa? È ora di agire!

Con un’adeguata preparazione potrai misurarti nello Scalping Intraday, conseguendo risultati positivi con operazioni di brevissimo termine. Lo studio serale sulle chiusure di giornata ti aiuterà ad avere le idee più chiare per la seduta successiva.

Comincia a prendere familiarità con i livelli dei prezzi e le formazioni grafiche: devono diventare per te gli strumenti per avere maggiore consapevolezza delle operazioni da effettuare l’indomani mattina.

Soprattutto nella prima ora di contrattazione è possibile sfruttare le oscillazioni dei prezzi a nostro vantaggio. Assecondiamo il movimento in aumento o in diminuzione del prezzo del titolo assumendo una posizione long o short nella prima mezz’ora di scambi. Spesso i guadagni dei traders sono ottenuti proprio in questi primi minuti, in quanto le oscillazioni sono solitamente più sostenute.

Dobbiamo essere sempre pronti a chiudere l’operazione: poniamoci uno stop loss ed uno stop profit e rispettiamoli. Prendiamo i guadagni e portiamoli a casa. Non dobbiamo essere ansiosi di rientrare subito con un’altra operazione: respiriamo… Chiediamoci sempre il perché, qual è lo scopo del trade che stiamo andando ad effettuare.

Per intraprendere lo Scalping d’Assalto e riuscire a guadagnare occorrono nervi saldi, ma soprattutto la capacità di non perdere mai di vista l’obiettivo fissato.

Alla prossima!

A cura di Guido Di Domenico
Autore di Scalping d’Assalto, Scalping Intraday, Grandi Trades per Piccoli Traders, Come Scegliere il Mutuo

Come individuare movimenti esplosivi dei prezzi in Borsa

Lunedì, Settembre 13th, 2010

Nicola D'AntuonoLa Borsa può vivere i suoi alti e bassi come condizione fisiologica di un ciclo economico ma, nella sua instabilità e isterica ricerca di un punto di equilibrio, resta pur sempre un luogo dove è possibile rastrellare un bel po’ di quattrini individuando quei titoli potenzialmente in grado di effettuare movimenti direzionali esplosivi.

Difficile che ciò avvenga sui titoli a larga capitalizzazione (large caps), in quanto caratterizzati da elevato flottante e bassa volatilità. Allora, dove è possibile trovare le grandi opportunità senza far troppo caso ai movimenti degli indici generali di mercato? La risposta risiede nei titoli a bassa capitalizzazione (small caps), che presentano un basso volume di scambio medio ed elevata volatilità.

Premetto subito che questi titoli vanno trattati con la massima attenzione, in quanto sono pur sempre titoli junk (“spazzatura”) con una quotazione inferiore a un euro e in molti casi inseriti nella black list della Consob (bassa trasparenza nella corporate governance, eccessivi debiti, bilanci in profondo rosso, etc.). L’ideale è lavorare questi titoli in un’ottica di brevissimo periodo con lotti di negoziazione davvero irrisori, addirittura investendo una cifra compresa tra 500 euro e 1000 euro.

Sebbene possa sembrare un capitale eccessivamente basso per ottenere un profitto degno di nota, bisogna tener conto che i titoli a bassa capitalizzazione sono in grado di compiere movimenti in doppia cifra, anche del 50%, del 100% (o anche più) nel giro di pochi giorni o settimane. A questo punto è necessario sapere come individuare questi titoli.

Nell’ebook Trading a Capitali Ridotti spiego due strategie che, se combinate per questa tipologia di titoli, possono produrre risultati al dir poco sorprendenti nel giro di poco tempo. Si tratta delle compressioni della volatilità e del 3 Wakeup Call. L’idea di fondo è ricercare un insolito aumento dei volumi all’interno di un trading range predefinito che si manifesta a seguito della comparsa di una candela molto grande che apre in prossimità dei minimi e chiude vicino ai massimi. A quel punto si può inserire un ordine d’acquisto al breakout del massimo della congestione oppure del massimo del 3 Wakeup Call (prerogativa dei trader più aggressivi).

Contestualmente non bisogna assolutamente dimenticare di inserire lo stop loss protettivo sotto il minimo del 3 Wakeup Call. L’eventuale mancato inserimento di quest’ordine di liquidazione (nel caso in cui le cose non dovessero andare per il verso giusto) potrebbe provocare perdite non previste inizialmente!

Volendo fare un esempio, andiamo ad analizzare il grafico di Olidata (small cap quotata alla Borsa di Milano, simbolo di negoziazione: OLI). I prezzi sono rimasti ingabbiati all’interno di un box (trading range) per due mesi. All’inizio di agosto 2010 si forma un 3 Wakeup Call con volumi eccezionali (ben undici volte la media dei volumi giornalieri). I prezzi si avvicinano così al breakout della soglia psicologica di 0,40€. A seguito della rottura rialzista di questo livello, i prezzi effettuano un movimento del 150% circa nel giro di un mese.

Sebbene negli anni d’oro della Borsa, tra il 2005 e il 2006, questa strategia contava per più del 60% della mia operatività, oggi consiglio (soprattutto ai meno esperti) di utilizzare queste tecniche per una percentuale molto più bassa (compresa tra il 5% e il 10%) della propria operatività in Borsa, in quanto la crisi finanziaria ha reso molte small caps ancor più speculative accentuando le difficoltà legate all’eccesso di debito accumulato negli anni precedenti. In linea generale, questa strategia permette di ottenere profitti eccezionali a fronte di un rischio tutto sommato contenuto.

A cura di Nicola D’Antuono
Autore di Trading nel Forex e Trading a Capitali Ridotti