Investire

Come ricevere traffico targhetizzato GRATIS

Venerdì, Dicembre 30th, 2011

Davide GeraciAvete sempre cercato di capire come avere dei lettori interessati al vostro sito e non ci siete riuscite ? Volete far visite il vostro sito ma non sapete da dove cominciare ? Il vostro blog è molto interessante ma fate fatica a farvi visitare ?
Lo sapete bene anche voi che avere un sito e basta senza visibilità e senza posizionamento non ha valore. Provate ad immaginare quanti siti web e blog ci siano in giro per la rete , è come un granello di sabbia in mezzo al deserto e trovare il granello che vi interessa è un impresa impossibile.

Quindi farvi trovare da persone interessate a ciò che proponete sia come serivizi sia come notizie sarebbe molto interessante , perchè si tratterà avere visitatore e a far conoscere il vostro sito o blog  in un modo sorprendente , e se da questo avrete anche dei guadagni è ancora meglio.

Immaginate che avete un sito web dove volete vendere un vostro prodotto .. Bene ..capire come acquisire i cliente che vogliono il vostro prodotto e che lo cercano (Quindi persone realmente interessate che possiamo definire potenziali clienti), sarebbe un ottimo possibilitò di guadagno, quindi capire come muovervi e come farvi acquisire cliente in modo totalmente gratuito sarebbe un’opportunità per vendere i vostri prodotti.
In questa piccola guida ci sono tutte le strategie per capire come potete muovervi e come realizzare al meglio il vostro sito o il vostro blog .

Tutti noi sappiamo che la prima pagina di Google è la più importante perchè le persone guadano i primi risultati e ci cliccano. Esserci quindi vi farà spalancare un mondo di oppurtunità e di pubblicità gratuita senza pagare nessuno che deve vendervi spazi pubblicitare per vendere i vostri prodotti.
Man mano che leggete la guida semplice ed efficace capirete molte piccoli trucchi che definerei più che altro suggerimento per farvi scalare le classifiche dei motori di ricerche ed essere così ai primi posti .
Nell’esperienza di Blogger ho potuto fare molti esperimenti e ho avuto modo di scrivere in questa guida che vi farà capire molte cose che non sapevate e che grazie ai quali avrete in target di traffico che avete sognato in modo gratuito.

Leggendo pagina dopo pagina avrete la possibilità di capire meglio e provare personalmente i metodi che vi faranno scalare le posizioni di Google senza andare a spendere centinaia di Euro per un servizio che ho raccolto in questa guida utile e efficace per il posizionamento.
Farsi amare quindi dai motori di ricerca aiuta senz’altro a farvi guadagnare senz’altro giorno dopo giorno posizioni e scalare le classifiche e sorpassare blog che occupano una posizione senza dare realmente informazioni utili e interessante come il vostro.

Avere racconti di persone che lavorano nel settore del Seo e del posizionamento Web vi aiuterà senz’altro a capire dove sbagliate e glie errori Fatali da evitare . Per cui ho provato a raccontare dagli inizi della mia “Carriera ” in questo settore e concentrare tutto in questo Ebook interessante .
La maggior parte delle persone che hanno un minimo di conoscenza del mondo informatico hanno provato a indirizzarsi su questa strada ma senza grande successo … Dove sbagliano ?
Probabilmente aprono un sito, mettono la pubblicità e mandano a tutti , senza curarsi della parte seo , che ho spiegato in questo Ebook , e senza curarsi degli errori da evitare , andando incontro ad un fallimento del sito e a visite pari al zero.

Per questo voglio condividere le mie esperienze con voi in questi anni in modo che possiate rendervi conto delle enormi possibilità che offrono questo mondo e delle possibilità di guadagno , tutto dipende da quanto siete motivati e da quanto volete imparare.
Non dovete assolutamente investire grosse somme di denaro ma solo il vostro tempo e la vostra pazienza ed essere motivati per il percorso che vorrete in qualsiasi sito o blog vorrete fare.

Se seguirai passo per passo le tecniche e sei motivato avrai sicuramente successo in questo campo e in guadagno non mancherà ad arrivare .
Ultime raccomandazioni che ti faccio :
* Essere motivati
* Seguire la guida passo per passo
* Lavoro sodo
Se seguirai questi passo sono sicuro che avrai un sorriso sulle labbra ogni giorno e sarai soddisfatto dei risultati che otterai giorno dopo passo.
Dopo questo non mi resta che augurarvi di iniziare per il meglio e capire giorno dopo giorno le tecniche seo di questo blog e su come avere un target di traffico gratuito senza investire grosse di denaro.
Risultati chiari e consigli efficaci ed utili.

A cura di Davide Geraci

Come può un giovane fare impresa in Italia?

Mercoledì, Agosto 24th, 2011

Giovani ImprenditoriSono un convinto sostenitore della generazione degli under 35 e soprattutto di coloro che non accettano le cose così come spesso imposte dalla Società e ancor di più non accettano  il “declinismo” di cui tutti parlano dicendo spesso ai trentenni del 2011 che sono spacciati e per loro non c’è possibilità di futuro.

Cosi ho deciso di scrivere un ebook e parlare proprio di come un giovane può andare contro le “malelingue” e fare impresa in Italia.

E lo può fare nonostante le difficoltà, i limiti e gli ostacoli che spesso frenano l’iniziativa “dell’intraprendere”.

Il nostro Bel Paese è molto, molto meglio di quello che dicono i media o come spesso è rappresentato, infatti c’è una generazione di leaders silenziosi, giovani con idee e sogni da realizzare che possono fare tanto ma proprio tanto.

Vi parlo delle mille opportunità che offre la nostra Italia e il “made in Italy”, e di come si possono superare quelle difficoltà spesso di contesto, attraverso la grande forza che viene da noi stessi e come trovare tutto il necessario per mettere su un’impresa di successo dall’idea al progetto passando per il reperimento dei fondi necessari al finanziamento.

Ci sono opportunità impensabili a due passi da voi, nel vostro Comune e spesso non vengono viste fino a quando non lo facciamo con occhi diversi.

E soprattutto sono alla portata di tutti perchè non è vero che per sentirsi ed essere imprenditori di successo bisogna essere a capo di imprese che fatturano miliardi di euro. Si può partire da zero, anzi da uno: la nostra idea.

Lo sforzo che dobbiamo fare è credere nonostante tutto che anche in Italia  ci possano essere tanti Zuckerberg o Steve Jobs che dal loro garage possano dar vita ad un nuovo “Miracolo Italiano”.

Il fenomeno è già in atto…dobbiamo solo entrarne a far parte.

Vuoi approfondire e avere un percorso completo?
Giovani Imprenditori
Fare Impresa in Italia: Potenzialità, Modelli Vincenti e Burocrazia

Giovani Imprenditori

A cura di Vittorio Sangiorgio

Come investire in un impianto fotovoltaico grazie alle Tariffe Incentivanti

Domenica, Ottobre 24th, 2010

Come ben sappiamo, acquistare oggi un impianto fotovoltaico significa effettuare un investimento. Ciò è vero, grazie all’esistenza delle Tariffe Incentivanti, l’incentivo statale alla produzione di energia elettrica generata da fonte fotovoltaica, previste dal Decreto 19 febbraio 2007. Questo incentivo, o, meglio, la vigenza delle attuali elevate entità, purtroppo, ha vita limitata.

La scadenza è fissata, infatti, al 31 dicembre 2010. A partire, cioè, dal 1 gennaio 2011, gli importi delle Tariffe Incentivanti si ridurranno sensibilmente. Restano poco meno di 2 mesi e mezzo per accedere alle attuali Tariffe.

Chi fosse interessato, cosa deve fare? La domanda non è banale.

Visto che il Parlamento italiano, prevedendo un autentico assalto alla diligenza da parte di soggetti (privati, pubblici ed industriali) intenzionati ad acquisire incentivi ancora così alti, ha parzialmente modificato la tempistica da rispettare per accedere alle Tariffe Incentivanti, in modo da agevolare, per l’appunto, gli ultimi ritardatari. E allora, chi fosse interessato ad accedere alle Tariffe del 2010, cosa deve fare?

La procedura normale prevede l’invio della documentazione occorrente al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. La data, per intenderci, nella quale l’impianto, realizzato fisicamente, viene allacciato alla rete elettrica. E sappiamo anche che il GSE ha, a sua volta, 60 giorni a disposizione per riconoscere la Tariffa Incentivante, calcolata a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto.

Ora, intercorre un lasso di tempo tra la data di chiusura dei lavori di realizzazione dell’impianto (di competenza della ditta installatrice) e la data di entrata in esercizio dell’impianto (data di allaccio alla rete elettrica). Lasso di tempo durante il quale l’impianto non genera energia elettrica.

Lasso di tempo che è indipendente dalla nostra volontà e dalla nostra capacità di controllo, dipendendo esclusivamente dalla tempestività con la quale il gestore di rete darà seguito alla nostra richiesta di allaccio alla rete elettrica.

Il Parlamento italiano, approvando la Legge di conversione del DL 105/2010, ha disposto che, per accedere alle Tariffe Incentivanti del 2010, occorre, entro il 31 dicembre 2010:

- completare l’installazione dell’impianto
- comunicare la fine lavori agli enti competenti.

Le fasi ulteriori, vale a dire la connessione alla rete elettrica ed il riconoscimento delle Tariffe Incentivanti ad opera del GSE, mediante sottoscrizione dell’apposita Convenzione, potranno essere perfezionate entro il 30 giugno 2011.

Ricapitolando, quindi, per accedere alle Tariffe Incentivanti del 2010, diventa indispensabile ultimare i lavori di realizzazione dell’impianto fotovoltaico, completo in tutti i suoi componenti, entro il 31 dicembre 2010.

A cura di Mario Delfino
Autore di Investire nel Fotovoltaico

Come valutare l’acquisto di un impianto fotovoltaico 2

Venerdì, Febbraio 26th, 2010

Mario Delfino L’acquisto di un impianto fotovoltaico costituisce a tutti gli effetti un investimento.

Ne consegue che, ai fini della valutazione dei preventivi che ci vengono sottoposti, occorre analizzare la capacità dell’investimento proposto di generare reddito.

Invece, tendiamo a concentrarci, piuttosto, sul prezzo complessivo di realizzazione dell’impianto. Il criterio di selezione del preventivo, risulta, cioè, soltanto la valutazione del costo d’acquisto.

Un simile comportamento rischia di essere controproducente.
Perchè?

Se, come è vero, acquistare oggi un impianto fotovoltaico significa investire i nostri soldi, possiamo, allora, paragonare l’acquisto di un impianto fotovoltaico all’acquisto, ad esempio, di azioni. Cioè paragonare l’investimento nel fotovoltaico a un’altra forma più diffusa di investimento.

Ora, quando noi prendiamo in considerazione l’acquisto di azioni, le valutiamo unicamente sulla base del loro prezzo di acquisto? Vale a dire, acquistiamo le azioni che presentano il prezzo più basso?
Non mi pare.

Acquistiamo, piuttosto, le azioni che presentano il prezzo più basso rispetto a quello che dovrebbe essere il loro valore intrinseco. Cioè la loro capacità di generare reddito.

Un buon indicatore numerico a tal proposito è il Price Earnings Ratio (Rapporto Prezzo/ Utili). Generalmente, azioni con un valore non elevato di tale rapporto possono costituire un buon investimento.
In definitiva, valutiamo la qualità delle azioni.

Ed è quanto dovrebbe essere fatto anche nel caso dell’acquisto di un impianto fotovoltaico.

Possiamo considerare, ad esempio, le caratteristiche tecniche dei materiali che ci vengono proposti (il valore di tolleranza dei moduli o il grado di rendimento dell’inverter) oppure, attraverso l’esame dei lavori eseguiti dalla società che ci contatta, verificare la sua capacità di gestire al meglio le problematiche che potrebbero insorgere nel corso della realizzazione dell’impianto.
La qualità costa. Anche nel fotovoltaico.

Ed è la qualità che ci garantisce la bontà dell’investimento che andiamo ad effettuare.

Ricordiamoci sempre che acquistando un impianto fotovoltaico, acquistiamo, attraverso l’acquisizione della titolarità di un bene, la possibilità di garantirci una rendita negli anni.

A cura di Mario Delfino
Autore di Investire nel Fotovoltaico

Come fare il più grande di tutti gli investimenti

Sabato, Febbraio 20th, 2010

Gian Luigi Torcicoda & Barbara Capitanio Molte persone ci chiedono consigli riguardo a quale sia il migliore strumento d’investimento o la migliore strategia da attuare in Borsa. L’unica risposta che diamo è quella in cui realmente crediamo ossia quella di fare il più grande di tutti gli investimenti, quello che in pochi sono disposti a fare, quello che a nostro avviso paga sempre il più alto interesse: investire in conoscenza!

Crediamo che non esistano strade facili, che non ci siano scorciatoie! Ogni viaggio prevede un percorso da compiere e siamo convinti che la differenza tra chi arriva al traguardo e chi invece si ferma a metà strada stia nella volontà e nella capacità di godersi il viaggio, non nell’illusione della meta.

Se vi dedicate a studiare i mercati, capirete che non può esistere una risposta univoca, sempre vera in ogni momento, riguardo allo strumento migliore o alla strategia più efficace, poiché esistono dei cicli economici, così come esistono dei cicli naturali, quali ad esempio le maree e le stagioni… Proprio per questo motivo l’utilizzo consapevole delle opzioni permette di fare la scelta migliore e di trovare la propria applicazione in tutte le condizioni di mercato.

La cosa che più ci ha entusiasmato quando ci siamo avvicinati al mondo del trading in opzioni, e che quotidianamente sperimentiamo, è che abbiamo imparato che con questi strumenti è possibile creare delle situazioni in cui non è necessario conoscere dove si muoverà di preciso il mercato!

La conoscenza permette molte cose… ad esempio permette di evitare di commettere gli errori per cui qualcun altro ha già pagato! Poiché molti degli errori in cui incorrono i neofiti, “e non solo”, sono molto comuni, è bene conoscerli e starne alla larga.
Abbiamo raggruppato di seguito alcuni dei più ricorrenti:

1- Evitare di comprare o vendere qualsiasi strumento finanziario come azioni, obbligazioni, opzioni, etf, ecc… senza una strategia chiara e logica d’entrata e d’uscita;

2- Evitare di diventare “tifosi” della vostra posizione, se arriva al punto d’uscita prefissato abbandonate la strategia ed uscite immediatamente;

3- Evitare d’essere troppo avidi; imparate ad accontentarvi!

4- Evitare di entrare in una posizione soltanto per essere attivi, nonostante con le opzioni si possa operare in qualunque scenario, non sempre è necessario farlo;

5- Evitare di pensare d’essere più furbi del mercato, ricordate che la Borsa non è un luogo in cui si regalano soldi;

6- Evitare di vendere opzioni allo scoperto;

7- Evitare di operare in Borsa senza aver prima compreso “le regole del gioco”.

Ci auguriamo che questi suggerimenti “in pillole” possano esservi d’aiuto nella vostra operatività e ricordate che il più grande di tutti gli investimenti è quello fatto su voi stessi e sulla vostra formazione!

A cura di Gian Luigi Torcicoda & Barbara Capitanio
Autori di Trading Online & Opzioni

Come valutare l’acquisto di un impianto fotovoltaico

Martedì, Gennaio 26th, 2010

Robert T. Kiyosaki nella fortunata serie di libri dedicata all’insegnamento dell’intelligenza finanziaria, inaugurata con “Padre Ricco, Padre Povero”, ritorna molto spesso sulla differenza tra attivi e passivi.

A pag. 70 di Padre Ricco, Padre Povero, fornisce, in particolare, le due seguenti definizioni:
Un attivo è qualcosa che mi mette denaro in tasca.
Un passivo è una cosa che mi toglie denaro dalle tasche.

Anche Robert Shemin, nel suo “Perché quel cretino è ricco e io no? “sostiene un concetto molto simile a quello formulato da Kiyosaki.

Entrambi gli autori forniscono degli esempi, ovviamente, di quel che intendono per attivi e passivi.
In questa seconda categoria, inseriscono, tra l’altro, anche le automobili. L’automobile perde il 20% del proprio valore, non appena esce dall’autosalone di vendita. E dopo 12 mesi il deprezzamento è arrivato almeno al 30%.

Mi è capitato spesso, parlando con privati interessati alla realizzazione di un impianto fotovoltaico, di paragonare le conseguenze derivanti dall’acquisto di un’autovettura con gli effetti dell’acquisto di un impianto fotovoltaico.

Nel primo caso, alla spesa iniziale, necessaria all’acquisto dell’autovettura, che, come abbiamo appena ricordato, è destinata a deprezzarsi velocemente, seguiranno negli anni una serie di spese ulteriori e continuative. E, soprattutto, inevitabili. Perché connesse al funzionamento dell’autovettura: il carburante, la manutenzione ordinaria e quella straordinaria, la copertura assicurativa, per limitarsi alle principali. Nel secondo caso, la spesa iniziale, finalizzata all’acquisto dell’impianto fotovoltaico, è seguita, sì, nel corso degli anni, da altri costi (manutenzione e copertura assicurativa ed eventuale sostituzione di componenti dell’impianto), ma crea anche le condizioni per la generazione di una duplice serie di ricavi.

Ricavi, che, come ben sappiamo, sono originati dalla produzione di energia elettrica da parte dell’impianto fotovoltaico.

Il risparmio sulle bollette di energia elettrica (o in alternativa, la vendita di quella stessa energia) per tutta la durata utile dell’impianto e l’incentivo del Nuovo Conto Energia per 20 anni. Tali ricavi attualmente consentono, grazie alla riduzione dei costi del fotovoltaico registrata nel 2009 ed alle elevate Tariffe Incentivanti del Nuovo Conto Energia (tra le più convenienti al mondo), di arrivare a tassi di redditività dell’investimento superiori al 10% annuo.

Ho parlato d’investimento.

Ed è proprio questa la differenza tra l’acquisto di un’autovettura e l’acquisto di un impianto fotovoltaico.
Se compro un’auto, spendo i miei soldi.

Se acquisto un impianto fotovoltaico, investo i miei soldi.

Chissà se nelle prossime edizioni dei loro bestsellers, Robert T. Kiyosaki e Robert Shemin non inseriscano nella colonna degli attivi anche l’acquisto di un impianto fotovoltaico.

A cura di Mario Delfino

Autore di “Investire nel fotovoltaico”