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Come trasformare il tuo ebook in una rendita

Domenica, Febbraio 6th, 2011

Le recenti vicende del mercato editoriale e lo sviluppo degli ebook hanno portato negl’ultimi mesi un’aria di novità e freschezza in un campo (quello dell’editoria digitale) che in precedenza era relegato esclusivamente alla fruizione tramite computer.

Oggi acquistare e leggere un ebook è per chiunque semplicissimo e può essere fatto in pochi click direttamente dallo schermo del proprio telefonino, tablet o ebook reader; un formidabile volano per il mercato delle pubblicazioni professionali e al contempo un’ottima occasione per liberare i contenuti rendendoli accessibili in circostanze prima impensabili.

Queste le premesse già note a quelli che il marketing definisce spesso come early adopters o primi utilizzatori. Ma se c’è un elemento che pochi considerano è la grande opportunità di costruire e alimentare rendite da royalty che questo nuovo mercato ha aperto agli autori di contenuti.

Il mio manuale, Rendite da Ebook, nasce dalla presa di coscienza del momento attuale come favorevole (e forse irripetibile) per gli autori 2.0, sia grazie all’hype che si è creato attorno al fenomeno dei libri digitali, sia per le numerose nicchie di mercato dell’editoria professionale che attendono solo di essere disaminate tramite pubblicazioni specifiche.

La nuova interattività e multimedialità degli ebook permette oggi di arricchire i propri testi con riferimenti esterni, link e risorse multimediali immediatamente accessibili, creando un’empatia digitale in grado di ampliare le capacità di trasmissione delle informazioni e le occasioni di formazione dei lettori. Si tratta di un’opportunità win – win tanto per i lettori quanto per gli scrittori e gli editori.

Quando si possiedono dei buoni contenuti da trasmettere e si conoscono le metodologie per scrivere ebook di successo, creare rendite da royalty diviene un processo facilmente replicabile da chiunque.

Diventare autori di ebook significa essere tra i pionieri nello sfruttare lo stato nascente di un nuovo mercato, che similmente a quello del software e della musica promette ottime prospettive di guadagno e d’immagine per tutti i nuovi autori e creatori di contenuti digitali.

A cura di Stefano Calicchio
Autore di Rendite da Ebook, Il Fattore Network, L’Ufficio Stampa 2.0

Come guadagnare sfruttando i domini che non utilizziamo

Mercoledì, Gennaio 12th, 2011

Se avete dei nomi a dominio inutilizzati, che avete registrato per svilupparci dei siti o per rivenderli, mentre non li utilizzate potrebbe essere una buona idea metterli in parking, così da monetizzarne l’eventuale traffico.

Forse vi sarà capitato navigando in rete di trovare siti composti da un’unica pagina contenete solo messaggi pubblicitari: nella maggior parte dei casi è perché quel dominio è stato messo in parcheggio, magari in seguito alla chiusura del sito o alla scadenza della registrazione del nome.

Il domain parking è un ottimo modo per monetizzare il traffico di un dominio internet: spesso viene usato in attesa di trovare un compratore per quel dominio, così da ammortizzare le spese di registrazione e rinnovo dello stesso, ma nel tempo alcune aziende e professionisti si sono specializzati nella ricerca e registrazione di domini che sviluppano traffico, in particolare il cosiddetto traffico naturale, particolarmente adatto ad essere monetizzato proprio tramite il domain parking.

Un dominio in parcheggio infatti si differenzia da un sito web. E’ generalmente vietato linkare o promuovere un dominio in parking, pena l’esclusione dal servizio, le uniche visite che sono consentite su un dominio in questa situazione sono quelle “naturali” ovvero arrivate spontaneamente e non tramite nuovi link o altri interventi promozionali.

Quindi, se il dominio che avete registrato e parcheggiato ospitava in passato un sito popolare, sicuramente in rete ci sono ancora dei link che vi porteranno visite. Verosimilmente, una buona percentuale di queste si produrrà in un click sulla pubblicità, che è l’unico contenuto di un dominio in parking, perciò vi faranno guadagnare.

Altra tipologia di domini molto adatti al domain parking sono i cosiddetti type in, ovvero domini caratterizzati da nomi molto comuni, da termini generici che spesso possono essere digitati direttamente, in particolare dai navigatori meno esperti, nella barra degli indirizzi del browser.

Per questo il valore dei type in è generalmente piuttosto elevato. In generale, se un dominio, indipendentemente dal suo nome sviluppa guadagni da parking, diventa appetibile per chi investe in questo mercato e potrete quindi rivenderlo con un buon margine di guadagno. Naturalmente sta a voi scegliere se tenerlo e guadagnare una rendita tramite il parking o venderlo ed incassare subito.

Se volete approfondire la questione e mettere in parcheggio dei domini che non state utilizzando, magari in attesa di svilupparci un sito web, vi consiglio di visitare Sedo.it, uno dei maggiori mercati virtuali di siti e domini che, tra i tanti servizi offerti, permette di parcheggiare i vostri domini.

Quando vi sarete iscritti gratuitamente e accederete all’area dedicata troverete tutte le indicazioni per impostare i DNS dei vostri domini e puntarli sulle pagine di parking di Sedo, operazione che potrete fare, se preferite, anche con un comune redirect.
Altra realtà molto valida per il domain parking è rappresentata dal sito namedrive.com, con cui personalmente ho ottenuto buoni guadagni.

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A cura di Lorenzo Renzulli
Autore di Guadagnare con i Nomi a Dominio

Come avere la massima resa e risparmiare sul riscaldamento

Mercoledì, Gennaio 5th, 2011

Nelle fredde giornate invernali, non sempre la temperatura della stanza in cui si soggiorna è calda come vorremmo, specie quando i serramenti sono di vecchio tipo (non isolati e senza vetrocamera) oppure quando l’impianto di riscaldamento è stato progettato tanti anni fa, costruito sottodimensionato e gli elementi dei termosifoni sono troppo pochi per la cubatura dell’ambiente (quante volte ci è capitato di avere i termosifoni bollenti e ugualmente la stanza fredda!)

E’ intuitivo rendersi conto che, in una tale situazione, la caldaia del riscaldamento continua a funzionare a pieno regime, usurandosi e consumando molto di più senza però dare dei risultati adeguati; in definitiva si spende di più e si continua a soffrire il freddo…

La prima soluzione che viene in mente è quella di comperare una stufetta elettrica, magari non tanto grande: occasionalmente si trovano in offerta nei centri commerciali per qualche decina di euro e, tempo fa, venivano usate negli uffici, sotto la scrivania, per riscaldarsi le gambe e i piedi; oppure vengono accese nella stanza da bagno per alzare di qualche grado la temperatura dell’ambiente dieci minuti prima prima di spogliarsi per lavarsi o fare la doccia.

Ma ovviamente, anche questi piccoli elettrodomestici, sono dei costosissimi divoratori di energia elettrica, al punto tale che se si accendono contemporaneamente a qualche altro “grande elettrodomestico” – forno elettrico, lavastoviglie, lavatrice, ferro da stiro - potrebbero sovraccaricare l’impianto e far scattare il magnetotermico dell’interruttore generale dell’impianto di casa.

Che fare?  In molti casi la soluzione c’è, funziona molto bene, ed ha un costo di esercizio molto contenuto. Basta un semplice ventilatore, anche non molto grande, di quelli che si usano d’estate per “muovere l’aria” e creare nell’ambiente un senso di frescura e di sollievo.

Bisogna però’ che siano soddisfatte due condizioni basilari:

  • i termosifoni devono essere in ghisa o in ferro di tipo “aperto” e non chiuso (in pratica di quelli di forma classica, in cui tra un elemento e l’altro ci puoi far passare una mano)
  • i termosifoni devono essere molto caldi o bollenti, quasi da non riuscire a tenerci appoggiata sopra la mano.

A questo punto è sufficiente posizionare sul pavimento alla base del termosifone il ventilatore, rivolto verso il termosifone e, se possibile, orientato leggermente verso l’alto.  In breve tempo (10 - 15 minuti – dipende dalla grandezza della stanza) noterete che la temperatura comincerà a salire e soprattutto il caldo comincerà a diffondersi in modo omogeneo e regolare.

Quindi basta un semplice ventilatore, alla velocità minima, il cui consumo elettrico è inferiore a quello di una lampadina; se poi c’è la possibilità di chiudere la porta della stanza, i risultati si potranno ottenere ancora prima. L’effetto sarà superiore (o equivalente) a quello delle dispendiose stufette elettriche.

Ma anche se non avete il problema dell’impianto di riscaldamento sottodimensionato e quindi anche se la vostra stanza è già sufficientemente calda, con questo piccolo accorgimento, avrete ancora piu’ caldo e quindi avrete la possibilità di tenere ancora più basso il termostato ambiente; di conseguenza, a parità di risultato, la caldaia si accenderà di meno e potrete risparmiare sul metano o sul gasolio.

A volte, con una semplice idea e un po’ di organizzazione, si riesce a migliorare la qualità della vita e, nello stesso tempo, anche a risparmiare. Battere la crisi? Si può!

A cura di Alberto Barbieri
Autore di Battere la CrisiDifesa Personale

Come migliorare la nostra efficienza per guadagnare più denaro

Mercoledì, Novembre 24th, 2010

Per guadagnare denaro occorre essere efficienti. Incrementare l’efficienza di qualcuno è il miglior metodo per aumentare il valore complessivo della sua produzione. Per incrementare l’efficienza di qualcuno occorre capire in che modo o in quali aree è diventato inefficiente e porvi rimedio.

E’ facile estrapolare i modi in cui qualcuno può non essere efficiente. Le situazioni possibili sono:

  • non essere pienamente capace di osservare il proprio ambiente diretto e indiretto in modo da trarne informazioni utili e segnali di potenziali opportunità e potenziali pericoli.
  • non essere pienamente capace di analizzare i dati ottenuti in modo da elaborare le corrette decisioni o strategie.
  • non essere pienamente capace di tramutare in azione le decisioni o strategie adottate.

Le categorie di cui sopra sono ovviamente graduali e ci rivelano vari spettri di efficienza. Potremmo avere qualcuno molto abile nello scorgere opportunità o potenziali cambiamenti all’orizzonte, ma incredibilmente deficitario nel prendere delle tempestive decisioni in quanto continuerebbe ad essere indeciso sul fare o meno la cosa.

Oppure potremmo trovare una persona molto decisa e molto abile nell’attivarsi, la quale, tuttavia, possedendo una capacità percettiva decisamente bassa, opera su informazioni scadenti o sbagliate. Le combinazioni sono molteplici.

Il primo esercizio da attuare è isolare tra le seguenti 3 aree  quella debole e suscettibile di rinforzo. Le cure da attuare sono diverse a seconda di quale sia l’area da corroborare.

  • se l’area da migliorare è quella della percezione, occorrerà capire se le nostre linee di comunicazione sono occluse o se le fonti da cui ci procuriamo le informazioni sono adeguate e sufficientemente corrette.
  • se l’area da migliorare è la sfera decisionale, occorrerà capire se soffriamo di una carenza di dati oppure se le nostre decisioni sono subordinate ad altrui voleri o ad idoli mentali sub-coscienti (pensieri irrazionali di origine ignota, promesse fatte anni prima legate a situazioni ora inesistenti, etc.).
  • se l’area da migliorare è la sfera dell’azione, occorrerà comprendere se gli errori passati ci pesano ancora così tanto da renderci incerti nell’agire anche quando abbiamo le idee chiare.

Ricordiamoci che una persona potrebbe avere difficoltà anche all’interno di più di un’area. Quindi la prima cosa da fare è essere onesti con se stessi e dare un voto a queste tre macroaree della nostra efficienza personale. Evitiamo di pensare, come purtroppo fin troppo spesso accade, che solamente “imbottendoci” di informazioni, di lettura di libri e corsi, diventeremo tutti perfetti uomini (o donne) di successo.

Naturalmente è utilissimo avere maggiori informazioni e maggiori conoscenze, ma queste renderanno qualcuno di successo” solo se si avrà la capacità di decidere in modo rapido e soddisfacente e si avrà la capacità di tradurre in azioni le proprie decisioni.

A cura di Antonello Mela
Autore di La Legge del Denaro

Come guadagnare 15.000 euro in 6 mesi acquistando un appartamento prima di un’asta immobiliare: i 9 passi (seconda parte)

Lunedì, Maggio 10th, 2010

Come abbiamo iniziato a fare nella prima parte di questo articolo, continuiamo a scoprire i 9 passi da fare per guadagnare almeno 15.000 euro in sei mesi, acquistando un appartamento prima di un’asta immobiliare.

5. Individuare gli appartamenti da acquistare. Il quinto passo è diretta conseguenza degli altri, ora devi cercare gli appartamenti che corrispondono ai requisiti determinati nei passi precedenti. Ci sono diverse fonti e metodi per individuare un appartamento d’acquistare prima dell’astasiti internet di aste immobiliari, agenzie immobiliari, annunci sui giornali di settore, passaparola.

Ricordiamoci che nel nostro caso la somma massima da spendere è 120.000 euro, e se vogliamo guadagnare almeno 15.000 euro il valore di mercato dell’immobile da acquistare deve essere almeno di 150.000 euro.

6. Iniziare la trattativa con i proprietari. Il sesto passo è la trattativa. Una volta che hai scelto almeno 5 appartamenti che corrispondano alla tue caratteristiche, entra nel concreto, inizia la trattativa con i proprietari: parti da uno, e tieni gli altri di riserva se non dovesse andar a buon fine la trattativa principale.

Ricordati di mettere tutto per iscritto e di farti seguire, le prime volte,in questa fase da una persona che ha esperienza nel settore.

7. Acquistare l’appartamento. Il settimo passo è acquistare l’appartamento. La procedura per acquistare un appartamento prima dell’asta è sostanzialmente simile a quella di un qualsiasi altro acquisto immobiliare, occorre andare dal notaio, la differenza principale è che è fortemente consigliabile fare l’atto notarile in tribunale, per chiedere immediatamente la chiusura del procedimento esecutivo al giudice competente, in questa fase è assolutamente indispensabile farsi seguire da un proprio legale e da un notaio esperto in questo tipo di procedure.

8. Valorizzare l’appartamento acquistato.  L’ottavo passo è aumentare il valore dell’appartamento acquistato. Ci sono diversi modi per valorizzare un appartamento attraverso una ristrutturazione, questo deve essere l’unico obiettivo di una ristrutturazione.

Uno dei principali errori commessi è procedere a una ristrutturazione pensando che in questo modo aumenti automaticamente il valore dell’appartamento. Ricordati che la ristrutturazione deve essere finalizzata a aumentare il valore dell’appartamento non a renderlo più bello.

9. Rivendere l’appartamento. Il momento conclusivo è la vendita dell’appartamento. In questo caso consiglio sempre di rivolgersi a una agenzia immobiliare, perché essendo professionisti hanno sempre a disposizione delle banche date di clienti che vogliono acquistare appartamenti come il tuo.

In questo modo riuscirai a vendere il tuo appartamento in pochissimo tempo ed entro i sei mesi potrai raggiungere il tuo obiettivo di guadagno.

A cura di Igino Di Pietra
Autore di Immobili Prima dell’Asta; Investire in Aste Immobiliari; La Mente dei Ricchi

Come guadagnare 15.000 euro in 6 mesi acquistando un appartamento prima di un’asta immobiliare: i 9 passi (prima parte)

Giovedì, Aprile 29th, 2010

Il settore immobiliare offre straordinarie opportunità di guadagno, però sono poche le persone che riescono a guadagnare veramente investendovi. La maggior parte delle persone non si arricchisce, la causa principale di questo è la mancanza di strategie operative, ossia di un vero è proprio piano da seguire.

Vediamo ora i 9 passi da fare per guadagnare almeno 15.000 euro in sei mesi, acquistando un appartamento prima di un’asta immobiliare.

  1. Definire il guadagno che si vuole raggiungere
  2. Definire il tempo entro il quale si vuole raggiungere
  3. Definire la somma da investire
  4. Definire come trovare la somma da investire
  5. Individuare gli appartamenti da acquistare
  6. Iniziare la trattativa con i proprietari
  7. Acquistare l’appartamento
  8. Valorizzare l’appartamento acquistato
  9. Rivendere l’appartamento

1. Definire il guadagno che si vuole raggiungere. Il primo passo è definire la somma che si vuole guadagnare, nel nostro caso 15.000 euro. Se acquistiamo il nostro appartamento a 80.000 euro e lo rivendiamo a 130.000 euro, da questa somma dobbiamo togliere tutte le spese sostenute e calcolare le tasse da pagare.

2. Definire il tempo entro il quale si vuole raggiungere. Il secondo passo è fissare il tempo entro il quale raggiungere il nostro guadagno, e in base a questo elemento decidere quali appartamenti acquistare.

Nel nostro caso ci siamo posti un guadagno di 15.000 euro in sei mesinon possiamo acquistare un appartamento a un’asta giudiziaria, perchè i tempi sono più lunghi e quindi dobbiamo scegliere il nostro appartamento d’acquistare prima dell’asta.

3. Definire la somma da investire. Il terzo passo è quello di definire la somma da investire, questo in base anche al guadagno che ci siamo prefissi, nel nostro caso avendo deciso di guadagnare almeno 15.000 euro è realistico decidere di investire un somma cha va tra gli 80.000 euro e i 120.000 euro.

4. Definire come trovare la somma da investire. Il quarto passo è trovare la somma da investire. Se hai a tua disposizione la somma da investire è ovvio che puoi non considerare questo passo, ma se non hai questa somma devi studiare delle strategie per trovarla, uno dei modi è quello di pensare di creare un gruppo di investimento.

Continua…

A cura di Igino Di Pietra
Autore di Immobili Prima dell’Asta; Investire in Aste Immobiliari; La Mente dei Ricchi