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Come comprendere crisi e fasi del ciclo economico. Parte 2.

Martedì, Novembre 3rd, 2009

Se la volta precedente abbiamo analizzato, sia pur a sommi capi, le diverse fasi di un ciclo economico, occorre però anche osservare che non esiste un comportamento dell’economia sempre fedele ed aderente ai modelli teorici precostituiti.

Un classico esempio in tal senso è proprio l’Italia. Definita spesso paese a macchia di leopardo, per le molte realtà che la compongono, in diversi ambiti, culturali, architettonici, linguistici e via dicendo, a mio avviso presenta tale aspetto anche sotto l’aspetto economico. Si può infatti, per l’Italia, parlare ancora una volta di una crisi a macchia di leopardo.
Questo significa che la recente situazione economica non si può definire di crisi per tutti i settori e per tutti i segmenti di mercato.

Consideriamo, ad esempio, il settore delle automobili. La Fiat ha conosciuto una situazione diversa, rispetto ad altre case produttrici, anche rispetto ad altre aziende che fanno parte dello stesso gruppo FIAT.

Questo significa che, pur all’interno di uno stesso settore, non si deve mai fare di ogni erba un fascio, ed occorre sempre considerare, in termini economici, segmenti e sottosegmenti riferibili allo stesso ambito geoeconomico.

Un insegnamento in tal senso ci viene anche dalla lingua cinese, in cui un preciso ideogramma rappresenta, al tempo stesso, il significato di crisi e di opportunità. Probabilmente gli orientali hanno capito, molto tempo prima di noi, che la crisi significa anche opportunità, ed il messaggio che dobbiamo comprendere è che spesso la differenza sta nel cogliere il bicchiere mezzo pieno, invece di quello mezzo vuoto.

Quanto alle principali strategie messe in atto, per cogliere tali eventuali opportunità, esse riconducono essenzialmente al concetto di sinergia e di espansione per linee orizzontali. Sinergia significa la possibilità di ottenere, tramite partnership ed accordi, risultati superiori a quelli che sarebbero conseguibili da parte delle singole imprese. Insomma, 2+2 potrebbe anche fare 5 o 6, e non solo 4.

Esempi di accordi in tal senso sono quelli relativi ala pattuizione di scadenzare diversamente i pagamenti, piuttosto che quelli inerenti alla creazione o gestione di piattaforme produttive e di strutture commerciali sinergiche alle esigenze di diverse aziende. Talora si valuta addirittura la possibilità di acquisizione di altre imprese, tanta è la sinergia che scaturirebbe dalla conseguente integrazione.

Si tratta di quel famoso fenomeno di espansione per linee orizzontali, cui ho già dedicato appositi interventi nei miei articoli sullo sviluppo di fatturato ed entrate.

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di “Progetto azienda”.

Come imparare a pensare in positivo

Giovedì, Settembre 17th, 2009

“Ma io, come faccio per imparare a pensare in positivo?” Mi pongono spesso questa domanda, sia durante le mie conferenze sull’autostima sia nei miei seminari motivazionali.

La risposta è banale e sempre la stessa: “Se vuoi imparare a pensare in positivo, comincia subito a farlo, senza rimandarlo a domani”.

Le persone pensano in continuazione, anche perché è impossibile “non pensare” a qualcosa. Il nostro cervello è un sistema binario, composto, appunto, dalle parole che ci diciamo (il nostro dialogo interno) e dai pensieri, che affollano continuamente la nostra mente.

Partendo dal presupposto che è impossibile non pensare, quello che fa la differenza, tra un pensiero negativo ed uno positivo e il focus, in altre parole: quello su cui ci focalizziamo continuamente.

Se pensiamo a delle cose belle o che abbiamo qualche probabilità nel fare una cosa e ci concentriamo costantemente su questi pensieri, ci stiamo focalizzando su qualcosa di buono, di utile, di positivo.

Se pensiamo a qualcosa di brutto o ad alcune delle nostre paure, come prendere un brutto voto a scuola, bocciare a scuola guida o, peggio ancora, avere un incidente, ci stiamo focalizzando su qualcosa di negativo e, paradossalmente, finiamo per materializzarlo, per dargli vita.

La nostra mente inconscia è costantemente al lavoro e si ciba di pensieri. Più l’alimentiamo di pensieri positivi e più ci guida verso il pensare in positivo e aspettarci cose belle. Più l’alimentiamo di pensieri negativi e più ci guida verso il pensare in negativo e aspettarci delle cose brutte.

Sono ancora più esplicito. Più ci focalizziamo sui pensieri positivi, più generiamo cose belle intorno a noi; più ci focalizziamo sui pensieri negativi, più facciamo in modo che le nostre peggiori paure prendano forma.

Insomma, attraverso i nostri pensieri, generiamo le cose che ci accadono ogni giorno. In questo modo attiviamo la Legge di Attrazione: “Attraiamo verso di noi, ciò su cui ci focalizziamo maggiormente, bello o brutto che sia”.

In Penso Positivo, una vera e propria guida al pensiero positivo, ho scritto un intero capitolo per insegnare alle persone a darsi “solo e unicamente comandi in forma positiva”, in modo da imparare ad attrarre verso sé stessi solo cose belle.

Eccoti due utili consigli per imparare subito a pensare in positivo:

  1. Appena la Tua mente è attraversata da un pensiero negativo, sostituiscilo immediatamente con qualcosa di positivo. Qualsiasi cosa può andar bene, purché sia positivo: puoi pensare alle cose belle e piacevoli che possiedi già, a ciò che ti gratifica, che ti fa sorridere, che ti da forza, ecc.;
  1. Per insegnare al Tuo cervello a nutrirsi di pensieri positivi, devi abituare il Tuo inconscio a farlo in automatico. Scrivi tanti pensieri positivi (almeno dieci/dodici) su altrettanti cartoncini grandi come un biglietto da visita e leggili, a rotazione, ogni sera prima di addormentarti e tutte le mattine prima di alzarti da letto.

Fai questa cosa in maniera costante e sistematica: tutte le sere, tutte le mattine e, se serve, leggi i cartoncini anche durante il giorno, tutti i giorni.

Piano piano, il Tuo inconscio costruirà una nuova abitudine e andrà a “pescare” in automatico i pensieri positivi che gli avrai insegnato attraverso i cartoncini, anche quando la Tua mente potrebbe essere offuscata da un problema.

Fidati. L’ho fatto prima di Te, tanti anni fa, appena tornato dal servizio militare. Funziona.

Lasciami un commento al post.
A Cura di Giancarlo Fornei
Autore di Donne in Crisi e Penso Positivo

Come aumentare l’autostima nelle donne…

Sabato, Settembre 5th, 2009

Moltissime delle donne che ho incontrato nelle mie conferenze, seminari e con cui ho fatto coaching “non si volevano bene” ed avevano l’autostima sotto i loro alti e maestosi tacchi.

Evita di pensare che una scarsa autostima sia un problema puramente legato all’esteticità o alla povertà. Ovvero: le donne belle e ricche hanno una buona autostima, le donne povere e brutte, hanno una scarsa autostima.

No! Non è così che funziona. La scarsa autostima è un problema slegato dal fattore bellezza o bruttezza, dall’avere o non avere i soldi.

Molte delle donne con le quali ho lavorato erano belle; altre erano ricche, o con una buona posizione sociale; in qualche caso, addirittura belle e ricche contemporaneamente!

Viceversa, una delle donne che ho conosciuto ultimamente e che ha una carica emotiva fantastica e un’autostima a 1000, è bassa di statura, un po’ cicciotella ed ha gli occhiali. Pensi che lei si faccia dei problemi per le sue “non perfette misure da modella”?

Assolutamente no: è un vulcano di simpatia, d’idee e di voglia di vivere. A dimostrazione che una sana autostima non è appannaggio di una donna bella o ricca. Bensì di chi sa coltivarla ed alimentarla.

Ecco tre banali consigli per aumentare la Tua autostima:

  1. Impara a volerti bene;
  2. Lavora sulla Tua immagine;
  3. Racconta Te stessa in un diario.

1. Impara a volerti bene. Volersi bene e piacersi è fondamentale per avere una buona autostima, e avere una buona autostima è determinante per raggiungere obiettivi e risultati nella vita. Ripetiti tutti i giorni questo mantra: “Io mi piaccio per quello che sono. Mi apprezzo e mi voglio bene”.

Fallo tutte le sere prima di andare a letto e tutte le mattine prima di alzarti. Fallo per almeno 21 giorni di seguito e comincerai a vederne i primi effetti…
2. Lavora sulla Tua immagine. L’autostima passa attraverso il “piacersi”, quindi, comincia a curare il tuo aspetto. Tieni in ordine i tuoi capelli, depilati, scegli con cura vestiti, accessori e colori da indossare. Può sembrare banale ma l’immagine che hai di Te stessa ha un impatto determinante sulla tua autostima.
Se curi quotidianamente il tuo aspetto, puoi migliorare la tua immagine ogni giorno di più e dopo un po’, accadrà un miracolo: migliorando l’immagine, ti sentirai meglio con te stessa e crescerà la tua autostima.
3. Racconta Te stessa in un diario. Lo ripeto da molti anni, ormai: tenere un diario aiuta a conoscere meglio se stessi e conoscere meglio se stessi, aumenta la considerazione che abbiamo di noi è, di conseguenza, sviluppa una migliore autostima.
Spesso, la mancanza di autostima è proprio legata alla cattiva o scarsa considerazione che hai di te stessa. Quindi, spazio ad un bel diario e comincia a raccontarti: appunta le tue piccole vittorie, i tuoi pensieri, le cose belle che ti accadono, le cose belle che già ti circondano, ecc.
Fidati: il diario è magico.
Bene, siamo arrivati al termine del post, dove Ti ho dato qualche idea su come aumentare la Tua Autostima.
Ci sarebbero tanti altri piccoli e banali consigli che puoi trovare nel mio ultimo ebook Donne In Crisi e nell’audio corso Autostima, che ho appena terminato di registrare.
Nel frattempo, comincia subito a volerti bene, a lavorare sulla Tua immagine e raccontare qualcosa di Te in un diario.
Metti in pratica questi tre semplici ed efficaci consigli. Fallo con costanza ogni giorno. Comincia a farlo, ora.
Un abbraccio e tienimi aggiornato.

A Cura di Giancarlo Fornei
Autore degli ebook “Donne In Crisi” e “Penso Positivo”

Come aiutare le donne a crescere

Lunedì, Agosto 24th, 2009

Ricevo mediamente dalle 25 alle 30 email ogni giorno, spesso di persone che neppure conosco, che mi chiedono aiuto e consigli dei più disparati o anche solo di “ascoltarle”.

L’altro giorno, invece, ho ricevuto un’email un po’ particolare da parte di Manuela, una bella ragazza dai capelli rossi di La Spezia, con la quale ho fatto coaching almeno un paio di anni fa.

A differenza delle solite email di aiuto, quella di Manuela era di “ringraziamento”. Mi ringraziava per quello che avevo fatto per lei e per averla aiutata a “imparare a comunicare e relazionarsi meglio” con le persone.

Manuela chiudeva la sua email con un invito esplicito a pubblicarla, per far sapere a tutte che è possibile essere aiutate a crescere. Che è sciocco non chiedere aiuto.

Ho pubblicato integralmente l’email di Manuela sul blog che ho dedicato alle donne, nel precedente post e prendo spunto dalla sua bellissima lettera, per invitare tutte le donne che stanno leggendo a “reagire positivamente” agli eventi, anziché subirli passivamente.

Fate come ha fatto Manuela e datevi da fare per migliorare la Vostra vita. Se non conoscete una cosa: imparatela. Se non ce la fate da sole: chiedete aiuto. Anziché aspettare: agite.

Aiutare le donne a crescere è stata ed è una delle esperienze più belle che mi siano capitate negli ultimi cinque anni.

Mentre aiutavo le donne a tornare a sorridere, a volersi bene e riprendersi la propria vita, ho imparato tantissime cose dall’Universo Femminile e mi sono arricchito a mia volta.

Ma la cosa più bella è che molte di queste donne sono riuscite a Tornare a Vivere la propria Vita con la V maiuscola.

Il messaggio che vorrei far passare dalle pagine di questo blog, che raggiungesse il maggior numero possibile di donne che in questo preciso momento sono in difficoltà, è che possono farcela anche loro.

Se ci credono, se evitano di arrendersi e di rimandare a domani e cominciano sin da ora ad agire, anche loro hanno molte probabilità di farcela. Anche loro possono cambiare in meglio la propria vita.

Così come ha fatto Manuela, e così come hanno fatto tantissime altre amiche.

Sì! Sono assolutamente convinto che aiutare le donne a crescere, nonché a riprendersi la propria vita è possibile. A patto che ci credano prima loro; fortissimamente ci credano.

“Fai il primo passo nella fede. Non hai bisogno di vedere tutta la scala, basta fare il primo passo”.
Martin Luther King

Un abbraccio e lasciami il Tuo commento.

A cura di Giancarlo Fornei
Autore di “Donne In Crisi” e “Penso Positivo

Parafrasando Jacques Séguéla: “non dite a mia moglie che faccio il coach delle donne” Storia di un posizionamento serio – seconda ed ultima parte

Giovedì, Agosto 13th, 2009

Nel post precedente, Ti stavo raccontando come grazie ai suggerimenti di Giacomo Bruno e di Marco De Veglia, mi sono focalizzato sempre di più in una nicchia molto particolare: quella del coaching con le donne.

Dunque, per prima cosa ho creato una sorta di slogan per facilitare il mio posizionamento nella mente delle persone e cioè:  Giancarlo Fornei, il mental coach che aiuta le donne a creare autostima e raggiungere un obiettivo in 5 passi.

Poi ho creato un programma di coaching specifico e l’ho chiamato “Mental coaching per autostima e obiettivi in 5 passi”. Ho cambiato la testata del mio sito internet, chiamandola “Mental Coaching per Donne”. Ho creato una serie di nuovi blog a tema con la nuova focalizzazione ed ho cominciato a scrivere articoli sul mental coach, il mental coaching, il coaching per donne, ecc.

Tutte strategie che ho avuto l’onore e il piacere, di presentare in anteprima alla Convention degli Autori Italiani avvenuta il 20 settembre scorso a Roma.

Negli anni, avevo raccolto una marea di informazioni sulle donne e a marzo di quest’anno, ho pubblicato il mio secondo ebook, che parla della mia esperienza di coach con moltissime donne e in linea con la nuova focalizzazione: Donne in Crisi.

Subito dopo ho cominciato a portare in giro per l’Italia le mie cene e conferenze gratuite su “Donne & Autostima”. Tuttora un modo fantastico per promuovere i miei ebook e conoscere persone.

Mentre scrivo questo post, ho appena finito di pubblicare, sul mio sito, il primo Audio Corso sull’Autostima interamente rivolto alle donne. Inoltre, forte dell’esperienza fatta negli ultimi quattro/cinque anni con l’Universo Femminile, sto scrivendo un nuovo ebook, sempre sulle donne. Il titolo? E’ ancora top secret.

Aver seguito i suggerimenti sulla focalizzazione di Giacomo Bruno e Marco De Veglia mi hanno fatto raggiungere, in meno di due anni, una notorietà che dieci anni di pensiero positivo non c’erano riusciti.

Prova a digitare su Google le parole chiave “mental coaching” e “mental coach”, ti usciranno qualcosa come oltre 14 milioni di risultati nel primo caso e oltre 7 milioni nel secondo. Sai chi è ai primi posti in entrambi i casi? Incredibile, ma io.

Per non parlare delle chiavi di ricerca specifiche per la mia focalizzazione, come “mental coaching per donne”, “il mental coach delle donne”, “il coach delle donne”, “mental coach per autostima”, ecc. Sempre primo. In alcuni casi ho addirittura monopolizzato la prima pagina di Google.

Insomma, la mia focalizzazione fanatica sulle donne, mi ha permesso di raccogliere, oggi, quello che ho seminato negli ultimi anni.

In chiusura del post, permettimi di darti quattro piccoli consigli:

- non aver timore di chiedere a chi ne sa più di Te. Spesso i vincenti sono più “semplici” e disponibili di quanto puoi pensare. A tale proposito, ringrazio pubblicamente sia Giacomo Bruno, sia Marco De Veglia per i consigli che mi hanno ripetutamente dato;

- evita di essere un tuttologo: non puoi essere tutto per tutti. Non aver paura di “limitare” il Tuo business; è paradossale, ma accade esattamente il contrario: più Ti focalizzi in una nicchia specifica, più il mercato Ti riconoscerà delle competenze aggiuntive. Io l’ho capito, forse un po’ in ritardo… ma fortunatamente l’ho capito. Come si dice: meglio tardi che mai!!!

- posizionati con una frase che faccia dire alla persona con la quale stai parlando… Ah, ho capito chi sei: tu sei quello che aiuta le donne a creare autostima e raggiungere un obiettivo in 5 passi!!! Interessante;

- leggi e studia con attenzione Posiziona il Tuo Brand, l’ebook di Giacomo Bruno sul posizionamento. Ci troverai una marea di informazioni utili per posizionarti con successo sul mercato. Fidati: mai soldi saranno spesi meglio.

In chiusura, sarò sempre grato a Giacomo Bruno e Marco De Veglia, entrambi, chi in un modo chi in un altro, mi hanno fatto capire che dovevo assolutamente focalizzarmi, puntare tutto su di una sola nicchia. Senza di loro, probabilmente starei ancora annaspando nel mare della generalizzazione.

Con Giacomo poi, si è instaurato un rapporto che va ben oltre il fatto che sia il mio editore e che mi abbia dato dei validi consigli: un rapporto di Amicizia e di reciproca stima. Ad entrambi, un grazie di Cuore.

E Tu? Come sei messo a posizionamento? Lasciami un commento al post.

A Cura di Giancarlo Fornei,
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le donne a creare autostima e raggiungere gli obiettivi in 5 passi”
Autore degli ebook Penso Positivo” e “Donne in Crisi”

Parafrasando Jacques Séguéla: “non dite a mia moglie che faccio il coach delle donne” Storia di un posizionamento serio – prima parte

Venerdì, Luglio 31st, 2009

Quando a gennaio del 2008 Giacomo Bruno mi rispose dicendomi che avrebbe pubblicato il mio ebook Penso Positivo, non stavo più nella pelle. Da lì a poco, si sarebbe realizzato un doppio sogno: diventare uno scrittore e veder pubblicato il mio lavoro motivazionale che portavo in giro per l’Italia con i seminari.

Già pregustavo i volumi di vendita dell’ebook e i titoli sui vari giornali. Già mi vedevo come il primo italiano ad aver scritto un libro sul pensiero positivo (giacché al riguardo erano tutti americani); già sognavo le interviste e la notorietà.

Invece, tutto questo durò pochissimo, nel giro di tre mesi dalla pubblicazione dell’ebook, tornai improvvisamente con i piedi per terra. Anzi, meglio dire che la realtà mi aveva tristemente “svegliato” dal mio torpore e riportato alla vita quotidiana.

Avevo venduto si è no un centinaio di copie e la mia notorietà non era per nulla schizzata alle stelle.

Non riuscivo a capire: studiavo e sviluppavo il pensiero positivo e la motivazione umana dal 1999, eppure, per il mercato ero ancora un perfetto sconosciuto, o quasi.

Fu allora che presi coraggio e decisi di chiedere aiuto a qualcuno più bravo di me nel posizionamento: al mio stesso editore, Giacomo Bruno e a Marco De Veglia, uno dei più noti copywriter ed esperti di internet marketing.

Furono entrambi di una gentilezza unica e sia Giacomo sia Marco, risposero a tutte le innumerevoli email che inviai. A conferma che i grandi, sono molto più disponibili di quanto possiamo pensare.

Giacomo mi aiutò a capire che parlando di pensiero positivo ero un po’ troppo “generalista”: come potevo pensare di associare il mio nome al Pensiero Positivo quando lo stesso era associato da più parti a personaggi come Napoleon Hill, Lousie Hay, Dale Carnegie, Norman Vincent Peale?

Il pensiero positivo era troppo generico; la formazione motivazionale che sviluppavo da anni era troppo generica. Lo stesso coaching motivazionale era ancora troppo generico.

Giacomo mi spiegò che i migliori, coloro che hanno più successo, sono diventati famosi ritagliandosi delle nicchie di mercato ben precise. Non offrono tutto a tutti. Hanno rinunciato a qualcosa e si sono concentrati su qualcosa in particolare. Si sono focalizzati sul fare una sola cosa, e farla bene.

Del resto, lui e Viviana Grunert, con la Bruno Editore sono un esempio di posizionamento per tutti.

Seppur con ritardo, cominciavo a capire perché, nonostante facessi il formatore motivazionale da oltre dieci anni, “Giancarlo Fornei” non aveva una sua identità ben definita, un posizionamento specifico nella mente delle persone.

Forte dello “scossone” ricevuto da Giacomo. Mi sono messo a ragionare su cosa facessi di particolare per i miei clienti e dopo un po’ di giorni, ho convenuto che erano sostanzialmente due le cose che emergevano:

  1. negli ultimi anni avevo lavorato quasi esclusivamente con donne;
  2. le avevo aiutate a tornare a credere in se stesse, nonché a riprendersi la propria vita.

Ho così notato che con le donne con le quali lavoravo per un certo periodo di tempo, usavo un sistema quasi ripetitivo: prima facevo un certo tipo di lavoro, poi un altro, poi un altro ancora, ecc. Usavo una sorta di metodo in 5 punti.

Parlandone con Marco De Veglia, mi ha fatto notare che sarebbe stato meglio sostituire la parola punti con passi. Passi dava l’idea di qualcosa in movimento, di qualcosa da compiere.

Inoltre, Marco mi spinse a cercare una parola diversa da “personal coach” (troppo generica e, soprattutto, dove primeggiavano già personaggi come Roberto Re e Livio Sgarbi), che potesse darmi una nicchia solo mia, in cui essere il primo. Cercai su Google la parola “mental coach” e scoprii che all’epoca, erano quasi tutti americani o comunque, stranieri.

Spinto dai suggerimenti di Giacomo e di Marco, mi sono focalizzato sempre di più, sino a creare un messaggio semplice e al tempo stesso ad effetto, da associare al mio nome, in modo che fosse facile posizionarmi nella mente delle persone ed essere riconosciuto come:

Giancarlo Fornei,
il mental coach che aiuta le donne a creare autostima e raggiungere un obiettivo in 5 passi.

Con il prossimo post, Ti racconterò come ho scalato le vette di uno dei motori di ricerca più importanti come Google, arrivando nelle prime posizioni di parole chiave con oltre 14 milioni di ricerche.

Alla continuazione del post e lasciami un commento.

A Cura di Giancarlo Fornei,
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta a raggiungere gli obiettivi in 5 passi”
Autore degli ebook “Penso Positivo e “Donne in Crisi”