La crisi economica? Una truffa – Alfio Bardolla



Era da un po’ che pensavo di fare un video e ogni volta che aprivo il giornale o guardavo la tv mi chiedevo se molte persone avrebbero veramente capito cosa stesse accadendo oppure venivano solo inondate dalle informazioni sulla crisi e psicologicamente questo avrebbe impattato sui loro risultati sul loro lavoro e sulla fiducia nel futuro.

A scuola ti insegnano che l’economia è “perfetta” ovvero che le persone fanno scelte intelligenti dal punto di vista finanziario ma più guardo in questo campo e più mi rendo conto che non è così.

Indovinate quando c’è stato il picco della vendita dei fondi di investimento?? Al massimo storico dei fondi. Indovinate dove è il picco minimo di vendita dei fondi? Proprio quando i prezzi sono bassi.

Sembrerebbe un controsenso ma la psicologia funziona così. L’euforia o la paura fanno sovrastimare o sottostimare rischi e potenzialità.

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Oggi credo veramente che siamo nel momento migliore degli ultimi 10 anni per investire in immobili e in borsa ma indovinate cosa fa la gente? Ha paura, veniva ai miei corsi a centinaia nel periodo caldo dell’immobiliare dove era facile vendere ma difficile comprare bene.

Oggi il mercato è cambiato. E’ facilissimo comprare molto molto bene si fanno affari incredibili.

E il mercato non è fermo. E’ solo calato del 13%. Ovvero si fanno 13 vendite in meno ogni 100. Ma si compra alla grande e possiamo essere competitivi sui prezzi ed essere tra quell 87% che vende e guadagna!

E la borsa? In questi mesi è facile fare affari in borsa ma la gente è ancora spaventata dalle ultime batoste che ha preso. Ma era normale perché sono investimenti fatti senza la minima logica tecnica e senza una gestione appropriata dei rischi.

Ho visto gente perdere il 70% del proprio patrimonio perché non aveva le informazioni su come gestire la cosa. Si erano affidati agli “esperti”.

Solo noi possiamo essere esperti per gestire i nostri risparmi ed i nostri soldi. Non possiamo delegare questa funzione così importanti a terzi senza sapere cosa fanno e quali rischi prendono con i nostri soldi.

Oggi è il momento di fare azioni massicce ed acquisire le informazioni giuste.

Guarda il Video:

A cura di Alfio Bardolla,




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commenti

21 Commenti

  • E’ vero, in questo periodo le persone hanno come argomento principale “la crisi”, influenzati dai media che non fanno altro che bombardale con questo termine la psiche, e di conseguenza le persone fanno come il tuo video dei polli, senza pensare ognuno alla propria situazione economica.
    Molto bello e significativo questo video-
    Ho letto i tuoi libri l’anno scorso assiemi alla collana di kijosaki, e li ho trovati eccezionali, l’ unica cosa che mi piacerebbe e che non ho ancora fatto, è partecipare ad uno dei tuoi corsi, e sicuramente ce la farò.

  • Ciao Alfio,
    Post interessantissimo…

    In effetti, pensando al mercato internet (o alla Bruno Editore) non c’è stato calo di vendite anzi…

    Credo che seguire una specifica nicchia di mercato rimanga una strategia importante, efficace e duratura.

  • Fantastico post Alfio,

    il video l’avevo già visto sul tuo sito e mi era piaciuto molto l’accostamente al cartone animato. E’ proprio vero che la gente fa così, infatti quando sento le notizie nei telegiornali le prendo e le filtro come si fa col setaccio (il mio setaccio però ha i fori molto molto larghi).

    Entro l’anno prossimo voglio partecipare ad uno dei tuoi corsi anche se sono veramente indeciso su quale frequentare.
    Tramite il tuo sito ti avevo scritto un e-mail dove ti facevo una proposta di pagamento dei corsi, non so se l’hai mai letta…

    Ciao.
    Pier.

  • Ciao Alfio ,

    Ottimo video .

  • Il succo di questi video e che siamo tutti dei polli.
    Infatti è bastato un recente intervento di Obama che citava ” il peggio è passato ” per registrare nel mese di maggio 2009 un aumento dei consumi…

    Questo ci dovrebbe insegnare ad essere un po’ piu’ autonomi nelle scelte .

    grazie ad
    Alfio
    per il video che ci permette un po’ di riflettere .

  • Direi che sono d’acordo al 90% con quanto ìindicato nel tuo ottimo articolo,
    caro Alfio, unitamente a quanto comunicato nell’altrettanto ottimo video.
    Condivido le analisi, che indicano nel’attuale fase economica una grossa fonte di opportunità e di investimento.

    Le mie motivazioni l’utente -lettore di questo blog le può trovare disseminate nei miei vari, e numerosi interventi, e quindi non sto a ripeterle , anche per evitare di tediarlo inutilmente.
    In sintesi, sostengo che sui mercati finanziari, sia in ottica di analisi fondamentale, che di analisi tecnica, il momento è tra i più propizi, e questo con riferimento, principalmente, proprio ai mercati azionari ed immobiliari, ma non solo….

    Condivido anche l’idea dell’ìopportunità di una crescita delle proprio conoscenze tecnico-finanziarie.
    Chi sa valutare il NAV, cioè net asset value, delle società immobiliari, ad esempio, sulla base dell’attuale valore degli asset immobiliari in portafoglio?

    Probabilmente, molti tra i lettori, anche di questo blog, neppure sanno cosa sia un NAV, o net asset value…il che conferma le tue giustissime osservazioni, caro Alfio.

    Quindi, prechè parlo del 90%?
    Semplicemene, prechè sono ancora un volta d’accordo, quando si sotiene che spesso ci sono molti polli, che sono stati spennsati, cioè i risparmiatori, ma…..
    Per fortuna, è stata da poco introdotta una riforma molto importante, nel settore della consulenza finanziaria, imperniata sulla figutra del consulente indipendente.
    Tradizionalmente, il cosiddetto consulente non era effettivamente tale, ma molto più semplicemente, un promoter di qualche società finanziaria, il quale vendeva prodotti finanziari, e veniva retribuito non dal cliente, ma dalla società, in base al volume di vendite realizzato.
    Aveva, quindi, costui un interesse a sostenere che un prodotto, in determinate fasi economiche, era forse opportuno tralasciarlo?

    No.
    E non solo.
    La maggior parte di questi promoters, nonostante la normativa in materia richieda anche il superamento di determinati esami e l’iscrizione ad albi, in realtà denotava, e continua a denotare, scarsa, o scarsissima preparazione su certi temi.
    E poi, comunque, permanveva sempe questo sotanziale conflitto d’interessi tra un esame obiettivo della realtà dei emrcati, ed il loro interesse a vendere sempre e comunque.

    Ebene, tutto questo è cessato con la figura dell’analista finanziario e consulente finanziario indipdendente.
    Costui non è retribuito da una società, ma solo dal cliente, e spesso sulla base dei risultati, cioè dei guadagni, che si fanno realizzare al cliente.
    Di qui, una rivoluzione copernicana in tale settore.
    Del resto, mi accorgo che, anche volendo, il classico promoter non raggiunge quel livello di conoscenza, che si richiede, per dare un sicuro vantaggio competitivo al cliente.

    Spesso, quando incontro siffatta tipologia di professionista, devo ammettere che mi diverto a metterlo in imbarazzo, con domande, rispetto alle quali “casca dal pero…”.
    Gli domando, ad esempio, se a suo avviso sia il caso di acquistare un determnato titlo azionario, sulla base del fair value del medesimo, quantificato in base alla metodologia dell’unlever discount cash flow, e poi, (ma non ne ho mai trovato uno che sapesse risppndere a questa prima domanda)), allora gli domando cosa possa desumersi, sempre rispetto a quel titolo, ma sulla base dell’analisi condotta secondo il principio delle onde di Elliott.
    Diversamente, devo dire che non ho mai trovato un consulente finanziario indipendente, che non abbia saputo dare ragguagli, in relazione a siffatte domande.

    Concludendo, ritengo quindi anch’io quanto mai opportuna una maggior diffusione della propra personale conoscenza, in determinate materie, unitamente ad una sempre maggior diffusione della figura del consulente finanziario indipendente.

  • Una precisazione:
    forse, nel mio precedente intervento, non ho ben spiegato perchè parlo appunto di essere d’accordo al 90%.
    Questo consegue al fatto di non ritenere, in assoluto, che non ci sia nessuno che possa dare utili consigli ai risparmiatori, dopo l’introduzione del consulente -analista indipendente, che sicuramente può dare precise garanzie di formulare e comunicare giudizi realmente obiettivi, e scevri da potenziali conflitti d’interesse.

  • Non credo che il punto sia che “siamo tutti dei polli”, ma piuttosto direi che “non tutti siamo cosi’ esperti di economia” da saperci difendere adeguatamente in momenti delicati come lo è il presente. E in questo contesto senza dubbio la figura del consulente indipendente puo’ essere una figura chiave per aiutarci nel gestire i nostri fondi, soprattutto se non siamo laureati in economia. Ognuno ha la sua professione e specializzazione, ed è giusto quindi affidarsi sempre a VERI esperti che lavorano nel campo.

  • Per Giampiero:
    anche io sono d’accordo per il 90%, ma di quello che dici tu, non Alfio. Mi spiego. Sono stato Promotore finanziario, manager di investimento e analista finanziario ( Caboto ). Non sul tuo ultimo intervento. Mi spiego
    Le precise informazioni al cliente, non dipendono dal fatto che si operi tramite una SIM ( con tutti i limiti che hai evidenziato, piu’ altri che non conosci, ma che sostengono ancor di piu’ la tua tesi ), o come indipendente, cosa che oggi ancora non è possibile, almeno finchè non modificano i regolamenti consob e il T.U.F.
    dipendono piuttosto da altri fattori.
    Nessuno, come hai pututo vedere, è stato in grado di prevedere questa crisi, neppure i cervelloni analisti seri, quelli veri.
    E questo significa una sola cosa: i vecchi schemi fondati da illustri premi nobel ( sharpe Markovitz, litterman, treynor, sortino, modigliani ecc.ecc ) non sono piu’ precorribili, ne praticabili.
    Per un motivo ben preciso: i modelli matematici che tu ben conoscerai, si fondano su delle costanti. In pratica, l’analisi statistico-quantitativa, è quella “scienza” ( uso un termine improprio ) in base alla quale, durante lo scorso secolo, si è studiato il comportamento dei mercati, all’accadere dei principali eventi, sia positivi, sia negativi, del mondo. Se e quando, all’accadimento di eventi simili, i mercati reagivano in maniera analoga, allora, si assumevano quelle reazioni a “costanti”.
    In America, sono 20 anni che hanno abbandonato il sistema statistico quantitativo, perchè non funziona piu’. Il motivo ?
    Questo secolo è cambiato, evoluto e cresciuto in maniera tale da non aver precedenti negli scorsi millenni.
    Quindi non ci sono piu’ costanti, ma variabili.
    Ecco perchè i vecchi parametri per fare tattiche e strategie, in finanza, non hanno piu’ valore.
    Torniamo al tuo secondo post.
    I consigli utili ai risparmiatori, non si danno in funzione di questo, o quel titolo. Questa non è consulenza finanziaria, ne è compito del promotore effettuare quel tipo di lavoro.
    Il compito del Promoter, come lo chiami tu, è quello di elaborare asset allocation, ossia allocazione di risorse in funzione di OBIETTIVI ED ESIGENZE. Cio’ significa che una corretta pianificazione finanziaria, parte dall’analisi dettagliate delle esigenze, obiettivi del cliente, passando per la sua storia patrimoniale, economica e finanziaria, al fine di capire come si è mosso fino ad oggi, in base a quali credenze, e soprattutto al fine di correggere eventuali credenze errate.
    In sintesi, il Promotore crea un portafoglio ad hoc, su misura, proprio come un vestito, sulla base di quanto emerge nell’analisi delle sue esigenze/obiettivi.
    Quindi, in realtà, senza che lui lo sappia, è il cliente stesso, che ti fornisce le indicazioni per elaborare il suo portafoglio ottimale.
    A parità di esigenze ed obiettivi, non necessariamente i portafogli coincidono, in quanto la storia delle persone, è diversa l’un dall’altra.
    Inoltre, il profilo rischio/rendimento del cliente, non è dettato dalla sua propensione, ma dalle sue effetive necessità.
    Il cliente, ti indica il risultato che intende raggiungere, tu, tramite l’analisi della sua persone, verifichi se sia in linea con le sue esigenze ed obiettivi, dopodichè, tramite la pianificazione finanziaria, traduci in atti finanziari, quel percorso che deve compiere per raggiungere i suoi obiettivi.
    Tutto questo, è cosa profondamente diversa dal tipo di contatti che hai avuto tu con dei promoter, nel senso che, a loro non deve interessare cosa sia il price earnings, o il fair value. Non tanto e non solo perchè non servono suddetti dati per fare il proprio lavoro, ma anche perchè quegli indici da te nominati, non valgono piu’ niente, al fine di valutare il potenziale di un titolo.
    Il portafoglio elaborato da un bravo promotore, stai sicuro che non subisce oscillazioni preoccupanti, in quanto è elaborato in modo tale da avere un ottimo sistema di pesi e misure contrapposti che lo sostengono proprio nelle evenienze di crsi come questa. Ma non solo.
    Un buon portafoglio, prevede anche una fascia di liquidità e semiliquidità, da utilizzare in casi di crolli o ribassi.
    Per cui, per il risparmiatore seguito adeguatamente, le crisi, rappresentano un’opportunità, e non una disgrazia.
    In tal senso, non c’entra la reale obiettività di giudizi, o potenziali conflitti d’interesse.
    Non a caso, oggi, le banche e sim, sono tutte multibrand.
    Per cui, piu’ che selezionare relativamente ai rispettivi strumenti finanziari, le migliori case del mondo, difficilmente si puo’ fare di piu.
    Cosa diversa è l’elaborazione di un portafoglio composto da singoli strumenti. Che io prediligo e preferisco.
    Ma questo non è il compito del promotore finanziario.
    Ne, alla gran parte delle persone, serve questo tipo di servizio. Solo ai piu’ evoluti e sofisticati, che sono una esigua minoranza.
    Ma dimmi: Romain Zalesky, che forse, ne capisce piu’ di me e te messi insieme, con portafolgli di singoli titoli, non stà forse per saltare con la sua Carlo Tassara ? Questo, qualcosa deve pur dire
    Per esperienza.
    Ciao
    Manuel

  • Dunque, caro Manuel, credo ci siano taluni equivoci, relativamente al mio intervento.

    Prmetto che non ho mai ritenuto opportuno, e continuo a non ritenere opportuno, un certo tipo d’intervento su questo blog, in cui si stanno a sindacare le altrui competenze, anche commisurandole a quelle di terzi (il finanziere Zalesky), comunque ognuno ha il suo punto di vista, …..
    E, quindi, solo per risposta, osservo quanto segue:
    o:
    1) non si deve fare di ogni erba un fascio.
    Cioè: ci sono dei promotori che ne sanno più degli analisti, ma…..quando i promotori (alcuni) non sono neppure in grado di capire, almeno di capire fino in fondo, quello che viene loro trasmesso dagli analisti delle case madri…..
    Non solo: a volte, ci sono stati promotori, che sicuramente hanno ipotizzato la rilevante probabilità di “rovesci” sui mercati finanziari, ma si sono comportati disonestamente con la propria clientela.
    Questo, ripeto, non per fare di ogni erba un fascio, ma per dire che certi contrasti d’iinteresse possono portare a spacevoli conseguenze, anche a prescindere dalla competenza dei professionisti.
    Un conto è la comptetenza, altro conto è il conflitto d’interessi e la disonestà..in primis quella intelletuale……..

    2) La figura dell’analista indipendente, a prescindere dalla disposizioni normative in materia, esisteva già, di fatto, da tempo,……ed i risultati delle relative “gestioni”, se confrontati ai portafogli costruiti con ausilio di promotori, vedono statisticamente ed inequivocabilmente vincitori i primi….chissà come mai?

    3) La prefediblità nella crisi:
    non affermo la sussitenza di modelli invincibili, ma spesso ho previsto diverse crisi.
    L’ultima: proprio chi ha letto il mio ebook, Progetto Azienda, mi ha dato atto che in quelle pagine (scritte nell’autunno 2.007) era stata anticipata con significativa precisione la quasi totalità degli scenari, che di lì a qualche tempo si sono poi manifestati con chiara evidenza ai nostri occhi.
    Parimenti, ho proprio in questi ultimi giorni ricevuto diversi attestati di stima, per le mie prevsioni, che hanno anticipato, in parte proprio anche dalle pagine di questo blog, quello che si sarebbe verificato, e non solo a livello di mercati finanziari…ma anche a livello di macroeconomia..quindi non si può dire, a prioristicamente, se me lo consenti, un po’ dogmaticamente, che certi fatti non siano prevedibili.
    Tra l’altro, infatti non applico per questa tipologia di previsioni, sistemi, riconducibili agli autori da te indicati, ma sistemi proprietari, che mi hanno sempre confermato, nel tempo, un’attendibilità statistica superiore al 90%, ed in questo sicuramente superiore a quella di sistemi tradizionali…..

    Non sono poi d’accordo sull’osservazione che “questa non è consulenza finanziaria”, in quanto tale affermazione presuppone che ne esista un’unica tipologia, con ogni evidenza.
    Non è la consulenza, qeulla da me indicata, certo offerta dal promore, o da certi analisti, ma, ovviamente, è la consulenza offerta da altri analisti….se proprio vogliamo mettere i puuntini sulle i.
    Poi, se vogliamo invece sostenere che non tutti sono in grado di offrire un certo tipo di consulenza, è appunto quelo che io sostengo…..

    Esistono peraltro diverse scuole di pensiero sul discorso esigenze/obiettivi, per talune delle quali quel modello è già entrato in crisi da tempo.
    Essendo tu un esperto della materia, sai i motivi che hanno indotto taluni a ritenere superate certe concezioni……

    Appunto, condivido la tua fermazione, quando sostieni che forse sarebbe preferibile un altro tipo di obiettivo, che però non rientra tra le competenze del promotore, ed in questo condivido perfettamente la tua opinione..

    Quanto al finanziare Zalesky, sinceramente, e senza alcuna falsa modestia, ritengo di avere esperesso, in più d’un’occasione, opinioni molto più fondate delle sue, avendo personalmente manifestato, a soggetti privati, una mia netta difformità di vedute, rispetto a sue valutazioni, relative a singole situazoni.
    I fatti mi diedero ragione..

    E probabilmente, è anche per questo ch’egli sta per saltare, con riferimento alla Carlo Tessera, probabilmente circostanza espressione delle sue (a quanto pare, prendo atto del tuo giudizio, anche se non capisco su casa sia fondato) superiori conocenze in campo finanziario, no?

  • ora mi trovi d’accordo. Prima di risponderti nel mio primo intervento, visto quel che avevi scritto, mi sembrava “non da te” il secondo post che condividevo solo per parte. Ora mi hai chiarito e sono d’accordo.
    Le conoscenze in campo finanziario di zalesky, amico mio, a quei livelli non sono tecniche, ma del tipo molto piu’ prosaico, che si chiama “insider trading”. Davvero pensi che lui, o Buffet, mettani centinaia di milioni basandosi sugli attuali strumenti di “diagnostica” finanziaria ? Non penso.
    Ora ti faccio io una “previsione”: il vero danno di questa crisi, che è stata di sistema e non è iniziata dal calo produttivo ( che invece andava a pieno ritmo ) è che le istituzioni bancarie-finanziarie-assicurative, nell’immaginario collettivo, erano percepite come delle vere e proprie istituzioni. Questa crisi ha dimostrato che in un soffio, anche le migliori al mondo, possono saltare del tutto. La gente ha capito che solo l’intervento dei governi ha evitato il peggio e scongiurato il tracollo del sistema finanziario. Sai questo che comporta ( per mia fortuna ) ?
    Che la gente non metterà piu’, e per anni, i soldi in finanza, preferendo gli immobili. Costano cari, ma i soldi li riprende…..quindi nel giro di 2-3 anni, il mercato immobiliare riprenderà a salire e a mio avviso, raggiungerà livelli mai raggiunti prima.
    Solo per chi ha esperienza specifica e tecnica, oggi, la finanza riserva delle opportunità. O per chi ha molti soldi, e intende diversificare fra le tipologie d’investimento.
    Come la vedi?

  • Si, in effetti vedo che può senz’altro capitare che certi interventi siano fraintesi, quando si scrive, e sopratutto su un blog………
    E’, appunto, il senso del mio secondo interveno, quando dicevo, appunto, che pensare che non ci sia proprio nessuno a poter consigliare……

    Zalesky: è un “tasto” che non volevo toccare, quello penale, anche perchè particolarmente delicato.
    Infatti, mi sono limitato a parlare di “pareri”, anche se, in effetti, talora è opportuno ricordarsi che certe materie sono più da codice penale, che altro.
    A volte, poi, può anche capitare che appunto certi modelli ti facciano capire quando ci sia dell’insider trading, ed a questo appunto mi riferivo.
    E’ cioè possibile talora verificare situazioni, in cui, a prescindere dalle successive indagini anche della magistratura, ti fanno, non dico sapere con sicurezza, ma prevedere che certe operazioni poi, di fatto, riconducono all’insider trading, piuttosto che all’aggiotaggio et similia.

    Ricordiamo anche, per ragioni di completezza, che non c’è solo il semplice fallimento di una società, ikn questo caso di tipo finanziaario, ma esistono anche le possibilità di bancarotta semplice e fraudolenta, fattispecie di cui, a suo tempo, mi occupai come giurista……e non diciamo di più, anche per evitare discorsi che non mi paiono opportuni su un blog di questo tipo…..

    per il resto, condivido…..
    la mia analisi, sulle future bancarotte, mi diceva questo, molto semplicemente:
    a parte altre indicazioni, già nell’autunno 2.007 c’erano istituzioni finanziarie che presentavano un livello di leva semplicemente assurdo……e d’accordo che una certa leva è tipica, per le istituzioni finanziarie, ma……. il mio pensiero fu….o qui qualcuno scommette che una mano scenda dal cielo e provveda a fare qualche miracolo…..oppure……
    Per la verità, io penso sopratutto, ancora una volta, non ad un sistema d’incompetenti, ma di truffatori, cioè (parte di) quei famosi funzionari ben sapeva cosa stava facendo, anche perchè successive indagini delle competenti autorità americane hanno evidenziato che spesso si facevano anche documenti falsi, per dimostrare la titolarità di proprietà immobiliari, che non sussitevano..insomma truffe……
    Il sistema veniva ben retribuito e si diceva: tanto cosa vuoi che succeda..?
    appunto, l’abbiamo visto……….

    In verità, ad essere sincero, dico anche che le crisi sono cicliche e la variabile finanziaria è stata solo una variante sul tema.
    Cioè: anche senza Lehman.., dervati, ecc., la crisi ci sarebbe stata ugualmente, come sempre ci sono stati periodi di crisi in passato, e sempre ce ne saranno…

    Condivido, peraltro, in pieno l’opinione tua e di Alfio.
    Ci sono tutti i presupposti che rendono probabili guadagni, anche rilevanti, sia nel settore finanziario, sia in quello azionario, e non solo.
    Del resto, basta guardare alcuni semplici indici di liquidità, calcolati secondo talune particolari metodologie.
    Al termine dell’ultimo ribasso delle borse, anteriore all’attuale crisi, cioè iniziato dopo la bolla speculativa del 2.000, era presente una liquidità sicuramente inferiore, rispetto al periodo di Marzo 2.003.

    E, quindi, considerando anche alcune correlazioni…..
    poi ci sono tante altre considerazioni, che mi indicuno proprio a ritenere che, anche nell’ottica di un cassettista, sia un ottimo periodo……

  • Errata corrige: nel precedente intervento, volevo dire: liquidità sicuramente inferiore, rispetto al periodo di MArzo 2.009

  • Salve a tutti, non sono nuovo di questo blog, ma colgo l’occasione del post di Bardolla per lasciare il primo commento. Per un attimo, tempo fa, mi trovai a leggere uno degli spot del Bardolla e per un momento fui tentato di partecipare. Prima di partecipare, pero’, ho cercato su google “Alfio Bardolla” … e già i suggerimenti che mi dava Google erano tutto un programma, lasciamo stare i contenuti dei siti! A farla breve qualcuno dice che il famoso programma da otto milioni di euro in 3 anni non esista, e che Bardolla abbia fatto la sua fortuna semplicemente grazie ai costosissimi corsi ( ben 800 euro) di soli due giorni che tiene per donarci il segreto di “diventare ricchi”. Beh, se io devo spendere 800 euro per un corso voglio certezze, voglio prove, voglio documentazione; pare che queste certezze non siano mai state date, quindi non comprero’ i libri del Bardolla e NON andro’ ai suoi costosissimi corsi almenochè non escano prove effettive di cio’ che ha fatto. Senno’ restero’ sempre col dubbio che sono proprio io e altri come me, con gli 800 euro e passa, a decretare la SUA ricchezza!

  • Per Andrea Romano.
    Posso garantire che i temi di cui tratta Alfio Bardolla nei suoi libri, in particolare opzioni finanziarie ed immobili, hanno costituito, per molti in Italia, e non solo in italia, un modo per arricchirsi, ed in misura significativa.
    Ho visto persone partire con poco e costruire patrimoni significativi, ed io stesso, pur non considerandomi, ad es. in campo finanziario, chissà quale trader, devo dire che ho avuto le mie gratificazioni economiche.

  • Se veramente Bardolla è tutto questo genio finanziario, perchè non si candida a Presidente della Federal Reserve, così risolleva l’economia americana in agonia ?
    Nel video, oltre al lupo, che crea la tempesta per far credere al pollo che il cielo sta cadendo, dovrebbe esserci anche una iena che propone alle galline spaventate corsi di formazione sulla crescita finanziaria e la gestione delle emozioni. Tra i due animali, che prosperano entrambi sulla paura e la disperazione della gente, non si sa qual’è il peggiore.

  • Concordo con GianPiero, nel senso che Trading e Immobili sono settori in cui circolano grosse quantità di denaro, e quindi sicuramente esiste la possibilità di arricchirsi in questi settori. Trovo però giusta l’osservazione di Andrea: se una persona deve spendere una cifra così importante ( credo siano 899 euro e non 800 come diceva Andrea), ha bisogno di certezze, di fatti, di prove. Non sono stato ai corsi di Alfio, quindi non ho idea se queste certezze vengono già date durante i corsi, sto esprimendo delle idee generali. E devo prendere atto della veridicità del messaggio di Gianluca : tante persone speculano sulla disperazione della gente, e questa è una cosa tremenda.

  • Non entro nel merito dei post perchè penso che la formazione costi sempre meno di quello che vale anche riguardo cifre importanti …

    NON VOGLIO DELUDERVI MA SIETE MALE INFORMATI – I CORSI DI ALFIO COSTANO MOLTO DI PIU’…
    Siamo sui 1200,00 euro + iva (1440,00 iva incl.) corso base fino a 3000 euro per quelli avanzati .
    I prezzi a cui vi riferite voi sono forse risalenti al 2006/2007 .

  • su una cosa non sono d’accordo con Alfio, e la palesai ad un suo corso: non si puo’ dire che la gente dovrebbe abbandonare le azioni e operare solo in opzioni: sono 2 strumenti finanziari con peculiarità ben precise, in quanto assolvono a differenti obiettivi. Le options, come i warrant e tutti i derivati, nascono con finalità di copertura dal rischio. Poi, sono state utilizzate e fini speculativi visto il basso costo, e poi ancora, soprattutto con i derivati, si è utilizzata la leva finanziaria in maniera esagerata ed impropria. Di qui la crisi finanziaria e l’improvvisa insolvenza del sistema.
    Il bello è che non è ancora finita: l’entità esatta dell’insolvenza del sistema, la si conoscerà a scadenza dei contratti sui derivati.
    Frequentai i corsi di alfio, e devo dire che sono fatti bene. Io non partivo da zero: sono esperto di finanza e figlio di costruttore, quindi ho frequentato piu’ che altro per trovare nuovi spunti e ulteriori idee.
    Lui davvero fa quello che dice, anche se le aste che fa lui, sono in città e/o paeselli poco frequentati o conosciuti e la media di spesa per immobile che ha in portafoglio è molto bassa. Con cifre simili a Roma, non acquisti neppure un box. Ma è stato uno dei primi nel settore quindi senza concorrenza ha fatto i suoi guadagni, peraltro meritati.
    Oggi guadagna prevalentemente con i corsi e le sessioni di coach.
    A mio modesto avviso, stà esagerando coi prezzi.
    Ma è solo una mia opinione. Tuttavia se qualcuno si domanda circa la validità dei suoi corsi, posso confermare di persona.

  • ultima nota: con le options non si è mai arricchito nessuno. Con la finanza, forse, 10 persone in tutto il mondo.
    Accade sempre che chi ha fatto fortuna nell’immobiliare, poi si accosti alla finanza.
    Non succede mai il contrario.
    Un perchè ci sarà.

  • Alfio noto con dispiacere che non ti interessa rispondere alla gente che ha letto il tuo post ed ha voluto lasciarti un commento….

    Peccato….

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