Le 4 regole base delle affiliazioni in franchising
Giacomo Bruno

La finanza comportamentale, ossia quella scienza che studia le decisioni d’investimento dei risparmiatori in relazione ai suoi comportamenti, ci insegna che le decisioni degli investitori non sono in genere razionali (come vorrebbe la teoria economica classica), ma sono soprattutto emotive ed è proprio l’emotività che influisce spesso nelle scelte strategiche inerenti la finanza degli individui (come ad esempio la vendita di tutte le attività rischiose di portafoglio nei cosiddetti momenti di “panic selling” di mercato).


Tante volte durante i corsi che tengo, la gente mi chiede: “Come posso cambiare?”. La mia risposta è: “Fallo!”
La reazione di solito è: “La fai facile tu…Se fosse così semplice lo farebbero tutti!”. Infatti…perchè non lo fanno tutti?
Attenzione: Il titolo di questo articolo è il risultato, concentrato in una frase, del mio lavoro di quasi 20 anni di ricerca, studio e sperimentazione su me stessa e su tante persone e personaggi che ho avuto il piacere e l’onore di allenare.
L’autostima, si basa sulla sensazione di apprezzamento o di rifiuto, legato al giudizio che diamo di noi stessi. È in relazione poi, alla percezione di qualità concrete come la capacità di relazionarci con gli altri, l’aspetto fisico, i lati del nostro carattere, i successi ottenuti, lo status sociale. È evidente poi, che su ogni aspetto dell’autovalutazione, agiscono fattori di diversa natura: dalle configurazioni genetiche, ai legami affettivi, dall’ambiente in cui viviamo alle opinioni che gli altri hanno di noi, fino ad arrivare ai valori socio-culturali. Per regolare e rendere fluido ed elastico il nostro termometro dell’autostima, dovremo perciò esaminare da dove essa nasce, il suo sviluppo sin dai nostri primi anni di vita, la sua influenza sul nostro carattere e i metodi per nutrirla e difenderla.


Quante volte, scrivendo o conversando, abbiamo usato e usiamo locuzioni come “in realtà”, “realmente”, “realisticamente”? Le usiamo costantemente per sottolineare l’oggettività di uno stato o di una situazione in contrapposizione alla soggettività di un’idea, una tesi, un punto di vista. Abbiamo sempre equiparato ed equipariamo la realtà, interna ed esterna a noi, a qualcosa di oggettivo in assoluto, valido per tutti e per tutte le latitudini.Non abbiamo mai coltivato dubbi sulla realtà.
