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La tecnica delle domande

Aziende

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Quante volte ti è successo di visitare un cliente, farti spiegare qual è il problema, offrire la soluzione per te migliore, e sentirti rispondere di no? Probabilmente più di una volta.

Esempio:
Hai fissato un appuntamento con un potenziale cliente, che ha accettato di vederti perchè, probabilmente, pensa che tu sia in grado di risolvergli un problema. Per telefono ti ha anticipato qualcosa, e tu pensi di aver già individuato la soluzione giusta per lui. Sei contento, perchè questa è una chiusura sicura, un assegno certo.
Entri nel suo ufficio e il potenziale cliente passa a raccontarti nei dettagli cosa si aspetta da te. Tu, che sei un esperto della materia, consolidi l’idea di aver già pronta la soluzione che fa per lui.
Cominci a presentarla, e mentre procedi, vedi il cliente che si irrigidisce sempre più. Quando arrivi al costo, scatta il “no”.
Eppure, al telefono, ti era sembrato interessato e, di persona, ti ha confermato il suo interesse.

Cosa è successo?
Sei caduto in una trappola molto comune per ogni venditore: appena hai udito accennare al problema, hai presentato immediatamente la tua soluzione.

PRIMO ERRORE:
E’ stato sicuramente quello di essere troppo precipitoso, e di non aver verificato meglio l’esistenza di eventuali problematiche.

CONSIGLIO:
Una domanda di verifica aiuta sempre a dipanare meglio la matassa. Se avessi chiesto: “E’ questo l’unico aspetto che desidera segnalarmi, o ce ne sono altri?”.
Questa domanda aiuta il potenziale cliente a esplicitare meglio ciò che ha in mente, ed aiuta il venditore a confezionare una presentazione più allineata con i veri bisogni che gli sono espressi.

II ERRORE:
E’ relativo al fatto che, in presenza di un problema (e quindi di una situazione di disagio per il potenziale cliente) occorre “farcelo sguazzare” un pò. Bisogna giocare un pò come fa il gatto col topo.

CONSIGLIO:
Si può ottenere ciò utilizzando altre domande, tese a far focalizzare il prospect:

  • sulle conseguenze negative per lui di una mancata soluzione: “Cosa significa ciò per lei? Quali sarebbero le conseguenze se questo problema non venisse risolto?”
  • oppure sulle conseguenze positive dell’adottare velocemente una soluzione: “Che vantaggi immediati avrebbe nell’ipotesi che si riesca a risolvere ciò velocemente? E a lungo termine, cosa cambierebbe per lei?”

Il potenziale cliente non sempre è perfettamente a conoscenza di ciò che gli serve e di ciò che non gli serve; non sempre riesce a razionalizzare completamente rischi e vantaggi, costi e benefici.
Il venditore abile ha anche il compito di esplorare queste aree, ed aiutare il venditore a prendere la decisione corretta.
La tecnica delle domande è lo strumento migliore che il venditore ha a disposizione per tramutare qualsiasi incontro in un incontro positivo, per sè e per il potenziale cliente.

RICORDATEVI CHI DOMANDA, COMANDA!!

A Cura di Cesare D’Ambrosio,
Autore di “Tecniche di Vendita”

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

19 commenti

  1. Quello che dici è giustissimo, funziona così anche quando si fa la consulenza finanziaria… far vivere al cliente la sensazione di ciò che può capitare se non agisce.

    Inoltre, uno dei motivi che può far saltare il contratto (o meglio l’assegno), è spesso il fatto che si da una soluzione immediata che fa pensare al cliente che noi abbiamo solo quel modo di risolvere il problema e quindi gli “vendiamo” quella soluzione senza pensarci troppo. Personalmente andavo sempre due volte dal cliente, nella prima raccolgievo le esigenze, vedevo cos’era la parte che più gli tangeva e poi facevo, come dici tu, in modo che riflettesse sulla sua situazione di disagio; in un secondo momento, in genere dopo due o tre giorni telefonavo dicendo che avevo la soluzione che faceva al caso suo e prendevo il secondo appun tamento illustrando come e perche quella soluzione era perfetta… Aiuta moltissimo questa tecnica.

    NB è logico che il 90% delle volte, per esperienza personale, sapevo benissimo sin da subito cosa al cliente serviva, ma preferivo riovederlo in due volte in modo che si perde la “sensazione” dello sconosciuto e quella di non aver neanche badato bene al problema.

  2. Molto interessante quest’articolo. Alla base mi sembra che il venditore debba sempre e comunque rivestire un ruolo di “guida”, indirizzando l’interlocutore verso un argomento, una conclusione, a patto che all’interno della comunicazione ci sia alternanza nei due ruoli (e questo a volte è previsto dai ruoli sociali). Ad esempio: l’altro ci sta facendo da guida con le sue domande. Ma noi con le nostre risposte possiamo mostrargli punti di vista inaspettati…

  3. Per Patrizio :
    La Vendita è consulenza e professionalità. Ciò che hai descritto benissimo nel tuo commento è il metodo che usavamo presso l’INA-Assitalia ( la mia seconda esperienza di 15 anni fa )….e non sai quanti clienti rimanevono stupefatti !!

    Per Gianpaolo :
    Grazie dei complimenti.Sono consigli che possono essere utili non solo nella vendita…

    Per Marina : Se ritiene interessante il mio articolo ( puoi anche leggere gli altri nel blog ) perchè non pubblicizzi il mio e-book nel tuo blog ? E’ solo una pura e sempilce curiosità. Per quanto riguarda il tuo commento è quasi esatto….appena sarà possibile scriverò altro articolo.

    Vi ringrazio dei vostri commenti.

  4. Proprio un bell’ articolo.

    Come dice Patrizio può essere collegato al coaching dove con delle domande si cerca di far giungere il cliente alla soluzione del suo problema solo che qui la soluzione va proposta al momento opportuno sfruttando le sue emozioni.

    Diciamo una spece di “guida” verso la soluzione…

  5. Ciao Cesare,
    è verissimo che a volte i venditori hanno troppa fretta di concludere la trattativa perchè non sanno ascoltare o meglio, non sanno domandare nella maniera dovuta.
    Le domande giuste nel momento giusto hanno il potenziale di trasformare la confusione in chiarezza,il conflitto in consenso e la frustrazione in soddisfazione.
    Bisogna porre domande mirate e poi ascoltare,ascoltare,ascoltare…
    Non per niente madre natura ci ha fatto con una bocca e due orecchie,
    è chiaramente un segno che dovremmo ascoltare
    almeno il doppio di quanto parliamo.
    Complimenti per il post
    Saluti
    Sandro

  6. Salve,
    mi trovo d’accordo con l’autore in merito alle casistiche che di frequente capitano stando davanti al cliente, che portano spesso a:
    – no
    -irrigidimento
    -sospetto e dubbio

    Per la mia personale esperienza, trovo, oltre alle tecniche suggerite, anche quello di essere magari piu’ aggressivi , sfacciati ma educati, nel momento in cui il cliente insinua in maniera non corretta dubbi sulle proposte.
    Aggressivita’ espressa nel fatto di intavolare una discussione professionale spogliandosi in quel momento della veste di consulente e diventando un interolocutore privilegiato , come si parlasse ad un forum.
    Ho visto che dopo la frase” ok, accetto il suo diniego, e’ nelle sue facolta’ e diritto, ma a questo punto, invice di parlare di servizi, offerta, parliamo liberamente e confrontiamoci”il potenziale cliente:
    1) si rilassa e confronta i propri dubbi senza essere costretto a giuocare in difesa
    2) si apre realmente nel ben o nel male
    3) noi riusciamo a capire correttamente quali sono i suoi problemi, in quale ottica li percepisce e da’ le priorita’, e quali non percepisce o non focalizza
    4) ci facciamo noi una corretta valutazione ( anche psicologica che de sti tempi risulta essere necessaria…) del profilo del cliente .
    Nei casi estremi che ho incontrato, sono riuscito a riprendere il discorso sull’offerta e uscire con la testa alta. e poi concludere la trattativa.
    Il rischio, ma per me minimo , e’ che possa individuare potenziali soluzioni che poi applichi
    – o nelle trattative con altri consulenti
    – o internamente
    Ma nella maggiorparte dei casi, si rivela vincente o se non altro ricorda la professionalit’a e la determinatezza del Consulente.
    Grazie e buon lavoro a tutti

  7. Si diciamo alzare il livelo di consapevolezza del cliente su eventuali problemi che non vede o che non pensa potrebbe avere a medio lungo termine. Porre domande affinche il clienta capisca i pericoli, ottima tattica 🙂

  8. Per Marina : Grazie. Ho visto il tuo blog. Mi è piaciuta anche la presentazione. Sei brava. E’ una dote rara. Chissà potrebbe nascere anche qualche collaborazione.

  9. Condivido pienamente! Alla fine siamo tutti un pò narcisisti quindi più attenzione riceviamo con domande più stiamo attenti a ciò che ci chiede l’interlocutore.. la difficoltà sta nel porre le giuste domande al momento giusto

  10. La tecnica della domanda é uno degli strumenti di base per qualunque figura svolga mansioni di vendita e, se ben usata, è certamente utile per rispondere alle obiezioni del cliente. Chi però ha la responsabilità di condurre trattative ad alto livello dovrebbe conoscere anche le tecniche di negoziazione assertiva adottando, a seconda della situazione, lo stile soft sell o hard sell o il win/win.

  11. Ciao Giacomo, scusami ma volevo soltanto ricordare che FINALMENTE! oggi avendo già pronto il mio sito personale.
    inizio al 100% l’attività pubblicitaria e promozionale in affiliazione con la tua Azienda. Sperando in una proficua e redditizia collaborazione, porgo cordiali saluti. Con vivissima stima. Castagna Mario Riccardo

  12. Le domande sono fondamentali, per una concezione della vendita orientata al marketing.
    Quale la differenza?

    Sono ritornato più volte su questo tema, ma non mi stancherò mai di ripetere che la differenza fondamentale tra la “vecchia” funzione commeciale ed il marketing, consiste nel fatto che il venditore tradizionale offre, in tentata vendita, i proprii prodotti/servizi, illusterandone pregi e caratteristiche, mentre chi fa leva sul marketing deve soddisfare determinate aspewttative ed esigenze del proprio cliente.

    Ma come soddisfarle, se non si conoscono?
    O meglio, talora neppure il cliente ha ben presenti certe proprie esigenze, ed ecco, quindi, che le opportune domande, poste nel giusto modo, possono davvero…fare la differenza, innanzi tuto al fine di renderlo maggiormente consapevole di talune sue aspettative.

  13. Da quando uso le domande ottengo quasi sempre quello che voglio (oltre he in ambito vendita)! Peccato che solo una piccola percentuale di persone lo faccia… !! ODIO i “venditori” che parlano, parlano, parlano!!! 😀

  14. Il maestro Italo Lazzari diceva che una delle funzioni della domanda era quella di avere informaIoni, ovviamente dal cliente, nel corso del discorso di vendita. L’obiettivo e’di conoscere l’atteggiamento dell’interlocutore sul prodotto, specificatamente sulle intenzioni sul futuro impiego. Credo che anche PP Sposato condivida.

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