Come una lettrice ha ispirato Zio Mike

“Il successo ti sta cercando … non ti nascondere!” è un libro automotivazionale, un inno alla vita che stimola la ricerca di un modo migliore di vivere. Spiega come si può giungere “normalmente” al successo non solo economico, ma anche relazionale, professionale, psicologico ed infine filosofico.
Infatti, c’è anche una sfumatura di spiritualità, dove il pensiero si fa più profondo e la propria interiorità più chiara e limpida. Penso che la gente abbia bisogno di queste letture. Ne ha un bisogno disperato. In questi ultimi anni la parola più frequente è CRISI, CRISI, CRISI.
Il libro ha un suo “fraseggio deambulatorio” che permette al suo protagonista, William Grimaldi, di visitare una straordinaria utopica città, Successia, incontrando cinque insuperabili personaggi della storia dell’uomo che hanno illuminato la vita della nostra cultura occidentale.
Tantissimi feed back, hanno sottolineato alcune peculiarità del libro: la chiarezza, ricco di buoni consigli pratici che chiunque può seguire per cambiare in meglio la propria vita e la cosa più importante, la facilità di lettura.
In un capitolo parla del vantaggio, e in certe occasioni anche la necessità, di tagliare completamente i ponti alle spalle,“bruciare le navi”. E rimane una sola direzione in cui andare… Avanti!
Il libro è stato concepito come un trattato motivazionale: una mappa per una vita migliore per chiunque vorrà seguire i consigli. La metafora del “cavallo Ciccio”, una vita di calma disperazione, rassegnarsi ad essere cavalli da soma, per il resto dei giorni, per sopravvivere o decidere di essere un purosangue.
“Tu non sei un cavallo da tiro, sei un purosangue! Sei nato per correre, per galoppare, per gareggiare con il vento. Correre è nel tuo DNA, è la caratteristica che ti ha dato madre natura, è la tua potenzialità. E vivi maluccio perché non la rispetti, non corri. Per te la felicità sarebbe entrare in un ippodromo e correre per un gran premio. Oppure correre all’impazzata sulla lingua infinita di una spiaggia o su un prato o per sentieri o per colline. Questa sarebbe la tua vera vita. Questo ti renderebbe altamente soddisfatto della vita”
Il segreto del successo? Il “messaggio a Garcia”! Nel libro viene ricordato il significato di questo splendido esempio: se faccio sempre di più di quanto si aspetti da me, il cammino verso una carriera migliore è inevitabile. Mentre la metafora della “pecorella arcobaleno” è l’evoluzione della normale propensione dell’uomo alla ricerca della felicità bene espressa da Thomas Jefferson nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America.
Questo libro ha lo scopo di risvegliare lo spirito dal letargo in cui è caduto. Noi apriamo la cella a milioni di persone che si sono rassegnate a una vita che vita non è affatto. Oro, diamanti, petrolio, qual è il bene più prezioso? E’ una chiave, che apra la porta della nostra prigione esistenziale, che ci liberi dall’inferno, dall’infelicità, dall’insuccesso… e ci dia l’opportunità di esaudire i nostri sogni.
Omero sosteneva che, di tutte le creature sulla terra, nessuna è triste come l’uomo. Perché in cuor nostro siamo sempre insoddisfatti? L’uomo è l’unico animale che ride e arrossisce, che scrive poesie e musiche sublimi per amore, eppure questa creatura, che sa essere così dolce e buona, è l’unico essere vivente che vive come parassita della sua specie.
Perché? Perché uccide, ruba, violenta, depreda, mente se davvero è l’immagine di Dio sulla terra? Perché condanna se stesso ad una vita di schiavitù, di disperazione e fallimenti se è lui al centro dell’universo? Se viviamo così da millenni, perché non possiamo credere che ci può essere un modo migliore di vivere?Perché in tutto il mondo oltre un milione di persone cerca di togliersi la vita ogni anno? E molti ci riescono! Spesso appartengono alle nazioni più ricche.
Ogni nuovo giorno non produce germogli di speranza, ma solo nuove erbe infestanti di disperazione bagnate da piogge di lacrime. La vendita del male ha invaso la terra. Le riviste scandalistiche sono le più vendute. Parlar male di tutto e di tutti attira l’attenzione dei mass media. I reality sono infarciti di personaggi negativi che innalzano gli indici d’ascolto.
La gente ti perdona il dolore, ma non ti perdona il successo. E così si avvicinano giorno per giorno al tarlo dell’umanità: il lamento. Intanto la nostra vita scorre e si giunge alla fine dei nostri giorni. Desiderato oblio. Allora scelgo di dare valore alla mia vita, non tornerò più da queste parti, passerò per questo mondo una sola volta. Il dono di un nuovo giorno. E’ questo ciò che possiedo di più prezioso.
Tutti coloro che non sanno dare valore alla loro vita, cacciatori di problemi, bisogna accompagnarli in un cimitero e farli parlare con coloro che non hanno più problemi. E’ interminabile l’elenco delle persone di quel luogo che vorrebbero prendere il loro posto malgrado i problemi.
Quando la felicità viene provocata o stimolata solo da fattori esterni, sono destinato alla delusione. Infatti, la felicità non ha nulla a che fare con l’avere.
Diogene Laerzio racconta la morte di un filosofo che si rivolge all’amico più caro e dice: “Caro amico, questi sono tutti i miei soldi, non darli a mio figlio. Se diventerà un filosofo non ne avrà bisogno. Se non dovesse diventarlo, allora puoi darglieli, perché avrà solo quelli”.
Far felice un saggio è facilissimo, basta poco. Mentre nessuna ricchezza materiale sarà mai abbastanza per uno stolto. Questo libro, quindi, esplora i canoni dell’arte del successo, che permette di realizzare una vita eccellente, degna di essere vissuta, ricca di soddisfazioni materiali, sociali, psicologiche, ma ancor più di felicità e soprattutto… di amore.
Con amicizia.
A cura di Michele Tribuzio
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Sì, zio Mike, ho letto il tuo libro con vivo interesse (siamo sulla stessa sponda e onda – come saggisti – su due sponde, e onde, diverse – io jonico tu adriatico… – come pugliesi). “Perché? Perché uccide…” Sì, l’uomo è ‘imago dei’, ma, per dirla con Sartre e Heidegger, è “gettato sulla terra”… Sì (mi autocito): “…possiamo anche desiderare, consciamente, di cambiare… ne sentiamo l’impulso, lo “slancio vitale”, ma la mente inconscia ci “tiene al palo”, alla catena: “non quello che voglio… faccio, ma quello che odio, quello faccio…” (san Paolo). Sì, possiamo provare il desiderio di ‘emergere’, di liberarci da ogni ‘incrostazione’ e correre nudi verso la meta… ma a livello inconscio rimarremo sempre ‘vestiti’ (di pezze) e legati alla nostra meta terra terra… Solo cambiando il nostro programma inconscio (…) riusciremo ad agire in modo differente. Ma, ripeto, dobbiamo ‘commutare’ il nostro programma inconscio (come ho letto da qualche parte, ben oltre l’80% dei vincitori di lotterie sperpera tutto il denaro: è condizionato a livello inconscio ad essere squattrinato…). La nostra metànoia (trasformazione e rigenerazione) ci porterà alla meta – e da uomini “a metà” che eravamo (le donne sono già a due terzi…), diventeremo uomini interi… In ogni caso, se la spinta a fare qualcosa è ‘situata’ nel nostro inconscio, per realizzare il nostro obiettivo l’impulso (l’iniziativa) dev’essere ‘conscio’. “Ciò che è consueto intesse intorno a noi una ragnatela sempre più solida, e presto ci accorgiamo che i fili sono diventati funi (…) Per questo lo spirito libero odia tutte le abitudini e le regole, tutto ciò che è duraturo e definitivo…” (Nietzsche).
Insomma, per concludere, dobbiamo “slegarci la testa” (‘metanoia’) e “correre nudi” (senza le vecchie ‘abitudini’ e le ‘corazze’) verso la meta (lo ‘stato desiderato’, che è poi quello ‘originario’, edenico). Per aspera ad astra!
Nicola Perchiazzi