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Come gestire le obiezioni in una vendita

Aziende

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I Meccanismi della PersuasioneLa vendita inizia nel momento del NO. Se presenti un prodotto, un’idea o una raccomandazione a qualcuno con l’intento che venga accolta favorevolmente e questo avviene immediatamente, senza alcuna obiezione, non hai fatto una vendita, ma solo una bella presentazione. I venditori professionisti sanno invece che la realtà è diversa e che la normale resistenza che tutti abbiamo a comprare qualcosa o, in senso più ampio, ad accogliere favorevolmente una nuova proposta, da origine spesso ad obiezioni.

Una vendita, nella grande maggioranza dei casi, non avviene a causa di una sola obiezione principale, che può essere il prezzo ma anche un qualunque altro fattore legato al rischio che l’acquirente crede di assumersi, procedendo con l’operazione. Identificare e trattare in modo professionale questa obiezione principale, abbattendo questo rischio percepito dal cliente, sono le abilità sulle quali ogni buon venditore non dovrebbe mai smettere di imparare e di migliorare.

Andiamo ora a vedere un modo, semplice, pratico ed efficace per trattare le obiezioni durante la vendita, il metodo è denominato in inglese “FEEL – FELT – FOUND” (in italiano: comprendo – credevo – ho scoperto) e si basa sui seguenti tre passi.

1) ISOLARE L’OBIEZIONE
Supponiamo di stare vendendo un prodotto di consumo, oppure di stare convincendo il nostro partner ad andare in vacanza in un certo posto di nostro gradimento. Il nostro interlocutore, dopo la presentazione della proposta, non è convinto e ci esprime la sua obiezione. Costa troppo (ad esempio nel primo caso), oppure è troppo lontano (nel secondo caso). La prima cosa da fare è capire se questa è veramente l’obiezione principale che impedisce l’accettazione della proposta, ponendo una semplice domanda: “C’è solo questo, o c’è dell’altro?”. In altre parole sto chiedendo al mio interlocutore chiaramente se, risolto questo punto, si potrà procedere alla vendita. Se la risposta è affermativa, posso ora procedere a trattare l’obiezione. Ovviamente, se la risposta non è affermativa, il mio compito è di individuare quali sono le altre obiezioni e quali tra di esse è la principale.

2) FEEL – FELT – FOUND
A questo punto trattiamo l’obiezione nel modo seguente: “Comprendo esattamente esattamente questa tua obiezione” (FEEL), “Anch’io, inizialmente, ero convinto che questo prodotto costasse troppo, oppure che questo posto fosse troppo lontano per una vacanza, (FELT), “poi ho scoperto che…..” (FOUND) e qui esprimiamo in una semplice frase il motivo, reale e concreto per cui l’obiezione è infondata. Ovviamente ciò presuppone una preparazione e una conoscenza del tema approfondita, quella appunto che un venditore (o un persuasore!) professionista devono avere. Allo stesso, modo, sempre per restare etici, se non è vero che anche noi abbiamo pensato lo stesso ad una prima analisi della proposta, possiamo sostituire il soggetto con una terza persona che invece lo ha fatto. Nel primo caso, la “scoperta” potrebbe essere “…ho scoperto che, con la qualità di questo prodotto, il prezzo è assolutamente conveniente, dato che comprando ad un prezzo più basso e a una qualità inferiore, nel lungo periodo, avrei speso almeno il doppio”. Nel secondo caso “…ho scoperto che se andiamo in macchina a 200 km da casa, con il traffico, impieghiamo più tempo che ad andare in aereo a 2.000 km, inoltre prenotando un volo low-cost, i costi sono più o meno comparabili”.

3) CHIUSURA
Se la gestione della obiezione è stata efficace, passiamo all’importantissima fase di chiusura, spesso ignorata da molti venditori. Basta una semplice domanda, che presuppone la vendita avvenuta: “allora, di che colore lo vuoi?”, oppure: “preferisci pagare con carta di credito o in contanti?” e nel secondo caso: “bene, allora partiamo venerdì sera o sabato mattina?”, oppure “preferisci un hotel vicino al mare oppure in centro?”. A questo punto, se l’obiezione è stata trattata efficacemente, il semplice rispondere a questa domanda da parte dell’interlocutore, è il segnale inequivocabile che la vendita è chiusa e si può procedere con l’azione che la consolida (pagamento, acquisto del biglietto aereo, ecc.).

A cura di Marco Germani

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

13 commenti

  1. Wow Marco! 🙂
    Mi sembra di tornare indietro nel tempo a quando ascoltavo gli ottimi audio book (tutti in inglese) di Brian Tracy. Consiglio a tutti i venditori di leggere o ascoltare qualcosa di Brian, meglio se inglese perchè rende meglio.

    Credo che la vendita è sia arte che scienza. Se segui i giusti passi ed applichi le giuste tecniche per poi adornare il tutto con la tua personalità e il tuo stile, si può davvero fare grandi cose.

    Dato che parli anche di chiusura (la parte dove molti venditori sono più scars) ho una domanda a cui non ho ancora trovato risposta

    Nella tua esperienza la chiusura a forbice (“vuoi A o B”?) non rischia di infastidire? Statisticamente il cliente ci fa caso a questo “trucco” o si limita a rispondere?

  2. Ciao Sebastian e grazie per il messaggio. Concordo che Brian Tracy è il n.1, da 10 anni ascolto in continuazione le sue centinaia di programmi audio su questi temi e ogni volta ci trovo dentro qualcosa di nuovo e di utile, ho avuto modo di assistere a vari suoi seminari dal vivo è ogni volta ne sono uscito entusiasta. Ottima la tua domanda sulla chiusura ” a forbice”. Trattandosi di chiusura, va applicata solo quando il cliente ci ha dato chiari segnali che è pronto a comprare. In questo momento, il suo focus non è sulle nostre “tecniche” ma sui vantaggi che il nostro prodotto o servizio gli può portare. Le tecniche, se usate in modo etico, lo aiutano semplicemente in questo processo, e gli rendono quindi un servizio !

    A presto,
    Marco

  3. ciao Marco

    trovo molto efficace la tecnica di “isolare l’obiezione”…anche se spesso richiede una buona dose di intuito e diplomazia! 😉

    un saluto e buon lavoro (o buone vacanze)

    Luca

  4. Complimenti Marco per l’articolo e per i semplici ma sempre efficaci consigli su come chiudere una vendita in modo rapido ed etico.
    Ovviamente il prerequisito per utilizzare questo metodo è quello di conoscere molto bene la materia ed i prodotti che si vogliono proporre (e soprattutto i punti deboli della nostra offerta…) ed essere in grado di trovare e dare sempre valore a quello che diciamo.
    Saluti. Alberto B.

  5. Ciao Marco,
    grazie della risposta.

    In effetti hai ragione, se si seguito il giusto percorso (Interesse-Attenzione-Desiderio-Azione) il prospect sarà solo da motivare ad agire e la forbice è ideale.

    Mi piacerebbe un giorno tornare la fuori a vendere qualcosa (in offline intendo), giusto per mettermi alla prova.

    Ciao 🙂

  6. E’ un’ articolo veramente interessante e stimolante. Spiego il perchè. Avvolte si tende a dare per scontata la superiorità dei ns. prodotti e non ci curiamo delle esigenze del ns. cliente perchè ragioniamo secondo un ottica transattiva: ci preme solo vendere il ns. prodotto. Cambiando ottica, nel marketing dei servizi è importante il ‘ saper ascoltare le esigenze dell’ altro ‘. E’ importante instaurare un rapporto di vera fiducia e conoscenza con il ns. cliente: ovvero un rapporto volto al lungo termine.
    Conosco molto bene i principi di persuasione strategica e ritengo che ‘ la riprova sociale ‘ e ‘ il principio di reciprocità ‘ siano la chiave per gestire il no del ns. interlocutore e trasformarlo in un si. Quello che conta è un’ atteggiamento mentale positivo e realistico. Avere una grande autostima di sè aiuta. Non scordiamo che Giancarlo Fornei nel suo libro ‘ cosa vogliono le donne ‘ ci insegna l’ importanza del saper ascoltare. Mi rendo conto e lo ho vissuto sulla mia pelle che ‘ il saper ascoltare l’altro’ avvolte, non sempre è facile.

  7. ciao marco, io faccio molti lavori, cioe quello che capita visto la crisi,
    ho iniziato un lavoro da due giorni non è di vendita però questi consigli
    mi sono stati molto utili le obbiezioni devo dire che in qualche modo si assomigliano in ogni mestiere. grazie!

  8. Suggerimenti utilissimi.

    Aggiungerei che è molto utile, per il venditore, tenere gli script di vendita. Questi modelli servono a contemplare tutte le possibili obiezioni avanzate dai clienti e a racchiudere le risposte più intelligenti alle stesse. Possono essere continuamente aggiornati grazie alle esperienze maturate sul campo e alla formazione attraverso libri e seminari.

    Piero Iacono.

  9. Bell’articolo, complimenti.

    Riguardo la chiusura, è proprio vero, sono molti i venditori che temono questo passaggio… e pensare che è fondamentale per ottenere la vendita e quindi il meritato compenso!!!

    Le strategie di vendita vanno esercitate e proprio come uno sportivo, una volta allenato, il venditore sarà in grado di raggiungere obiettivi sempre più importanti.

    Un caro saluto a tutti da
    Ernesto Carlo di Benessere Libero

  10. Ciao Marco.
    Devo dire che hai messo in evidenza uno dei fatti che capitano tutti i giorni ai venditori.

    L’obiezione.

    Molto spesso viene presentata dal cliente in maniera fumosa, poco chiara e difficile da intravedere, altre volte tende a nascondere qualcosa altro. A volte è difficile evidenziare quella vera per lavorarci sopra.

    Certe volte mi è successo di fare altre domande di chiarimento per verificare quale fosse la vera obiezione.

    Sarebbe molto bello avere un “format” o un metodo simile a quello che hai esposto sopra per il superamento delle obiezioni, che ci aiuti a intravedere e scoprire prima possibile la reale obiezione del cliente.

    Sai quando sei certo che quella è la vera obiezione, credo che tutto il resto sia molto più facile.

    Un grande complimento a Te Marco per quello che hai scritto.
    Ti auguro una buona giornata.
    Giuseppe Lunardi

  11. Ciao a tutti!
    Qualcuno tempo fa mi diceva “La vita è tutta una trattativa”, quindi le obiezioni sono parte della vita globale.

    Ascoltando il cliente emergono gli aspetti piu’ importanti per chiudere la vendita, le obiezioni sono “normali” e vanno gestite in base alle esigenze reali del cliente. Grazie per l’articolo. 😉

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