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Come trovare valore nello spreco

Aziende

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Servizio di Qualità in Azienda

In organizzazione gli sprechi si sprecano. Non esiste organizzazione al mondo che non  produca, insieme ai risultati attesi, un cospicuo livello di sprechi e dispersioni di vario genere. Esistono sprechi fisiologici e ineludibili, ma ne esistono certamente altri accessori e non obbligatori.

Lo spreco confonde, altera, costa, rallenta, copre, mistifica, rovina. Accanto a questo termine si fatica ad accostare un verbo dal significato positivo. Lo spreco consiste in qualunque attività che assorbe risorse e non crea valore. E’ il nemico n. 1 delle organizzazioni e va combattuto da tutti, ovunque, sempre.

Una tale presentazione si contrappone nettamente alla definizione di servizio come “attività organizzata utile per altri”. Sviluppare una cultura di servizio significa pertanto fare in modo che le organizzazioni abbiano come obiettivo unificante quello di contenere, ridurre ed azzerare gli sprechi. Partendo da quelli di processo.

L’attenzione collettiva deve essere orientata ai processi e ai loro flussi, alla loro durata, alla loro articolazione, alla loro continuità. Poiché un flusso continuo è produttivo, un flusso discontinuo è rischioso, spesso inutilmente costoso. Nel flusso dei processi si nascondono vincoli ed opportunità di servizio, ovvero sprechi e valori.

Le quattro fasi generali di ogni flusso di servizio si possono riassumere in questo modo:
– accettazione, la presa in carico del problema;
– attivazione, la predisposizione al lavoro;
– soluzione, il superamento del problema attraverso un metodo;
– rilascio, la fase di verifica e confezione.

Sviluppare valore partendo dai flussi significa cominciare ad abolire i “tempi morti” che esistono sempre tra fase e fase; eseguire una corretta attribuzione di attività alle fasi; ed eliminare le attività inutili. Perché il servizio eccellente non significa essere il 100% migliore in una cosa, ma l’1% migliore in 100 cose.


A cura di Roberto Saffirio

Autore di Servizio di Qualità in Azienda

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

5 commenti

  1. Complimenti Roberto per l’articolo!
    Sembra fatto su misura per il nostro Paese anche se molte volte il giardino del vicino sembra sempre troppo verde rispetto la realtà. In un periodo di crisi come quello attuale ottimizzare e tagliare gli sprechi sembra sia divenuta, purtroppo, l’attività più in voga. Ma doverosa.

  2. Ottimo articolo Roberto.
    Ritengo che la qualità di un azienda sia direttamente proporzionata alla qualità di chi all’interno di essa, impartisce ordini e direttive ( Manager, titolari, selezionatori ecc.).

    Ridurre gli sprechi ..certo, ma puntare soprattutto sul VALORE UMANO e QUALITATIVO di chi assumiamo! Come dire ..gli sprechi vanno “ridotti” all’origine.
    Puntare quindi sulle persone efficienti e motivate. Puntare sulle responsabilità personali.

    Gianpaolo Pavone

  3. Davvero un bell’articolo e sul quale mi trovo d’accordo su tutto.
    Il problema di fondo infatti ritengo sia proprio quello di saper valutare e misurare il valore prodotto da ogni processo e da ciascuna delle attività che lo compone. Molto spesso non si ha la capacità di valutare il valore perchè non si è abituati a misurare l’effettiva prestazione di ciascun processo; ci si nasconde dietro alle abitudini, alle procesure e molto spesso si crerano anche deglialibi per sollevarci dalla responsabilità. Lo “spreco” è dietro l’angolo perchè purtroppo vogliamo fare le cose in fretta, con poca fatica, senza perdere tempo e in realtà poi ci troviamo a perdere molte più risorse di quelle che credevamo di aver risparmiato.
    Colgo anch’io lo spunto dalla situazione economica attuale; si parla infatti molto di crisi mondiale, di situazioni contingenti imprevedibili ma pochi però ricordano che la nostra Italia è tra le ultime in termini di produttività e non mi riferisco solo le aziende ma anchai servizi e alla pubblica amministrazione. Non sarà anche questo frutto degli innumervoli “sprechi”!!

  4. Ottimo articolo sullo spreco che i nostri governanti dovrebbero leggere e attuare.
    Ma purtoppo non sono interessati e per questo motivo non anadiamo avanti ma sempre piu indietro
    Buon lavoro
    F.Rusconi

  5. A proposito di spreco.
    Si chiude il mese di agosto e nell’attesa di riprendere il lavoro a pieno ritmo autori e lettori di Bruno Editore non sono stati certo con le mani in mano. Anzi, hanno approfittato del momento per darsi da fare e navigare nel sito, scrivere, leggere ed ordinare le novità.
    Di sicuro si tratta di un buon segnale in termini di curiosità ed intraprendenza, un buon auspicio per l’inizio di questa nuova stagione lavorativa.
    Se è nello spreco che si trovano le opportunità, chi non ha aspettato di “buttare via” il mese di agosto ha le carte in regola per il successo.
    Buon lavoro a tutti!
    l

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