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Come comprendere piani aziendali e strategie d’impresa. Seconda parte. Il caso Alitalia.

Aziende

1886

Abbiamo introdotto, la volta precedente, il tema dei piani e delle strategie aziendali.
Passiamo ora a considerare l’esempio rappresentato dall’Alitalia.
Per la verità, i due piani alternativi, presentati prima da Air France e poi da Cai, per la ristrutturazione della società in crisi, avrebbero dovuto rappresentare documenti riservati, almeno durante la fase di preparazione dei medesimi, ma almeno le linee essenziali sono poi state diffuse.
Possiamo quindi considerare taluni aspetti, che hanno un impatto anche per l’Italia come paese e sistema economico.

Quale sarebbe stata la politica di Air France?
Già in un esemplare editoriale di qualche tempo fa, il direttore del settimanale MF Milano Finanza, Paolo Panerai, raccontava, con qualche dovizia di particolari, le peripezie incontrate da alcuni suoi conoscenti, nel ritornare in Italia utilizzando la linea dell’Air France. Questa fece scalo prima a Parigi, ed i malcapitati dovettero affrontare diverse corse ad ostacoli, per poi riuscire a prendere in tempo il successivo aereo per l’Italia.

La politica di Air France, in effetti, sarebbe stata quella di “regionalizzare” l’Alitalia. Sarebbe rimasto il marchio, ma la società avrebbe cessato di esistere come compagnia di bandiera. Molti voli da e per l’Italia, nel piano aziendale della compagnia transalpina, non sarebbero stati diretti, ma avrebbero fatto tappe intermedie sul suolo francese.

Per altro verso, tuttavia, a differenza del piano Cai, con Air France non si pensava alla costituzione di una bad company, ma i debiti sarebbero stati assorbiti…
Invece, appunto, la regionalizzazione certo non entrava, per ovvi motivi, nel piano CAI, ma a fronte di un sostegno come quello costituito dalla bad company.

A prima vista, o meglio, ad una disamina non sufficientemente accorta della questione, poteva parere migliore l’ipotesi Air France:
– nessun onere per il cittadino
– compagnia comunque già esperta del settore….

Ma…vediamo anche quali sarebbero state alcune possibili conseguenze negative di una tale politica. Il fatto di regionalizzare la compagnia italiana, in realtà, non sarebbe stato senza conseguenze per uno dei settori trainanti del nostro sistema economico, il turismo. Questo, per l’evidente motivo che, certo, una componente del turismo proveniente dall’estero avrebbe preferito mete alternative, a fronte dei disagi conseguenti alla regionalizzazione. Di conseguenza, ne sarebbe derivato un danno al nostro sistema economico, ma anche alle entrate dello stato, a fronte del relativo minor gettito fiscale del settore turistico e del relativo indotto. In tal senso, si calcola che le minori entrate fiscali avrebbero raggiunto dimensioni decisamente superiori agli oneri per la collettività, invece conseguenti al piano Cai.
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Riassumendo, quindi, nell’ipotesi di Air France vi sarebbe comunque stato un danno per il bilancio dello stato, ma anche un danno al sistema economico.

Concludo, osservando come quindi anche l’esempio considerato dimostra che piani diversi e strategie diverse possono differentemente impattare la realtà aziendale, ma anche quella del sistema economico di riferimento.

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di “Progetto azienda”

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Giacomo Bruno

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8 commenti

  1. Grazie Gian Piero, e complimenti per la professionalità e l’esaustività delle tue argomentazioni, sempre attuali e ricche di spunti interessanti.

    Seguo sempre con interesse i tuoi interventi ..quando haimè il tempo me lo permette. Un saluto sincero. 🙂

  2. Complimenti per il tuo articolo gian piero,

    secondo me ogni capo d’impresa dovrebbe fare un allineamento dei propri valori per definire con molta tranquillità i propri obiettivi senza pentirsi in un fututo delle scelte fatte.

    Il capo d’impresa deve essere sopprettutto un leader che sa prendere decisioni in fretta senza cambiare idea dopo pochi minuti,e qualsiasi problema possa esserci in un impresa c’è sempre un soluzione.

    Secondo me è proprio per questo motivo che l’Alitalia è fallita,forse perchè non aveva non un capo deciso e motivato a far crescere l’azienda,alla prima difficoltà è caduta.

    Aspettando il tuo prossimo articolo!

  3. Ciao Nicola e grazie del tuo intervento.

    Per quanto riguarda l’Alitalia, il mio articolo si è soffermato, essenzialmente, sulle diverse strategie previste per il rilancio.
    Sulle cause, invece, della crisi, c’è da dire che riconducono non tanto ad un problema di leadership in senso stretto, ma di gestione che, più che tener conto delle prospettive aziendali, ha seguito criteri politici nel senso partitico del termine.

    Come sappiamo l’Alitalia è stata per anni strumento per la realizzazione di diversi interessi, piuttosto che un’impresa guidata seguendo criteri di corretta gestione aziendale.

  4. Ciao Gianpiero,
    ti faccio i complimenti per aver sintetizzato, in poche righe, le ragioni di una scelta strategica, basandoti solamente su considerazioni puramente di business e non politiche; mi ricordo la ridda di ipotesi, di commenti, di articoli giornalistici, di proclami sindacali che di tutto trattavano tranne che dele reali motovazioni che tu hai così chiaramente evidenziato.
    Pier Paolo

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