Decidere se allenarsi o no durante la gravidanza

In risposta a questa domanda esistono due posizioni contrapposte:
0 – allenarsi durante la gravidanza fa male alla mamma e al bambino
1- allenarsi durante la gravidanza da benefici alla mamma e al bambino
L’una, la posizione che ho chiamato “zero”, (conservativa e per evitare ogni rischio), è sostenuta da future nonne in ansia e gran parte dei medici (iniziando dalle indicazioni del 1985 dell’American College of Obstetrician and Gynecologist), l’altra (posizione “uno”) è portata avanti da mamme attive e da un certo numero di nuove ricerche. Nel mio “Mamme in forma” vi illustro meglio le motivazioni dell’una e dell’altra posizione, cercandone pure una conciliazione.
Sono sempre di più le ricerche scientifiche che suggeriscono come una donna, se sana e bene alimentata, può svolgere un vasto numero di attività fisiche durante la gravidanza. Queste ricerche iniziano ad uscire sulle riviste scientifiche solo dagli anni Ottanta e le più conclusive sono veramente recenti. Una cosa è da notare: la posizione “zero” era veramente troppo conservatrice, mentre la posizione “uno” richiede che la mamma svolga l’attività fisica dotata delle migliori informazioni per farla senza danni al bambino e a se stessa.
Che vi alleniate o no durante la gravidanza, ribadisco che è importante che almeno lo abbiate fatto prima. Se la mamma è in forma, è più probabile che lo sia anche il bambino – tanto alla nascita quanto da adulto.
Ricordatevi che qualsiasi cosa scegliate di fare durante la vostra gravidanza, sarà per la vostra salute e per quella del vostro bambino, non per il vostro peso o la vostra forma fisica! Il vostro corpo diventa uno scrigno che custodisce un preziosissimo gioiello.
Allenarvi o no? Le possibilità sono: sì, no, dipende…
Sì! Rimanere attive (con le dovute limitazioni) è importante a meno che il vostro ginecologo non vi abbia consigliato diversamente. Potete allenarvi leggermente e con cautela mantenendo parte dei risultati raggiunti. Ricordate che in gravidanza è già tanto mantenere, non è il momento per pensare di registrare un nuovo record personale o raggiungere un certo obiettivo.
No! Se è quello che consiglia il ginecologo
Beh, sì e no non sono le uniche due possibilità. Penso che la soluzione ideale per voi sia… personalizzare. Quindi vale anche la risposta:
Dipende! Prendetevi 9-10 mesi di riposo e ammirate il vostro fisico che cambia. Alle volte è intelligente fermarsi. Questo non vuol dire rinunciare a tutto.
Come scegliere in pratica se allenarvi o meno?
1 – Parlatene col medico. Appurate se la vostra gravidanza e il vostro stato di salute vi permetterebbero di allenarvi.
2 – Pensate a cosa vi rende felice: portare avanti gli allenamenti o smettere?
3 – Nel caso non abbiate mai praticato un’attività fisica con costanza, la gravidanza può non essere il momento migliore per iniziare. Va detto che la gravidanza rimane pur sempre un’occasione per imparare a conoscere meglio il proprio corpo e, in questo contesto, rientra anche l’inserimento di un po’ di attività fisica. Con quale progressione e badando a cosa dovreste impararlo e lasciarvi guidare, oltre che dal ginecologo per prima cosa, da una valida istruttrice o personal trainer.
A cura di Rossella Pruneti
Autrice di “Mamme in Forma”




Benvenuta, innanzi tutto, nel club autori della B. E.
Quanto indicato nell’articolo, su un tema peraltro innovativo, nel pur già vasto catalogo della B. E. ,riconferma talune considerazioni, che sopratutto l’orientamento più innovativo della medicina, e non solo della medicina, non fa fatica ad accettare.
L’essere umano, sotto questo profilo, è considerato nella sua soggettività, come tale distinto dagli altri.
Questo, a sottolineare come, in realtà, non ci sono ricette o trattamenti, compresi quelli ginnici o fisioterapici, uguali per tutti.
Ogni essere risponde soggettivamente, e, certo, quello che può far bene ad una persona, non è detto che faccia altrettanto ad un’altra.
Del resto, anche quando il medico prescrive un determinato trattamento, sai esso farmacologico, o meno ,sa benissimo, in scienza e coscienza, come recita la formula ad ogni medico ben nota, che fa una sorta di tentativo.
Le prescrizioni mediche sono il frutto di protocolli, che hanno una validità statistica, solo statistica, e non a caso nessun medico si sognerebbe di definire la medicina una scienza esatta, quanto piuttosto un’arte, o al più una disciplina statistica.
Proprio per questi motivi, è recentemente tornata d’attualità la concezione che fa leva su un’attenta considerazione del singolo individuo e delle sue peculiarità, piuttosto che sui protocolli statistici.
Questo vale, certo, per il medico, ma come opportunamente richiamato dall’articolo, anche per tutte quelle situazioni, compresa l’attività fisica, che possono diversamente impattare sui diversi individui, anche in relazione al loro stato di salute ed alle loro abitudini.
In effetti, il “dipende” dovrebbe costituire uno dei paradigmi essenziali per ogni indicazione, anche se troppo stesso, purtroppo, si è sottovalutata questa soggettività di reazione ai vari trattamenti, comprese le attività fisiche.
Con l’occasione, mille auguri per ebook ed iniziative varie.