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Come risparmiare sul matrimonio

Venerdì, Marzo 4th, 2011

È ormai molto tempo che sosteniamo con fermezza il fatto che “bello non è sinonimo di un matrimonio costoso. I soldi devono essere spesi bene, senza sprechi inutili ma senza risparmiare sulla qualità del servizio.

In questo articolo vediamo insieme come e su cosa si può risparmiare nella preparazione del proprio matrimonio. Prima di tutto dovrete decidere il budget totale a vostra disposizione per l’intera organizzazione delle nozze. Ovviamente questo é un momento in cui tutte le carte vengono calate sul tavolo, coinvolgendo eventualmente anche i genitori al fine di avere una chiara idea sulla somma sulla quale potete realmente contare.

Statisticamente è stato calcolato che in Italia un matrimonio costa in media all’incirca 30.000 euro. Partendo da questo vi consiglio di fare una valutazione accurata delle cose che non possono assolutamente mancare nel vostro giorno magico e di quelle che invece rivestono un’importanza secondaria.

Vediamo dunque alcuni accorgimenti che vi potranno aiutare a risparmiare, senza rinunciare ad un servizio di alta qualità. Iniziate con la lista degli invitati. Non è necessario invitare un cugino di terzo grado che avete visto una sola volta nella vita. Meglio concentrarsi sulle persone che vi sono più vicine, organizzando un matrimonio intimo, per pochi, ma che rimarrà nei loro cuori per sempre.

Da questi fattori dipende l’intera organizzazione: la scelta del luogo per la cerimonia, della location per il ricevimento, senza parlare del prezzo del catering. Facciamo solo due calcoli: generalmente un buon ricevimento, che include il buffet, due portate, la wedding cake e le bibite ha un costo a partire dai 100 euro a persona. Quindi se voi invitate 50 persone, solo il catering verrà a costare 5.000 euro, se invece ne invitate 150 il prezzo raggiunge già la metà del budget medio italiano.

Un altro consiglio importante che vi posso dare sul catering è di pensare ad organizzare non solo un classico pranzo o una cena, costringendo i vostri ospiti a stare seduti per ore, ma di considerare anche l’opzione del buffet diviso in isole, come l’isola mare, l’isola terra, l’isola dolci, quella frutta e quella vini. Questo dà un tono molto giovanile alla cerimonia senza alleggerirla di prestigio e vi permette anche di girare molto di piú tra i vostri cari in un giorno che vi vuole, e ci mancherebbe che così non fosse, incontrastati protagonisti.

Un fattore in grado di influenzare di molto il prezzo dell’affitto della location a voi cara è la scelta della data e della stagione del vostro matrimonio. Durante la visita informatevi sulle variazioni di prezzo se si sceglie una data al di fuori dei canonici mesi che vanno da maggio a settembre.

Generalmente le location offrono, inclusa nel prezzo, la disponibilità della stessa sino a mezzanotte; ogni ora in più di utilizzo viene conteggiata come extra. Se non siete amanti dei balli fino all’alba o avete una buona parte degli invitati non coetanei, allora vi consiglio di confermare la location solo fino a mezzanotte. La stanchezza si farà sentire, gli invitati non si sentiranno costretti a rimanere fino all’ultimo e voi non sarete obbligare a pagare svariate centinaia di euro per un utilizzo di cui avreste potuto tranquillamente fare a meno.

Ad aiutarvi in questo arriverà un annuncio del cantante del tipo: “Per ringraziare tutti i loro ospiti, questa canzone viene dedicata dagli sposi a tutti voi…” Oppure, se il vostro budget lo permette, un bellissimo show pirotecnico di chiusura.

Certe volte le location propongono un servizio “all Inclusive”, ma non vi consiglio di valutare questa opzione per un solo e semplice motivo: anche se si ha l’impressione di risparmiare, si finisce quasi sempre per spendere di piú.

Mi spiego meglio: se i fiori per la location saranno curati da un fornitore interno, chi si prenderà cura degli addobbi per la chiesa/sala comunale? Se sarete voi, sarà comunque un compito in più per nulla semplice. Se dovrete scegliere un flower designer, il prezzo risulterà molto piú conveniente nel caso debba allestire due luoghi invece che uno. Stessa cosa dicasi per i musicisti, che possono certamente cimentarsi in pezzi solenni per la cerimonia e di intrattenimento per il ricevimento.

Come sempre: questi sono solo alcuni consigli/spunti che vi possono aiutare nella pianificazione del vostro Matrimonio Perfetto. Il limite è solo la vostra fantasia!

A cura di Vera Kanishcheva
Autrice di Il Matrimonio Perfetto

Come avere il controllo del proprio bilancio famigliare

Giovedì, Febbraio 17th, 2011

Ormai è già trascorso un mese dall’inizio dell’anno; probabilmente alcuni di voi avranno pensato di analizzare come sono andate le finanze personali del 2010. Per molti, tale analisi “a posteriori” è già un grande risultato se oggi riescono a ricordare come hanno speso i propri soldi nel 2010 e per che cosa.

Provate a rispondere alle seguenti domande relative alle vostre uscite del 2010:
- quanto ho speso di riscaldamento?
- quanto ho speso di bollette di energia elettrica – acqua – gas?
- quanto ho speso per l’auto (bollo + assicurazione + officina + carburante)?
- quanto ho speso per la casa (affitto + spese condominiali + tasse + manutenzione)?
- quanto ho speso per le vacanze estive (hotel + spese viaggio + divertimenti)?
- quanto ho speso mediamente ogni mese per gli alimentari?
- quanto ho speso per la scuola dei figli (libri, mensa, trasporti, lezioni private… )?
- quanto ho speso per sport, svago, cultura, divertimento?

La lista potrebbe ulteriormente allungarsi ed essere personalizzata in base alle esigenze, agli usi e ai costumi di ogni famiglia.

L’utilità di una simile analisi è facilmente immaginabile: in un periodo di diffusa crisi, di instabilità ed incertezza economica, è decisamente opportuno avere ben chiaro dove vanno a finire le risorse economiche che si hanno a disposizione, ma soprattutto avere un controllo delle spese per evitare gli sprechi. Sarebbe sciocco rinunciare all’acquisto di cose utili dopo aver fatto spese rivelatesi di minor interesse.

A tale scopo l’informatica ci viene in aiuto e semplifica tale analisi, a patto di saper usare un semplice foglio elettronico (es. Excel, Open Office o Symphony) e avere la costanza di registrare almeno una volta alla settimana le spese sostenute nel periodo.

Conoscendo l’andamento delle spese famigliari inserite con regolarità, sarà certamente più semplice accorgersi per tempo dove si annidano gli sprechi, dove si può migliorare e dove poter fare delle economie senza penalizzare la qualità della vita; una visione più realistica della vostra capacità di risparmio vi aiuterà a fare dei “progetti” di investimenti futuri sostenibili e potrete valutare con maggior precisione i possibili rischi di insolvenza.

La base per una gestione corretta e responsabile delle risorse famigliari sta nella massimizzazione dei risultati, ove però sia possibile anche una minimizzazione degli sforzi. Organizzando le informazioni saprete dove migliorare la vostra gestione finanziaria e, anche in periodi difficili, avrete gli strumenti per decidere consapevolmente il vostro stile di vità.

Ricordatevi sempre: battere la crisi… Si può!

A cura di Alberto Barbieri
Autore di Battere la Crisi, Difesa Personale

Come evitare errori nell’investimento in prodotti finanziari

Giovedì, Novembre 11th, 2010

L’investimento in prodotti finanziari può fruttare guadagni considerevoli.
Ad esempio, nell’ultimo anno e mezzo i fondi comuni di investimento basati su obbligazioni europee ad alto rendimento (high yield) hanno visto l’incremento di valore della loro quota di anche oltre il 60%.

Analogamente, come altro esempio, i fondi comuni specializzati sui titoli azionari dei paesi emergenti hanno registrato, nel medesimo lasso temporale, un guadagno di anche più del 70%.

Gli investimenti finanziari presentano però sempre dei rischi e il loro esito può in diverse occasioni risultare ben diverso da quelli brillantemente positivi sopra descritti.
Il successo di un investimento è spesso ipotecato, in un senso o nell’altro, dal comportamento del risparmiatore e dai criteri, o non criteri, utilizzati nella scelta dei prodotti finanziari da includere nel proprio portafoglio e nella loro successiva gestione.

In particolare, un risparmiatore dovrebbe evitare quei comportamenti errati, purtroppo invece tipici ed abituali per gli investitori inesperti, che si possono rivelare estremamente dannosi.
Uno di tali atteggiamenti è costituito dalla ‘fretta di investire’. Come si sa, la fretta è cattiva consigliera. Se si dispone di un capitale, prima di impiegarlo può essere opportuno attendere che nel mercato si creino, per il prodotto finanziario di interesse, le condizioni di prezzo potenzialmente più fruttuose. Vi sono periodi in cui il modo migliore per ‘battere il mercato’ consiste semplicemente nello starne fuori.

Un altro comportamento che può generare conseguenze spiacevoli è il ‘comprare a scatola chiusa’. Sui mercati finanziari occorre muoversi con accortezza. È importante conoscere l’andamento passato di un prodotto e la sua situazione corrente di quotazione prima di selezionarlo, in modo da poterne valutare con maggior cognizione di causa i possibili sviluppi a breve o lungo termine.

Dopo aver acquistato un prodotto finanziario, non è raro ‘rifiutarsi di credere ai propri occhi’. Ciò in genere avviene quando anziché aumentare il prezzo del prodotto scende e si rimane come ipnotizzati ad osservarne, giorno dopo giorno, l’eventuale incessante diminuzione. Sfortunatamente una simile passività operativa può portare a situazioni in cui il prezzo cali progressivamente, tanto che bisognerà attendere anche anni prima che il prodotto riveda il prezzo a cui lo si era comperato (se mai ciò avverrà).

Per scansare un simile rischio, può risultare utile stabilire preliminarmente, sulla base di opportuni criteri, una perdita massima (stop loss), che non deve essere troppo consistente, al verificarsi della quale uscire dall’investimento, salvaguardando così il grosso del capitale: dalle ferite leggere, si può guarire. Tramite il meccanismo della stop loss si potrà pertanto evitare di incorrere in una perdita ‘che non ci si può permettere’, perché di entità eccessiva.

Considerato tutto ciò, se poi invece si continui ad investire frettolosamente, a comprare a scatola chiusa ed a non credere ai propri occhi, allora sarà inutile prendersela coi mercati finanziari o col destino cinico e baro. Ce la si potrà prendere solo con se stessi.

A cura di Fausto Saldi
Autore di ‘Fondi Comuni d’Investimento’

Come insegnare ai nostri bambini a risparmiare un euro al giorno (seconda parte)

Domenica, Settembre 19th, 2010

Nell’articolo precedente abbiamo visto come sia fondamentale insegnare il concetto di libertà finanziaria ai nostri figli.

Nessuno di noi sarà in grado di insegnare ad un bambino ciò che egli stesso non è in grado di fare per sé. Per guidare un bambino ci vuole la forza della coerenza. Con le parole potete manipolare un adulto, ma non un bambino.

La difficoltà della nostra missione è quindi la seguente:
L’insegnante più indicato per insegnare i principi base della vita ad un bambino è il suo genitore.
Per quanto abbiamo detto, un genitore può insegnare efficacemente a suo figlio soprattutto con l’esempio. Ma se il genitore non dà importanza alla sua vita fra 30 anni, come può trasferire ciò a suo figlio? Il difficile non è quindi insegnare al bambino, ma farlo recepire al genitore.

Allora provate a pensare un po’ a voi stessi. Provate ad immedesimarvi in quello che sarete fra 30 anni. Ci riuscite? Per vivere bene fra 30 anni non basta il piano di accumulo che avete pianificato (se lo avete fatto). E voi lo sapete bene.

Quanti di voi stanno accumulando più di 3.000 euro l’anno per il proprio piano pensione? Quanti più di 10.000? Quanti più di 20.000?

E pensare che se avessimo cominciato con un euro 20 o 30 anni fa, oggi staremo già sulla strada di sviluppare una fortuna che per accumularla partendo da oggi forse ci vorrebbero veramente 20.000 euro di accumulo l’anno.

Per mantenere uno stile di vita decente ognuno di voi sa che invece dovrà continuare a lavorare ben oltre i 60 anni e lo dovrà riuscire a fare anche con un certo grado di efficacia.
E allora vi dico… Facciamo nostra questa missione… perché il nostro Paese ne ha bisogno, bisogno vitale.

Cominciamo con l’insegnare a noi stessi questi principi, facciamoli nostri. Trasferiamoli poi ai nostri figli, affinché diventino un esempio da seguire per gli altri. Forse così fra 30 anni, incontrandoci di nuovo, potremmo farci un bell’applauso per l’eccellente lavoro svolto.

A cura di Valter Romani
Autore di Da Grande Sarò Ricco e Scacco alle Bugie

Come insegnare ai nostri bambini a risparmiare un euro al giorno (prima parte)

Lunedì, Agosto 16th, 2010

Valter RomaniUn grande formatore che forse voi già conoscete, Anthony Robbins, asserisce in uno dei suoi famosi libri che l’uomo spesso sopravvaluta quello che può fare in un anno e sottovaluta quello che potrebbe fare in 10. E’ come dire che l’uomo quando decide di impegnarsi vorrebbe tutto e subito. Non riuscendo ad ottenere il tutto subito, si demotiva e rinuncia a lottare. Quindi sulla lunga distanza non capitalizza nulla.

Lottando sulla lunga distanza potrebbe invece riuscire a realizzare qualcosa di veramente importante. Alla frase di Robbins io aggiungerei che se l’uomo sottovaluta ciò che potrebbe realizzare in 10 anni, non ha la benché minima idea di ciò che potrebbe realizzare in 30.

Se chiedessi ad ognuno di voi cosa vorrebbe realizzare in 30 anni sicuramente vi verrebbe da sorridere. Perché? Perché 30 anni è un lasso di tempo che esce dal vostro orizzonte temporale. Cosa può fregare ad un 30-enne quello che farà a 60 anni?

Ma qui però, cari amici, si apre una questione importante. Vi invito a scrivere la frase che vi sto per dire.
Per come va oggi l’economia fra 30 anni il mondo sarà di quei bambini che avranno saputo mettere da parte un euro al giorno.
Saranno loro a conoscere quella che definisco la LIBERTA’ FINANZIARIA.

Pensateci bene. In un Paese in cui ancora oggi i genitori trasferiscono ai figli la cultura del posto fisso… in un Paese in cui noi sappiamo bene che coloro che andranno in pensione fra 20 anni non potranno certo sopravvivere con 350 euro al mese… in un Paese che non avrà i mezzi per integrare queste pensioni al minimo vitale… In un paese in cui i nostri ragazzi hanno dal punto di vista finanziario la preoccupazione di rimediare i soldi per il sabato sera (orizzonte temporale < 7 giorni)… In un Paese in cui i giovani non si pongono assolutamente il problema di essere autosufficienti a 30 anni…

Che futuro possiam pensare per i nostri ragazzi?
A chi appartiene la mission di educare questa nostra società di oggi, di formarla allo scopo di permettere di affrontare preparati il futuro che ci si para davanti?
NOI? Ma NOI siamo preparati?

Pensateci bene… del resto se non lo facciamo da noi chi potrebbe essere in grado di farlo? Lo Stato? Pensate che lo Stato, o meglio i nostri governanti, siano pienamente consapevoli di quanto vi ho appena detto?
E se anche ne fossero consapevoli, pensate che con i problemi che hanno nel quotidiano, possono pensare a quelli del prossimo anno? O peggio a quelli che avremo fra 30 anni?
O pensate forse che esiste qualche altra categoria di persone illuminata che possa farsi carico di questa missione più di un genitore veramente motivato?

Allora a chi spetta il compito di insegnare ai nostri bambini questo segreto?
Spetta a noi, ma dobbiamo diventarne consapevoli per primi.
Ma a questo punto vi devo dare un altro importante insegnamento che potete trovare nel mio libro:
INSEGNA PIU’ UN ESEMPIO CHE MILLE PAROLE.

Continua….

A cura di Valter Romani
Autore di Da Grande Sarò Ricco e Scacco alle Bugie

Come fare per conoscere il tuo Quoziente di Intelligenza Finanziaria?

Venerdì, Giugno 11th, 2010

Alfio BardollaNel mio libro “L’arte della Ricchezza” parlo di QIF, il Quoziente di Intelligenza Finanziaria. E’ un indicatore che ho ideato che ti permette di capire la tua intelligenza finanziaria. Che non ha niente a che vedere con il tuo Quoziente di Intelligenza ovviamente.

Puoi essere intelligentissimo, ma avere bassissima intelligenza finanziaria e viceversa. Se non l’hai già fatto, puoi fare il test del tuo QIF direttamente nell’ebook da scaricare.

Da dove deriva l’intelligenza finanziaria? Questa si sviluppa in 5 aree che insieme contribuiscono a creare la tua Libertà Finanziaria. Vediamo insieme quali sono e quali hai sviluppato finora.

Intelligenza Finanziaria Tipo 1: fare soldi
E’ l’intelligenza finanziaria che hanno molte persone, anche quelle non libere finanziariamente. Un professionista o un manager superpagato che guadagni 100.000 euro al mese, sa sicuramente fare soldi. E certamente ha un’intelligenza finanziaria n.1 superiore a uno che guadagni 10.000 euro al mese. Non è però sufficiente a essere finanziariamente libero.

Intelligenza Finanziaria Tipo 2: proteggere i soldi
Specie se guadagni bene, sta sicuro che troverai centinaia di persone che vogliono i tuoi soldi. Dallo Stato con le tasse, ai consulenti finanziari ai venditori di ogni specie. Devi attrezzarti per proteggere i tuoi soldi perché ricordati che non è importante quanto guadagni, ma quanto ti resta in mano.

Intelligenza Finanziaria Tipo 3: gestire il tuo budget
Molte persone, anche se guadagnano cifre importanti, non sanno gestire il proprio budget perché spendono tutto quello che guadagnano!

Quindi una persona che guadagna 30.000 euro all’anno e ne spende 25.000, ha un’intelligenza finanziaria n.3 superiore a una persona che ne guadagna 100.000 all’anno e ne spende 110.000. Risparmiare non è facile, ma è essenziale per poter poi investire (risparmiare e basta invece non è intelligente).

Intelligenza Finanziaria Tipo 4: usare la leva sui tuoi soldi
Qui siamo già all’università dell’intelligenza finanziaria! Quando capisci e metti in pratica il meccanismo della leva finanziaria, tutto è possibile.

Se compri un immobile in contanti, non sfrutti la leva e hai poca Intelligenza Finanziaria n.4. Se invece metti una parte di soldi tuoi e il resto te lo fai finanziare, allora la tua intelligenza finanziaria aumenta perché fai leva con i tuoi soldi.

Intelligenza Finanziaria Tipo 5: aumentare la propria intelligenza finanziaria
Puoi cominciare dai libri o da corsi specifici, l’importante è fare il salto di qualità sulle informazioni relative ai soldi. Perché credimi, ciò che ci rifilano i media e ciò che si impara di solito dai genitori è quasi sempre sbagliato.

Lavorando su questi 5 tipi di Intelligenza Finanziaria e facendo pratica sono assolutamente certo che puoi raggiungere, e in tempi anche relativamente brevi, la tua libertà finanziaria.

Coltiva la tua intelligenza finanziaria, perché quella, bene o male, controlla la tua vita.

A cura di Alfio Bardolla
Autore di I Soldi fanno la Felicità e L’Arte della Ricchezza