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Come rispettare la sicurezza alimentare in gravidanza

Mamme in FormaLa gravidanza è un momento di responsabilità, questo va da sé. E la consapevolezza che il tuo corpo è uno scrigno per quell’essere preziosissimo che è tuo figlio inizia con l’avere cura di te. Chi ti ha intorno può addirittura considerarti maniacale e non capire. Chi ti dovrebbe fornire delle risposte spesso non è preparato per farlo. Tu hai dubbi su tutto: cosa puoi e cosa non puoi mangiare?

Avversioni e voglie, insieme al tuo istinto, ti danno già una sommaria indicazione, ma indipendentemente dalle nausee o dall’incremento di appetito, segui sempre queste 3 regole più 1:

1 evita cibi contaminati da germi perché un’infezione batterica può essere pericolosa per il tuo bambino
Sembra banale a dirsi ma nella realtà la minaccia è molto reale. Sospendi il consumo di carne cruda o poco cotta, pesce crudo (e il sushi lo è!), riso freddo, formaggi a pasta molle tipo il brie. Lo sapevi che è pericoloso anche il miele non pastorizzato? Sarà più ricco di principi attivi, ma dovete evitarlo durante la gestazione. Purtroppo la legislazione italiana per i mieli artigianali non permette distinzione. State bene attente a quale scegliete.

1.1 – evitare le uova crude perché possono portare batteri pericolosi (salmonella) per il tuo bambino.
Gelati casalinghi, tiramisù, maionese, creme e salsine varie possono tutti nascondere uova crude!

2evitare di mangiare le pietanze lasciate fuori del frigo o lasciate raffreddare oltre le due ore senza essere conservate correttamente perché rischiate un’intossicazione alimentare. Questa regola vale per la ristorazione collettiva come per l’ambiente domestico.
Se dovete mangiarle, riscaldatele bene alla temperatura adatta per uccidere i batteri (superiore ai 74° C) che si sviluppano lasciando gli alimenti a contatto con l’aria.
Creme e alimenti a base di creme devono essere evitati a meno che non siate certe della loro sicurezza e siano stati raffreddati a 4° C (cioè in frigorifero) entro 2-6 ore.

3evitare alimenti contaminati da sostanze potenzialmente o sicuramente tossiche. Un esempio è il pesce e soprattutto quello in scatola con alti livelli di mercurio.

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Come gestire l’emotività negli investimenti

Luca Moro

La finanza comportamentale, ossia quella scienza che studia le decisioni d’investimento dei risparmiatori in relazione ai suoi comportamenti, ci insegna che le decisioni degli investitori non sono in genere razionali (come vorrebbe la teoria economica classica), ma sono soprattutto emotive ed è proprio l’emotività che influisce spesso nelle scelte strategiche inerenti la finanza degli individui (come ad esempio la vendita di tutte le attività rischiose di portafoglio nei cosiddetti momenti di “panic selling” di mercato).

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Tre segreti per rapportarsi al complesso fenomeno delle emozioni

Maurizio GaniLa nostra quotidiana esistenza, che ci piaccia o meno, è caratterizzata da emozioni: anche quando sembra non accadere nulla, e le giornate si susseguono grigie, lente e prive di eccitanti sorprese siamo, in realtà, emozionati dalla noia. Siamo coinvolti sempre da esperienze emozionanti solo che, a volte, non ne siamo del tutto consapevoli.

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