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La “magia del silenzio”!

Autostima

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112Può sembrare un controsenso ma nella comunicazione ..il silenzio è importante. Ho sempre sostenuto che chi sa ascoltare ed interpretare il silenzio è una persona “rara”. Il silenzio ci aiuta a scoprire chi siamo ed a star bene con noi stessi.

“Tuffarsi” nel fragore del silenzio significa imparare a rilassarsi, a conoscersi, ad incontrare noi stessi, ad entrare in contatto con la nostra vera essenza.

Nella vita di tutti i giorni, siamo sempre più impegnati a “farci sentire” ma pochi sono quelli che ascoltano, che hanno la pazienza e l’educazione per poterlo fare. Ogni uomo si racconta le sue storie. Se le racconta per narcisismo, per egoismo, perché ne ha bisogno, o semplicemente per liberare “l’ingombro di se stesso”.

Nei miei seminari sono sovente sottolineare una frase di Hesse che ha detto che le parole sono una maschera perché raramente esprimono il loro vero significato ma tendono a velarlo. Molti, forse in troppi credono che comunicare sia parlare bene ma Comunicare e’ essenzialmente saper ascoltare, per poter dire la cosa giusta al momento giusto.

Nell’ Ebook Persuasione Strategica sottolineo più volte l’importanza dell’ascolto attivo per poi avere più strumenti persuasivi. Non a caso i più grandi Comunicatori del mondo fanno dell’ascolto, la loro arma vincente! Impara ad ascoltare perché se e non sai ascoltare non sarai mai ascoltato. Hai mai fatto caso al fatto che le persone che sanno ascoltarti ti ispirano fiducia e simpatia? Ti sei mai chiesto come mai? Il “ regalo” di un uomo che ti ascolta ha un valore solo quando nessuno ti ascolta più!

Imparare ad ascoltarsi significa imparare a volersi bene.
E’ soltanto parlando con noi stessi che possiamo davvero confessare le nostre paure più grandi, le perplessità, i timori, ma anche le gioie, le speranze.. i sogni. Ascoltandoci impariamo a raccontare a noi stessi ciò che vogliamo.. nel silenzio che addormenta angosce e paure.

E’ strano come saper parlare con serenità a noi stessi possa trasmetterci un senso di protezione, di amicizia, di complicità. Sono queste sensazioni che l’uomo cerca nei suoi simili per tutta la vita, perché fanno parte dei bisogni di ognuno. Erroneamente però li cerca, senza mai guardarsi dentro, senza essere attento, senza andare oltre per cogliere la vera essenza delle cose.

Sembra non rendersi conto che non solo i suoi simili, ma tutto ciò che è “vitale” può darci ciò che cerchiamo, ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Naturalmente per comprendere tutto ciò bisogna essere delle persone molto profonde, delle persone speciali, proprio come quelle che sanno ascoltare la “voce del silenzio”, tanto per intenderci.

E’ necessario possedere una forte intensità, che sono sicuro essere propria in ognuno di noi. Ma quanti purtroppo sono disposti ad esternarla, già..  ma quanti?
E tu.. che ne pensi?

A cura di Gianpaolo Pavone
(Formatore – Life Coach)
Autore di “Persuasione Strategica”

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

16 commenti

  1. Bel post Gian Paolo.
    A tal proposito mi è sovvenuta una metafora.
    Ho immaginato di paragonare la comunicazione al tennis.
    Chi parla sempre è come colui che batte continuamente la palla e non riceve mai.
    Quale giocatore potrebbe trovare piacere nel giocare con lui?

    Per ricevere ci vuole il coraggio di chi sa misurarsi con la pallina che arriva. Una pallina che potrebbe non riuscindere a prendere.

    Per stare in silenzio ci vuole il coraggio di chi lascia parlare gli altri pur non sapendo se sarà in grado di “gestire” ciò che questi diranno.

    Ciao

  2. Il silenzio talvolta risulta essere assai importante ed eloquente. Tuttavia in una realtà in cui va di moda urlare talvolta questo concetto passa in secondo piano…

    Complimenti per il tuo post Gianpaolo!

  3. Eccolo, puntuale ma anche raro, il nostro Gianpaolo Pavone con un’altro dei suoi splendidi doni per i frequentatori di questo Blog.

    Puntuale, perchè come la puntualità dei cicli vitali (sole, luna, stagioni) che tanto offrono anche lui sa che le sued considerazioni non cadono nel vuoto e fanno del bene.
    Raro, perchè le cose veramete buone si centellinno, si gustano a piccole dosi. Come il miele, uno degli alimenti più completi, ma da assumere a giuste e distanziate dosi.

    Grazie, Gianpaolo. Purtroppo, impedito da gravi problemi personali di essere a Roma il 20 settembre, sarò comunque lì con il cuore, dispiaciuto di non poter conoscere -per ora- splendide persone come te, Giancarlo, Fabio, Roland, Rocco, Valter, tutti quelli di Autostima e tanti, ma proprio tanti altri Autori capaci di arricchire chi legge i loro post, e che menzionare anche essi per nome renderebbe troppo lungo questo intervento.

    Grazie, ma davvero grazie a te e a tutti. Le Scritture menzionano due tipologie di persone: l’uomo “fisico”, che non si rende conto dei valori spirituali perchè li giudica stoltezza e superficialità, e l’uomo “spirituale”, nel cui animo e interiore l’uomo fisico non può leggere, perchè lui ha “la mente di Dio”(Prima lettera ai Corinti, secondo capitolo).

    Un saluto a tutti e un augurio di buona giornata. Giancarlo Randone

  4. Sì, è davvero un bel post,Gianpaolo. E’ proprio nell’essenza della comunicazione l’ascolto perchè altrimenti non esisterebbe il feedback. Ma saper ascoltare è un arte che va coltivata. Bisogna impararare ad apprezzare il silenzio, a gestire un proprio spazio personale dedicato alla riflessione e in questo modo si riesce a gestire il silenzio ed attivare l’ascolto di sè stessi e degli altri.
    Saluti e complimenti
    Barbara

  5. Ciao VIVIANA e grazie per il tuo graditissimo intervento.
    E’ proprio vero, il silenzio vale più di 1.000 parole. Anche se ci siamo sentiti una sola volta, abbiamo avuto modo di comprendere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda ..anche su questo. Saper ascoltare implica nei confronti dell’interlocutore educazione, rispetto, qualità e sensibilità d’animo, voglia di riscontrarsi, di confrontarsi, di dare, di crescere, oltre che generosità, apertura mentale, e predisposizione alle persone ed alla vita. In un mondo dove tutto corre, dove tutti parlano e non ascoltano queste sono doti rare.
    Anche se quando parli sei un uragano di entusiasmo sono tutte queste le cose che ho colto da subito nelle tue parole.
    La vita è quello che uno vuole!
    E’ quello che uno decide di essere, ed entrambi abbiamo deciso di essere delle persone speciali!
    Grazie e complimenti davvero.
    P.s.: Non mi hai ancora detto che grado di parentela hai con Cristina Parodi! 😉 .

    Per VALTER: Come al solito hai colto nel segno con l’esempio del tennis. (Del resto sono un ex istruttore). Comunicare è come fare degli scambi a tennis. Ci si deve SEMPRE passare la palla. Mai parlare troppo o troppo poco. Del resto chi “tiene troppo la palla” prima o poi finisce sempre per non essere più ascoltato!

    Per DOMENICO: Ciao e benvenuto! E’ vero ciò che dici, vedi? Anche parlando di silenzio ..ci siamo conosciuti. Naturalmente per me è un vero piacere.

    Per GIANCARLO: Finalmente! I tuoi commenti sempre puntuali ed attenti mi fanno sempre un GRANDE piacere. Sempre capace di cogliere l’essenza ed il significato profondo di ciò che dico. Mi piace molto il tuo modo di essere, di porti e di scrivere. Te lo ripropongo: a quando un libro insieme a 4 mani? Spero i tuoi problemi personali non siano irrisolvibili. Anche io non ci sarò (haimè causa lavoro, non sarò in Italia) il 20. Sono comunque sicuro che avremo modo di stringerci la mano comunque. Certe amicizie, certe condivisioni di stili di vita e di valori lo sai ..prescindono da tutto. E poi ..volere è potere no?

    Per BARBARA: Un saluto di benvenuto anche a te Barbara. Naturalmente sappiamo entrambi che saper ascoltare non è affatto una peculiarità dei maschietti. E’ giustissimo quel che dici, saper ascoltare è un arte che va coltivata ed è davvero tanto apprezzata dalle donne, che sono SEMPRE attente alle sfumature. Per voi mai nulla viene lasciato al caso. Ed è proprio grazie (anche) a questa mia affinità che posso dire di aver ricevuto davvero TANTISSIMO dal meraviglioso universo femminile! Chi sa quando gli uomini cominceranno a capirlo ..invece di “magnificare” sempre se stessi!Basta davvero poco per scorgere dalle tue parole le qualità che possiedi. Grazie e complimenti anche a te!

  6. Ciao Gianpaolo, come non approvare ciò che dici? Anche la religione cristiana e quelle orientale esaltano il silenzio come un Dono di Dio che ci permette di comunicare con la nostra vera essenza. Il dialogo interiore è fondamentale per conoscersi e per migliorarsi.

    Molto spesso partecipando alle discussioni, di qualsiasi genere, mi succede di verificare quanto le persone ci tengono a raccontare ciò che devono dire, fanno a gare a chi si parla sopra, con l’unica certezza di non aver dialagato e di non aver imparato nulla da quella discussione.

    Le persone più fastiose, almeno dal mio punto di vista, sono quelle, che quando stati parlando in un argomento in generale, si mettono in mezzo in prima persone dicendo “Io invece….”, in sostanza sono quelle persone che soffrono di manie di persecuzione, perchè sembrano che qualsiasi cosa venga detta sia riferita a loro.
    Spesso mi godo questi spettacoli in rigoroso silezio. 😉

    Grazie Gianpaolo di questo splendido articolo.

  7. Per MASSIMILIANO: Ciao Massimiliano, hai proprio ragione. Tutti urlano ..urlano ..e poi? Vedi politici, vedi i “programmi spazzatura” in tv, io mi diverto ogni tanto ad osservare quanto sono “convinti” e “grotteschi” . Comunque vanno sempre rispettati ..ad ognuno il suo stile! Ma mai farsi sopraffare! Sono davvero pochi quelli che ascoltano. Mi auguro tu sappia fare altrettanto al momento giusto. Un saluto.

    Per FRANCESCO: Ottimo commento Francesco. Mi trovi in perfetta sintonia con quanto dici. Credo infondo che chi non sappia ascoltare in realtà nascondi una serie di mancanze (insicurezza, mancanza di sapersi relazionare ecc). Ad ogni modo ciò che possiamo fare è sottolineare educatamente che ci vuole un po’ più di reciprocità ed invitarli ad ascoltare e ad essere un po’ più simili a se stessi con educazione, calma e serenità? Non serve nulla gridare, mettersi in mostra, attirare l’attenzione, fare di tutto per sembrare una persona interessante se poi la persona che appari non è più simile a te stesso ..non credi? Un saluto anche a te.

  8. Sono d’accordissimo con te Gianpaolo.

    Ti voglio raccontare un fatto. Una persona che mi capita di frequentare ha l’abitudine di sentirsi chiamata in prima persona ogni qual volta si parla in generale di qualsiasi argomento. Un giorno infastidito da questo suo comportamento, glielo feci presente con molta serenità ed educazione. Questa persona mi confermò quanto le feci presente, dicendo che si comportava così perchè lei pensa che quando una persona fa un determinato discorso sia un messaggio riferito a lei ed per questo che mette le mani avanti. Scherzosamente ( ma non tanto ) gli ho consigliato di andare da uno psicologo. Sinceramente gli farebbe bene 😉 tu pensi che abbia perso questa abitudine?

  9. Gianpaolo mi hai dedicato veramente bellissimi pensieri.
    Te ne sono grata!

    Riguardo Cristina invece devo deluderti, non abbiamo nessuna parentela, comunque trovo sia una bellissima donna!

    Buona giornata 🙂

  10. Per FRANCESCO:
    ti rimando la risposta per la seconda volta poiché la prima non la vedo ancora nel blog: Francesco ho amici Psicologi e Psicoterapeuti più egocentrici del tuo amico! Ciò premesso credo che la tua parte l’abbia fatta, anche se personalmente avrei evitato di essere brusco ma avrei sottolineato la mia convinzione nel fargli capire che certi “eccessi” non sono affatto ben visti da nessuno ed ai fini della comunicazione e dei rapporti interpersonali sono addirittura deleterei. In cuor suo credo che lo sappia, ma cambiare convinzioni, specie se riguardano se stessi, credimi non è mai facile! ..Conosco politici locali che si credono Napoleone! Ad ogni modo alla base di ogni rapporto interpersonale antepongo SEMPRE e comunque il rispetto.

  11. Si Gianpaolo sono d’accordo, ho evitato di essere brusco conoscendo la persona che ho davanti. Per essere preciso il tutto è nato tramite un dialogo con un amica psichiatra che a me ha fatto presente questa situazione ( che io già conoscevo ampiamente ). Cmq glielo detto scherzosamente dello psicologo proprio per l’amicizia comune con questa psichiatra. 😉 Lei si è fatta una risata, ma credo che anche lei sappia che gli faccia bene. Anche se io personalmente credo di più alla PNL 😉

  12. I silenzi sono fodamentali in molti settori.

    Chi non sa ascoltare, e tacere, non sa comunicare.

    Musica: senza pause, senza silenzi, la musica sarebbe molto diversa, decisamente meno piacevole e proporzionata.

    Comunicazione professionale:
    l’avvocato che deve svolgere un’arringa, farà bene a studiarsela ed a provarla….con le giuste pause, onde attirare la dovuta attenzione dei giudici

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