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Il Segreto di The Secret Day? La crisi non esiste!

Autostima

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GIACOMO BRUNOCiao ragazzi, sabato 6 Dicembre è stata una giornata molto intensa per me. Dopo la straordinaria conferenza “Ebook e Web 2.0” del giorno precedente, durante la Fiera del libro di Roma, Più Libri Più Liberi, ho dedicato una giornata alla mia formazione.

Ho partecipato, insieme ad altre 200 persone, a The Secret Day, una giornata di formazione organizzata da Giorgio Rosso di Macroedizioni (che ringrazio per l’invito), con Roy Martina, Maria Rita Parsi, Gianni Golfera, Owen Fitzpatrick e Claudio Belotti. Ne avevo già parlato nell’articolo “928 copie per La Nuova Legge di Attrazione“.

Come pensavo, si è trattato di una giornata davvero imperdibile.

Roy Martina e Giacomo Bruno
Roy Martina e Giacomo Bruno

Si è parlato di Legge di Attrazione applicata ad ogni ambito della vita: dalla memoria (Gianni Golfera) alla comunicazione con i bambini (Maria Rita Parsi), dalla salute (Roy Martina) alla libertà (Owen Fitzpatrick), al raggiungimento degli obiettivi (Claudio Belotti).

I relatori non hanno fatto finta di nulla riguardo alla cosiddetta “crisi economica” attualmente in corso.

La questione è semplice: la crisi non esiste. 🙂

La crisi è semplicemente una delle fasi del ciclo economico, che ogni volta si ripete e si alterna periodicamente a momenti di grande crescita. Chi sa un minimo di economia non è spaventato da questo.

Infatti il vero pericolo non è la crisi, ma è la “paura” della crisi. Quella sì che crea disastri e problemi economici. Se noi pensiamo alla crisi, se noi temiamo la crisi, la legge di attrazione è molto chiara: attireremo la crisi su di noi.

Sapete cosa stanno facendo le aziende per paura della crisi? Tagliano i costi. Diminuiscono la qualità dei prodotti. Investono di meno. Il risultato? Minor qualità  > Clienti insoddisfatti > Meno vendite > Meno profitto > Nuovo taglio dei costi (e il ciclo ricomincia) > Minor qualità  > Clienti insoddisfatti > Meno vendite > Zero profitto > CRISI TOTALE!

Nel libro La Nuova Legge di Attrazione la chiamiamo “profezia auto-avverantesi”.

Dunque il segreto è: vinci le tue paure. Affronta la vita. Scrivi i tuoi obiettivi. Trova nuove strategie. E datti da fare! Perchè è l’azione che fa la differenza tra perdenti e vincenti.

Buona attrazione!
Giacomo Bruno

PS: oggi avrei voluto rileggere il libro di Golfera, ma ce l’ho in ufficio. Eh, se gli Ebook fossero lo standard…

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

38 commenti

  1. Ciao Giacomo!

    Messaggio ricevuto, io comunque proseguo normalmente con il business plan senza farmi influenzare. Il bello di internet è che sei in contatto con tutto il mondo, e come dissero gli americani il business giusto è “Un piccolo pagamento, ma fatto da tante persone.”

    😉

  2. “vinci le tue paure. Affronta la vita. Scrivi i tuoi obiettivi. Trova nuove strategie. E datti da fare! Perchè è l’azione che fa la differenza tra perdenti e vincenti.” : mi hai rubato le parole.

    Un fine settimana a letto per febbre….che mi sono perso !!

    Complimenti, ancora Giacomo.

  3. Una delle prime massime che ho letto avvicinandomi alla PNL, e che mi è rimasta molto impressa, è : “Sia che tu pensi che puoi raggiungere un obbiettivo, sia che tu pensi che non puoi mai raggiungerlo, avrai ragione lo stesso”( forse non era esattamente cosi’ ma è questo il senso). Ed in effetti è vero: gli obbiettivi si realizzano sia con la mente che con le azioni.

  4. Cavoli Giacomo…
    sarà stato sicuramente un bell’evento…

    sono completamente d’accordo sul tuo/vostro modo di vedere la
    LOA…e lo sai perchè ne abbiamo anche parlato dal vivo 😉

    La profezia che si auto-avvera o auto-avverantesi…è uno dei
    capi saldi della psicologia post-ericksoniana…PNL e LOA inclusa 😉

  5. Sono pienamente d’ accordo .

    La crisi siamo noi a crearla con le nostre paure .

    Appena va male qualcosa come a volte capita in questo periodo si sente : vedi che c’ è crisi. Sbagliato.

    Pensate a quanto il vostro attegiamento positivo potrà rendervi visibili in questo momento verso un pubblico sfiduciato , … chi vi seguirà oggi non vi lascierà piu’ !
    Buone feste.

  6. Completamente d’accordo! Devo dire Giacomo che l’ho sempre pensata così, solo che quando parlavo di questo con altre persone non riuscivo a trovare bene le parole per dare la mia opinione… devo dire che sei riuscito a trovare le parole esatte per descrivere il momento economico e per dare uno scossone ai grandi imprenditori che lo stanno vivendo male.

  7. CRISI E….. DINTORNI

    Se per noi il termine crisi assume una valenza sostanzialmente negativa, dovremmo ricordarci che non sempre è stato così.
    L’etimologia del termine ne evidenzia il significato di momento di valutazione, positiva o negativa.
    Ed anche il termine critica, dalla stessa radice, riconduce ad una valutazione non necessariamente negativa, pensiamo a quando si parla di critica positiva ad un’opera.

    La crisi, infatti, dipende sopratutto dal modo di vedere le cose.
    Certo, le difficoltà ci sono, ma come dimostrano i grafici di borsa e del P.I.L., l’andamento dei mercati azionari e dell’economia nel lungo periodo è sempre al rialzo.

    La crisi è quindi una fase di difficoltà, più facilmente gestibile da parte di quelle imprese cha abbiano saputo prevederla, meno dalle altre.
    I problemi si presentano, quindi, sopratutto per quei lavoratori, che certo non sono responsabili delle decisioni aziendali.

    A costoro possiamo comunque comunicare un segnale positivo, invitandoli a considerare la realtà di quelle aziende che, sia pur in forma flessibile, sono disponibili ad offrire lavoro anche ai disocculati creati dalla crisi attuale.
    Per alcune imprese la crisi è stata infatti un’opportunità, a discapito di altre.

    Anche gli indicatori economici, comunque, indicherebbero che abbiamo toccato il probabile punto più basso della crisi, anche di quella economica, non solo di quella finanziaria, e quindi dovremmo presto scorgere la….luce alla fine del tunnel.

  8. Caro Giacomo,
    concordo in pieno… + uno ha paura della crisi e più la crisi si materializza nella sua vita.

    Io guardo avanti. Nel 2009 voglio realizzare almeno 15 tra i miei seminari e le conferenze in ogni parte d’Italia. Pubblicare entro i primi mesi del nuovo anno l’ebook di cui Tu conosci già il titolo e fare tantissime altre cose belle.

    Perché dare energia alla crisi, avendone paura? Rimboccatevi le maniche ed agite, ecco cosa deovete fare.

    Un abbraccione

  9. Crisi si – crisi no.
    Non pensate che forse dipende da quale punto di vista la si guarda?

    Difficile credere che un operaio cinquantenne che ha sempre lavorato come manovale in una ditta di prefabbricati in cemento armato, se si ritrova liquidato, riesca con il pensiero positivo a risolvere il suo dramma.

    Ok, mi direte che è anche colpa sua. Ma avete idea del livello culturale ed intellettivo che a volte hanno queste persone?

    Vi leggo da un bel po’ con curiosità ed interesse, ho acquistato qualche ebook, ma continuo ad avere la sensazione che o vivete fuori dal mondo, o volete vendere ottimismo a tutti i costi o di questo mondo avete interesse a vederne solo una piccola fetta.

    Perdonate la critica. La simpatia rimane immutata.

    Enrica

  10. Ciao Enrica, hai appena dimostrato quello che ho scritto nell’articolo.

    La colpa è proprio del dirigente della ditta di prefabbricati in cemento armato che, per paura della crisi, taglia i costi e licenzia un bravo e onesto manovale. E la crisi la crea davvero, per la sua azienda e per il manovale.

    Dunque speriamo di vendere un po’ di ottimismo proprio al dirigente. 😉

  11. Allora, la crisi c’è o non c’è?
    :-))))
    C’è chi parla della “non crisi” di chi è più o meno benestante e c’è chi, quando dice crisi, pensa ad altra tipologia di persone.
    Mi inchino comunque alle tue capacità, che guardo con vera ammirazione.
    Enrica

  12. Meno male che non guardo la TV. L’altro giorno l’ho ascoltata per sbaglio (al guardava la mia ragazza) e ho sentito solo una tiritera interminabile che faceva più o meno così :”Crisicrisicrisicrisicrisicrisicrisi”.

    Però poi ieri sono andato a san marino che era piena piena piena piena piena piena di gente che comprava cose alle volte inutili (vorrei proprio sapere che se ne fa la gente di un bastone da passeggio con un campanellino incorporato e portafiaschetta di vino) alle volte un po’ meno stupide. E lì la crisi non l’ho vista. La crisi la vediamo solo quando guardiamo la tv… o quando guardiamo le persone che guardano la televisione. La mia è una crociata contro la televisione? Si, lo è.

  13. Enrica, vorrei comunicarti anch’io una mia risposta.

    La crisi c’è, è nei numeri.
    Da sempre gli economisti si sono affannati a quantificare, tramite qualche parametro, le varie fasi economiche.
    Uno su tutti: il P.I.L, o prodotto interno lordo.

    Come dicevo sopra, molte persone, purtroppo, subiscono le decisioni imposte da altri.
    Ma alla fine ci sono sempre e comunque delle decisoni di qualcuno, dietro una serie di conseguenze sociali ed economiche. siano esse positive o negative, e non un destino cinico e baro.

    Se si parla di restrizione del credito, certo ci sarà qualcuno che tale restrizione ha deciso.
    Se il sistema del credito nel suo complesso ha deciso di investire, o meglio lasciar parcheggiata un’abbondante liquidità nei “meandri” degli impieghi presso la BCE, piuttosto che investirli nell’economia cosiddetta reale, ci sono sempre delle persone, che hanno assunto questa decisione.
    E così via nei vari ingranaggi e passaggi del sistema economico.
    Persino l’aspetto forse più deleterio di questa crisi, le assurde cartolarizzazioni del credito legate ai subprime, sono state decise da qualcuno.

    Diciamo che entrambe le visioni sono corrette: sia quella di chi vi legge una serie di compotamenti umani, sia quella di chi osserva che, ovviamente, sono molto di più le persone che non hanno partecipato a tali decisioni, ma le hanno subite.

    Nonostante questo, se le persone in generale fossero più ottimiste, certamente s’incrementerebbe, in misura significativa, anche la domanda di beni e servizi, questo costituirebbe un importante flusso finanziario per il sistema delle imprese e contribuirebbe a determinare, in misura rilevante, una vera e propria fase di ripartenza.

    Non è un caso che molte ripatenze economìche abbiano inizio con la domanda di beni e servizi, da parte di paesi, in cui non vivendosi il clima della crisi, appunto c’è una certa propensione agli acquisti.
    Come vedi, è certamente vero che qualcuno determina le crisi, anche con comportamenti talora costituenti illeciti penali, ma è altrettanto vero che le masse possono influire su molte situazioni e talora anche capovolgerle.

    Del resto, vale sempre l’antico detto: “vox populi, vox Dei”.

  14. Un aspetto va analizzato: quest’evento economico-finanziario di portata globale segna la fine di un ciclo, quello dell’industrializzazione e l’inizio di un nuovo ciclo quello dell’informazione.

    Chi cambierà le proprie credenze adattandole alla nuova era cavalcherà la crisi, chi continuerà a pensare alla vecchia maniera verrà cavalcato non solo dalla crisi, ma dalla vita.

    Quindi Maria Enrica, ecco la chiave per il successo per il manovale di cui parlavi qualche commento fa e per tutti.

    Noi viviamo nel successo se lo vogliamo, subiamo le circostanze se lo vogliamo. Il manovale di 50 anni non è autorizzato a piangersi addosso se lo licenziano, ma deve rimboccarsi le maniche e cercare delle soluzioni.

    Semplicemente perchè……. è cosi che funziona il mondo.

    Il colonnello Sanders ci ha lasciato un solido esempio col suo pollo fritto. 😉

  15. PER ENRICA E UN PO’ PER TUTTI :
    COME MAI SENTIAMO IN TELEVISIONE CHE PER IL PONTE DI IMMACOLATA CI SONO CODE SULLE AUTOSTRADE E UN TOT DI ITALIANI SONO ANDATI FUORI E PRINCIPALMENTE MONTAGNA ?
    VI DEVO FARE UN PO’ DI CONTI : QUANTO COSTA PER UNA FAMIGLIA UN WEEK-END ? PENSO CHE SIA SUPERFLUO.
    E ALLORA…. A PRESCINDERE DALL’OTTIMISMO… CHE NON SI VENDE…LA CRISI ESISTE O NON ESISTE ?

  16. Ciao , sono un pò confuso anch’io .
    Io nella mia attività offline e in alcuni settori di alcuni miei clienti vi confermo che la crisi si sente poichè tanta gente non paga di conseguenza mette in crisi i piccoli o i più deboli finanziariamente.
    Le Banche non danno così facilmente i prestiti nascondendosi anche dietro la crisi (vedremo i decreti anticrisi cosa ci porteranno)

    . Tante imprenditori sono vittime ma c’è anche chi per “moda” dice che ha la crisi e rimanda i pagamenti per guadagnarci qualche soldo di interesse .

    Naturalmente sono scelte aziendali e spesso vanno rispettate .

    La crisi c’è e dipende dai punti di vista come diceva Maria Enrica Reali. Ha ragione Giacomo sta proprio succedendo così in tanti tagliano i costi ma in realtà alcuni tagliano i costi sbagliati .

    Nella mia provincia sto vedendo tanti posti di lavoro saltare , stabilimenti che chiudono e altri in cassa integrazione.
    Certo che se si va da questi lavoratori a dire che non c’è crisi non so come la prenderanno.

    Giacomo è vero: “l’azione che fa la differenza tra perdenti e vincenti” .

    Chi si approfitta dei più deboli dicendo che c’è la crisi ed in realtà non la sente neppure potrebbe per la legge di attrazione portarsela dietro veramente???

    ciao
    Patrizio

  17. Giusto e completamente in accordo su “La crisi è semplicemente una delle fasi del ciclo economico, che ogni volta si ripete e si alterna periodicamente a momenti di grande crescita.”

    E’ vero anche quello che dici Patrizio, la crisi c’è ma ci sono sempre state in se guardiamo la storia, almeno ogni 100 anni c’è una ripetizione ciclica di situazioni d’emergenza..

    Poi, niente rimane stabile, tutto tende a cambiare ed è normale che dopo tanti cambiamenti importanti negli ultimi 5 anni o poco più che si manifestasse una crisi globale.. COmunque chi si occupa di formazione

  18. chi si occupa di formazione di certo contribuisce ad ammortizzare, aiutare e motivare chi è in difficoltà, per tanto diciamo che noi qui siamo una perla di speranza, anche se in piccolo, aiutiamo l’italia a riprendensi da questa situazione..

  19. CRISI ED INDICATORI ECONOMICI

    Questo dibattito sulla crisi evidenzia come su un tema così vario ed articolato vi siano, naturalmente, opinioni diverse.

    A tale riguardo, mi pare evidente che una stessa fase economica possa rappresentare qualcosa di diverso per varie tipologie di soggetti.
    Vi sono quelli che si nascondono dietro la crisi, magari per non pagare, vi sono quelli che sono effettivamente in crisi di liquidità, vi sono coloro per i quali la crisi proprio non esiste o meglio, per i quali non cambia nulla.

    Vorrei cercare, se possibile, di comunicare ora, invece, un dato assolutamente oggettivo, e senz’altro di buon auspicio.

    Non solo sono state studiate le differenti fasi dei cicli economici, ma anche taluni indicatori, che servono a capire, statisticamente, quando ci troviamo in prossimità dei punti di svolta.

    In tal senso, un indice particolarmente affidabile si è rivelato esser l’indice manifatturiero USA.
    Analizzato sin dagli anni ’70, ha dimostrato una significativa efficacia di cogliere sopratutto i minimi delle crisi.
    Questi minimi si sono raggiunti tutte le volte, in cui l’indice ha raggiunto, scendendo da livelli più elevati, quota 40.

    Ora siamo su quei livelli, e a questo dobbiamo aggiungere (prescindendo da valutazioni di opportunità politica, che sono soggettive) il catalizzatore, comunque rappresentato dalla politica neokeynesiana del nuovo presidente americano.

    Una certezza?
    Per essere oggettivi sino in fondo, questi ed altri elementi non possono garantire una certezza assoluta, ma sicuramente una consistente probabilità che il punto più basso della crisi sia già ale nostre spalle.

  20. Ciao Giacomo,

    ieri sono stato alla fiera è stato veramente bello,

    purtroppo il 5 non potevo proprio, spero di incontrarti la prossima volta.

  21. Nelle mie zone molte aziende stanno chiudendo oppure si affidano alla cassa integrazione perchè l’economia è vittima della mancata morale di chi detiene i grossi capitali. E’ troppo semplicistico riversare i problemi sulle persone comuni. Ad esempio se il mondo è inquinato si punta il dito verso la coscienza del cittadino accusandolo di essere il primo responsabile. Il concetto di motore a scoppio è però superato da 30 anni ma chi detiene il mercato petrolifero vuole sfruttarlo fino all’ultima goccia prima di passare a tecnologie più pulite ( sempre che siano remunerative )

    L’attuale economia ha urgente necessità di rifondare il mercato con regole e controlli precisi che preservino i diritti delle persone. Gli scandali Parmalat, Cirio, Enron e le ultime incoscienti speculazioni delle banche statunitensi devono servire come punto di partenza per “educare” i super-ricchi a un’economia sana. Altrimenti dalla crisi sarà difficile uscire…

  22. A proposito di crisi finanziaria, segnalo che in edicola è in vendita un libretto (Corriere della Sera e Azimut) utile e scorrevole:

    “IO NON CI CASCO PIU’ – I primi 4 passi per rialzarsi da questa crisi finanziaria” (Il Vademecum Blu del Risparmiatore (utilmente) arrabbiato)

    C’è anche l’omonimo sito.

  23. Ciao a tutti!
    E’ possibile- secondo voi- fare una scelta di convenienza?
    Se avete il dubbio se la cricìsi c’è o non c’è, quello che vi chiedo è:
    Cosa vi conviene più pensare?
    Se pensare che ci sia crisi vi fà ottimizzare le vostre spese, vi fà rivalutare il posto di lavoro che ancora avete…insomma vi fà star meglio, allora è bene che pensiate che la crisi c’è.

    Se pensate che la crisi in realtà non ci sia e questo vi fà stare tranquilli…anche in questo caso è bene che pensiate che la crisi non c’è.

    La frenetica vostra ricerca della verità sulla crisi ( c’è o non c’è ?) presuppone che avete bisogno di un parametro (che non avete) per sostenere una convinzione e consentirvi uno schieramento. Volete quantificare una cosa di cui non avete-ancora- un’unità di misura. Prendete allora l’unità di misura che, qualunque sia lo schieramento per cui opterete, sia da stimolo per le vostre risorse e non vi ostacoli producendo “stati di depressione”.

    Quindi, vi consiglio di decidere lo schieramento sulla base di ciò che-pensandolo- vi fà stare tranquilli ; così che, per effetto della legge di attrazione, riuscirete a trarre a voi quella tranquillità che consente di cogliere le opportunità presenti anche in questa fase della vita.
    E’ un modo per tenersi ” attivi” e coglierle, anzichè farvele scappare perchè accecati dalla vostra stessa idea.

    Io ho una teoria: La crisi vera non esiste perchè- quella citata- è il valore del denaro a determinarla. Io penso che se anche non esistesse il denaro la vita sulla terra continuerebbe perchè esistono le risorse primarie ( la vera unità di misura per determinare o meno una crisi ). Forte di questa teoria mi schiero sul concetto che la crisi non esiste…e tiro avanti.

  24. Si, Roland, peccato, però, che se le banche mettono in difficoltà l’industria, non concedendo e, peggio, revocando linee di credito, lo fanno sulla base non tanto della crisi, di cui a bbiamo sinora parlato, ma della recessione, termine più tecnico ed oggettivo, che indica ancora oggi due trimestri consecutivi di crescita negativa (o decrescita) del P.I.L.

    Io vedo che in giro ci sono molte imprese e molti imprenditori con una gran voglia di fare, ma se debbo essere sincero fino in fondo, in quest’ambito proprio non scorgo i banchieri, e senza liquidità proveniente dalle banche…
    o davvero tutti cambiano atteggiamento, e incrementano la domanda di beni e sevizi (ma con quali soldi, se le finanziarie non ne prestano ed il psoto di lavoro è a rischio?), oppure diciamocela tutta.

    Come dicevo qualche tempo fa, bisognerebbe obbligare gli istituti di credito, che vogliano utilizzare i fondi pubblici messi a disposizione, a prestare denaro alle imprese.

    Forse uno stimolo di egual natura proverrà dal piano americano di investimenti, ma se anche le banche collaborassero…….

  25. Giacomo , sono Lusingato.
    Le tue due semplici righe pronunciate hanno aumentato la mia convinzione sul fatto che io possa davvero essere bravo quanto dici.
    Ho avuto un picco verticale di autostima…il che non guasta mai.

    Anche in questo caso non sò se sia vero o no che io sia bravo, ma pensare di esserlo (e dover mantenere questa identità ) mi ha fatto subito prendere in mano un libro per alcuni aggiornamenti. E di sicuro questo contribuirà a migliorarmi.
    Che dire di più! Così funziona …e se funziona, perchè mai pensare altro.
    Grazie Giacomo! Grazie ancora.

  26. Ciao Gian Piero,
    Sono daccordo con ciò che dici, dato che tu i riferimenti che sostengono il concetto di crisi li hai riportati: “… della recessione, termine più tecnico ed oggettivo, che indica ancora oggi due trimestri consecutivi di crescita negativa (o decrescita) del P.I.L.”

    E dunque questo concetto di crisi, da te esposto, è sostenuto e misurabile con i criteri che metti alla base della tua constatazione.
    Niente di più ” vero” nel tuo caso. La crisi c’è !

    Prima io mi riferivo a coloro che -invece- non hanno ben chiaro su cosa si potrebbero basare per considerare o meno la crisi.

    c’è, ad esempio, chi valuta crisi si/ crisi no guardando i dati riferiti all’esodo ( non mi ricordo chi- sopra- ne ha accennato ) e anche questo và sicuramente bene…per lui, dato che lo porta ad una conclusione ( spero stimolante ).

    Io mi rivolgevo a coloro che chiedevano: ” ma allora stà crisi c’è o non c’è ?” .
    Questi sono alla ricerca di qualcosa/qualcuno che gli fornisca un’indirizzo con cui orientarsi per capirlo…e io gliene ho voluto dare uno che, nonostante la scelta, che poi avrebbero fatto, includesse uno stato d’animo utile a stimolare le loro risorse.

    Per dirla in breve ho voluto mostrare una via che li portasse a qualcosa di stimolante anzichè di deprimente. Tutto quì.

    Tu Gian Piero, oltre a parlare di crisi e ad averla constatata sulla base dei tuoi riferimenti fornisci anche possibili soluzioni. E questo, voglio dirtelo congratulandomi, è dimostarzione di capacità di attingere alle risorse che hai proprio nello stato di crisi.

    Dunque, tu consideri che ci sia crisi e non ti deprimi ma piuttosto pensi a cosa serva per “risanare”, lo dici quì: “Come dicevo qualche tempo fa, bisognerebbe obbligare gli istituti di credito, che vogliano utilizzare i fondi pubblici messi a disposizione, a prestare denaro alle imprese.”
    E diventi un’esempio da seguire.

    In fondo abbiamo bisogno di persone che tirino fuori opportunità, non statistiche con deprimenti ( e dunque autolesionistiche )constatazioni.

    Ad esempio, tu potresti risultare un’ottimo consulente per tutti quelli che non sanno come cavarsela, e di conseguenza strafogarti di lavoro proprio adesso che c’è la crisi. E come definiresti il tuo stato in una circostanza del genere? La vera crisi è carenza di opportunità e la crisi monetaria di opportunità ne crea moltissime…basta mantenersi sullo stato di lucidità che consente di partorire “creative iniziative”. E per questo è necessario che la gente non si deprima.

    Ciao Gian Piero. ti stimo e “invidio” il tuo scrivere perfetto.

  27. Grazie ancora una volta, Roland, delle tue belle parole.

    Ma forse sopravvaluti un po’ le mie capacità.
    Io però sono ottimista, in ogni caso, indipendentemente da come vogliamo definire la crisi.

    Anche per le imprese.
    Se i soldi arriveranno dalle banche, bene, altrimenti penso che anche le banche, tra un po’, si troveranno i cordoni della borsa annodati, visto anche un certo irrigidimento di Tremonti.
    In ogni caso, penso che un vento di ripresa stia partendo dall’america e, storicamente, quel vento ha sempre rappresentato una ripresa per tutte le economie occidentali, quindi……

  28. Anch’io stimo te, Roland, anche e sopratutto a fronte di certi miracoli che hai ottenuto con il tuo ottimismo e la tua perseveranza, unitamente ad una notevole abilità nell’uitilizzo di tecniche di PNL, Roland.
    Il riferimento è, ovviamente, innanzi tutto alla Libertà di Raimondo.

    Ancora un saluto ed un augurio per tutte le tue iniziative.

  29. ma dov’è questa crisi… ma cos’è questa crisi… dipende come la vediamo, da me per via della crisi… strada del brennero “ingolfata” 100km di coda dal rientro delle vacanze… questa è crisi ? 😀

  30. Sicuramente “l’ebook non risente della crisi” per quanto riguarda l’ascesa repentina dell’argomento e del settore, però è da valutare la questione che se non ci fosse stata crisi “forse andava anche meglio negli ebook”. No?

  31. Ancora una volta, viene riconfermato che molte situazioni dipendono dal contesto.
    Considerando, infatti, diversi tipi di esperienza, ecco che la crisi si manifesta o meno.

    Ci sono aziende in crisi, ma ci sono settori, appunto come quello degli ebook, che non ne hanno risentito o che, anzi, sono addirittura cresciuti, anche se senza crisi, forse, sarebbero cresciuti ancora di più.

    Ci sono, certo, i disoccupati, ma ci sono alberghi, ristoranti e mete turistiche, dove poco o nulla sembra cambiato.

    L’importante è sopratutto, ancora una volta, che con ogni probabilità presto ci sarà una ripartenza, anche per tutti quei settori che, in misura maggiore o minore, la crisi l’hanno avvertita.

  32. Quello che dici è molto giusto, ma molte aziende preferiscono tirare i remi in barca e, anche se molto valide, adeguarsi al punto di vista ed agli attegiamenti di aziende molto più grandi e fmose, nonchè a ciò che propinano i mass media ogni giorno.

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