Evento: Martin Brofman per la prima volta a Roma!

Voglio parlarvi del nuovo corso di sir Martin Brofman, che si terrà per la prima volta a Roma, dal 14 al 18 di aprile: il corso intensivo di primo livello del sistema di guarigione spirituale “Corpo Specchio”.
Io e Viviana abbiamo partecipato a un seminario di Brofman nel 2008, cinque giorni in cui questo guru dell’autoguarigione e dello sviluppo personale ci ha introdotto ai prodigi dell’energia psicofisica, dimostrandoci quanto potente può essere la nostra mente.
Da scettici quali eravamo (e vi assicuro che dubitavamo fortemente di questa disciplina), siamo diventati dei sostenitori convinti delle teorie e delle pratiche di Brofman, tanto che abbiamo deciso di sponsorizzare questo corso. Bruno Editore sponsor di Martin Brofman, per l’obiettivo comune del benessere e della crescita personale!

Il corso introduce in modo pratico al sistema di guarigione spirituale messo a punto da Brofman: il sistema ”Corpo Specchio”. Dal 1975, anno in cui si è autoguarito da un tumore terminale, Brofman si dedica con successo alla divulgazione del suo sistema per guarire sé stessi e gli altri.
Alla base di questa tecnica, c’è la convinzione che corpo e anima siano strettamente collegati, come recitano da secoli le filosofie orientali e, più recentemente, la psicologia occidentale.
Ogni patologia è dunque frutto di uno squilibrio energetico e, come tale, può essere guarita intervenendo sulla sua causa.
Il metodo “Corpo Specchio” ci insegna a riequilibrare questo flusso energetico, interpretando i sintomi della malattia come segnali che provengono dalla nostra psiche. Il nostro corpo è lo specchio della nostra vita. Comprendendo le cause delle nostre patologie, possiamo comprendere cosa nascondiamo a noi stessi e, intervenendo per ristabilire l’armonia, riuscire a trasformare la nostra vita.
L’uomo è fatto per vivere in uno stato naturale di salute e benessere, quando ciò non avviene c’è qualcosa nella nostra vita che non funziona. Brofman ci fornisce gli strumenti per intervenire efficacemente.
In conclusione, vi raccomandiamo il corso di Martin Brofman come un’esperienza illuminante ed emozionante, che spalancherà nuovi orizzonti alla vostra consapevolezza.
Il corso si terrà ad Ardea (Rm) nell’agriturismo Corte in Fiore. Per ulteriori informazioni, contattate Mauro Cristofanelli e Catenacci Cristina tel: 06/8551384 cell: 338/1503265 e-mail: primopianoroma@libero.it
Buona energia a tutti!
A cura di Giacomo Bruno & Viviana Grunert
Presidente e Direttore Generale di Bruno Editore
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Dal primo evento, nel 2.008, di acqua ne è passata sotto i ponti.
Nonostante ciò, pare quindi riconfermata la valenza di quanto riconducibile agli studi ed all’esperienza di Brofman.
In tal senso, ho avuto modo, in questo intervallo di tempo, di trovare ulteriori conferme anche al mio post di allora, che quindi richiamo di seguito.
Da sempre si sono susseguite, nel corso dei secoli, concezioni diverse dell’uomo, dei suoi mali e, quindi, delle genesi delle malattie e delle possibili terapie.
L’interessante corso evidenzia alcune delle fondamentali concezioni, che da sempre, praticamente, hanno caratterizzato la cultura orientale e che, solo in parte, sono poi state recepite anche in quella occidentale.
Per la maggior parte delle filosofie e religioni orientali, l’uomo è, al tempo stesso, microcosmo e macrocosmo, e la medicina non può essere concepita come una disciplina autonoma.
Prevale, quindi, una concezione olistica, per cui si deve guardare all’essere umano nella sua totalità, ed anche le cosiddette patologie o malattie non sono che un segno della particolare situazione umana, che si esprime come disequilibrio energetico.
Pensiamo, ad esempio, alla medicina cinese, dove anche ufficialmente vengono richiamati i principi di yin e yang, le essenze energetiche maschile e femminile che si devono trovare in equilibrio, pena la patologia come espressione di mancato equilibrio.
Il concetto di nodo, peraltro, in oriente, non è inteso come nella cultura occidentale, cioè solo quale disturbo psicosomatico, di origine psicologica, con influenze dirette sul soma, sul corpo, ma quale vero e proprio disequilibrio energetico, o situazione esistenziale inerente al karma.
In tal senso, ad esempio, le teorie che credono nella reincarnazione fanno addirittura discendere da vite precedenti all’attuale nodi, definiti karmici, e l’attuale vita non sarebbe altro che un’occasione in più, che ci viene offerta, per riparare a qualche comportamento scorretto, tenuto in precedenti esistenze, al fine di avanzare verso la perfezione.
Ma l’implicazione di tali discipline non è da interpretare solo in senso energetico generico.
Soprattutto i chakra sono intesi quale centri di passaggio tra il fisico ed il metafisico, in tal modo coinvolgendo anche la concezione paranormale dell’essere umano, del resto già evidente quando pensiamo alla reincarnazione.
Di tali discipline, evidentemente, la medicina occidentale ha assimilato poco, più che altro riconducibile al concetto di disturbo psicosomatico.
Da questo punto di vista, si evidenzia certo come anche la psiche possa influire il soma, il corpo, ma più che altro nell’ambito di una concezione psicologica, cui ha attinto molto, tra le altre, la psicanalisi, evidenziando l’esigenza di far emergere esperienze negative rimosse.
Appunto, una concezione di evidente impronta psicologica.
Quando si parla di riequilibrio, quindi, possono distinguersi almeno due fondamentali correnti di pensiero, come vediamo.
Quella psicologica, che concepisce l’elemento energia soprattutto in termini di pensiero, o psicologia, e quella metapsicologica, dove l’energia è essa stessa elemento fisico, ma, al tempo stesso, anche paranormale.
Quale la verità?
Molti studi sono stati condotti su tali teorie, ad esempio anche nell’ambito dell’ipnosi regressiva, a dire della quale si dovrebbe portare il paziente non solo a rivivere precedenti esperienze della sua vita attuale ma, per alcune scuole di pensiero, anche di vite precedenti.
Probabilmente, c’è un po’ di vero in talune di queste discipline.
Alla luce dei più recenti studi medici, condotti con protocolli scientifici, possiamo certo affermare che, in molti casi, l’eziopatologia è riconducibile a diversi fattori che, quali concause, agiscono nel singolo caso, senza escludere, però, situazioni in cui alcune sono prevalenti o esclusive.
In tal senso, non si può neppure escludere una genesi psicopatologica in alcune patologie tumorali, ma da questo punto di vista parrebbe emergere soprattutto una causa materiale.
Il tumore, nella sua genesi, è sostanzialmente un fenomeno di ossidazione delle cellule, che degenera poi in vera e propria patologia, quando interferisce con il codice genetico.
Quest’ultimo, come un programma di computer attaccato da un virus, modifica i propri “ordini” genetici, imponendo alla cellula di replicarsi un numero infinito di volte.
Senza, quindi, escludere a priori l’apporto di qualsivoglia disciplina e scuola di pensiero, anche in considerazione della multigenesi di diverse patologie, non si possono sottacere i rilevanti risultati che alcuni tipi di trattamento hanno avuto, ad esempio di tipo energetico tradizionale.
In tal senso si è scoperta, ormai da tempo, non solo l’interferenza energetica (nel senso fisico del termine) tra alimenti e organismo umano, da cui l’influenza su diverse patologie, ma anche che taluni tipi di energia molto comuni, come il calore, possono avere benefici effetti.
Sempre in riferimento ai tumori, infatti, parrebbe che il calore possa far degenerare e morire le cellule tumorali, di qualsiasi tipo, senza però intaccare minimamente struttura e funzionalità di quelle sane.
E’ nata e si è sviluppata anche una cattedra, a livello europeo, di ipertermia, che ha proprio in alcuni esponenti italiani i suoi punti di riferimento per antonomasia.
Devo dire che, pur con qualche scetticismo iniziale, ebbi occasione di indicare possibilità in questo senso a familiari di diverse persone, affette da tale patologia ormai in stadio terminale e il risultato fu sorprendente, pur in situazioni, in cui tradizionali tipologie d’approccio non davano praticamente più alcuna speranza.
Per ovvi motivi, eviterò di indicare qui specifici centri, e chi desiderasse potrà fare una ricerca su internet alla voce “ipertermia”.
In altri casi, in effetti, posso anche dire che talune situazioni di grave patologia, anche tumorale, furono affrontate e risolte con sedute di ipnosi regressiva, che secondo l’operatore avrebbero riportato il paziente ad una situazione di riequilibrio, riportandolo ad una vita precedente, in cui si era generato il “nodo”.
Che dire?
A mio modesto avviso, ancora poco si è scoperto della totalità dell’essere umano e, forse, qualcosa era già noto, ma è stato seppellito da altri tipi di cultura.
Non si può, a mio avviso, escludere nulla a priori, ed anche grazie a questo atteggiamento di apertura, persone, cui la medicina più tradizionale non dava molta speranza, hanno avuto salva la vita.
In tal senso si è sviluppata anche una disciplina denominata radionica, che ha conosciuto applicazioni sia in ambito medico, sia di altro tipo.
La radionica è un vero e proprio ramo della medicina, anche se non ufficialmente riconosciuta, almeno in Italia, che si fonda ed applica, forse, più di qualsiasi altro, i concetti, fatti propri anche da altre discipline.
In radionica, si esegue, anche a distanza, un’analisi energetica e vibrazionale del soggetto (non è neppure necessaria la sua presenza, potendo bastare un “testimone”, come una goccia di sangue o una fotografia.).
Peraltro, colgo l’occasione per indicare che la radionica non si occupa solo dell’essere umano, ma anche delle piante e degli ambienti.
Per fare un esempio, secondo talune teorie sembrerebbe che anche gli ambienti abbiano una loro specifica vibrazione energetica, talora in disequilibrio.
Riportando il giusto equilibrio energetico in questi ultimi, è stato statisticamente dimostrato che migliorano molti aspetti, ad esempio nell’applicazione a certe scuole:
diminuzione del bullismo, miglior rapporto allievi-docenti, miglior resa nello studio, ecc..
Desidero anche sgombrare il campo da eventuali equivoci, ricordando che la radionica è iniziata, come disciplina, e si è successivamente sviluppata, sopratutto tramite gli studi di medici, e non di seguaci di religioni o altre discipline.
I primi studi in materia evidenziarono questo.
Un paziente affetto da tumore presenta certe reazioni magnetiche, se orientato verso un determinato punto cardinale, se non erro l’Ovest, che il sano non ha.
Non solo.
Portando parte del tessuto tumorale, estratto durante un’operazione, in prossimità della fronte di un soggetto pienamente sano, anche questo presenterà reazioni analoghe, a dimostrazione dell’influenza energetica del tessuto anche sul sano.
Sono anche stati elaborati strumenti per diagnosi a distanza.
Certo, al di là dei presupposti teorici, la radionica non è disciplina di facile applicazione, nè sotto il profilo diagnostico, nè sotto quello terapeutico, ed occorre essere non solo medici espertissimi nella fisiologia umana, ma anche specializzati in materia, se si vogliono ottenere risultati veramente validi.
Però, chi lo desidera potrebbe contattare la società italiana di radionica, che se non ricorso male è presieduta da una donna (basta cercare su internet), che dovrebbe, ancora una volta, essere un medico, e farsi indicare chi, nella propria zona, è specializzato in materia.