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Come capire se i tuoi prodotti sono adatti alla vendita online

Aziende

2685

268I tuoi prodotti sono adatti alla vendita tramite un sito web?

Sembra che di fronte a questa domanda ci siano tre atteggiamenti:

– chi trova sempre e comunque un limite del proprio prodotto che non ne rende possibile la vendita attraverso un ecommerce: è deperibile, non è esportabile, è troppo voluminoso ecc.

– Chi non si pone il problema, innamorato dell’idea di aprire un ecommerce e di sviluppare orizzonti di business non possibili nel commercio fisico. E non si ferma a valutare se “il prodotto c’è”.

– Chi analizza a valle il mercato, con le tipicità del pubblico online, e a monte il proprio prodotto, e sceglie come interpretare il proprio output per renderlo veicolabile tramite un ecommerce.

Inutile dire che questa terza posizione pone le basi più solide per la crescita e il successo di un negozio online.

Se la tua idea è avviare un ecommerce, dovresti tener conto di poche variabili prevedibili; per tutto il resto vale la pena provare ed essere creativi. Ecco i punti di cui dovrai tener conto:

– il livello di competizione sullo stesso prodotto: quanti altri venditori dello stesso bene/servizio esistono? Sei proprio sicuro di voler avviare un negozio online di PC o chiavette USB?

– Il rapporto peso/volume: il tuo prodotto occupa tanto spazio e costa molto poco? Pensaci bene, poche persone sono disposte a spendere trenta euro di prodotto e trenta euro di spedizione. Cerca soluzioni all’imballaggio e all’assemblaggio: vendere kit smontati è spesso la strada vincente. Reinterpreta. Vendi il divertimento dell’installazione, non il prodotto finito.

– Vuoi aprire un tuo negozio brandizzato, vuoi lanciare il tuo sito, sei disposto a faticare per indicizzare il tuo catalogo sui motori di ricerca? Ti consiglio di dare prima un’occhiata ai grandi negozi online (eBay, Amazon ecc.) e verificare se i tuoi prodotti non abbiano più mercato qui.

Ecco, se parti da queste semplici domande e cerchi di reinterpretare il tuo prodotto o il tuo marchio, allora potrai crearti quell’ “oceano blu” (o quella nicchia) in cui il tuo prodotto potrà emergere, sostenere la competizione e reggere alla prova dei fatti una vendita via internet.

A cura di Enrico Ratto
Autore di L’ABC dell’Ecommerce

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

5 commenti

  1. Articolo molto interessante.

    Ricordo la necessità di formulare la propria business idea anche attraverso la redazione di un piano marketing essenziale per tracciare un percorso da seguire nel corso dei mesi.

  2. Ciao Enrico,
    Grazie per l’articolo.

    Le tue parole sono importanti, molti venditori tendono a sottovalutare gli aspetti che hai sottolineato. Come al solito una corretta pianificazione del business è importante.

  3. Grazie Enrico per l’articolo. Penso che il terzo punto “vuoi aprire un negozio brandizzato online…” in realtà sia il primo punto. Credo sia essenziale capire prima di tutto se veramente l’e-commerce è il tipo di canale che si è interessati e disposti a utilizzare. Proprio per l’impegno che richiede. E per capirlo è utile analizzare tutti gli aspetti che tu hai analizzato oltre ad avere chiaro se si tratterebbe dell’unico canale o se questo andrebbe ad affiancare una già esistente attività di commercio tradizionale. Per esempio se l’e-commerce viene considerato per allargare il proprio mercato all’estero e in aree non raggiungibili in altro modo.
    Credo che una volta capito perché si vorrebbe entrare nell’e-commerce sia utile fare un’analisi di reality check per definire la fattibilità del progetto.
    Se poi si decide di partire, un bel lavoro di Personal Branding sarebbe di grande supporto. Che dici?

    Grazie ancora.
    Carla

  4. Ciao, articolo davvero interessante!
    Una delle nostre aree di business è, appunto, lo sviluppo di business plan, e ci ha stupito osservare che il costi relativi al regime fiscale per un negozio virtuale sono simili a quelli di un negozio reale, ovviamente con diversi vantaggi evidenti: minori stock quando non zero, reattività immediata al mercato, canale diretto ecc.

    saluti

    SF

  5. Grazie per i bei commenti, utili, scrivere in questo blog è sempre interessante.

    Carla, quando dici “Credo sia essenziale capire prima di tutto se veramente l’e-commerce è il tipo di canale che si è interessati e disposti a utilizzare.” credo che tu abbia centrato uno degli aspetti fondamentali. Vendere on line è bello, ma non è obbligatorio, così come nulla è obbligatorio nel business. Ci sono delle strade: se hai gli strumenti per percorrerle, molto bene, altrimenti scegliere un’altra strada fa parte della libertà dell’imprenditore.

    Molti pensano che internet sia uno step in più rispetto al presente: vendevo tramite il canale A (es: agenti di zona), poi tramite il canale B (es: negozi fisici), ora provo l’ecommerce. Innovare è doveroso, certo, ma occorre capire se il prodotto è interpretato nel modo corretto per il web, non è uno step automatico.

    Sì, un lavoro di Personal Branding, inoltre, è fondamentale. Molti imprenditori ragionano in termini di brand aziendale, ma su internet è difficile “firmare” qualcosa col nome dell’azienda, è ovvio che la reputazione personale acquisisce un nuovo valore (gli spot potevi farli col capannone o col Pres. Giovanni Rossi, potevi scegliere: ho come l’impressione che sul web sia sempre e solo Giovanni Rossi che parla).

    Sabrina, infine: il business plan è fondmentale come in tutte le attività business. Mi farebbe piacere conoscere da voi, che lavorate proprio in questo settore, come siete passati da business plan piuttosto statici (si potevano permettere orizzonti temporali medio-lunghi) come quelli per business classici, a business plan più flessibili come quelli necessari ad un progetto web…

    Grazie per commenti!

    Enrico

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