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Come affrontare il discorso Cina

Aziende

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Marco GermaniLa Cina è uno di quei soggetti sui quali è difficile restare completamente indifferenti. Ognuno di noi ha una sua opinione in merito, positiva o negativa che sia. Prova a chiedere ad un tuo amico, collega o conoscente
cosa ne pensa della Cina e dei Cinesi e, con molta probabilità, lo vedrai partire in un’espressione passionale delle proprie opinioni in merito.

E’ molto improbabile che qualcuno ti risponda: “Non saprei, non so nulla su questo argomento e non mi interessa”. La mia personale esperienza, mi suggerisce che le persone si possono catalogare solitamente in tre distinte categorie, a riguardo della loro opinione sulla Cina:

1) Coloro che si soffermano sull’aspetto sociale/politico: di solito esprimendo sdegno e indignazione per qualche soggetto specifico, che può essere l’inquinamento, la povertà degli operai cinesi, la questione del
Tibet, il regime comunista o quant’altro.

2) Coloro che vedono la Cina come una minaccia per l’Italia e per l’Occidente intero, soffermandosi sulla perdita dei posti di lavoro in Europa a causa della mano d’opera Cinese a basso costo, dei prodotti di scarsa qualità che entrano nelle nostre case e mettono in pericolo la nostra salute, della concorrenza sleale che le imprese Cinesi operano sui mercati internazionali e così via.

3) Coloro che vedono la Cina come una grande opportunità di business, per loro stessi e per l’Occidente in generale, soffermandosi sulla crescita strepitosa del paese negli ultimi anni e sulle innumerevoli possibilità di fare affari in Cina con profitto.

A mio giudizio, tutte e tre queste visioni presentano dei punti di verità ma, da sole, non inquadrano in pieno il fenomeno Cina.

Non si può negare né che in Cina ci siano attualmente dei gravi squilibri politici e sociali, specie in alcune questioni specifiche come quelle citate, né che la società occidentale abbia subito delle ripercussioni notevoli, da un punto di vista di perdita di posti di lavoro, a causa della mano d’opera cinese a basso costo, ma allo stesso tempo, ignorare l’opportunità di business che la Cina offre, a causa dei due punti precedenti, sarebbe un grave errore.

Un proverbio cinese recita: “quando c’è molto vento, alcuni cercano un riparo, altri costruiscono mulini” e secondo me proprio con la filosofia di coloro che cercano di sfruttare le condizioni esterne, qualunque esse siano, a loro vantaggio, va affrontato il discorso Cina.

A cura di Marco Germani
Autore di Business con la Cina e I Meccanismi della Persuasione

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

6 commenti

  1. CINA:
    argomento poliedrico e delicato.
    Comunista, nel nome, il regime politico, capitalistico il sistema economico.

    Non stupisce, se si considera la base di questo sistema, cioè una sorta di rapporto sinallagmatico, di scambio, tra mantenimento di un regime politico autarchico ed un nuovo assetto economico.
    Il tutto in gran parte ancora egemonizzato da un partito che pare più fascista, nei fatti, che comunista, come poteva essere invece il vecchio pc cinese, quello che ebbe nel maosimo un elemento essenziale di riferimento, in una certa fase.

    Entrambi partiti dittatoriali, ma il vecchio pc cinese non consentiva un sistema di stampo capitalista.

    Fare affari con la Cina?
    Dipende dalla scala gararchica dei propri valori, in pimis politici, ovviamente.

    Se si mettono al primo posto i valori di uno stato di diritto, no, evidentemente, anche perchè si dovrebbero accettare come controparti soggetti che, a loro volta, accettano di fare business, in un sistema che certo non è uno stato di diritto.
    Diversamente, prevale il valore compromissorio, nell’ottica di una sorta di real politik, come potremmo denifirla, accettata da molti, ma non da tutti.

  2. Discorso lungo…….. La Cina è un mercato immenso ed eccezzionale. Anche se sarebbe stupendo se avvenisse una svolta democratica soprattutto dalle nuove generazioni…. Ma la vedo lunga, i giovani cinesi orgogliosi di un partito centrale capace di portare benessere sono ancora lungi da una democrazia vera e propria….

    Ci vorrà qualche altro decennio….

  3. Ciao marco
    secondo me l’ebook che hai fatto sull’argomento di fare business in cina è davvero utile.Il grande imprenditore non può ignorare questo mercato che dà delle opportunità incredibili

  4. Gran bella introduzione all e-book

    il tuo sorriso e contagioso !

    personalmente conosco solo persone che reputano la Cina come qualcosa di negativo ed io non vorrei essere fra quelle

    passionalmente

    claudio : )

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