Come le banche valutano le richieste di finanziamento

Con la fase istruttoria gli Istituti di Credito adottano alcuni criteri che aiutano a stabilire la finanziabilità o meno del potenziale cliente, nonché la valutazione del rischio dell’operazione di prestito, anche se occorre in ogni caso precisare che i singoli criteri non vengono valutati uniformemente dagli istituti di credito.
Questi criteri possono essere così riassunti:
– Politica di rischio;
– Livello di reddito;
– Affidabilità creditizia.
Cos’è la politica di rischio? Ogni Istituto di Credito applica una propria politica di rischio nella valutazione delle richieste, basandosi sui dati statistici (cosiddetto credit scoring).
Attraverso questa procedura si associa un valore alla storia personale e creditizia del cliente che chiede il finanziamento; alle informazioni così ottenute viene assegnato un punteggio, il cui valore finale dà appunto il credit scoring, che esprime l’affidabilità stimata del richiedente il finanziamento.
E’ del tutto evidente che tali dati costituiscono lo strumento che consente all’Istituto di Credito di mantenere le insolvenze al di sotto di un determinato livello.
Pertanto, nel caso in cui per la prima volta ci si rivolge a una banca o una finanziaria è consigliabile integrare la propria documentazione finanziaria con quella di un garante (meglio se scelto tra i propri familiari), anche se quest’ultimo ha già in corso altri prestiti, purchè siano stati onorati regolarmente.
Solo così si potrà essere quasi certi dell’approvazione della propria richiesta di finanziamento.
Gli altri due criteri che le banche o le finanziare autorizzate ad erogare il credito valutano in sede di istruttoria sono: il livello di reddito e l’affidabilità creditizia: ma vediamo in particolare a cosa essi corrispondono.
Cos’è il livello di reddito? L’accettazione delle richieste di prestito personale è normalmente subordinata anche alla valutazione del livello di reddito del richiedente e al rapporto tra quest’ultimo e l’eventuale rata di rimborso, cosiddetto rapporto rata/reddito.
Cos’è l’affidabilità creditizia? Infine, grande importanza riveste l’affidabilità creditizia del richiedente. Gli Istituti di Credito valutano il livello di rischio connesso a ciascuna richiesta anche sulla base dei rapporti di credito forniti dalle Centrali Rischi (Crif, CTC ecc.).
Se la storia creditizia del richiedente presenta ritardi nei rimborsi di precedenti finanziamenti, oppure insoluti, pignoramenti, protesti, allora la probabilità che la richiesta venga accettata è praticamente nulla.
A cura di Roberto Borzellino
Autore di Dal prestito personale alle carte di credito
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L’analisi quali-quantitativa, in uso presso le banche ai fini delle istruttorie di pratiche di finanziamento, spesso si fonda sull’assegnazione di un rating, che secondo le impostazioni di Basilea 2 impone alla banca certi accantonamenti in funzione del rating stesso.
In realtà, però, si deve riconoscere che non esiste un unico sistema di rating, in quanto ogni istituto di credito può implementarne uno personale, diverso da quelllo applicato da altre banche.
Talora lo stesso rating già è comprensivo di quanto risulta dall’analisi della centrale rischi, anche se tali modelli di valutazione sono più rari, in Italia.
Sicuramente, comunque, eventuali sconfinamenti e tensioni finanziarie, evidenziati dalla centrale rischi o da elementi di natura legale, quali l’iscrizione di ipoteche legali o pignoramenti giudiziari, spesso precludono il buon esito della pratica.
Quanto al garante, trattandosi di un coobbligato, sotto il profilo legale, conta anche la sua solidità economico-finanziaria, come risulta dal complesso della sua situazione, con riferimento al fatto che questo non presenti tensioni finanziarie, nella gestione delle linee di credito eventualmente accese dal medesimo, ma non solo.
Oggi, però, le banche non danno un peso eccessivo a questo tipo di garanzia, di tipo fidejussorio, essendo di natura personale, da un punto di vista legale.
E questo implica, ad esempio, che nulla impedisca al garante, in pendenza di contratto, di vendere i propri immobili, o non avere più la liquidità finanziaria iniziale.
La banca non potrebbe farci niente, non trattandosi di garanzia di tipo reale.
Sopratutto per questo motivo, tradizionalmente gli istituti di credito preferiscono garanzie di natura reale, tra cui le ipoteche immobiliari, ma ora, nell’attuale fase economica, c’è una preferenza per il pegno titoli.