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Febbraio, il mese delle scelte…

Apprendimento

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A fine febbraio dovrà essere completata la domanda di preiscrizione alle scuole superiori. Si tratta di un appuntamento importante che coinvolge la vita della famiglia dello studente chiamato a questo passo fondamentale nella via della sua crescita. La scelta di una strada piuttosto che di un’altra condiziona la sua carriera futura, il lavoro che svolgerà per tutta la vita, la sua possibilità o meno di riuscita e di realizzazione nel mondo.

Come fare per operare delle scelte consapevoli? Innanzi tutto, bisogna studiare con impegno fino dai primi anni, in modo che i talenti possano emergere e le inclinazioni diventare evidenti. Bisogna poi avere un occhio per lo stile di apprendimento, che ci può dire molto non solo sulla personalità e sulle esigenze dello studente, ma soprattutto su quale gruppo di materie di studio sarà più opportuno impostare il discorso formativo.

Una più ampia spiegazione la potrete trovare nel mio e-book “Promossi”, per cui non sto a dilungarmi qui su un argomento molto vasto ed interessante.
Sia come insegnante che come genitore desidero sottolineare l’importanza di questa scelta che i nostri ragazzi sono tenuti ad effettuare in questi giorni; non vanno lasciati soli ma nemmeno spinti eccessivamente verso la direzioni maggiormente gradita dai genitori; da questo passo dipende il loro futuro.

Anche la scelta della facoltà universitaria si gioca tutta qui: se ci si iscrive al liceo classico piuttosto che allo scientifico, ad un istituto commerciale o industriale, gli studenti saranno esposti ad un certo tipo di preparazione piuttosto che ad un altro.
In questo anno d’incertezza normativa, inoltre, tutto sembra più complicato e vago. Comunque, ricordatevi che una solida preparazione e la buona volontà possono aprire tutte le porte. Meglio essere nell’imbarazzo dei più bravi che vedono schiudersi tutte le possibilità, piuttosto che essere costretti ad imboccare una certa via, magari controvoglia, per mancanza di preparazione.

A Cura di Anna Boggero Prin,
Autrice di “Promossi”

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

8 commenti

  1. Ciao Anna,
    Scegliere la giusta scuola è importante ma… secondo la mia personale opinione, si dovrebbe soprattutto insegnare ai giovani come “Lavorare sul web”. Internet è futuro, internet è un mercato.

    Da parte mia sto facendo tutto ciò che è il mio potere per insegnarlo ai ragazzi, durante i miei coach. Altro che programmi TV mediocri quali “Okkupati”…

    Conosco un sacco di studenti (diplomati e non) che non lavorano oppure in balia del tempo di oggi. Internet è telelavoro per tutti…

  2. Ciao Massimo,
    naturalmente dalle scelte non è esclusa la carriera informatica! Penso comunque che le cose stiano cambiando, perché l’informatica è materia di studio dalle scuole medie. Con i miei studenti io comunico tutte le settimane attraverso liste di distribuzione, in allegato alle quali invio esercizi aggiuntivi, suggerimenti, il calendario del mese a venire, i link ai siti d’interesse… e ti assicuro che funziona, sia come motivazione che come qualità del lavoro. Inoltre, quellli che ancora non sono capaci imparano in modo naturale a districarsi con la posta elettronica e gli allegati. I lavori che preparano a casa me li spediscono in allegato o mi danno la chiavetta (che usano già nelle ore d’informatica), così si risparmia carta (che rimane invece per i pochi che non hanno a casa il collegamento internet) e si risparmia toner della fotocopiatrice… anche ecologico, non ti pare?
    Anna

  3. La giusta scelta è importante e spesso si va un pò per tentativi analizzando le eventuali aspirazioni di chi deve scegliere ( spesso l’adolescente non sa cosa scegliere, ma segue il gruppo). Solo più in là nel tempo, con una vera maturazione si può valutare se l’orientamento preso è stato corretto ed adeguato.

    Io credo che la maturazione interiore che possa focalizzare meglio un percorso sia diversa da persona a persona e avvenga in tempi diversi. Per questo è importante ascoltarsi e valutare bene ciò che si vuole intraprendere prendendosi tutto il tempo necesario per decidere, senza fretta a qualsiasi età e in ogni fase del percorso formativo.

    Come si diceva inoltre i programmi scolastici dovrebbero essere più vicini e sensibili alle nuove tecnologie sfruttandone appieno tutte le potenzialità.

  4. Personalmente credo che siano veramente pochi i quattordicenni che abbiano le idee chiare sul loro futuro, e sul tipo di studi da intraprendere. Sedici anni sarebbero un’età più appropriata per fare scelte di un certo tipo.

  5. La scuola italiana, sopratutto quella pubblica, è ormai oggetto da tempo di dibattiti, improntati in particolare ad evidenziarne carenze e disfunzioni.

    Vorrei invece sottolineare un aspetto, di natura prettamente normativa, ma anche culturale, che ha un impatto fondamentale sulla futura crescita professionale.
    In Italia, più per motivi culturali, che politici in senso stretto, si è soliti ipotizzare una stretta correlazione tra formazione scolastica e sviluppo lavorativo, il che è sbagliato, profondamente sbagliato.

    Intato, perchè molte attitudini si estrinsecano pienamente in età decisamente più avanzata, rispetto a quella delle scelte, imposta dalla normativa in materia.

    In età scolastica, spesso è diffuso, in Italia, quello ch personalmente amo definire consenso disinformato, nel senso di una pluralità di scelte, basate spesso su una visione puramente standardizzata, esterna alla realtà del mondo imprenditoriale e lavorativo, spesso stereotipata e non rispondente alla realtà delle cose.

    All’estero la cultura, sia quella d’impresa, che professionale, è spesso ben diversa.
    Non si fa necessariamente carriera in relazione agli studi prescelti, ma alle concrete capacità del singolo.
    Tipico il caso della Gran Bretagna, dove per intraprendere l’attività di legale, non si richede necessariamente il titolo di studio, equivalente ai requisiti richiesti in Italia, per intraprendere la corrispondete attività.

    Per non parlare poi delle imprese.
    All’estero una persona spesso non fa carriera, poichè in possesso di un maggior numero di titoli scolastici, ma per le sue effettive capacità.
    Qualche azienda, per fortuna, l’ha capito anche da noi, e mette tutti gli assunti ad una determinta funzone nella stessa posizione iniziale, siano laureati o meno.

    Farà carriera chi, concretamente, dimostrerà migliori capacità e maggiori risultati.
    Non diventerà, quindi, necessariamente amministratore delegato o consigliere d’amministrazione, piuttosto che idrettore, chi avrà questa o quella laurea, ben potendo succedere che assuma incarchi dirigenziali chi possiede un titolo di scuola media (inferiore o superiore), mentre il laureato che non dimostra capacità rimarrà al livello iniziale.

    L’aspetto più interessante è che il confronto tra questo tipo d’impostazione e quello più tradizionale, basato sul far carriera in base ai titoli scolastici, dimostra come il primo consenta alle realtà imprenditoriali, che l’hanno adottato, risultati di gran lunga superiori.

  6. Sono pienamente d’accordo con quanto ha scritto Gian Piero, ci vuole più meritocrazia, perchè non è la scuola che fa la persona, ma la persona che fa la scuola. Mi chiedo che cosa aspettino ad abolire il valore legale del titolo di studio…

  7. Ottimo segnale quello di vedere docenti cosi’ versatili e dinamici !
    Complimenti ad Anna per il suo EBOOK !

    Speriamo che molti insegnanti prendano spunto da te … Ci sarebbero sicuramente studenti molto piu’ motivati ! E ne abbiamo davvero bisogno …

  8. sono d’accordo con tutti i commenti che indicano i 14 anni come troppo precioci per una scelta importante che, volenti o no, incidono sul futuro. Purtroppo, però, la scuola italiana è formulata in questo modo e, anche se la maggior parte di noi è perplessa o francamente in disaccordo, non ci resta che cercare di trarre il meglio anche da una situazione sbagliata. Quello che ho cercato di fare io non è tanto di entrare nel merito della questione (la voce degli insegnanti non ha peso nel Ministero per l’§Istruzione Pubblica), quanto il cercare di dare indicazioni utili a trarre il amggior vantaggio possibile da ciò che abbiamo al momento. Grazie a Gerardo per i complimenti, glli insegnanti ne hanno sempre bisogno, perché i loro sforzi non vengono mai né compresi né valutati, mentre l’insegnamento è il lavoro più complicato e delicato che ci sia!
    Anna

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