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Cause ed effetto della crisi economica (Parte 4)

Bruno Editore

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Il grande deficit pubblico già presente prima degli avvenimenti citati era stato creato per via delle cattive abitudini dei cittadini islandesi di creare debiti su debiti. Pensate che qua tutti indistintamente possiedono carte di credito, anche i ragazzini!!!

Comprano automobili di grossissima cilindrata, case enormi, vestiti sempre firmatissimi e molto altro che ha portato la gente a chiedere sempre prestiti ed ad usare le carte revolving (rateali) che infine hanno acceso la miccia che ha fatto esplodere il tutto. Tutto questo è il motivo per cui dedico un intero capitolo di “Autoconsulenza Finanziaria” alla risoluzione dei debiti e li definisco come catastrofe dilagante.

Chi ha letto il mio libro probabilmente ricorderà che nel capitolo 3, quando illustravo la cadenza dei cicli economici nella storia, avevo posto la fine dell’attuale ciclo fra la fine del 2008 ed i primi 3 mesi del 2009… Rimango sempre della mia idea, ormai si vede che siamo verso il fondo della crisi. Ci saranno sicuramente altri ribassi ma fra qualche mese ripartirà la salita delle quotazioni, o al più rimarrà basso qualche mese in trend laterale e poi ripartirà.
Tuttavia questo non significa che il pericolo è finito, anzi, ci sono un po’ di nazioni che sono a rischio “Argentina” e alcuni presenti addirittura all’interno della stessa UE. Fortunatamente l’Italia al contrario di quello che pensano in molti, non è messa male ed è l’unica nazione in cui la liquidità immessa nel mercato dal governo (i famosi 10 miliardi di €) non sono stati richiesti da nessuna banca (che però dicevano di avere problemi…).
Per farvi un idea delle nazioni che potrebbero avere problemi, considerate quelle che hanno puntato quasi tutto sullo sviluppo edilizio e sul turismo…

Il problema che ci dobbiamo porre è: anche se la borsa comincia a risalire fra qualche mese, siamo veramente alla fine del tunnel?
Qua ovviamente mi dovrei lanciare a fare l’indovino, tuttavia si possono fare delle previsioni su dei dati di fatto e delle plausibili cause ed effetto che potrebbero derivarne.

Intanto questa crisi sta lasciando dei grossi debiti alle persone per via dei mutui oltre al fatto che la recessione che ne sta derivando sta distruggendo molti posti di lavoro in tutto il mondo. Anche se fra qualche mese riparte l’economia, la ricostruzione dei posti di lavoro non è immediata ma potrebbe richiedere moltissimo tempo, ed in alcuni casi i danni sono irrimediabili. Questo cosa comporta?

Comporta probabilmente un utilizzo forzato da parte di chi ha perso il lavoro o ha avuto una riduzione di reddito di finanziamenti e prestiti per poter comprare le cose che si è abituati a comprare oppure per i beni di prima necessità. Se a questo aggiungiamo la cattiva abitudine di utilizzare  questo strumento anche per chi non ha problemi economici oppure di chi cerca di tenere un tenore di vita superiore alle proprie capacità, si può già prevedere che ad un certo punto, come è successo con i mutui, anche in questo caso inizieranno a “saltare” i primi beneficiari.
Considerate che anche questi tipi di prestiti sono coperti da obbligazioni che le banche piazzano ai risparmiatori per la copertura degli stessi…Il mancato rientro dei capitali da parte delle banche potrebbe causare una seconda crisi che possiamo definire come quella delle carte di credito e dei prestiti.

In questo caso non posso prevedere quando essa si scatenerà, potrebbe essere entro un anno oppure fra 10, ma se mi devo lanciare in una previsione direi che c’e la possiamo aspettare dai 3 ai 5 anni dopo la fine dell’attuale. Insomma penso che l’economia e quindi le borse ripartiranno salendo verso dei nuovi massimi, ma poi precipiterà per una nuova crisi.

E’ tutto? No!
Questo tipo di crisi avrebbe una ripercussione differente rispetto a quella dei mutui. Infatti gli oggetti acquistati con carte revolving o prestiti non sono come gli immobili ma sono oggetti spesso non pignorabili (tipo le vacanze o l’abbigliamento) o a forte svalutazione (elettronica) etc.
Molti di questi prodotti sono considerabili superflui, al contrario degli immobili, quindi la gente che non potrà più accedere al prestito taglierà semplicemente le spese causando un altra grossa crisi.

La terza sarà quella del prestito aziendale che, a causa della contrazione di consumi, non potranno più ritornare i capitali o i corporate bonds emessi dalle aziende stesse creando un altro ammanco economico alle banche nonché un altro esubero di lavoratori. Questa crisi penso che potrebbe verificarsi entro massimo 2 anni dalla fine della seconda; potrebbe essere anche perfettamente consecutiva è considerabile come un’unica grande crisi anche più grande dell’attuale.

Con questo articolo spero di aver chiarito le idee a molte persone che magari non avevano ben capito il motivo dell’attuale crisi. Ho fatto anche delle considerazioni personali ed ho fatto il punto sull’economia islandese in quanto la possiamo considerare un po’ come un laboratorio economico per vedere quali sono gli effetti delle cattive abitudini nell’economia di una nazione.

Visto che sono all’estero fino a fine anno, approfitto di questa occasione per augurarvi buon Natale ed un felice anno nuovo.

Un abbraccio dall’estremo Nord,

A Cura di Patrizio Messina,
Autore di “Autoconsulenza Finanziaria”

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

11 commenti

  1. I tuoi articoli sono sempre interessantissimi e mostrano una capacità d’analisi tale che se quanto da te descritto si dovesse verificare anche solo per il 50% ti meriteresti l’appellativo di Nostradamus.

    Scherzi a parte, sono convinto che ogni tanto faccia bene a tutti rivedere da vicino il rovescio della medaglia. Non si può consumare ciò che non si è prodotto. Quando questo diventa apparentemente possibile da qualche parte si nasconde la magagna e ora ce ne stiamo accorgendo.

    Un caloroso saluto a tutti.

    Valter Romani

  2. Ciao Patrizio,

    stavolta mi trovo particolarmente d’accordo con quanto da te esposto.
    Purtroppo le persone non hanno chiaro in mente che comprare con l’aiuto di finanziamenti cose che non produrranno reddito significa letteralmente VENDERE IL PROPRIO FUTURO.

    Per quanto riguarda la situazione Italia, sai che sono divergente dalla tua opinione. Forse sono un pò pessimista ma sinceramente credo che la migliore soluzione ora come ora sia quella di fare un bel default pilotato, stile Argentina, e ricominciare con una propria moneta nazionale.

    Comunque spero che tu abbia dati che io non posseggo e quindi sia come dici tu.

  3. Ciao Patrizio vorrei porre a te, vista la tua conoscenza nel difficile settore finanziario, una domanda, scaturita dal fatto che si sente parlare spesso e con molta insistenza del Signoraggio. Puoi spiegarmi di che si tratta in modo semplice ?
    Grazie

    P.S. Complimenti per i tuoi articoli, sempre di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori come me.

  4. TANGO BOND, ARRIVANO LE SENTENZE DI APPELLO

    L’etica relativa al credito vuole che quanto prestato sia restituito al legittimo proprietario. Le banche devono restituire ai risparmiatori quanto tolto loro ingiustamente, come nei casi Tangobond, Parmalat, Cirio. Finalmente si è capito che non solo il gioco per il risparmiatore non vale la candela, ma che la fiducia sui mercati finanziari dipende da serietà e sicurezza. Non torna la fiducia quando finisce in: chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, non pensiamo più al passato . . . . . tutto si dimenticherà!
    Non è possibile che vengano venduti titoli obbligazionari ad ignari risparmiatori, pur sapendo che l’emittente non potrà onorare ne gli interessi ne il capitale essendo in procinto di fallire!
    Non è possibile che titoli emessi dall’Argentina e riservati alle banche, per scaricarne il rischio di fallimento vengano rifilati alla clientela retail dalle banche stesse. Tali risparmiatori ancora oggi ne subiscono le conseguenze! La sicurezza del capitale investito innanzi tutto! La nuova finanza dovrà tener conto che per molti, troppi anni, le banche hanno trattato pacchetti composti di capitali veri insieme a capitali fittizi. Questi capitali infetti, in quanto privi di garanzie, sono stati propagati ovunque globalmente.
    Non è riabilitante agli occhi dell’opinione pubblica attendere che un giudice condanni la banca al dovere mancato. Quando si commette un errore lo si deve ammettere altrimenti resta sempre vivo e vegeto marchiando a fuoco l’autore. Purtroppo la situazione incresciosa ed infinita in cui le banche hanno affossato i risparmiatori italiani, vittime della frode gigantesca relativa al credito facile, ottenuto dall’Argentina con emissioni di titoli che agli ignari ed onesti risparmiatori non dovevano essere venduti, è ancora da risolvere. Tale frode è in conflitto di interesse perché le banche hanno caricato sui propri clienti il rischio della insolvibilità argentina, ben evidenziato dalle “offering circular” che destinavano ad investitori istituzionali l’acquisto di quei titoli. I risparmiatori italiani sono stati traditi dalle banche le quali non hanno avuto il coraggio di affrontare il rischio del fallimento argentino e lo hanno caricato sulle spalle dei loro clienti. Inoltre è nella violazione, sui contratti di vendita titoli, della regola di “NON ASTENERSI DAL RENDERE NOTO E MANCANZA DI INFORMAZIONI”, momento centrale di protezione del risparmiatore dal rischio di abusi nella gestione del suo patrimonio, che si è rinvenuta la negligenza delle banche.
    “La Giustizia è uguale per tutti” quando i contratti di negoziazione sottoscritti e gli ordini di acquisto vengono dichiarati nulli e le banche intermediarie condannate al risarcimento dei danni.

  5. Diverse volte sono già intervenuto sugli argomenti della crisi, ma anche su varie problematiche, relative ai titoli obbligazionari, su questo blog.
    Anzi, su quest’ultimo argomento, chi fosse interessato potrà andarsi a ricercare anche il mio articolo, suddiviso in due parti, su “emissioni obbligazionarie e rating d’impresa”.

    Proprio su questo punto, concordo in gran parte con il commento precendet su tale argomento, ma non del tutto.
    Sono certo d’accordo che molti degli attuali fenomeni finanziaari siano riconducibili a forme d’inganno degli investitori, spesso deliberatamente non informati, tuttavia…

    Non posso condividere il principio che l’investimento debba essere sicuroa l 100%.
    Investire asignifica anche, infatti, essre remunerati per aver prestato soldi e, quindi, assumersi determinati rischi.
    Il vero problema è che i rischi devono essere quelli giusti, non quelli conseguenti ad inganni o a falsa informazione.

    Sulla crisi, vista dal lato puramente economico, e non finanziario, come da mia analisi, ho colto con piacere già un primo, essenziale, segno di ripresa.
    Mi riferisco all’inaspettato dato di un indice manifatturiero italiano positivo, divulgato a fine anno, segno che evidentemente le cose non sono poi così “nere”, qui in Italia, come altri vorrebbero invece dipingerle.

  6. IL RISPARMIO NON E’ TUTELATO E NON E’ ASSICURATO

    I correntisti che depositano i propri risparmi non hanno diritto di partecipare agli utili della banca!

    L’etica, la morale sul credito vuole che quanto ricevuto in prestito sia restituito al legittimo proprietario.

    Anche nel caso dei prestiti obbligazionari per l’investitore è previsto cha alla scadenza il capitale sia restituito per intero.

    Le banche devono restituire ai propri clienti quanto hanno avuto in deposito anche nel caso in cui avvenga il fallimento della banca stessa.
    La soluzione potrebbe essere quella dell’assicurazione!

    La banca deve assicurare tutta la somma dei depositi che ha avuto dai vari clienti, per modo che nel caso estremo del fallimento: 1 – sia l’assicurazione a risarcire il depositante, 2 – non venga meno il dettato etico, 3 – il risparmio sia veramente al sicuro, 4 – il cliente non partecipi al rischio d’impresa.

    Quando le operazioni bancarie sono incerte la banca non può scaricare il rischio sui propri clienti (come avvenuto recentemente nei crak dei vari bond) perché il danno non verrebbe riconosciuto dalle assicurazioni, che sono sempre vigilanti e contesterebbero il comportamento bancario.

    Attualmente il risparmio non è tutelato e nemmeno assicurato, come fosse ineluttabile perderlo da parte dei depositanti e la cosa più vergognosa è che rischino così vigliaccamente i lavoratori, i pensionati, gli anziani.
    Tutti questi Signori hanno avuto fiducia nella banca, la quale lavora e si arricchisce con il denaro da questi avuto in deposito!

    Risparmiare non vale la candela mentre la fiducia è “molto importante”.
    La fiducia della gente se ne svanisce mentre attualmente i malviventi riescono a farla franca!
    In questo senso credo qualche provvedimento sia necessario!

    “Molti anni fa Dickens definì il credito come un sistema con cui una persona che non può pagare trova un’altra persona che non può pagare che garantisce che può pagare!”

    Questa definizione è tornata oggi di attualità: l’Argentina che non poteva pagare, ha trovato il Fondo Monetario Internazionale che non poteva pagare che garantiva che l’Argentina poteva pagare! Ecco spiegato come è avvenuto il Default!

  7. SUGLI AUMENTI DEI CANONI NON CI SONO GIUSTIFICAZIONI!

    Non trovo legittimo questo sistema di applicare gli aumenti sui servizi essenziali per i cittadini anche perché non è assolutamente corretto lasciare i consumatori in balia di tanti altri adeguamenti che a spirale faranno seguito, che si innescano sulla stessa scia e spuntano come funghi per ogni dove!

    Abbiamo iniziato l’anno 2009 con l’aumento del canone Rai che giuridicamente non ha più senso e dovrebbe essere eliminato completamente!

    In questi giorni è stato annunciato un risparmio sulle bollette dell’energia elettrica per cui non ha senso che contemporaneamente dal 1° febbraio 2009 sia applicato l’aumento mensile per l’uso delle linee telefoniche da parte di “Telecom Italia”, che non consiste soltanto in qualche spicciolo!

    Questi sono aumenti ingiustificati che vengono fatti in regime di monopolio, al di fuori del sistema concorrenziale!

    Non essendo possibile cambiare fornitore sia la Telecom Italia sia la Rai decidono arbitrariamente di aumentare il canone, indipendentemente dall’aumento del costo del petrolio che al contrario invece è in discesa e che non influisce assolutamente sul funzionamento del telefono e della televisione, indipendentemente dal costo del personale che in massa viene ridotto progressivamente, indipendentemente dal fatto che l’Italia sia immezzo ad una crisi economica e finanziaria, che come afferma Tremonti non ci riporta al Medioevo ma sicuramente indietro di circa una decina di anni.

    Se siamo tornati indietro nel tempo ogni canone dovrebbe diminuire per cui non ci sono giustificazioni!

    Quanto meno non dovrebbe aumentare e queste decisioni oltre ad essere inaccettabili sono fuori da qualsiasi logica!

  8. 15/11/2009 – I FIGLI DEVONO SAPER SCEGLIERE FRA IL BENE E IL MALE! Sono pienamente d’accordo sulla delicatezza nel far conoscere ai figli le verità vissute giorno per giorno e assodate dai genitori. La vita umana è precaria per natura e la povertà è di casa fra di noi sulla terra! Evidentemente gli stati d’animo dei genitori vengono assimilati e determinano i tratti dei comportamenti “morali” futuri dei figli. L’esempio trascina! Quello che vorrei osservare e spiegare chiaramente è che al giorno d’oggi si registra una situazione di impoverimento molto elevata per gente comunemente onesta ed una situazione di arricchimento per pochi ingordi disonesti! Questi hanno emesso titoli tossici di ogni tipo su tutto il globo, causando l’attuale crisi economica e finanziaria! Non si deve fraintendere ed imputare la crisi ad “una comune responsabilità”, della quale i giovani, relativamente all’economia ed alla finanza, non hanno fatto alcunché di male e non sono responsabili di nulla! Inoltre non si deve confondere l’andamento dell’economia e della finanza a seconda della “buona o della cattiva sorte”! Il benessere non ci viene dal “fato”! E’ giusto che i giovani sappiano distinguere e “condannare sul nascere ciò che è male”. In futuro saranno in grado di vivere “scegliendo” fra il bene e il male. Saranno artefici di tutto il loro bene una volta compreso questo concetto, evidentemente anche legato a molta buona volontà!

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