mente

Come il nostro corpo parla di noi

Domenica, Luglio 10th, 2011

Vinci la PauraLa salute di una persona si esprime come unità ed equilibrio delle tre componenti fondamentali dell’uomo: Corpo, Mente e Spirito.
Il concetto di benessere globale dell’uomo, quindi, può essere espresso dallo sviluppo e dal miglioramento psicofisico. Il quadro della società moderna che abbiamo davanti ci mostra livelli di stress elevatissimi, alimenti manipolati, sofisticati, inquinamento, aggressività ed esasperazione. In questo contesto, occorre necessariamente attivarsi per creare più consapevolezza del modo di nutrirsi, di curarsi, di vivere.

Oltre a questo, sarà necessario avviare anche una sostanziale revisione della qualità di vita, del modo in cui lavoriamo e di come creiamo le nostre relazioni. Abbiamo un compito da assolvere: è quello di prenderci cura di noi stessi, partendo dall’alimentazione fino a imparare a convertire emozioni e pensieri negativi in opportunità positive.
Identificare i motivi profondi delle nostre azioni ci aiuta a correggere atteggiamenti e abitudini sbagliate, per evolverci al meglio come esseri umani.

Tutto quanto parte dal corpo. Il nostro organismo ci invia continuamente segnali di ogni tipo. Dal piacere al dolore, due facce della stessa medaglia e tutte le espressioni intermedie, che rivestono molta importanza.
Ma che cosa collega la mente al corpo? Come può questa provocare disagio, dolore e malattia al fisico? Secondo la psicosomatica, esistono dei livelli o stati di informazione energetica che connettono la mente al corpo, facendo da trasmettitori alle emozioni.

Studiando questi livelli o stati, l‘individuo diventa consapevole della propria condizione, della propria coscienza e delle proprie energie interiori. Andando ad agire su questo punto intermedio, è possibile riequilibrare le condizioni emotive instabili. Ma tutto dipende esclusivamente da noi!

Buona lettura!

A cura di  Vitiana Paola Montana
Autore di: Vinci La Paura, Il Potere dell’Autostima, Stratagemmi Cinesi

Come indurre “stati” nel pubblico (prima parte)

Giovedì, Aprile 8th, 2010

Emozionare il tuo pubblico vuol dire farlo entrare in uno o più “stati” fisiologico-emotivi. Puoi decidere di suscitare una gran varietà di stati, come curiosità, motivazione, riflessione, rabbia, eccitazione, ilarità, interesse, commozione, ecc.; dipende esclusivamente dai tuoi obiettivi!

Tenendo presente tutto questo, vediamo dunque come provocare tali stati.

Il primo metodo per ottenere questo risultato è quello di entrare tu stesso nello stato che vuoi trasmettere. Se devi, ad esempio, raccontare una storia commovente, devi cercare la commozione prima di tutto dentro di te e cominciare a raccontare partendo da quello stato. Qualunque altro stato renderebbe le tue parole incongrue e non saresti credibile.

Ancora, se devi concludere un affare devi entrare in uno stato di sicurezza e di motivazione. Se ti mostri incerto o giocoso o in qualunque altro stato, il tuo interlocutore riceverà dei messaggi non congruenti e l’affare salterà. Cerca, allora, dentro di te il ricordo di un episodio della tua vita in cui hai già provato quella sensazione, oppure proietta nel tuo schermo mentale un’immagine di te in quello stato e vivila come se stesse accadendo davvero in quel momento.

Un secondo metodo per provocare stati nel pubblico è quello di chiedere direttamente alle persone di ricordare una situazione passata in cui si sono trovate in quello stato. Il ricordo si basa sul principio delle ancore.

Sai ormai bene che all’immagine di una situazione emotivamente coinvolgente è saldamente ancorata una sensazione; per cui quella sensazione riaffiorerà inevitabilmente ogni volta che la memoria richiamerà la situazione passata.

Se vuoi provocare uno stato di motivazione puoi esprimerti dicendo: “Immaginate una situazione del passato in cui vi sentivate veramente motivati a fare una cosa; nulla vi avrebbe impedito di perseguire il vostro obiettivo…”.

Non importa se il pubblico riesce o meno a formarsi l’immagine immediatamente, perché lo stimolo agisce a livello inconscio e lavorerà in automatico.

Un metodo simile, leggermente meno efficace, può essere quello di chiedere di immaginare un tempo futuro in cui si troveranno in quello stato.  (Continua…)

A cura di Roberto Palumbo
Autore di Comunicare Emozionando

Come è possible cambiare la propria realtà

Mercoledì, Settembre 30th, 2009

Il nostro personale modello di realtà nasce anche dalle nostre convinzioni, coltivate anno per anno. “Il pericolo non viene da ciò che conosciamo, ma da ciò che crediamo sia vero e invece non lo è”, diceva Mark Twain. Siamo il risultato diretto dei nostri convincimenti. Ciò che noi crediamo determina i nostri risultati. Lo sappiamo bene, lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle.

Stiamo per andare a svolgere un compito impegnativo ed iniziano i primi dubbi: ne sarò capace? Sarò all’altezza? È certo che in questo modo partiamo con il piede sbagliato perché non daremo il massimo di noi stessi e confermeremo ciò che ripete la vocina nel cervello: “Tanto non ce la fai!”. Certo, può succedere anche il contrario. Dobbiamo affrontare un impegno complicato, ma dentro di noi sappiamo che non possiamo fallire. Siamo motivati e ci dà la carica la vocina dentro di noi che sussurra: “Dai, non mollare!”

Da dove derivano questi convincimenti limitanti o potenzianti? Dal nostro modello. E da dove nasce il modello che ci siamo costruiti? Dalle reti neurali del nostro cervello. I neuroni sono le cellule nervose che hanno il compito di elaborare le informazioni. “Sappiamo che le cellule nervose che si attivano contemporaneamente si collegano, creando una rete neurale. Se vi esercitate molto in qualcosa, quelle cellule nervose stabiliscono una relazione a lungo termine. Se vi arrabbiate ogni giorno, se vi sentite frustrati ogni giorno, se siete depressi ogni giorno, ricollegate e reintegrate quella connessione di cellule nervose ogni giorno. Create una rete neurale che avrà una relazione duratura con tutte le cellule nervose chiamate l’identità”.

I pensieri consci ripetuti spesso diventano inconsci. Vi ricordate quando avete imparato a guidare l’auto? Per i primi mesi di guida ogni vostro gesto era consapevole, doveva avere tutta la vostra attenzione. Adesso, se è già passato qualche anno, la vostra guida è divenuta inconscia, non dovete pensarci più, affidate la guida al pilota automatico che si trova nella vostra testa. Avviene lo stesso con i comportamenti. Se a determinati stimoli rispondiamo ripetutamente con lo stesso atteggiamento, quel comportamento diverrà un programma automatico, inconscio. È come in un computer: l’hardware legge il software, ma se questo è sempre lo stesso, leggerà di continuo il medesimo programma.

È, tuttavia, possibile spezzare gli schemi di pensiero che non ci piacciono. È possibile rompere il ciclo continuo di un programma divenuto ripetitivo. Sono indispensabili: sforzo di volontà e consapevolezza. Dobbiamo cominciare a diventare osservatori del nostro stesso pensiero perché soltanto in questo modo saremo in grado di esercitare su esso il nostro controllo.

Se la rete neurale rappresenta il modello, la creazione di nuove sinapsi crea nuovi modelli di realtà. Noi non siamo le convinzioni che hanno costruito il modello. Dobbiamo renderci conto che abbiamo il potenziale per cambiarlo, per modificare il programma e far girare l’hardware del nostro cervello con software ben più raffinati di quello di partenza. La nostra personalità è fatta di attitudini genetiche, ereditate dai nostri genitori, di ricordi, comportamenti, valori, convincimenti, sotto forma di schemi sinaptici.

Io non sono né il modello, né le informazioni che ricevo. Il modello non è né giusto né sbagliato, è soltanto una piattaforma di partenza. Le neuroscienze ci stanno dimostrando che noi siamo di più dell’hardware del nostro cervello, siamo di più dei nostri circuiti neurali.

Il cervello è il laboratorio della mente. Allora, se è così, grazie alla sua malleabilità, possiamo pensare che abbiamo il potere di modificare la mappa delle nostre vie neurali. È possibile cambiare cablaggio.

La mente consta di due parti:

* Il subconscio, il cervello originario, il più antico, è in grado di elaborare 40 milioni di bit d’informazioni al secondo, provenienti dall’ambiente. È potente, rapido ma abitudinario, ripetitivo, manca di creatività.
* La neocorteccia frontale, il cervello più recente, dà origine alla coscienza ed elabora 40 bit di informazioni al secondo. La mente conscia è lenta, ma molto creativa. Grazie a essa, diamo vita al libero arbitrio.

Il compito del subconscio consiste nel creare la realtà ricavandola dal programma. Quindi, se siamo stati mal programmati, dato che, secondo gli studi neuro scientifici, per il 95% della giornata noi ci affidiamo al nostro pilota automatico (la mente inconscia) e soltanto per il 5% alla nostra consapevolezza (la mente conscia), continueremo a creare esperienze negative nella nostra vita.

Perché ri-proponiamo sempre gli stessi comportamenti? Perché commettiamo sempre gli stessi errori? Il problema sta tutto nel fatto che la vita vissuta non riflette ciò vogliamo, ma il programma che abbiamo ricevuto. L’unica via d’uscita è rappresentata dalla coscienza. Soltanto se siamo consapevoli di ciò che facciamo, non metteremo in funzione il solito nastro del registratore inconscio.

Nella neocorteccia c’è la nostra personalità, la nostra identità conscia. L’identità forma le nostre abitudini e i nostri comportamenti. Alla base dell’essere c’è la coscienza. Se creiamo coscientemente il nostro destino, se dal punto di vista spirituale accettiamo l’idea che i nostri pensieri possono influenzare la nostra realtà e la nostra vita (perché la realtà è la vita), allora possiamo diventare gli scienziati della nostra vita. La grandezza non ci verrà da quello che facciamo al corpo, ma da quello che facciamo alla mente.

A cura di Alberto Lori
Autore di Parla come mangi, L’arte della comunicazione, Voce da speaker

Come ristabilire il proprio benessere personale

Venerdì, Settembre 4th, 2009

Oggi il termine “benessere” è molto usato dai giornali, quotidiani, riviste, radio e TV… Spesso questo concetto ci riporta alla memoria una serie di associazioni mentali a volte errate e ci riferiamo ad argomenti che trattano la “propria salute”, intesa solo come “salute fisica”, rispettando solo le proprie esigenze fisiche dettate a volte dal nostro “ego”. Non prendiamo, volontariamente, in considerazione tutte le altre componenti psicologiche ed energetiche che fanno parte dell’ambiente in cui viviamo.
Con il concetto di “benessere personale” possiamo definire il risultato dell’interazione di tutte le dimensioni interne dell’individuo con quelle esterne dell’ambiente in cui vive quotidianamente. Con il rispetto dei principi universali si può garantire l’armonia nella propria mente, del proprio status psicologico e quella nell’ambiente naturale.

Come dimensioni interne possiamo definire tutto quello che abbiamo immagazzinato nella nostra mente durante la nostra vita… le nostre esperienze positive o negative che ci aiutano a definire una data emozione… la nostra creatività… la nostra parte irrazionale che prende iniziativa quando dobbiamo prendere una decisione importante… insomma parte del nostro mondo inconscio.

Con il termine di dimensioni esterne possiamo raggruppare tutte quelle azioni che servono per definire fisicamente un determinato ambiente… Contribuiscono a tale fine le leggi naturali che esistono nella natura dell’ambiente in cui si è inseriti… Ricordiamoci che l’uomo è un essere energetico immerso in un ambiente naturale…Nel tempo e con il sopravvento della tecnologia moderna l’individuo si è allontanato dal suo ambiente naturale. Vive oggi immerso, indubbiamente, in un ambiente estraneo e a volte ostile alle sue energie naturali… E le conseguenze sono inevitabili: stress… nervosismo… incomprensioni con i propri simili… ansia…  mal di testa…

Ecco perché nel mio ebook consiglio delle tecniche e strategie molto efficaci per migliorare il proprio livello di benessere nel proprio ambiente domestico e lavorativo…Infatti non c’è da chiedersi perché se in questo periodo storico molti ricorrono all’ausilio di discipline orientali che trattano l’uomo come un essere energetico ed è integrante con l’universo… Fra queste consiglio il Feng Shui, antichissima e nobile arte millenaria cinese che aiuta ad armonizzare le energie nella casa e nell’ambiente in cui si vive… Oggi moltissimi architetti che hanno studiato questa disciplina stanno proponendo ai loro clienti soluzioni ottimali ed energetiche ai loro problemi domestici e di arredamento.

La nostra casa è la proiezione del nostro status mentale. Se siamo ordinati dentro di noi lo siamo altrettanto fuori, nel nostro ambiente casalingo… Cominciamo a mettere ordine nella nostra casa…iniziando dalle nostre cantine… che rappresenta il nostro inconscio… Andiamo a vedere poi nei nostri cassetti e negli armadi… buttate tutto quello che non serve! Questo si rifletterà inconsciamente in maniera positiva nella vostra mente!

Altra tecnica orientale consigliata anche dalla medicina ufficiale è il “training autogeno” o “autorilassamento” utile per i suoi benefici  di rilassamento sulla mente. Altra tecnica è quella del  ”pensiero positivo” efficace per migliorare il nostro status mentale, psicologico e fisico. La mente focalizza i pensieri che sono sul suo schermo…focalizziamo solo i nostri pensieri positivi!..Allontaniamo tutti i nostri pensieri negativi!..Siamo ora tutti dei registri di noi stessi…del nostro film!

Da evidenziare oggi un contributo notevole proveniente dalla PNL (Programmazione Neuro-Linguistica)…strumento veramente efficace per migliorare il proprio status mentale e professionale che ha aiutato migliaia di individui a trovare la strada giusta per il proprio successo personale…

A cura di Gaetano Caira
Autore di “Feng Shui e Armonia della Mente”

Come tornare in forma

Sabato, Agosto 29th, 2009

L’estate sta quasi per finire, le vacanze sono per molti un ricordo lontano ma il tuo benessere fisico non può fermarsi ora, non deve svanire in pochi giorni a causa dello stress della vita quotidiana, o rimanere in attesa della riapertura di palestre con i più svariati corsi che aiutano a rimettersi in forma.
Oggi puoi ricominciare stando comodamente a casa tua, riprendendoti a piccole dosi quell’energia dissoltasi nel calore dell’estate, inalando aria nuova nel tuo corpo e rendendoti consapevole delle enormi riserve fisiche che aspettano solo di essere utilizzate.
Oggi ho scelto per te un bellissimo regalo: il report “I Sigilli del Corpo” che chi ha già acquistato il mio ebook “La Ruota del Benessere” ha ricevutoin omaggio ad altri due report dedicati al benessere mentale e spirituale.
Di cosa tratta il mio report che ti aiuterà a ricominciare “alla grande” la vita di tutti giorni? Quali benefici puoi trarre dalla pratica dei semplici esercizi proposti? Grazie all’affascinante quanto potente energia vitale chiamata “ch’i” dai cinesi, “ki” nelle discipline giapponesi e “prana” nello Yoga, puoi anche tu in brevissimo tempo:

  • ridare energie al tuo corpo dopo la “pausa estiva”
  • sentirti più tonico e migliorare la tua elasticità muscolare
  • svegliarti con un rilassamento ideale prima di andare al lavoro
  • vederti gradualmente più in forma grazie a una maggior consapevolezza fisica

Eseguendo ogni giorno, anche per pochi minuti, la sequenza proposta, sarai in grado di raggiungere questi risultati anche tu!
Le vacanze sono ormai finite… è ora di mettersi al lavoro… fisico!

A Cura di Stefano Bresciani
Autore di “La Ruota del Benessere”

I vantaggi del pensiero positivo

Sabato, Aprile 18th, 2009

“Provare emozioni positive predispone la mente ad affrontare meglio le asperità della vita”. Non è una mia affermazione, bensì di una persona più importante: Barbara L. Fredrickson, direttore del Positive Emotions and Psychophysiology Laboratory all’Università del Michigan.

Oltre a numerosi libri, ho lo studio pieno di riviste e siccome non butto via mai nulla, proprio oggi pomeriggio, mettendo a posto un contenitore, mi è tornato tra le mani un vecchio numero del 2004 di Mente & Cervello, in cui spiccava un segnalibro al bellissimo articolo della Fredrickson intitolato “Io penso positivo”.

Nel suo articolo, la psicologa e ricercatrice americana ci spiega quali siano i molti vantaggi del pensiero positivo. Per esempio:

  • Nel campo delle risorse intellettuali, il pensiero positivo sviluppa la capacità di risolvere i problemi, nonché quella di apprendere cose nuove;
  • Nel campo delle risorse fisiche, il pensiero positivo sviluppa la salute cardiovascolare;
  • Nel campo delle risorse sociali, il pensiero positivo sviluppa il consolidamento dei legami, nonché la creazione di nuovi legami;
  • Infine, nel campo delle risorse psicologiche, il pensiero positivo sviluppa la resilienza e l’ottimismo, nonché il senso di identità e di orientamento al raggiungimento di un obiettivo.

Insomma, i vantaggi del Pensiero Positivo sono molteplici. Sviluppano e costruiscono risorse intellettuali, fisiche, sociali e psicologiche. Secondo molti psicologi, se costruite e riprodotte con regolarità, le emozioni positive riescono ad “annullare” gli effetti persistenti di quelle negative.

Ma non è finita. Secondo la ricerca della dottoressa Barbara L. Fredrickson, anche se momentanee, le emozioni positive possono avere effetti benefici e duraturi sulle persone.

Quindi, sviluppando il pensiero positivo è concentrandoci sulle risorse che abbiamo dentro di noi, possiamo imparare a trovare benefici anche in situazioni spiacevoli. La psicologia positiva ci insegna che se Ti concentri su ciò che è buono, puoi, senza dubbio, migliorare la Tua vita.

Il problema è che la maggior parte delle persone si concentra sulle cose negative, sui problemi, sulle cose brutte e, di conseguenza, peggiora sensibilmente ogni aspetto della sua vita.

Come dice John Milton: “La mente è condizione di se stessa, e in se stessa può fare dell’inferno un paradiso e del paradiso un inferno”.

Ricorda: la mente può essere il Tuo più potente alleato o, al contrario, il Tuo più acerrimo nemico. Tu hai il potere di scelta, quindi… scegli!

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A Cura di Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach,
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”
Autore di Donne in Crisi” e Penso Positivo”