Esperimenti impossibili e bizzarrie quantistiche



Uno dei primi esperimenti inspiegabili della fisica quantistica è stato quello che portò al concetto di dualità di particella-onda, ossia che una particella può diventare onda e viceversa, cambiando la sua struttura.

Fu eseguito nel 1909 circa, ma nonostante siano passati un centinaio d’anni e sia stato riprovato più volte ottenendo sempre gli stessi risultati, è tuttora molto discusso e dibattuto.

È conosciuto come esperimento della doppia fenditura (double-slit experiment). Consiste nel “lanciare” una particella attraverso un acceleratore, un condotto attraverso il quale la particella viaggia da un punto di partenza ad uno di arrivo.

Le si fa attraversare una barriera con due fenditure, per poter misurare in che modo la stessa particella venga rilevata all’uscita.

Come ci si potrebbe aspettare in natura, se una particella parte con una forma precisa, ci si aspetta che all’arrivo mantenga la stessa forma, ossia quella di particella. Tuttavia, l’esperimento dimostra ben altro. In un dato e imprecisato momento del tragitto, si verifica un effetto diverso, inspiegabile e straordinario.

Ponendo una fessura invece di due, all’arrivo la particella in questione attraversa semplicemente la fenditura mantenendo la sua forma di partenza, comportandosi secondo i risultati attesi. Ponendo due aperture invece, la particella si comporta in modo definito impossibile.

Parte come tale, ossia come particella definita, ma arrivata alle due fenditure il suo comportamento risulta assolutamente irrazionale e contrario a tutte le leggi fisiche di nostra coscienza.

Gli scienziati hanno scoperto che succede qualcosa di davvero misterioso: arrivata alle due fenditure, si verifica che la particella le attraversa entrambe, SIMULTANEAMENTE, come solo un onda è in grado di fare, e la misurazione che viene effettuata è lo schema tipico di un onda d’energia!

Chiaramente la cosa risulta essere impossibile ed irrazionale, per due motivi principali: primo, la particella cambia la sua forma, e secondo, in qualche modo ha la “coscienza” che esiste una seconda fessura!

Ovviamente la povera molecola non può avere conoscenza consapevole di questa alternativa, e l’unica spiegazione plausibile è che, in qualche modo, sia la coscienza dell’osservatore ad influenzarne il processo.

Scientificamente si è coniato un termine per definire questo tipo d’eventi “impossibili”: bizzarrie quantistiche (quantum weirdness), ossia eventi non spiegabili che avvengono solo nel mondo quantistico! La teoria più avvalorata è che, presupponendo che la particella non sia munita di coscienza, è la coscienza dell’osservatore che permette questo tipo di risultato.

Mentre nel primo caso le attese erano che la particella passasse per la singola fenditura, nel secondo, l’incertezza provocata dall’osservatore, o osservatori, ha portato la stessa a comportarsi secondo “l’indecisione” di chi osservava, passando per entrambe le fessure.

A Cura di Luca Clun,
Autore de “La Fisica della Mente”





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6 Commenti

  • Colgo con molto piacere la pubblicazione di questo tuo secondo articolo, per me molto interessante.

    Ritengo, non me ne vogliano le altre discipline, compresa quelle di cui mi occupo nel mio ebook, la dimensione superiore di discipline, come la fisica quantica o quantistica, che meglio ci consentono di conoscere l’intima struttura della realtà, consentendoci di avvicinarci alla sempre più esigua barriera tra fisica e metafisica.

    Cosa aggiungere alle tue importantissime osservazioni?
    Intanto, vorrei ricordare a tutti il notevole contributo scientifico, consentito da struutre come il CERN di Ginevra, dove avvengono questi tipi di esperimento.
    Gli acceleratori sono realizzazioni umane fantastiche, e si potrebbero ricreare diverse situazioni e condizioni, che per lungo tempo sono solo state teorizzate o osservate, come l’implementazione di microscopici e temporanei “buchi neri”.
    Per inciso, spero che non debbano più reiterarsi tanti falsi allarmismi, segno di scarsa o nulla conoscenza scientifica, su siffatti esperimenti, come quelli di certa stampa che ipottizava addirittura l’inghiottimento del nostro pianeta dentro un buco nero.

    Tornando all’esperimento della doppia fenditura, c’è anche qualche interpretazione alternativa.
    Qualcuno sostiene anche che, in realtà, la particella solo apparentemente si comporta diversamente, a seconda che sia stata posta una sola fenditura, piuttosto che due.

    In sostanza, il modo di comportarsi della particella sarebbe sempre lo stesso: descritto senza formulazioni algoritmiche, ma a parole, potremmo dire che la particella accelerata in determinate condizioni, si comporta come un’onda di energia.
    Quando si pone un’unica fenditura, ovviamente la particella attraversa solo questa, e non ci accorgeremmo, secondo tale ipotesi, del suo comportamento da onda, solo perchè non vi sono più fenditure, mentre la circostanza della presenza di più fenditure consentirebbe, appunto, di notare l’effettivo comportamento, che si manifesta nell’attraversarle contemporaneamente.
    Certo, poi esistono tesi diverse, tra cui quella, riconducibile per certi versi già ad Heisemberg, dell’influenza esercitata dall’osservatore.

    La mia opinione è che, purtroppo, il solo esperimento, autonomamente, non sia ovviamene sufficiente a sostenere la validità di una scuola di pensiero, rispetto all’altre, e si debba, necessariamente, allargare il confine degli esperimenti.
    A mio avviso, a conforto della teoria del’influenza dell’osservatore, ad esempio gli studi fatti dalla radionica, sui quali rinvio a mie precedenti osservazioni.

    Non dimentichiamoci, peraltro, della fondamentale realtà, già evidenziata da Einstein con la sua celeberrima equazione: energia e massa sono due diversi aspetti di un’unica realtà, e quindi, secondo le diverse condizioni in cui la massa-energia si viene a trovare, saranno più probabili manifestazioni dell’una piuttosto che dell’altra, sempre due diversi aspetti, ma di un’unica realtà.

  • Scusate, nel post di sopra, volevo dire:
    Ritengo, non me ne vogliano le altre discipline, compresa quella di cui mi occupo nel mio ebook, che si possa affermare la dimensione superiore di discipline….

  • Luca ciò che dici può avere dei risvolti enormi… pensa al solo concetto di Attrazione… o quello che tutti noi chiamiamo Fortuna…

    La tua è una materia tutta da scoprire e che mi affascina molto. 😉

  • Che dire, gian piero sempre preparatissimo..
    in risposta al fatto che un solo esperimento non sia sufficente a sostenere una scuola di pensiero, nulla di più vero.. la cosa affascinante è che è un esperimento che, per quante volte si possa ripetere, apporta sempre il medesimo risultato.

    Nel mio ebook vengono presentati altri tre esperimenti che avvalorano la tesi del principio di Heisemberg, ossia che l’osservatore influenza l’oggetto osservato..

    Roberto, penso che la legge d’attrazione e la fisica quantistica siano intimamente legati.. non tarderò a pubblicare un articolo in merito.

    senza parlare di assoluti e lasciando spazio al probabile, probailmente la fisica quantistica da una “spiegazione” fisica alla legge d’attrazione.. potremmo quasi parlare di “legge d’attrazione quantistica”.

  • Grazie delle cortesi parole ed un augurio per tutte le tue iniziative e per i tuoi coinvolgenti interessi.

  • Scelgo l’ipotesi di Gian Piero perché non scomoda l’rruzione dello spirito sulla materia!

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