investimento

Come utilizzare il Punto di Pareggio per le scelte aziendali

Martedì, Novembre 8th, 2011

Patrizio GattiSono convinto che il punto di pareggio è uno degli strumenti fondamentali per portare avanti un business pianificato di successo.

Da sempre ne ho sentito parlare e discutere di  qualunque suo aspetto, infatti  è una delle pratiche più adoperate e dibattute nella  gestione economica.
Nonostante ciò , buona parte delle  imprese  non la considerano o non ne  usufruiscono adeguatamente .

In sostanza il break even point detto anche punto di pareggio o di equilibrio, è il rapporto che esprime quanto  l’impresa dovrebbe fatturare per far si che l’azienda possa  raggiungere  un risultato economico di equilibrio oltre che a determinare le quantità di prodotto che servono per arrivare a tale fatturato.

Mi viene in mente l’esempio reale di una azienda nel settore lapideo che voleva acquistare un grosso macchinario per velocizzare e  snellire le lavorazioni .

Sono stato chiamato per verificare se l’investimento che avevano  in mente i soci poteva essere sostenibile per la loro struttura .
I proprietari  volevano inoltre vedere quanti metri  di materiale dovevano  lavorare per raggiungere il pareggio.
Dall’analisi effettuata sono venute fuori 3 considerazioni :

1) per poter pagare i costi fissi  dovuti all’entrata in funzione del nuovo bene, l’azienda avrebbe dovuto aumentare molto la produzione e così come era strutturata al momento della valutazione, non sarebbe stata in grado di sopportare l’accrescimento delle spese che l’incremento della produzione avrebbe comportato. Inoltre se il macchinario  veniva sottoutilizzato e non sfruttato al massimo, alla fine avrebbe prodotto una perdita .

2) grazie ai calcoli effettuati con la tecnica del break even point i proprietari della società si sono resi conto che il fatturato minimo richiesto dal punto di pareggio sarebbe stato per loro molto impegnativo .

3) Sulla base delle considerazioni precedenti, gli amministratori decisero di orientarsi verso l’acquisto di una macchina meno costosa e più adatta alla loro realtà che gli avrebbe permesso di lavorare in modo più efficiente ma senza incrementare troppo la struttura dei costi .

Se l’azienda avesse acquistato il grosso macchinario questo l’avrebbe portata al punto che, se per qualche motivo i ricavi preventivati non fossero stati conseguiti, l’impresa si sarebbe trovata nei problemi economici e finanziari.

Il macchinario meno costoso invece, permetteva di raggiungere anche un buon margine di sicurezza cioè la percentuale che l’impresa  potrebbe diminuire il fatturato senza subire  perdite .

Il Margine di sicurezza ,che più alto è il risultato e meglio è, si calcola :
= (Fatturato preventivo - Fatturato di equilibrio)/Fatturato preventivo.

E tu applichi il calcolo del break even point e del margine di sicurezza nella tua azienda?

A cura di Patrizio Gatti

Come evitare errori nell’investimento in prodotti finanziari

Giovedì, Novembre 11th, 2010

L’investimento in prodotti finanziari può fruttare guadagni considerevoli.
Ad esempio, nell’ultimo anno e mezzo i fondi comuni di investimento basati su obbligazioni europee ad alto rendimento (high yield) hanno visto l’incremento di valore della loro quota di anche oltre il 60%.

Analogamente, come altro esempio, i fondi comuni specializzati sui titoli azionari dei paesi emergenti hanno registrato, nel medesimo lasso temporale, un guadagno di anche più del 70%.

Gli investimenti finanziari presentano però sempre dei rischi e il loro esito può in diverse occasioni risultare ben diverso da quelli brillantemente positivi sopra descritti.
Il successo di un investimento è spesso ipotecato, in un senso o nell’altro, dal comportamento del risparmiatore e dai criteri, o non criteri, utilizzati nella scelta dei prodotti finanziari da includere nel proprio portafoglio e nella loro successiva gestione.

In particolare, un risparmiatore dovrebbe evitare quei comportamenti errati, purtroppo invece tipici ed abituali per gli investitori inesperti, che si possono rivelare estremamente dannosi.
Uno di tali atteggiamenti è costituito dalla ‘fretta di investire’. Come si sa, la fretta è cattiva consigliera. Se si dispone di un capitale, prima di impiegarlo può essere opportuno attendere che nel mercato si creino, per il prodotto finanziario di interesse, le condizioni di prezzo potenzialmente più fruttuose. Vi sono periodi in cui il modo migliore per ‘battere il mercato’ consiste semplicemente nello starne fuori.

Un altro comportamento che può generare conseguenze spiacevoli è il ‘comprare a scatola chiusa’. Sui mercati finanziari occorre muoversi con accortezza. È importante conoscere l’andamento passato di un prodotto e la sua situazione corrente di quotazione prima di selezionarlo, in modo da poterne valutare con maggior cognizione di causa i possibili sviluppi a breve o lungo termine.

Dopo aver acquistato un prodotto finanziario, non è raro ‘rifiutarsi di credere ai propri occhi’. Ciò in genere avviene quando anziché aumentare il prezzo del prodotto scende e si rimane come ipnotizzati ad osservarne, giorno dopo giorno, l’eventuale incessante diminuzione. Sfortunatamente una simile passività operativa può portare a situazioni in cui il prezzo cali progressivamente, tanto che bisognerà attendere anche anni prima che il prodotto riveda il prezzo a cui lo si era comperato (se mai ciò avverrà).

Per scansare un simile rischio, può risultare utile stabilire preliminarmente, sulla base di opportuni criteri, una perdita massima (stop loss), che non deve essere troppo consistente, al verificarsi della quale uscire dall’investimento, salvaguardando così il grosso del capitale: dalle ferite leggere, si può guarire. Tramite il meccanismo della stop loss si potrà pertanto evitare di incorrere in una perdita ‘che non ci si può permettere’, perché di entità eccessiva.

Considerato tutto ciò, se poi invece si continui ad investire frettolosamente, a comprare a scatola chiusa ed a non credere ai propri occhi, allora sarà inutile prendersela coi mercati finanziari o col destino cinico e baro. Ce la si potrà prendere solo con se stessi.

A cura di Fausto Saldi
Autore di ‘Fondi Comuni d’Investimento’

Come guadagnare con lo Scalping Intraday

Giovedì, Giugno 3rd, 2010

Fare previsioni in Borsa è sempre difficile. Lo sanno bene i tantissimi investitori di lungo termine che sono ancora in perdita. La crisi finanziaria degli ultimi anni ha aumentato l’incertezza nei mercati, sebbene essi abbiano recuperato dalle perdite dai minimi.

A molti le quotazioni attuali sembrano gonfiate” rispetto alla realtà economica, che presenta invece ancora molte problematiche, in primis il livello di disoccupazione. Ecco come l’operare in borsa in giornata potrebbe riservare dei vantaggi. Chiudendo le posizioni prima del termine delle contrattazioni possiamo evitare di trovarci già in pesante perdita il mattino successivo.

Guadagnare con brevi operazioni nell’arco della giornata non è però semplice. Se non si possiede la necessaria esperienza si potrebbe incappare in una serie di insuccessi, per giunta aumentati dalle commissioni per gli eseguiti. Diventa fondamentale la presenza “fisica” davanti ai monitor del pc per studiare i movimenti dei grafici e le correlazioni che intercorrono tra i vari titoli e gli indici. Nel nostro FTSE MIB “pesano” molto Unicredit ed Eni. Guardiamo sempre cosa fanno.

Bisogna sfruttare gli “eccessi” di questi movimenti, in un verso o nell’altro. È possibile guadagnare anche al ribasso, con l’operatività “short”, scommettendo in pratica che il prezzo del titolo scenda. Solitamente le prime due ore di contrattazione sono le più volatili, sfruttiamole!

Se un titolo è particolarmente acquistato e registra ad esempio un + 3,5% già ai primi scambi, consiglio di non fare la vendita allo scoperto, ma di acquistare. Se il titolo va forte ci sarà qualche motivo! Alla rottura verso l’alto del massimo di giornata, personalmente continuo ad acquistare

Una volta ottenuto un gain soddisfacente dopo un trade portiamo a casa il risultato, non trasformiamo un guadagno in una perdita. Utilizziamo la media mobile giornaliera, acquistando quando il prezzo si trova al di sopra di essa e vendendo quando è sotto di essa.

Il segreto per operare con successo con l’operatività intraday è studiare, studiare e ancora studiare. Con il tempo il metodo si affinerà e verrà fuori anche l’istinto, fino a ottenere dei risultati strepitosi!!!
Buon Trading a tutti voi!!

A cura di Guido Di Domenico
Autore di Scalping Intraday, Grandi Trades per Piccoli Traders, Come Scegliere il Mutuo

Come valutare l’acquisto di un impianto fotovoltaico 2

Venerdì, Febbraio 26th, 2010

Mario Delfino L’acquisto di un impianto fotovoltaico costituisce a tutti gli effetti un investimento.

Ne consegue che, ai fini della valutazione dei preventivi che ci vengono sottoposti, occorre analizzare la capacità dell’investimento proposto di generare reddito.

Invece, tendiamo a concentrarci, piuttosto, sul prezzo complessivo di realizzazione dell’impianto. Il criterio di selezione del preventivo, risulta, cioè, soltanto la valutazione del costo d’acquisto.

Un simile comportamento rischia di essere controproducente.
Perchè?

Se, come è vero, acquistare oggi un impianto fotovoltaico significa investire i nostri soldi, possiamo, allora, paragonare l’acquisto di un impianto fotovoltaico all’acquisto, ad esempio, di azioni. Cioè paragonare l’investimento nel fotovoltaico a un’altra forma più diffusa di investimento.

Ora, quando noi prendiamo in considerazione l’acquisto di azioni, le valutiamo unicamente sulla base del loro prezzo di acquisto? Vale a dire, acquistiamo le azioni che presentano il prezzo più basso?
Non mi pare.

Acquistiamo, piuttosto, le azioni che presentano il prezzo più basso rispetto a quello che dovrebbe essere il loro valore intrinseco. Cioè la loro capacità di generare reddito.

Un buon indicatore numerico a tal proposito è il Price Earnings Ratio (Rapporto Prezzo/ Utili). Generalmente, azioni con un valore non elevato di tale rapporto possono costituire un buon investimento.
In definitiva, valutiamo la qualità delle azioni.

Ed è quanto dovrebbe essere fatto anche nel caso dell’acquisto di un impianto fotovoltaico.

Possiamo considerare, ad esempio, le caratteristiche tecniche dei materiali che ci vengono proposti (il valore di tolleranza dei moduli o il grado di rendimento dell’inverter) oppure, attraverso l’esame dei lavori eseguiti dalla società che ci contatta, verificare la sua capacità di gestire al meglio le problematiche che potrebbero insorgere nel corso della realizzazione dell’impianto.
La qualità costa. Anche nel fotovoltaico.

Ed è la qualità che ci garantisce la bontà dell’investimento che andiamo ad effettuare.

Ricordiamoci sempre che acquistando un impianto fotovoltaico, acquistiamo, attraverso l’acquisizione della titolarità di un bene, la possibilità di garantirci una rendita negli anni.

A cura di Mario Delfino
Autore di Investire nel Fotovoltaico