consapevolezza

Come la consapevolezza porta il successo nella vendita

Venerdì, Marzo 18th, 2011

In molte occasioni si è portati a pensare che, per poter concludere una vendita, si deve essere disposti a tutto. Non è così: il vero successo può venire soltanto dall’essere in pace con se stessi, il che non può che derivare dalla soddisfazione di sapere che si è fatto tutto ciò che dipende da noi per ottenere il miglior risultato possibile.

Il successo lo si raggiunge soltanto attraverso l’appagamento, la serenità di sapere che si è dato il massimo, tenendo conto della propria abilità.

Soltanto l’individuo può correttamente essere giudice del proprio successo. Puoi ingannare gli altri, ma mai ingannare davvero, se non per poco tempo, te stesso. Non si può raggiungere la perfezione, ma questo deve essere l’obiettivo a cui tendere per poter realizzare il meglio.

Non raggiungere il cento per cento dei tuoi obiettivi non è un fallimento, indipendentemente da ciò che afferma chi ti sta intorno. Il successo si costruisce con la consapevolezza di ciò che si è raggiunto, proiettando nel futuro i nuovi propositi da perseguire.

Bisogna tener presente che non siamo nati tutti uguali, con le stesse capacità fisiche e intellettuali, non siamo tutti cresciuti nello stesso ambiente, non abbiamo avuto le stesse basi nell’educazione linguistica, non abbiamo tutti le stesse capacità di lavoro.

Ma, pur partendo da presupposti diversi, ci sono caratteristiche che fanno la differenza tra il professionista consapevole e il resto dei lavoratori: nessuno potrà superarvi in qualità importanti, come lo spirito di squadra, l’entusiasmo, la serietà, lo spirito di collaborazione, la lealtà, la determinazione, l’onestà, la sincerità, l’affidabilità e l’integrità morale.

Acquista e mantieni queste doti e il successo nella vendita è assicurato.

A cura di Cesare D’Ambrosio
Autore di Venditore Professionista, Tecniche di Vendita

Corso Marketing Gratis con l’ebook Web Monster!

Venerdì, Marzo 11th, 2011

In questi anni ho conosciuto persone dalle qualità straordinarie.

Molte di loro hanno un particolare talento e una scintilla di genialità che solo loro possono esprimere. Avrebbero la possibilità di fare molto per gli altri e soprattutto per se stessi. Purtroppo non sanno come proporsi, non sanno neppure da dove iniziare.

Altri pensano che stanno facendo il massimo, ma in realtà non sono neppure al 10% di quello che possono fare. Per questo rimangono confinati nell’ombra, mentre altri ancora, molto meno preparati e capaci, hanno più successo di loro.

Ma anche queste persone non sanno che questo non è il massimo del successo che si può ottenere. Infatti quando, raramente, le qualità profonde incontrano un marketing efficace, l’effetto è straordinario, uno di quelli destinati a durare. Risultati e imprese che lasciano un segno profondo nella mente e nei cuori delle persone. Che differenza fa? Beh, una bella differenza, te lo garantisco.

Quando questo succede hai l’opportunità di vedere davvero ciò che vali ed esprimere tutto il tuo potenziale. Non si tratta solo di denaro, ma di qualcosa di molto più importante: la scoperta di te stesso e delle tue qualità uniche ed irripetibili.

Mostrare il vostro volto a migliaia di persone per notare i differenti riflessi di voi che vengono rispecchiati: ogni riflesso è un pensiero, ogni faccia una nuova consapevolezza. In questo modo la vostra mente si espande e diventa più flessibile, immergendovi nel flusso dell’abbondanza continua.

Per questo ho deciso di condividere la mia storia e soprattutto le competenze e le strategie che ho utilizzato in modo puntuale e metodico in questi anni di crescita incredibile. Vorrei farti capire come il successo non sia un fenomeno di tutto o nulla, ma una serie ininterrotta di scelte azzeccate con un tempismo sincronico.

Vorrei insegnarti a vendere ancor prima di vendere. Vorrei capissi quando il cervello decide di fidarsi e comprare e soprattutto fare un’azione nella tua direzione. Voglio dirti cosa fare, già da domani, per rendere la tua impresa un successo straordinario.

Ho già iniziato questo percorso con il libro, e l’ebook, Web Monster & Conversational Marketing, che ha avuto un grande successo. Le mie ricerche mi hanno portato a studiare sempre di più la connessione fra il marketing e l’ipnosi conversazionale.

Per questo motivo ho pensato ad un corso in cui insegnare dal vivo tutto quello che so sul marketing, portandoti la mia lunga esperienza in tutti i campi in cui ho lavorato e fatto la differenza. Capirai come l’ipnosi conversazionale possa essere facilmente applicata al marketing con risultati inimmaginabili. Capirai cos’è il neuromarketing e come applicarlo nel proporre te stesso e la tua attività. Imparerai ad usare e percepire la mente sensoriale, l’unica che davvero ha importanza.

Ma qual è la tua opportunità?

Ebbene, se hai già scaricato l’ebook Web Monster & Conversational Marketing potrai partecipare gratuitamente al corso Marketing You il 19 marzo a Milano.

Non lo hai ancora letto?

Nessun problema: scaricalo subito e parteciperai gratis a Marketing You!

Ti insegnerò a pensare ad internet come ad un moltiplicatore di opportunità che vanno ad integrarsi con le tue azioni strategiche nella vita reale. Ti racconterò le storie affascinanti di chi ha avuto un successo internazionale, modellando insieme le tecniche comunicative e le idee geniali che li hanno portati al successo. Capiremo insieme come applicare gli stessi concetti e strategie al tuo contesto e alla tua impresa.

Quali sono i primi 3 passi che hanno fatto tutti quelli che hanno avuto successo?

Imparare, imparare e imparare.

Comincia leggendo l’ebook Web Monster & Conversational Marketing; questa è la tua opportunità di fare la stessa cosa: Marketing You.

GRATIS!

INVECE DI 338,60€

Ecco cosa devi fare:

1) Se non lo hai già fatto, acquista l’ebook Web Monster & Conversational Marketing;

2) Scarica la scheda di iscrizione e inviala al più presto via fax al nr. 02.45503767, insieme alla ricevuta di pagamento dell’ebook;

3) Partecipa gratis al corso Marketing You.

Qui puoi trovare il programma dettagliato:

http://www.dialogika.it/marketing_you

Ci vediamo a Milano il 19 Marzo per una giornata straordinaria!

A presto e… Buon Marketing!

A cura di Charlie Fantechi

Autore di Web Monster & Conversational Marketing

Come evitare le trappole del cervello

Mercoledì, Marzo 2nd, 2011

Il nostro cervello è una macchina meravigliosa, dalle infinite e non replicabili capacità (gli studiosi di intelligenza artificiale sanno quanto sia difficile replicare anche solo il movimento fisico necessario per “camminare” su due gambe!).

Tra le sue molteplici funzioni c’è anche quella del risparmio energetico e della ricerca delle scorciatoie, necessarie per funzionare meglio e con tempi sempre più ridotti. Ma molto spesso sono proprio le cosiddette “funzioni automatiche” a creare danni, a farci prendere decisioni sbagliate, ad influenzarci in modo nefasto quando dobbiamo convincerci o meno della bontà di un’idea.

Molti si appellano al concetto di “decisione istintiva”, ma più correttamente dovremmo invece immaginare una sorta di pilota automatico che, sulla base di vari parametri, inclusi quelli istintuali ma non solo quelli, prende il controllo del velivolo (cervello/persona) e lo porta ad “atterrare” (decidere) nel luogo percepito come più adatto alla situazione.

A chi non è mai capitato di trovarsi sulla strada dell’ufficio (magari quella percorsa tutte la mattine) perché essendo distratti da altri pensieri abbiamo lasciato che il pilota automatico decidesse senza controllo (andando dunque sulla strada più “battuta”)?

Questa è solo una delle situazioni meno deleterie; i danni di una decisione basata su reazioni automatiche erronee possono essere ben altri: si pensi alle errate decisioni di pancia che molti investitori prendono e che gli causano perdite per migliaia di euro!

A questo punto sorge spontanea la domanda: come possiamo evitare che il cervello, con i suoi automatismi, ci metta in condizione di “decidere” in modo inefficace?

Non è questa la sede per una disamina precisa e puntuale ma posso già darvi una risposta molto pragmatica, basata sulle recenti scoperte sul cervello della neonata, e già in via di affermazione, scienza denominata “neuroeconomia”.

Poiché il cervello automatico compie scelte senza la consapevolezza cosciente e in modo rapido, uno dei primi metodi per contrastare la sua velocità è quello di mettere un agente “rallentante”: il linguaggio consapevole.

Per tornare all’esempio della guida, invece di iniziare a guidare senza aver programmato tutto il percorso giusto, potreste provare a “dirvi”, dialogando dentro di voi, l’elenco delle tappe del percorso (i nomi delle vie, i punti di riferimento ecc.) passando solo dopo alla visualizzazione del percorso. Questo semplice stratagemma ridurrà di molto i rischi che il pilota automatico scelga al vostro posto: anzi sarà come aver riprogrammato il pilota automatico stesso!

Ovviamente la stessa cosa ed anzi con maggiori effetti potrà essere applicata a decisioni più pregnanti: attivare il dialogo interiore, porsi domande cui dare riposte compiute obbligherà le vostre funzioni cognitive più “evolute” ad entrare in campo, riducendo i rischi che dominino le “sensazioni di pancia”!

Buona… Decisione!

A cura di Stefano Santori
Autore di Neuroeconomia in Azione

Come pianificare il tuo downshifting?

Sabato, Ottobre 9th, 2010

Mi è capitato di andare in automobile a Milano un paio di volte nel corso delle ultime settimane. Mi sono trovato, mio malgrado, su una delle tangenziali nell’ora di punta, insieme a migliaia di altre auto, guidate da persone evidentemente “preparate” alla interminabile e congestionata coda.

Ho avuto tutto il tempo di osservare i miei compagni di sventura.

C’era chi chiacchierava al telefono, probabilmente con qualche altra persona ferma cento metri avanti, chi invece si agitava cercando forse di giustificare il ritardo sull’appuntamento fissato senza prevedere un “ragionevole” cuscinetto di sicurezza, chi leggeva tranquillamente il giornale, alternando due secondi per la lettura a due secondi per la guida.

Un quadro quotidiano per tutte le persone costrette a spostamenti per il lavoro, specie in grandi città.

La sostenibilità di una vita nel traffico (almeno due volte al giorno), frenetica e spesso dettata dai ritmi altrui, è messa sempre più a dura prova da reali e concrete possibilità di “Downshifting”, cioè da scelte per migliorare la propria qualità di vita.

Decidere però di fuggire dalla vita di città sulla base di un senso di sconforto, sul miraggio di una vita migliore in campagna, o semplicemente per il desiderio di “cambiare”, può rappresentare una soluzione fragile, se non preceduta da un’attenta pianificazione.

Occorre in particolare:

  • Esaminare la propria situazione patrimoniale e reddituale, attuale e prospettica;
  • Essere consapevoli dei sentimenti e delle possibili reazioni di tutti i familiari coinvolti dalla scelta;
  • Identificare un luogo idoneo per vivere in modo più equilibrato, ma anche per continuare a tenersi impegnati;
  • Prepararsi agli impatti psicologici potenzialmente derivanti dal cambio di lavoro, dei ritmi di vita, delle frequentazioni ed in generale delle sicurezze costruite nel tempo.

Nel manuale Ritirarsi a 40 anni, sono descritte in grande dettaglio tutte le fasi fondamentali per gli aspiranti “Downshifters”, cioè per coloro che desiderano pianificare un’uscita dalla frenesia quotidiana per ritagliarsi uno spazio e un tempo di vita più equilibrato.

Pianificare con consapevolezza e realismo una scelta di “Downshifting”, contribuisce a rendere le decisioni più robuste e sostenibili per sé e per la propria famiglia.

Buona lettura!

A cura di Filippo Masi
Autore di Ritirarsi a 40 anni

Come diventare consapevoli per mettersi in proprio (parte seconda)

Martedì, Aprile 13th, 2010

Francesco Filippi Nell’articolo scorso (parte prima) ho parlato dell’importanza di essere consapevoli, responsabili ed etici allo stesso tempo, perché un business creato per sé apporti un beneficio anche alla società, condizione necessaria perché il business sia florido e duraturo anche per sè stessi.

Di consapevolezza, responsabilità ed etica non si parla spesso; se ne parla solo in momenti di gravità particolare, additando gli altri come causa di ciò che non funziona, sollevando solennemente in quei momenti la questione morale. Sta accadendo in questi mesi in politica che rimane lo specchio impietoso di ciò che noi siamo purtroppo.

C’è molto rumore a riguardo ma nessun segnale di voler modificare veramente il proprio comportamento lasciando così che tutto rimanga inesorabilmente immutato. Se da un lato siamo giustificati, perché è veramente difficile cambiare e comunque non sapremmo come farlo, dall’altro siamo in presenza di un allarme pericoloso: “Non sappiamo in che direzione procedere e quindi qualsiasi evento è in grado di trascinarci in qualsiasi direzione”.

Utilizziamo consapevolezza, responsabilità ed etica, in modo inconsapevole, con l’unico scopo di convivere con gli altri, anche nel business.

Il senso di queste tre parole risiede invece, secondo me, nell’attenzione disinteressata che noi dovremmo avere per gli individui, per l’habitat e per il Mondo in generale, anche per gli altri attori del business se posso azzardare un’ipotesi neanche così pazzesca.

Proviamo a farci qualche domanda per iniziare:

Cosa significa essere consapevole?
Significa sapere che siamo responsabili di tutte le azioni che compiamo e che queste hanno una conseguenza nel mondo. Significa dare più valore alle emozioni e ai sentimenti piuttosto che alle cose materiali. Significa cogliere l’attimo e non rimandare sapendo che ciò che non compiamo oggi forse domani non potremo più farlo.

Cosa significa essere etici?
Significa la ricerca di uno o più criteri che ci consentano di gestire adeguatamente la nostra libertà nel rispetto degli altri.

Cosa significa responsabili?
Significa sapere di dovere rendere conto di azioni in cui si ha un ruolo determinante. È un impegno e obbligo che derivano dalla posizione che si occupa, dai compiti, dagli incarichi che si sono assunti sapendo che esistono delle conseguenze dovute ai propri comportamenti.

E le prossime domande potrebbero essere:
Come si fa a diventare consapevoli, responsabili ed etici? Perché diventarlo? Da chi imparare?
Ma questo lo vedremo nel prossimo articolo.

Buon lavoro a tutti!

A cura di Francesco Filippi
Autore di Creare Oggetti di Design

Come diventare consapevoli per mettersi in proprio (parte prima)

Sabato, Marzo 6th, 2010

Francesco Filippi Riprendiamo ora il primo giorno della guida Creare Oggetti di Design che riguarda “La buona formazione degli obiettivi”.

Alla fine del capitolo descrivo la necessità di sapere dove si è per decidere dove andare; parlo della consapevolezza, quella sensazione interiore che ci fa percepire se stiamo procedendo nella direzione giusta nella vita, incluse le scelte professionali.

So che può sembrare strano affrontare questo argomento nel decidere di auto-produrre i propri oggetti, ma quando affronterete questa attività, lo farete per un grande numero di anni, che cambierà la vita a voi e alle persone che collaboreranno con voi; e sarà il modo in cui lo farete che farà la differenza.

Non pensate che sia una stravaganza fare un percorso di crescita personale per compiere un passo nel mondo come imprenditore; sono percorsi intimamente legati, anche se i meccanismi che li regolano sono ancora poco conosciuti nella nostra cultura.

Il motivo che potrebbe spingervi a farlo è che un percorso simile potenzia le vostre doti, ve ne crea di nuove, con un notevole riflesso sulle vostre capacità creative, di apprendimento e professionali.

Purtroppo siamo stati educati ad apprendere ma non a strutturare ciò che gestisce la conoscenza e il modo con cui la si usa, che riguarda in modo diretto l’etica, che potremmo definire come: “La ricerca di uno o più criteri che consentano all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri”. (Wikipedia)

Assodata l’importanza dell’etica, mi preme sottolineare che il periodo che stiamo attraversando è contraddistinto da una profonda recessione economica, riflesso diretto di una grande carenza di consapevolezza, coscienza ed etica nella politica, nel mondo del lavoro, nel business, nell’individuo.

È quindi assolutamente indispensabile che correttezza e consapevolezza diventino le parole d’ordine per una società più evoluta e più giusta.

Perché questo accada dobbiamo rispettare il sistema. Se lo rispettiamo, quando siamo in difficoltà, questo si prende cura di noi, in quanto facciamo parte di un network indivisibile. Se non lo rispettiamo, questo reagisce e si autoregola fino a quando l’equilibrio non si è ristabilito anche a costo di “eliminarci”.

E così, se buchiamo l’ozono, non siamo più protetti dai raggi cosmici; se avveleniamo l’ambiente, mangiamo cibi avvelenati; se produciamo armi, prima o poi queste verranno usate contro di noi; se siamo scorretti nel business, veniamo estromessi.

A seconda delle situazioni, questa “ricalibrazione” avviene in un numero di anni indefinito, secoli in alcuni casi, e le nostre capacità conoscitive sono così limitate che non ci accorgiamo che ne siamo stati noi la causa. Ecco allora l’importanza di essere consapevoli: riconoscere che tutto fa parte di un enorme mosaico, che include la responsabilità personale di unire piuttosto che separare in tutti i contesti.

Quando ad esempio siamo padri di famiglia, diventiamo responsabili di tutte le persone che sono all’interno di un cerchio ideale tracciato intorno a noi, che rappresenta il nostro ruolo.

Quando diventiamo imprenditori o dirigenti, il cerchio che rappresenta il nostro ruolo è più ampio e include più persone che dipendono da noi. Solo se diventiamo consapevoli di ciò, possiamo diventare responsabili delle persone all’interno del cerchio.

Siamo partiti da un oggetto da produrre e ci ritroviamo ad essere responsabili del buco dell’ozono e a dovere fare un percorso di crescita?

Sì, perché ciò che avviene là fuori è un riflesso di ciò che noi siamo senza eccezioni e ne siamo responsabili.

Nel prossimo articolo parlerò in generale dei corsi di crescita personale, ma posso dirvi sin da ora che costano molto poco in relazione ai benefici che producono e innescano un processo evolutivo che rappresenta un “punto di non ritorno” rispetto alla vostra vita, con la conseguenza che finalmente riuscite a “godervi l’attimo”!

Grazie a tutti!

A cura di Francesco FIlippi
Autore di Creare Oggetti di Design