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Come pianificare il tuo downshifting?

Autostima

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228Mi è capitato di andare in automobile a Milano un paio di volte nel corso delle ultime settimane. Mi sono trovato, mio malgrado, su una delle tangenziali nell’ora di punta, insieme a migliaia di altre auto, guidate da persone evidentemente “preparate” alla interminabile e congestionata coda.

Ho avuto tutto il tempo di osservare i miei compagni di sventura.

C’era chi chiacchierava al telefono, probabilmente con qualche altra persona ferma cento metri avanti, chi invece si agitava cercando forse di giustificare il ritardo sull’appuntamento fissato senza prevedere un “ragionevole” cuscinetto di sicurezza, chi leggeva tranquillamente il giornale, alternando due secondi per la lettura a due secondi per la guida.

Un quadro quotidiano per tutte le persone costrette a spostamenti per il lavoro, specie in grandi città.

La sostenibilità di una vita nel traffico (almeno due volte al giorno), frenetica e spesso dettata dai ritmi altrui, è messa sempre più a dura prova da reali e concrete possibilità di “Downshifting”, cioè da scelte per migliorare la propria qualità di vita.

Decidere però di fuggire dalla vita di città sulla base di un senso di sconforto, sul miraggio di una vita migliore in campagna, o semplicemente per il desiderio di “cambiare”, può rappresentare una soluzione fragile, se non preceduta da un’attenta pianificazione.

Occorre in particolare:

  • Esaminare la propria situazione patrimoniale e reddituale, attuale e prospettica;
  • Essere consapevoli dei sentimenti e delle possibili reazioni di tutti i familiari coinvolti dalla scelta;
  • Identificare un luogo idoneo per vivere in modo più equilibrato, ma anche per continuare a tenersi impegnati;
  • Prepararsi agli impatti psicologici potenzialmente derivanti dal cambio di lavoro, dei ritmi di vita, delle frequentazioni ed in generale delle sicurezze costruite nel tempo.

Nel manuale Ritirarsi a 40 anni, sono descritte in grande dettaglio tutte le fasi fondamentali per gli aspiranti “Downshifters”, cioè per coloro che desiderano pianificare un’uscita dalla frenesia quotidiana per ritagliarsi uno spazio e un tempo di vita più equilibrato.

Pianificare con consapevolezza e realismo una scelta di “Downshifting”, contribuisce a rendere le decisioni più robuste e sostenibili per sé e per la propria famiglia.

Buona lettura!

A cura di Filippo Masi
Autore di Ritirarsi a 40 anni

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

3 commenti

  1. La decisione di ritirarsi è certamente molto impegnativa e deve essere pianificata con cura.
    Con l’allungamento dell’età anche il ritiro a 50 anni rappresenta un traguardo da considerare…

  2. Interessante, certo è importante che la decisione sia presa con consapevolezza. E’ veramente quello che si vuole? Capire le ragioni per cui si decide di affrontare un tale cambiamento prima ancora di come realizzarlo.

  3. Ciao a tutti,
    Se ami il lavoro che fai non è semplice ritirarsi dal mercato…

    Certamente si devono valutare tutti gli aspetti che il ritiro comportera’, non ultimo la propria passione verso il lavoro stesso.

I commenti sono chiusi.