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Come individuare il giusto prezzo di vendita del tuo prodotto

Bruno Editore

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L'ABC dell'EcommerceQuando decidi di vendere on line, il prezzo di vendita diventa una variabile con un peso maggiore rispetto alla vendita tradizionale.

Due sono gli errori più diffusi: uno riguarda il marketing e l’altro riguarda l’azienda stessa.
Partiamo dal marketing. Soprattutto chi viene dal commercio off line, e chi vende prodotti “configurabili”, cade spesso nella trappola del “prezzo non esattamente definito all’origine”.

In pratica, il prezzo del prodotto pubblicato al primo step del processo d’acquisto non corrisponde al prezzo finale. Non sto parlando dei siti che aggiungono voci ad insaputa del cliente in modo fraudolento, mi limito alle situazioni in buona fede. Si tratta di quei venditori on line che, effettivamente, non riescono a definire a monte un prezzo di vendita standard e sono costretti a rinegoziare quella cifra una volta che il cliente ha concluso l’acquisto.

I casi più diffusi sono i venditori di prodotti voluminosi, per cui le spese di spedizione pubblicate non sono realistiche e sono costretti a ridefinirle con il cliente. Oppure i venditori di prodotti componibili o per i quali è necessaria una installazione in sede: arredamento, strumenti informatici complessi, macchinari industriali…

E’ quindi necessario un ragionamento interno all’azienda, prima di passare al marketing e alla pubblicazione dei prezzi. Come definire un corretto prezzo di vendita? Ecco tre vie:
–
definire il valore del prodotto, a prescindere dai costi di produzione e distribuzione: è la situazione ottimale, ma – purtroppo – poco realistica nella maggior parte dei casi.

– fare comparazioni con i concorrenti on line, e di conseguenza comprimere o aumentare i propri margini. E’ una scelta piuttosto diffusa, ma miope, soprattutto se si ricorre ad una compressione dei margini (ognuno di noi dovrebbe affiancare al prodotto un servizio esclusivo che lo mette in una condizione di “non concorrenza”).

– definire la somma dei costi di produzione e distribuzione del prodotto, e stare bene attenti al fatto che stiamo parlando di una vendita on line. Quindi, calcolare bene – prima di pubblicarli – i costi di spedizione, di installazione e di gestione del cliente a distanza.
Da una corretta analisi del terzo punto derivano i casi di successo e, soprattutto, sostenibilità nel tempo del negozio on line.
La sostenibilità nel tempo è ben più importante dell’immediato successo.

A cura di Enrico Ratto
Autore di L’ABC dell’Ecommerce

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

7 commenti

  1. Molto interessante. Ho riscontrato io stesso le difficoltà che citi nel tuo articolo. Prima di definire un prezzo bisogna anche sapere la quantità presunta di merce che si andrà a vendere. Infatti se i nostri obbiettivi sono su larga scala il basso ricarico sarà compensato dall’alto numero di prodotti venduti (che sarà anche incentivato dal prezzo favorevole).
    Comunque sia siamo solo all’inizio dell’ecommerce e quindi se saremo capaci di essere onesti e seri ci ritaglieremo una ampia fetta di mercato quando le condizioni diverranno più propizie.
    Buon lavoro a tutti1
    Paolo

  2. Il prezzo è una variabile che molti danno per scontato debba essere basso: non è così. Come hai scritto bene ognuno di noi deve trovarsi in una sorta di non-concorrenza perché il proprio prodotto o servizio è unico.
    Ognuno dovrebbe avere la sua USP: posizione di vendita unica che ci distingue dal resto del mondo.

    Marcello

  3. Ottimo articolo, grazie.
    Sul discorso prezzo bisogna aggiungere altri elementi importanti come la “Percezione valore-prodotto” dei clienti. Per esempio su internet un ebook informativo ha un valore inferiore rispetto ad un video informativo.

  4. Buongiorno Enrico,
    Ho lettol’articolo dove quello che è stato scritto è molto scontato. Almeno che tu venda un articolo di qualità e unico puoi permetterti di applicare un prezzo anche elevato, bisogna tenr conto che sia in interent come in un coomercio offline oggi c’è una concorrenza spietate e purtroppo in un momento di crisi molti se vogliono soppravivere devono fare offerte vedi 3×2 etc………
    La teoria è una cosa , la pratica è tutt’altra cosa. Credo che va studiata la singola azienda, il singolo prodotto e scegliere quali sono gli obiettvi.
    saluti
    FabioRusconi

  5. Interessante articolo riguardo ad un mondo, quello della vendita on line, di cui non “mastico” ancora bene ogni aspetto strategico.

    Credo che la variabile “prezzo” sia la bestia nera di ogni venditore, in qualunque ambito. Dipende molto anche da che tipo di articolo viene trattato; se si propongono corsi di formazione, e si ha la capacità di far risaltare la propria conoscenza, la propria UNICITA’, la propria esperienza, credo sia profondamente sbagliato proporre un prezzo stracciato: il nostro prodotto verrebbe svilito e perderebbe di appetibilità. Se si vendono bulloni d’acciaio, con caratteristiche molto simili a quelli della concorrenza, ecco che la variabile “prezzo concorrenziale” assume un’importanza cruciale.

    Il segreto quindi (sia off line ma soprattutto on line) penso sia quello di far emergere le proprie peculiarità uniche, per non rimanere invischiati nella bagarre del prezzo basso.

  6. Ciao, grazie per il tuo articolo.
    Devo dire che anche noi abbiamo trovato davvero complesso definire i prezzi delle nostre offerte, si tratta della leva marketing più imprtante e che spesso si trascura.
    Saluti
    SF

  7. E’ un bellissimo articolo che mette in luce i problemi di come calcolare il prezzo delle merci e di come fare in modo che questo sia sostenibile.

    Se il prodotto ha una sua USP, credo la cosa si semplificherebbe subito, in quanto il prodotto risulterebbe unico.

    Intendo USP come (Unique selling proposition) quel metodo che dovrebbe dirti perchè dovresti acquistare quel prodotto, e perchè proprio da quell’azienda. Cosa c’è di veramente unico che sei costretto a comperare quel prosotto o servizio da quell’azienda?

    Questo ti tira fuori da tutta la concorrenza, ti libera dalla generalizzazione perchè hai un prodotto unico e ti libera dal creare il prezzo nel modo tradizionale.

    Un caro saluto
    Giuseppe

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