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Come attuare una corretta risoluzione consensuale del rapporto di lavoro

Aziende

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Pier Paolo SposatoMolte aziende, nell’attuare dei processi di riduzione del personale, propongono ai dipendenti la trasformazione del licenziamento in risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, con incentivazione all’esodo. Qualunque sia il motivo per il quale l’azienda propone ad un dipendente d’interrompere il rapporto attraverso una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la corretta procedura dovrebbe essere la seguente:

· L’azienda prepara una prima stesura dell’accordo, nella quale la cifra pattuita con il dipendente, come incentivazione all’esodo, viene suddivisa in due somme; una piccola parte, considerata come transazione, é destinata ad estinguere qualunque contenzioso tra azienda e dipendente, mentre la rimanente somma viene prevista come reale incentivo all’esodo. Ricordo, per chiarezza, che le due cifre subiscono tassazioni diverse; l’incentivo dovrà essere assoggettato ad una tassazione in percentuale uguale a quella da applicare al TFR, mentre quella prevista come transazione, subirà la normale tassazione applicata alle retribuzioni.

· Raggiunto l’accordo e firmato questo primo documento in sede aziendale, a protezione degli interessi di entrambe le parti, sarebbe altamente consigliabile ratificare l’accordo in sede sindacale. Le aziende, di norma, si rivolgono presso le rappresentanze imprenditoriali di settore, nella cui sedi si procede alla ratifica dell’accordo.

· Il dipendente deve presenziare alla ratifica della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, assistito da un operatore sindacale del sindacato a cui é iscritto; nel caso non fosse iscritto ad alcuna sigla sindacale, in accordo con l’azienda e la rappresentanza imprenditoriale, gli verrà assegnato un operatore sindacale d’ufficio. E’ ovvio che, prima della ratifica dell’accordo, il dipendente dovrà pagare l’iscrizione al sindacato che lo assisterà. Alcune aziende si fanno carico di pagare la quota d’iscrizione a favore del dipendente.

Sia chiaro che il dipendente non deve pagare alcuna altra cifra all’operatore sindacale che lo ha assistito; la richiesta di una percentuale sulla somma pattuita come incentivo all’esodo non é una prassi consolidata, é immorale e va denunciata agli organi centrali del sindacato in causa.

A cura di Pier Paolo Sposato

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

3 commenti

  1. Riflessione personale: da una parte è giusto tutelare i diritti della parte debole (il lavoratore), ma dall’altra c’è da considerare che una normativa troppo stringente potrebbe disincentivare i datori ad assumere nuovo personale a tempo pieno (per paura di non poterlo più licenziare). Ho parlato con diversi piccoli imprenditori locali, e in molti mi hanno confermato questo sospetto.

    Tu cosa ne pensi Pier Paolo? Reputi che l’attuale normativa a riguardo sia giusta e bilanciata?

  2. @Stefano. La tua é una domanda che richiederebbe uno spazio ben maggiore di quello quì a disposizione. Fammi avere il tuo indirizzo email e ti segnalerò alcuni articoli sull’argomento (scrivi a pierpaolo.sposato@fastwebnet.it).
    Mi limito ad osservare che il mercato del lavoro italiano é affetto da tre anomalie:
    rappresentanze sindacali politicizzate ed in forte ritardo sulla comprensione degli effetti, che il mercato globale ha provocato e provocherà
    un numero troppo elevato di imprenditori che, ben mimetizzato nel grande numero di aziende corrette, utilizza in modo disonesto od improprio leggi e procedure, studiate per flessibilizzare il costo del lavoro
    una magistratura che, troppo frequentemente, costringe le aziende a riassumere o a risarcire dipendenti licenziati giustamente per attività fraudolente o comportamenti negligenti
    Posso inoltre assicurarti, per esperienze dirette, che molti piccoli imprenditori, pur essendo nel giusto, mettono in atto procedure di licenziamento sbagliate, favorendo in questo modo la difesa dei dipendenti in causa.

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