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L’Ansia del NO nel Telemarketing!

Aziende

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Nella professione del telemarketer esiste un altro elemento che può disturbare il senso di fiducia che hai acquisito nelle prime battute ed è quello che viene chiamato “l’ansia del NO”. Questo elemento non si verifica in tutte le persone e neanche nello stesso periodo.

Infatti questa “sindrome” colpisce le persone particolarmente timide: non può essere altrimenti, perchè se sei timido nell’approccio con una persona dal vivo lo sei anche con il telefono. Come al contrario di quello che si può pensare, l’assenza di elementi visivi e della presenza fisica non aiuta una persona timida perchè essi vengono sostituiti dalla voce del”interlocutore.

Per quanto riguarda il periodo varia da persona a persona in base alla sensibilità personale: ad alcuni colpisce subito, ancor prima di cominciare a telefonare, perchè si immaginano già come sarà subire dei rifiuti.

Ad altri invece, comincia ad apparire durante il lavoro al momento dei primi segnali negativi da parte dei potenziali clienti. Non cambia molto da queste due situazioni, perchè l’unica differenza sta nel fatto che la prima categoria di persona possiede più immaginazione della prima nel pensare come ci si trova a “subire” situazioni simili.

Nel corso di mesi passati anche ad osservare il lavoro dei colleghi più “anziani” di me ho capito qual’è l’unico modo per sconfiggere questa ansia. Ho sempre notato il fatto che ogni no ricevuto non avesse effetto su di loro. Mi sono chiesto: perchè?

Le loro risposte erano diverse: chi (e ci risiamo…) diceva che ci vuole esperienza per non abbattersi di fronte a risposte negative, chi diceva che non aveva senso preoccuparsi più del dovuto e chi addirittura mi diceva che a risposte negative rispondeva con altrettante risposte del genere.

Tralasciando se siano giusti i diversi modi di agire e pensare di ognuno ho notato che avevano un trucco in comune nell’affrontare queste situazioni. Trucco che ha aiutato anche me ad affrontare questa paura ed eliminarla da subito. La cosa più sorprendente che questo quasi sempre non te lo insegna nessuno, ma lo impari sempre e solo sulla tua pelle dopo migliaia di “no”. Ora tu hai il vantaggio di sapere da subito la soluzione.

Di cosa sto parlando? Ecco di cosa si tratta: eliminare la paura di essere giudicati!!! Può sembrare strano che la soluzione sia così semplice eppure non viene mai spiegata probabilmente perchè è considerato scontato il fatto che un telemarketer col tempo lo capisca da sé. In realtà, però, non si ha la paura del “nò” del cliente, ma di essere giudicati. Con l’unica differenza che se si lavora con questo timore, prima di cominciare a sconfiggerlo si perdono tantissimi clienti!

Per superare questo ostacolo, devi pensare questo: tu stai facendo il tuo LAVORO! Non devi preoccuparti se qualcuno ti giudica o peggio, tenta di farti sembrare pesante oppure farti sentire in colpa! Se questo accade devi stare tranquillo perchè in questo lavoro si conoscono innumerevoli persone, ciascuna con il suo carattere, la sua personalità, il suo approccio e le sue esperienze in merito all’acquisto di prodotti e/o servizi.

E’ normale che ti capiti qualcuno che è rimasto scottato da acquisti precedenti e se la prende con te, come è normale anche che trovi persone gentilissime che subito sono disponibili ad acquistare! Se questo succede nella vita normale di tutti i giorni, perchè non dovrebbe accadere anche in questo lavoro?

Pensa ad esempio alla categoria dei giornalisti: quante volte si sentono respinti dai vip e politici di turno perchè a tutti i costi cercano di completare il loro servizio! Eppure, nonostante questo, vanno avanti per la loro strada, perchè quello è il loro lavoro.

Guarda ad esempio il comportamento di un calciatore: si lamenta ogni volta che subisce un fallo? La maggior parte dei giocatori si rialza immediatamente (a patto che, ovviamente, non abbia subito un brutto infortunio) continuando la propria partita e non perde tempo a pensare cosa può accadere se subisce un infortunio.

Ti ho fatto questi esempi per dirti: questo fa parte del tuo lavoro, ma non deve distoglierti dai tuoi obiettivi! Sai che succederà, ma non sarà certo questo a fermarti! Sicuramente potranno essere diversi i motivi che spingono i tuoi potenziali clienti ad avere atteggiamenti ostili nei tuoi confronti (diffidenza, repulsione, stizza, farti sentire in colpa, ecc…), ma una cosa è certa: NON E’ COLPA TUA. Quindi tieni presente questo prima di alzare la cornetta per sconfiggere questa ansia.

Prima abbiamo detto che questa “sindrome” può manifestarsi anche durante una telefonata e non subito. Per la maggior parte dei casi avviene quando un telemarketer sente un suono della voce poco gradevole da parte di chi risponde dall’altra parte della cornetta. Qui cade nel classico errore di esordire con: “Scusi se la disturbo…”. Per ovviare al problema della paura durante la telefonata occorrono fare due cose:


  • Pensare che, svolgendo il proprio lavoro, aiuti gli altri

  • Non scusarsi


La prima l’abbiamo appena vista, solo che durante la telefonata, c’è un aspetto da aggiungere. Oltre ad essere consapevoli che si sta svolgendo il proprio lavoro, quando si conversa con qualcuno al telefono ricorda sempre che tu stai aiutando il potenziale cliente a migliorare in tutti i casi. Grazie a questa strategia infatti condizioni positivamente te stesso a non pensare come un venditore, ma come qualcuno che aiuta la persona interessata.

Questo stato mentale di stampo amichevole verrà immediatamente percepito da chi ti ascolta e abbasserà immediatamente la propria “difesa” indipendentemente se poi voglia comprare da te oppure no. Così il tuo modo di lavorare migliorerà tantissimo grazie al fatto che sarai più calmo e rilassato.

Per confermare questo stato anche con le parole non tradirti scusandoti verbalmente con il tuo interlocutore in modo continuo perchè altrimenti potresti incosciamente insospettirlo di nuovo in merito ai motivi per cui lo hai chiamato!

A Cura di Roberto D’Aloisio,
Autore de “I Segreti del Telemarketing”

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

7 commenti

  1. Roberto,
    Ottimo ed interessante articolo.

    Sono delle informazioni che mi portano alla mente il lavoro svolto nelle assicurazioni (molti anni fa), ed in particolare proprio la “gestione dei rifiuti” da parte delle persone. Il classico “NO” che uno riceve nella telefonata…

    Inutile aggiungere che quelo che dici è verissimo… 😉

  2. Ciao Roberto, ed ancora complimenti per ebook ed articolo.

    Diverse molte, mi è capitato di avere a che fare con persone, incontrate sia occasinalmente, che per ragioni lavorative, che svolgevano attività di telemarketing.
    Ed è senz’altro vera la sindrome, o consizionamento psicologico, da te richiamato.

    C’è però anche un diverso aspetto della questione, almeno in parte….
    Se non nella totalità dei casi, sicuramente nella maggior parte capita che il telemarketer sia inquadrato con una retribuzione esclusivamente provvigionale, basata sui risultati ottenuti….il che non conferisce molta certezza economica, sopratutto a talune persone…..

    Se persone giovani ed intraprendenti, quindi, si affacciano…a tale attività, capito spesso che la loro voglia di fare, il loro entusiasmo possa, indubbuamente, spingerli ad interessanti risultati.
    Per loro, molto spesso, non si pone un problema, che invece riguarda le persone più anziane…..

    Queste ultime espimono sopratutto una situazione, di cui i più giovani, in tanti casi, possono disenteressarsi.
    Il giovane ha magari le “spalle coperte”, finanziariamente parlando, dalla famiglia, e quindi può, almeno inizialmente, essere indifferente al’ansia da risultato, poichè, comnque, non gli mancherà un tetto per dormire, e via dicendo…

    Ma chi approccia, con corrispettivo solo provvigionale, tale attività, spesso si chiede: “e se non ce la faccio?
    Quindi, non si tratta (solo) di un problema psicologico, per questa tipologia di operatore, ma sopratutto della preoccupazione di non riuscire a conseguire un corrispettivo sufficiente.
    Il che vuol dire, per queste persone, non riuscire a gerstire il classico arrivare alla fine del mese.
    Queste persone dicono: e se non riesco?

    La risposta per il giovane non è così problematica; va bene, hai tentato, se non riesci, non c’è problema, finchè hai qualcuno che ti copre le spalle finanziariamente.
    Ma cosa dire, invece, a chi, magari è più avanti con gli anni, edeve “sborsare il lunario”, come si amava dire una volta, cioè deve far entrare un guadagno sufficiente per sè, e magari per la propria famiglia….
    E’ forse anche questa una delle ragioni, per cui….si smette.

    Alla fine, una persona in tale situazione non può permettersi di “provare” all’infinito….

    Cosa dirgli?
    Tu cosa gli diresti?

    Ciao ed ancora grazie per i tuoi sempre attuali ed interessanti articoli.

  3. ciao Roberto , hai centrato in pieno mi hai riportato indietro nel tempo quando facevo le prime telefonate , anch’io come Massimo D’amico per le Assicurazioni ( chissà come mai in tanti iniziano con le assicurazioni e dopo aver portato a queste i parenti come clienti se ne vanno nel giro di pochi giorni come ho fatto io perchè non ero assolutamente adatto ) .

    Vabbè, ritornando al telemarketing per quanto mi riguarda non ho avuto esperienze positive , odiavo sentirmi gettare la cornetta e a volte essere trattato male era sicuramente paura di esser giudicato come hai descritto NEL TUO POST. mi è piaciuto l’articolo , ho deciso di stamparlo e farlo leggere bene ai miei collaboratori.
    Grazie Patrizio

  4. Ciao Ragazzi! Grazie a tutti dei Vs commenti!

    X Patrizio: allora non sono l’unico ad aver lavorato per le assicurazioni… 😉 il fatto è che queste sono realtà commerciali moto forti nelle quali vi è molto turn-over ed emergono ottimi manager delle vemdite e non… Nelle vendite il Telemarketing è uno strumento potentissimo, ma nelle assicurazioni è fondamentale: infatti all’inizio a tutti viene suggerito di piazzare le polizze ai propri parenti e amici proprio per acquistare padronanza della vendita in materia, ma poi quando questo “serbatoio” si esaurisce si parte con le… TELEFONATE!

    Grazie del fatto che hai deciso di stamparlo e di farlo leggere ai tuoi collaboratori!

    X Giampiero: so benissimo cosa significa ciò che hai detto! Diciamo che io sono una via di mezzo tra l’avere le spalle “coperte” e la necessità di non fallire… Cosa gli direi? Bè sicuramente di non mollare al primo “no” che si sente dire perchè i “no” nella vita si hanno purtoppo (anzi, soprattutto) fuori dall’ambito del Telemarketing: poi è ovvio che ci sono persone davvero poco adatte però ti dò una piccola statistica.
    Su 100 persone che cominciano a fare queste lavoro circa 85 lasciano. Significa che il 15% era adatto. E gli altri? Tutti inadatti? Non proprio: solo un altro 10% non era davvero portato per questo lavoro! L’altro 75% MOLLA TUTTO perchè come in molti altri ambiti non sidanno la FORMAZIONE adatta e nessuna leva MOTIVAZIONALE adatta.

    Roberto 😉

  5. Ciao Roberto.

    Quello che ho appena letto è un bellissimo articolo, perché questo problema secondo me, aleggia sempre in tutte le persone che fanno telemarketing.

    Può essere giovane o vecchio del mestiere, ma il problema è sempre latente, pronto ad uscire in qualsiasi momento.

    La mia esperienza è che arriva prima di iniziare a telefonare, mentre, subito dopo aver iniziato a chiamare i potenziali clienti se ne va immediatamente.

    Credo comunque e te lo posso confermare sulla mia esperienza che questo problema si avvicina nel momento in cui hai poca coscienza di quello proponi, oppure quando ti trovi in un momento di poca stima di te stesso.

    Insomma un momento no!
    Capita, un po a tutti. No?

    Io l’ho sempre risolto mettendo in luce le qualità del servizio che proponevo e i vantaggi e per i clienti.

    Complimenti per l’articolo.
    Mi piace.
    Giuseppe Lunardi

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