stefania carnevali

Come riscoprire la natura femminile

Lunedì, Gennaio 31st, 2011

Le donne in carriera, le donne in politica, in diplomazia, ma anche le semplici impiegate di banca, le trovo tutte aggressive e di modi sgradevoli. Non sopporto più i loro comportamenti arroganti, la mancanza di rispetto. Mi sembra che le donne italiane abbiano perso femminilità. Sono diventate dei maschiacci”.

A pronunciare queste parole rilasciate durante un’intervista al settimanale “A” è Lila Castellaneta, moglie dell’ambasciatore Gianni Castellaneta, nata a Teheran e arrivata in Italia dopo l’arrivo di Komheini.

È molto più facile per una straniera cogliere vizi e virtù del Bel Paese che la ospita ormai da anni. È una donna di classe che, con molta eleganza, non maschera il sincero rammarico per la perdita di femminilità, educazione e bon ton che nota attorno a sé.

E se si pensa che frequenta salotti buoni e ambasciate, si può constatare dove siamo arrivate senza forse rendercene conto.

Ovviamente il suo punto di vista si può ridimensionare tenendo conto del ruolo che riveste, ma se vi capita di guardare a tarda notte qualche vecchio programma televisivo e lo confrontate con un qualsiasi attuale programma politico o di intrattenimento, vi renderete subito conto di quanto siano aumentati i toni, il volume e gli improperi.

E non sto parlando di Sgarbi o Platinette che sui loro isterismi hanno costruito “personaggi” di successo, ma delle “sciure” del pubblico pomeridiano e delle donne impegnate in politica che talvolta lasciano negli armadi i rigorosi tailleurs maschili e, vestite e truccate da vere vamp, eccedono nei toni e nelle maniere.

Conquistare posti di potere e visibilità è costato sicuramente molto e dalle piazze dove si rivendicavano diritti sacrosanti si è portata l’aggressività in qualsiasi ambiente come se fosse un passepartout per ottenere ascolto e rispetto.

Ma la vera forza della donna non è quella di ostentare e starnazzare perché, come prosegue la signora Lila: “Purtroppo le donne hanno rinunciato al loro charme: hanno imboccato la strada della competizione con l’uomo. Per la smania di sentirsi alla pari si sono inasprite.

Non hanno più grazia. La loro femminilità è svanita. Una perdita enorme, perché la donna con la sua dolcezza, con un gesto, uno sguardo, un linguaggio sereno può risolvere tanti problemi, può allentate tante tensioni. Tutto questo è stato buttato all’aria”.

La signora dell’Ambasciata consiglia addirittura una scuola di buone maniere, sull’arte di vivere e di comportarsi in società.

Non è necessario insegnare alle bambine l’uncinetto e il punto croce e neppure avere nella libreria “L’enciclopedia della donna”, basterebbe riconoscere e non rinnegare la propria natura femminile unita ad una sana e moderna educazione del rispetto e nel rispetto.

Occupare posti di potere e prestigio e integrare le qualità maschili di forza e coraggio non significa urlare e offendere: si può usare la “grazia” anche per comandare.

A cura di  Stefania Carnevali
Autrice di Piacersi per Piacere

Come fare per trovare la persona giusta

Lunedì, Marzo 8th, 2010

Stefania CarnevaliRaramente mi capita di guardare la televisione durante le ore pomeridiane, ma alcuni giorni fa, casualmente in casa, mi sono soffermata davanti a un ben noto programma dove i partecipanti, corteggiandosi l’un l’altro davanti a un pubblico alquanto concitato che fa pronostici e vaticina il decollo o il collasso di una storia che ancora deve nascere, cambiano idea sul reciproco interesse amoroso a ogni applauso o fischio del suddetto.

Non è sicuramente mia intenzione esprimere alcun giudizio sulla trasmissione in questione nè commentare sul fatto se si tratta o meno di una ingegnosa costruzione per ottenere l’audience, ma questo sprazzo televisivo mi ha fatto riflettere su alcune cose.

Avendo gestito per diversi anni un’agenzia matrimoniale non mi sono certamente stupita della ricerca di un partner attraverso una trasmissione televisiva, forse queste persone sono meno timide o più esibizioniste dei miei clienti, che si sentivano protetti dall’anonimato.

Il fatto è che, non solo in televisione e non solo nel “settore sentimenti”… mi sembra che ci si stia allontanando troppo dalla Natura, dall’istinto.

Ma perché oggi l’amore è così “ragionato”?
Perché c’è questa necessità di sondare, scandagliare, vivisezionare?

E’ vero che non siamo più uomini e donne (no, no… nessun riferimento) primitivi/e e quindi non ci si cerca più esclusivamente per garantire la continuità della specie ma la scelta pondera anche gusti, passioni, livello culturale ed economico.

Ma non è che questo eccessivo “valutare”, “soppesare” “misurare”  ci porta lontano da quello che ardentemente cerchiamo?

Più che la propria metà mi pare che si stia cercando un puzzle dove manca sempre il pezzetto che completa il quadro. Si vuole la perfezione.

Frasi come “non è la storia giusta”, “non è l’uomo della mia vita”, “non è la donna che cercavo”, vengono ripetute in continuazione, e sempre a sottolineare qualcosa che non c’è, “qualcosa che manca”, non si pone più attenzione a quello che si ha e si vive così nella perenne insoddisfazione, nella continua illusione.

E’ giusto iniziare la grande storia d’amore quando e solo quando si sono conosciuti virtù e difetti dell’altro? Quando si sono fatte tutte le domande e avute tutte le risposte?
Dopo questi quesiti mi sono chiesta se esisteva una soluzione.

La ricetta è la più semplice che ci sia, ossia ritornare alla propria Natura. Scegliere il partner con il cervello non è sufficiente.

Provate a ri-scoprire l’uso dei vostri sensi.

Nel mio ebook Piacersi per Piacere c’è un intero capitolo dedicato ad esercizi e test per riscoprire e potenziare i cinque sensi. Lasciatevi guidare dai sensi per capire se una cosa, una situazione o una persona può andare bene per voi oppure no.

Gusto, olfatto, tatto, udito e vista… imparate a fidarvi del loro linguaggio.
Se una persona “a naso” non vi piace, non serve sapere che ha tre lauree e fa snowboard.

Le parole possono essere artificiali
, si puo’ trattare e ritrattare, spesso confondono ma l’istinto, se riconosciuto e ascoltato non sbaglia mai.

A cura di Stefania Carnevali
Autore di Piacersi per Piacere