risolvere i conflitti

Come prepararsi a gestire i conflitti

Mercoledì, Dicembre 16th, 2009

La gestione dei conflitti richiede, a seconda degli ambiti in cui insorgono, l’adozione di interventi e comportamenti, mirati a risolvere situazioni, caratterizzate da specifiche difficoltà. E’, comunque, possibile adottare un approccio di base che si può rivelare utile in ogni occasione:

- bisogna avere chiari i motivi del conflitto. E’, dunque, necessario identificare gli obiettivi che si vuol raggiungere e le azioni o comportamenti della controparte, che ne impediscono la realizzazione;

- occorre interpretare la personalità della controparte, per mettere a punto la tattica migliore e rimanere sulla sua lunghezza d’onda. Questo comporta la necessità di sviluppare, seppure in modo superficiale, la conoscenza dei profili psicologici individuali, secondo le teorie dell’analisi transazionale o dei profili dominanti;

- bisogna decidere se esistono le condizioni per usare le tecniche di persuasione, o quelle dell’assertività, o quelle della negoziazione;

- è fondamentale applicare l’ascolto attivo e la tecnica della domanda per capire esattamente la posizione della controparte;

- una volta chiariti obiettivi, impedimenti e posizione della controparte, è consigliabile dichiarare se e quali compromessi si è disposti ad accettare;

- è necessario valutare, nei casi che potrebbero avere significativi risvolti legali, se non è il caso di passare dalle comunicazioni verbali a quelle scritte e ad una trattativa più dura;

- vanno esaminate le soluzioni che si prospettano, valutando se sono accettabili e se attenuano il conflitto ;

- si può, a questo punto, raggiungere l’accordo che, in certe particolari situazioni, dovrebbe essere formulato in forma scritta e avere un avallo legale.

A cura di Pier Paolo Sposato
Auotre di “Capi non si nasce” e “Come Gestire i Conflitti”

Quali fattori influiscono sulla possibilità di risolvere un conflitto?

Lunedì, Novembre 23rd, 2009

I fattori che agiscono sulla capacità di risolvere i conflitti sono numerosi, ma essenzialmente due sono quelli che determinano la probabilità di successo: l’oggetto del contendere e il profilo psicologico dei contendenti.

I conflitti tra individui possono derivare da cause molto diverse tra di loro; probabilmente, alla radice non vi è che il risultato di differenti vedute ideologiche, filosofiche, politiche o di diverse esperienze di vita. Altre cause di conflitto risiedono nel diverso modo di percepire le situazioni; le persone vedono i problemi sotto angolazioni diverse e le loro reazioni sono condizionate, come detto prima, da esperienze precedenti.

Le differenze di status, specialmente in ambito lavorativo, sono all’origine di conflitti, nel caso in cui subordinati, ad esempio, non rispettino l’autorità dei capi. Non mancano motivi di conflitto tra colleghi, generati, di solito, dallo scatenarsi di invidie ed ambizioni di carriera.
L’oggetto di scontro più frequente, in ambito famigliare tra genitori e figli, sono le differenze generazionali, mentre, nei conflitti di coppia in enorme aumento, é stato scientificamente accertato che sono provocati da problemi di comunicazione. I conflitti condominiali sono quelli che dominano la scena del sociale e sono generati dalla strenua difesa di interessi individuali.

Voglio però richiamare l’attenzione sulla grande importanza che giocano, nel determinismo di un conflitto, i diversi profili psicologici dei contendenti; molte teorie psicologiche si sono occupate di questo problema ma la più semplice e d’immediata comprensione é quella sui “comportamenti dominanti”. Le esperienze, maturate con questa teoria, permettono di affermare che gli individui, di fronte alla scelta se dare maggiore attenzione al raggiungimento dei propri obiettivi o al mantenimento di buone relazioni sociali, si possono comportare in modi completamente diversi, che possono essere classificati e riconosciuti in quattro stili fondamentali: estroverso, dominante, analitico, socievole.
Vedremo, in un prossimo post, che, essere capaci di identificare il proprio profilo dominante e quello della persona con cui ci si sta confrontando, faciliterebbe moltissimo la risoluzione dei conflitti.

A cura di Pier Paolo Sposato
Autore di “Capi non si nasce” e “Come Gestire i Conflitti”