obiettivo

Come persuadere te stesso in tre passi

Sabato, Marzo 5th, 2011

Lo studio della persuasione si occupa di come muovere gli altri nella nostra direzione in modo etico, oppure come identificare i messaggi persuasivi poco etici che alcune società utilizzano per promuovere i propri prodotti, ampliando così la nostra libertà di scelta.

Esiste tuttavia un altro aspetto della persuasione ed è relativo a come persuadere noi stessi a fare qualcosa che riteniamo giusta e vantaggiosa per la nostra vita, ma che per qualche motivo non riusciamo a portare avanti o a completare.

Una delle definizioni che amo di più di “autodisciplina” è “la capacità di fare ciò che è giusto fare, indipendentemente se ne hai voglia o meno“. Sulla base dell’insegnamento di alcuni famosi coach, vediamo di seguito tre regole d’oro per aumentare la tua autodisciplina e portare a termine un obiettivo che ti sei prefissato, diventando quindi un migliore “persuasore” di te stesso.

1) METTI PER ISCRITTO IL TUO OBIETTIVO
Brian Tracy dice: “C’è qualcosa di magico che avviene tra la penna e il foglio quando metti per iscritto un tuo obiettivo“. Per il principio di coerenza, scrivere quello che vuoi ottenere ti fa prendere sul serio la questione. Stai prendendo un impegno scritto con te stesso.

Esprimi il tuo obiettivo in modo chiaro, specifico, misurabile e in tempo presente. Esempio: non “dimagrire prima dell’estate”, ma “dimagrisco di 4 kg e una taglia entro il 30 Giugno 2011“. Tony Robbins consiglia anche di scrivere perché lo vuoi ottenere, ponendo il focus su come ti sentirai una volta ottenuto questo obiettivo. Esempio: “per sentirmi grato, fiero, più sicuro di me, più attraente, avere più energia” ecc.

Gli autori del libro “The secret” suggeriscono di iniziare a sentirti in quel modo da subito e questo faciliterà il raggiungimento del tuo obiettivo.

2) IMPLEMENTA UN PIANO DI AZIONE QUOTIDIANO
“L’uomo è una creatura di abitudini“. Questa citazione di Denis Waitley sta a significare che solo inserendo delle azioni che ci avvicinano al nostro obiettivo nella nostra routine quotidiana, abbiamo concrete possibilità di realizzarlo.

Nell’esempio sopra, potresti programmare di andare in palestra tre giorni a settimana (definendo i giorni in anticipo e bloccando le date nella tua agenda quando fai il planning settimanale), introdurre nuove abitudini alimentari la mattina a colazione oppure semplicemente decidere di andare a piedi al tuo lavoro invece che in macchina, per fare attività fisica.

Quanto più queste azioni saranno semplici e integrabili nella tua routine, quanto più successo avrai nel continuare a farle per un tempo sufficientemente lungo e portare a termine l’obiettivo. Jim Rohn diceva: “Mangiare sette mele la domenica non ha lo stesso effetto che mangiare una mela al giorno tutti i giorni della settimana”.

3) DEFINISCI DEI PARAMETRI DI CONTROLLO E VERIFICA I TUOI PROGRESSI
Quali sono i parametri che indicano i tuo progressi nel progetto? Identificane almeno uno principale e uno secondario (nel caso dell’esempio, ovviamente, è il controllo del tuo peso e come ti stanno i vestiti della taglia che vuoi indossare) e decidi di verificarli almeno una volta a settimana per vedere se la tua strategia sta pagando.

Se ci sono risultati positivi, complimentati con te stesso e festeggia; se non ce ne sono, rivedi la tua strategia e implementa qualche cambiamento che la renda più efficace. Sapere di dover sottostare a questo controllo settimanale ti motiverà a “fare i compiti” durante la settimana. Roberto Re afferma: “Non puoi sapere se stai vincendo, se non controlli il punteggio”.

Infine, come ciliegina sulla torta, rendi pubblico il tuo progetto. Annuncialo ai tuoi amici, al tuo partner, alle persone che stimi. Sapere di aver preso un impegno con gli altri ti motiverà ancora di più a seguire il tuo proposito, sapendo che in caso contrario faresti una figuraccia con loro. Seguendo questi semplici consigli non ci sono obiettivi che, con pazienza e persistenza, non potrai “persuaderti” ad ottenere!

A cura di Marco Germani
Autore di I Meccanismi della Persuasione, Business con la Cina

Come riscoprire il potere del proprio network

Venerdì, Febbraio 18th, 2011

Quando si parla di crescita personale, una delle cose che mi ha da sempre stupito è la poca attenzione che si presta allo sviluppo delle abilità di networking.

Non esiste niente di più pervasivo delle reti di relazioni sociali all’interno di ogni nostro ambito quotidiano (lavorativo, economico, affettivo e così via), eppure solo in pochi si rendono conto di poter influire su questo particolare aspetto.

Molti si lamentano di sentirsi soli o di non avere i giusti contatti per poter realizzare un’idea imprenditoriale o di non riuscire a stabilire delle relazioni interessanti, senza rendersi conto di vivere nell’epoca storica di maggiore opportunità per chi desidera fare networking.

Sulla terra vi sono attualmente più di sei miliardi di individui e grazie alle nuove tecnologie le possibilità di contatto e conoscenza si sono moltiplicate ad un livello così esponenziale da risultare quasi incredibili. Appena cento anni fa sarebbe stato inimmaginabile mantenere contatti quotidiani con persone a migliaia di chilometri di distanza, inviare messaggi e ricevere risposte in tempo reale, cosa che oggi grazie ad internet rientra perfettamente nelle nostre possibilità.

Queste premesse ci aiutano a comprendere una verità fondamentale e spesso ignorata: i risultati che otteniamo in fatto di networking non sono casuali ma derivano dalle nostre convinzioni sull’argomento e dalle strategie che inconsapevolmente mettiamo in pratica ogni giorno.

L’idea di sviluppare il network come premessa necessaria al raggiungimento dei nostri obiettivi è un concetto che merita di essere studiato se si desidera vivere una vita completa sotto tutti gli aspetti. Spesso questo pensiero non ha occasione di svilupparsi come dovrebbe, ed è allora che nascono molti dei nostri problemi. Riscoprire il potere del proprio network è il primo passo verso nuove soluzioni.

Del resto l’uomo è un essere sociale e il nostro comportamento sociale ha prodotto nel corso dei secoli metodi sottili quanto intelligenti per sfruttare la leva costituita dai network. Non comprendere questi meccanismi, al contrario, porta ad isolarsi e slegarsi da ogni opportunità di crescita.

Se volete scoprire come sviluppare i vostri network dovete partire da un presupposto: le reti sociali possiedono delle regole di funzionamento proprie che possono essere apprese ed utilizzate per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo; comprenderne i meccanismi significa fare un grande passo in avanti per avvicinarsi alla propria meta.

A cura di Stefano Calicchio
Autore di Il Fattore Network, L’Ufficio Stampa 2.0, Rendite da Ebook

Come costruire un Call Center

Sabato, Novembre 21st, 2009

Come gestire le risorse umane e renderle efficienti nel più breve tempo possibile è la missione di ogni responsabile, e può essere facile raggiungere questo obiettivo se si applica al agiusta metodologia, come ho scritto nel mio libro.
Una delle difficoltà maggiori che si incontrano è la gestione del tempo. Molte volte chi lavora in questo settore non riesce a gestire al meglio le risorse che lavorano per lui, nonostante sia stato lui stesso a selezionarle, perché i call center quasi sempre sono privi di un elemento fondamentale: l’organizzazione.

Essere organizzati significa diventare nel tempo più efficienti e conseguentemente più produttivi, ma come è possibile farlo? Molto spesso queste realtà sono composte da tante risorse, all’interno di un call center possono lavorare anche cento persone contemporaneamente, come è possibile allora essere organizzati in queste realtà?

La risposta è semplice, la prima cosa da fare è costruire un organigramma e conseguentemente una job description che sia condivisa con gli altri membri dell’organizzazione, tutti devono sapere quale è il loro compito e soprattutto a chi devono rivolgersi per avere aiuto o semplicemente per avere informazioni.
Pensate che sia una cosa facile?

In realtà non lo è, creare un organigramma e soprattutto una job description all’interno di strutture di grandi dimensioni può diventare complicato, anche perché è necessario ritagliare ad ogni persona il ruolo giusto, perché il nostro primo obiettivo deve essere mettere le nostre risorse a proprio agio! Quando gestiamo una struttura di questo tipo è necessario anche monitorare costantemente l’attività dei nostri collaboratori non solo per tenerli “sotto controllo” ma soprattutto per aiutarli a crescere sia professionalmente che personalmente.

Per gestire al meglio un call center dobbiamo innanzi tutto sapere che ci sono degli indici diversi per i call center che lavorano in inbound o outbound, indici che debbono essere condivisi con i propri responsabili e con gli operatori. Ogni indice deve essere un obiettivo condiviso, chiaro e raggiungibile.
Ovviamente non serve solo quello, dobbiamo essere capaci di capire anche quali sono le esigenze formative delle nostre risorse e cercare di gestire un programma formativo adatto a loro, tenendo in considerazione che spesso in queste realtà il turn over è abbastanza elevato e dunque la formazione è destinata ai neo assunti.

Chi gestisce un call center deve essere una persona in grado di gestire dei colloqui, che sappia effettuare uno screening telefonico, una giornata di assessment e che sappia sostanzialmente capire se la persona che stiamo selezionando può essere adatta alla nostre esigenze e possa essere integrata al gruppo già esistente.

Insomma il call center è un microcosmo, riuscirlo a gestire, a capire gli equilibri e soprattutto a motivare le proprie risorse significa essere efficienti.

A cura di Chiara Munzi
Autore di “Come Gestire il Call Center”