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Come non mettere tutto il tuo e commerce nelle mani dei motori di ricerca

Sabato, Ottobre 29th, 2011

Enrico RattoMetteresti tutta la tua attività nelle mani di un agente commerciale che lavora per un’altra azienda? Non credo. E allora, perché il tuo ecommerce dovrebbe vivere in base alle scelte - più o meno tecnicamente prevedibili - di un algoritmo, e in particolare dell’algoritmo di Google?
Google è fondamentale, il suo sistema di ricerca porta ai nostri siti un numero elevatissimo di visitatori interessati ai nostri prodotti. Ma non può generare il 90% del traffico al nostro sito: se il tuo SEO ha successo, qualcosa di più generale non sta funzionando.

Ecco una corretta suddivisione delle fonti di traffico di un sito e-commerce, posto che ogni settore ha caratteristiche proprie:
- il traffico generato dalla ricerca dovrebbe essere tra il 40 ed il 50%;
- il traffico diretto dovrebbe essere al 20%;
- i siti referenti dovrebbero pesare per il 20-30%;
- infine, il traffico da campagne pay per click non dovrebbe superare il 10%.

Come vedi, i tuoi “agenti di vendita” sono almeno 4, e ognuno di questi ha molti sotto-agenti: i siti referenti saranno molti, ognuno peserà per una piccola percentuale, le parole chiave saranno molte perché lavorerai sulla coda lunga delle parole chiave, e così via.

Ecco quindi, in pratica, come dovresti suddividere le attività quotidiane per ottenere risultati dopo un certo periodo di tempo (1 anno).

- preoccupati di posizionare il tuo sito sui motori: lavora sulla costruzione di un network di link, descrivi con cura ogni immagine del tuo ecommerce, posta testi di lunghezza superiore alle 10 righe e sempre originali. Il SEO non si costruisce da un giorno all’altro, ma si persegue nel tempo curando ogni aspetto del sito. Scrivi una serie di regole da seguire quando pubblichi un post, e portale tutte a termine: a Google il tuo sito piacerà sempre di più.

- per migliorare il traffico diretto, cura il tuo brand on line e off line. Il cliente digita nella barra degli indirizzi l’indirizzo esatto del tuo sito quando ti conosce, quando ha ricevuto un tuo biglietto da visita o una tua brochure, quando un suo amico gli ha parlato - bene - di te.
Questo lavoro è molto vicino alla comunicazione classica. Attenzione: molte volte il traffico diretto arriva, secondo l’analytics, da Google: non ti è mai capitato di digitare il nome di un sito www.ilsitochecerco.com nella casella di ricerca di Google?

- l’elenco dei siti referenti, ad oggi, comprende sia i siti classici che linkano al tuo sito, sia i link provenienti dai social network.
Per costruire link, la figura migliore di cui hai bisogno è un responsabile dei contenuti: una persona che scrive testi, tiene monitorati i forum e risponde ad eventuali domande (esperta abbastanza da non fare spam), tiene monitorati i siti di Answer (che portano moltissimo traffico), aggiorna i tuoi profili sui social network e assiste i clienti che scrivono all’azienda tramite questi canali.
Inoltre, questa persona contatta blogger interessati al tuo tema, fa testare i tuoi prodotti e fornisce tutte le informazioni di cui hanno bisogno per scrivere un articolo sulla tua attività. E’ il mestiere del PR on line.

- infine, il pay per click. Oggi, questo canale è diventato molto costoso. O meglio, per rendere economici i click, oggi occorre grande esperienza nella scelta delle parole chiave, del contenuto dell’annuncio e nella stesura dei contenuti del sito. Questo ruolo ha quindi competenze di copywriting (scrive annunci efficaci), di SEO (sa scegliere le parole chiave tramite gli strumenti forniti dalle piattaforme) di content manager (pubblica contenuti efficaci sul sito), oltre che di gestione di un budget, perché quando l’investimento inizia a crescere, improvvisarsi può costare caro.

Certo, sono tutti ruoli che possono convogliare in una sola persona, ma fai sempre i paragoni con una attività tradizionale: la tua segretaria si occupa anche della gestione del magazzino? La trovi una situazione corretta? Suddividere le competenze, compatibilmente con il budget dell’azienda, è un obiettivo da perseguire.
Se farai un buon lavoro, nel giro di un anno (ma i tempi non sono mai garanzie, in questo mestiere) potrai dormire sonni tranquilli: se anche Google ti manda in decima pagina nel giro di un week end, il traffico al tuo sito e le tue vendite non ne risentiranno.

A cura di Enrico Ratto

Come lanciare prodotti di successo

Mercoledì, Novembre 3rd, 2010

In un ambiente competitivo come quello odierno, di fronte ad una clientela sempre più esigente, si avverte la necessità di apportare continuamente idee nuove. Al fine di agevolare questo apporto è necessario organizzarsi e stimolarne lo sviluppo.

La pianificazione e sviluppo di nuovi prodotti è una funzione fondamentale perché:

i nuovi prodotti assumono un ruolo essenziale nel determinare il profitto di un’azienda - l’introduzione di un nuovo prodotto al momento giusto aiuta a mantenere il livello di profitto desiderato dall’azienda;

il ruolo affidato al nuovo prodotto cambia a seconda dell’obiettivo e della strategia perseguita dall’impresa - se si vuole difendere le quote di mercato basta introdurre un prodotto aggiuntivo in una linea esistente o rivedere il vecchio prodotto; se si vuole consolidare la posizione di leadership tecnologica occorre introdurre, invece, un prodotto realmente nuovo.

Una delle tappe più importanti quando si vuole creare un nuovo prodotto-servizio è proprio quella di generare idee originali dalle quali ricavare differenti concept di oggetti o prestazioni che possano trovare accoglimento da parte del mercato.

Quali sono le principali tecniche per la creazione di nuove idee?

Si può ricorrere a due categorie di metodi:

a) metodi creativi che si basano sull’intuito, sull’immaginazione; ad es: Brainstorming, Focus Group, Sinettica, Mappe Mentali, i Sei Cappelli per Pensare, ecc.;

b) metodi analitici (o funzionali) che studiano i prodotti esistenti al fine di individuarne possibili miglioramenti; ad es. Elenco degli attributi, Analisi Morfologica, Analisi delle Esperienze, della Concorrenza,ecc.

Di sistemi ve ne sono quindi diversi. Un metodo relativamente semplice è quello dell’Analisi dei Prodotti/Marche della Concorrenza, un metodo cosiddetto ‘market based’ perché si fonda su un’attenta analisi del mercato.

Lo studio dei competitor più importanti è spesso fonte, infatti, di numerose idee di prodotti-servizi, ottenute replicando le offerte già esistenti, apportando modifiche stilistiche, funzionali o di semplice packaging. In genere, per ottenere un prodotto che risulti differenziato e competitivo rispetto agli articoli già presenti, occorre, comunque muoversi sul versante della qualità, dei servizi complementari, dei prezzi.

Più nello specifico, una procedura pratica che Vi proponiamo per generare un nuovo prodotto per l’azienda, ma che si affianchi a prodotti già esistenti sul mercato è la seguente:

· Valutate se potete concepire un prodotto-servizio che rispetto alla concorrenza offra migliori performance in termini di funzioni e utilities;

· Valutate se sia possibile applicare prezzi più convenienti;

· Individuate un diverso target di mercato per il Vs. prodotto o un diverso posizionamento verso il medesimo target;

· Pensate se sia possibile e opportuno appoggiare il Vs. prodotto con una maggiore, migliore o diversa comunicazione.

Provate ad applicare questa veloce check-list al vostro business, magari organizzando il lavoro con una tabella, e non stupitevi troppo delle numerose idee di prodotto/servizio che vi verranno rapidamente in mente!

Buon Lavoro!

A cura di Antonio Ferrandina
Autore di Lanciare Prodotti di Successo

Come rendere irresistibile il prezzo dei vostri prodotti e servizi

Sabato, Maggio 22nd, 2010

Antonio FerrandinaNel piano di marketing per il lancio di un nuovo prodotto, è fondamentale fissare un prezzo di vendita che permetta di raggiungere facilmente i propri obiettivi di fatturato e di profitto.

Qui voglio parlarvi di una chiave di sviluppo potentissima per attivare maggiori vendite: le 9 Leve del Prezzo!

Il prezzo può attivare maggiori vendite attraverso due modalità:

1. Un aumento dei prezzi, se la domanda dei prodotti è abbastanza rigida, per cui la riduzione nelle quantità vendute per effetto della maggiorazione dei prezzi è compensata (e quindi inferiore) dall’aumento dei ricavi;

2. Una riduzione dei prezzi, se la richiesta di mercato è piuttosto elastica, per cui i minori prezzi - e quindi margini di ricavo - sono abbondantemente coperti dagli aumenti nelle quantità vendute.

E’ evidente, comunque, che in caso di marcata sensibilità ai prezzi, un taglio del listino è facilmente imitabile e quindi avrà un effetto di paglia e modesto, contribuendo piuttosto a tagliare i profitti.
Peraltro prezzi che scendono con troppa facilità non supportano il vostro brand.

Sarà quindi opportuno rendere il più possibile rigida la domanda del vostro prodotto per limitare la price competition.

Come rendere più premiante il prezzo per l’azienda e stabilizzare vendite e guadagni?
Queste sono le 9 condizioni che rendono il prodotto più prezzabile al rialzo:

- Valore unico: i clienti sono tanto meno sensibili quanto più il vostro prodotto presenta caratteristiche distintive e uniche.

- Notorietà dei sostituti: i clienti sono meno sensibili al prezzo quando non conoscono l’esistenza di prodotti alternativi.

- Difficoltà di confronto: i clienti sono meno sensibili al prezzo quando hanno difficoltà a confrontare prodotti alternativi.

- Spesa totale: i clienti sono meno sensibili al prezzo quando esso rappresenta una piccola quota del loro reddito complessivo.

- Vantaggio finale: i clienti sono meno sensibili al prezzo quando esso incide in piccola parte sul costo del prodotto finale.

- Costo condiviso: i clienti sono meno sensibili al prezzo quando il costo del prodotto è condiviso con altri.

- Investimento “passato: i clienti sono meno sensibili al prezzo quando il prodotto è utilizzato come complemento di un prodotto principale acquistato in precedenza, che costituisce un investimento “passato”.

- Rapporto qualità/prezzo: i clienti sono meno sensibili al prezzo quando il prodotto è associato a immagini forti di qualità, prestigio ed esclusività.

- Effetto scorta: i clienti sono meno sensibili al prezzo quando non hanno la possibilità di fare scorte di prodotto.

Provate ad applicare questi principi al prezzo dei vostri prodotti/servizi e otterrete maggiori risultati in termini di vendita, profitto e brand.

A cura di Antonio Ferrandina
Autore di Lanciare Prodotti di Successo

Bruno Editore su IBS Ebook e al Salone del Libro di Torino 2010

Giovedì, Maggio 13th, 2010

GIACOMO BRUNOBuongiorno a tutti! Ho una novità da comunicarvi: domenica 16 maggio alle ore 17 parteciperò al Salone del Libro, ospite della conferenza Ebook: dalla carta all’elettronica, nell’ambito del Simplicissimus Ebook Show.

Data la lunga esperienza nel campo degli ebook, sono stato invitato a raccontare la mia storia di operatore culturale dell’editoria digitale, illustrando i risultati raggiunti dal 2002 e gli obiettivi futuri. Non è il primo evento del genere per noi di Bruno Editore, che già nel 2008 portammo per la prima volta gli ebook alla Fiera del Libro.

Stavolta l’invito viene da Antonio Tombolini, fondatore di Simplicissimus Book Farm, che ha curato il processo di conversione del nostro catalogo nel formato internazionale ePub, permettendoci così di sbarcare in tempi record su iPad.

IPad, iPhone, Amazon… possiamo dire che ovunque si vendano ebook, Bruno Editore c’è.

IBS Ebook

Da oggi siamo lieti di annunciare la nostra presenza con 172 titoli su IBS, la principale libreria italiana online di prodotti editoriali. Con IBS, proponiamo i nostri ebook a un numero sempre più vasto di utenti e continuiamo ad affermare il nostro brand.

Le cose vanno bene. La crescente attenzione da parte del mondo editoriale tradizionale per il digitale è sotto gli occhi di tutti, come testimonia l’annuncio di Edigita, la piattaforma di vendita di ebook che riunirà Feltrinelli, Messaggerie Italiane, Gems e Rcs Libri.

L’interesse è concreto, lo dice anche l’AIE (Associazione Italiana Editori), che ha diffuso i dati di crescita del mercato secondo i quali ben il 7.5% degli intervistati dichiara di aver già comprato (o di accingersi a farlo) un e-book. Un altro 5,8% aspetta solo un maggior numero di titoli in italiano e un altro 2,8% la possibilità di leggersi sullo schermo dei best seller.

Segnali reali, come è anche questa conferenza del Salone del Libro. Si è riflettuto per anni sul valore e sul significato degli ebook, oggi finalmente anche l’editoria tradizionale sta passando all’azione. E siamo felici di vedere che l’editoria digitale in Italia non è più solo una promessa, ma una brillante realtà.
(Comunicato Stampa: Bruno Editore sbarca su IBS con 172 ebook)

A cura di Giacomo Bruno
Presidente Bruno Editore

Ebook: solo il brand promette qualità

Mercoledì, Aprile 21st, 2010

GIACOMO BRUNOBuongiorno a tutti, dopo i primi entusiasmi ecco che sul web cominciano ad apparire le prime riflessioni sulle nuove prospettive dell’editoria digitale.

La questione si pone quasi da sè: se l’ebook comincia a diventare un prodotto di consumo di massa (cosa che ci auguriamo di cuore), se le tecnologie e i dispositivi disponibili renderanno possibile autoprodurre e diffondere ebook sempre più facilmente, come si potrà tutelare la qualità dell’ebook?

Come sarà possibile per il lettore riconoscere tra tanta offerta i testi meritevoli di attenzione?

Il problema coinvolge anche i grandi nomi come Apple e Amazon, i quali, impegnati a riempire di contenuti gli scaffali delle loro librerie digitali, avranno certamente bisogno di punti di riferimento affidabili per effettuare le loro scelte, per evitare di inciampare in titoli spazzatura (e perdere così la fiducia dei loro utenti e il prestigio del loro marchio). Il pericolo di inflazionare il prodotto, finendo per offrire ebook mediocri, è dietro l’angolo e certo Kindle Store e iBooks Store non possono permettersi sviste simili.

«Solo il branding può salvare l’industria dell’ebook» è l’opinione del giornalista esperto di editoria Jay Garmon - con il quale concordo pienamente - che vede nella brand identity l’unica soluzione al rischio di scadimento degli ebook e alla necessità di selezione per pubblico ed editori.

Garmon parte da una semplice domanda: «Che tipo di contenuto promette il tuo marchio di ebook?» Può essere «un editing e un’impaginazione impeccabili» o «interessanti materiali bonus» o più semplicemente un’accurata funzione di filtro dei contenuti (l’editore come guardiano della soglia).

Così come già accade per l’editoria tradizionale e per tutti gli altri tipi di prodotti, sarà proprio la promessa del marchio la garanzia che farà la differenza e ciò che convincerà il lettore all’acquisto.

Questo scenario non solo non ci spaventa ma ci galvanizza! L’identità di editore, infatti, è sempre stata il nostro forte, come dimostra il fatto che noi di Bruno Editore siamo conosciuti nel settore come quelli degli ebook”…

Più il mercato cresce, più persone conosceranno e compreranno ebook, più il nostro brand acquisirà forza e riconoscibilità e di conseguenza nuovi lettori.

Da leader della nicchia degli “ebook per la formazione“, specializzati e curiosi come siamo di natura, ci sentiamo strutturati e pronti ad affrontare le novità, fiduciosi in un futuro ancora più brillante.

A cura di Giacomo Bruno
Direttore dell’Osservatorio Ebook

Video-intervista a Giacomo Bruno sul Brand

Venerdì, Dicembre 4th, 2009

Ciao ragazzi, qualche giorno fa mi ha contattato Alessandro Sportelli, direttore dell’autorevole WebMarketing Forum.

Alessandro ritiene che studiare con attenzione i progetti in rete sia un ottimo modo per capire quali modelli risultano più o meno efficaci e perchè.

Secondo lui quella di Bruno Editore è sicuramente una esperienza di successo che non passa di certo inosservata.

La cosa che ultimamente lo ha colpito è la trasformazione in ebook di alcuni libri cartacei (che lui stesso ha letto) di alcune importanti case editrici.

Alessandro aggiunge: “Ho pensato che sarebbe stato carino oltre che istruttivo sentire direttamente da lui come è cominciata la sua storia e cosa sta combinando oggi. Spero l’intervista possa fornirvi spunti di riflessione oltre, mi auguro, a divertirvi almeno un po’, nello stile che ci distingue come forum”.

A voi la video-intervista:

Un pò di Storia…

Il Modello di Business

Direct Marketing e …. Brand

Il nuovo sito, ispirato ad Amazon

Il Brand fa crescere le vendite ed i tassi di conversione

Consigli per giovani imprenditori:

Buona visione!

A cura di Giacomo Bruno
Autore di Posiziona il tuo Brand