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Come valutare i corsi di autodifesa

Venerdì, Luglio 22nd, 2011

Autodifesa FemminileSpesso si sente parlare di Corsi di Autodifesa organizzati da palestre, associazioni, organizzazioni private e anche enti locali.   Ma come si fa a capire se quello che viene proposto è valido oppure se è solo una “pia illusione” ed una perdita di tempo? Quali sono i criteri di valutazione di un Corso di Difesa Personale?

Innanzi tutto facciamo un po’ di chiarezza e cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando facendo una prima classificazione.

- Corsi di Difesa Personale PROFESSIONALE: sono quelli organizzati per specifiche categorie di persone che hanno delle esigenze di Autodifesa legate alla propria professione e quindi hanno dei vincoli o sono sottoposti a delle regole o normative particolari.  Sono un esempio non solo quelli organizzati per le Forze Militari, Organi di Polizia, Vigili urbani o Guardie Giurate ma anche quelli organizzati per il personale Medico e Infermieristico di Pronto soccorso o di Reparti Psichiatrici che sono spesso a rischio di aggressione fisica dal momento che sono a contatto con pazienti potenzialmente pericolosi a causa della malattia psichica.

- Corsi di Difesa Personale CIVILE: sono corsi organizzati per persone normali, che vivono la vita di tutti i giorni, che solitamente non hanno le stesse doti fisiche e di allenamento che può avere un militare e che non dispongono nemmeno degli strumenti difensivi e delle conoscenze tecniche che sono tipiche dei Corsi di Difesa Professionali. Le situazioni critiche che devono essere previste in tali corsi sono le più disparate (e disperate) anche perché la casistica è praticamente infinita.

Ma come fare a capire se sono quelli giusti? Il primo consiglio è quello di informarsi sul programma di studio, sugli obiettivi concreti e sulla metodologia di insegnamento utilizzata.  Chiedete poi informazioni a chi li ha già frequentati, chiedete di poter assistere ad una lezione e verificate il curriculum dell’insegnante e degli istruttori, senza farvi troppo lusingare dal fatto che siano istruttori anche in reparti di Forze di Polizia o Militari; vi assicuro che è più facile insegnare tecniche di combattimento e autodifesa ad un giovane militare che ad un impiegato di mezza età o ad una giovane mamma che, prima di imparare le tecniche, deve superare lo stress psicologico e la paura del conflitto, del contatto e lo scontro fisico.

Valutate inoltre molto attentamente la durata ed il numero delle lezioni; diffidate dai corsi “mordi e fuggi” che si concludono in una o due settimane o addirittura in un solo weekend e con delle classi troppo affollate che inevitabilmente riducono il tempo che l’insegnante può dedicare a ciascun allievo.  Infine, per ottenere i primi risultati accettabili, l’impegno deve essere di almeno una ventina di ore di lezione distribuite nell’arco di alcuni mesi con molte esercitazioni pratiche e la ripetizione degli argomenti trattati. La disponibilità di eventuale documentazione o appunti delle lezioni faciliterà certamente l’apprendimento e soprattutto la memorizzazione delle tecniche di Autodifesa apprese.

Se il programma del Corso dovesse prevedere anche l’autodifesa integrata con lo Spray antiaggressione o con l’uso del Kubotan (chiamato anche portachiavi da difesa) sarebbe certamente una cosa utile di cui tenere conto molto positivamente.

Il mio ebook “Autodifesa Femminile” si propone, tra le varie cose, l’obiettivo di essere un utile sussidio per tutti gli istruttori di Corsi di Difesa Personale che desiderino avere un programma organico e strutturato e che intendano consigliare ai loro allievi un manuale dove loro possono trovare descritte le tecniche studiate in palestra per poterle rivedere e memorizzare con calma tra le mura domestiche.

A cura di Alberto Barbieri
Autore di Autodifesa Femminile, Difesa Personale

Come scegliere la palestra e il corso di difesa personale

Mercoledì, Settembre 8th, 2010

Alberto BarbieriE’ settembre e, se non lo hai già fatto, è il momento di decidere come impiegare in modo intelligente ed utile il proprio tempo libero nei prossimi mesi. Molti decidono, anche per mantenersi in forma o per eliminare quel chilo di troppo accumulato durante il riposo estivo, di iscriversi ad una palestra per fare del movimento fisico, conoscere nuovi amici e per “scaricare le tensioni” accumulate durante la giornata.

Perché, invece della “solita palestra” non pensate di iscrivervi ad un corso di Difesa Personale? Penso che a tutti, in particolare alle ragazze e alle signore che vivono nelle città o che si muovono da sole la sera, faccia piacere essere in grado di capire quali siano i potenziali rischi personali e soprattutto conoscere i principi dell’autodifesa; essere in grado di difendersi e di fronteggiare in modo sicuro un eventuale aggressore, dà certamente a tutti una maggiore tranquillità e accresce l’autostima.

E’ quindi il momento giusto per decidersi di “unire l’utile al dilettevole” e di iscriversi ad un Corso di Difesa Personale che, oltre a obbligarci a fare del sano movimento fisico, ci insegni anche i principi comportamentali e le tecniche fondamentali della Difesa individuale.

Quasi tutte le palestre di Arti Marziali (ma non solo!) propongono, oltre ai soliti corsi di Karate, Judo, Aikido, Ju Jutsu…ecc. ecc. dei corsi di Difesa Personale e sorge quindi il problema di quale sia la scelta migliore. Infatti in molti casi non si tratta che di una “riedizione” dei corsi tradizionali, eliminando la componente sportiva, i Kata e certe tecniche più complesse e (forse) meno applicabili nella realtà. In molti casi sono anche un numero piu’ contenuto di lezioni e spesso si risolve tutto in qualche mese…e, purtroppo, si dimentica in breve tempo.

Non me ne vogliano i “Grandi Maestri” che li propongo ma questi non sono i corsi che io consiglio. Un Corso di Autodifesa, deve partire dal concetto di Prevenzione e quindi insegnare in modo graduale le varie tecniche partendo dalle varie arti marziali ma senza disdegnare anche le scuole di combattimento moderne (boxe – kick – valetudo..).

Diventa quindi fondamentale il metodo didattico utilizzato dal Maestro perchè deve rendere tali tecniche facilmente assimilabili dell’allievo, immediatamente applicabili e soprattutto non legate a delle arti marziali specifiche; io, per esempio, nei miei Corsi serali di Difesa Personale, insegno indifferentemente tecniche di karate, ju jiustu, boxe e lotta a terra in modo che l’allievo possa imparare ad automatizzare fin da subito non solo le tecniche ma anche il giusto contesto in cui applicarle.

Le classi troppo numerose sono inoltre poco proficue e quindi sono preferibili i corsi con pochi iscritti in cui il Maestro riesce a seguire meglio ogni singolo allievo; purtroppo questi corsi solitamente sono più costosi ma i risultati arrivano prima e la qualità è mediamente migliore.

Un ultimo consiglio: prima di iscrivervi, chiedete di poter assistere ad una lezione (o meglio di provare a fare una o due lezioni) in modo da rendervi conto personalmente della didattica e se tale corso è in linea con le vostre aspettative. Non abbiate timore a chiedere informazioni, se il corso prevede anche l’uso di oggetti o di attrezzi particolari e siate ben motivati per ottenere il massimo risultato possibile in tempi rapidi: sarà una soddisfazione e un incentivo a progredire e a impegnarsi ancora di piu’.

A cura di Alberto Barbieri
Autore di Difesa Personale