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Apprendimento

Come assumere i tre nemici della procrastinazione


La procrastinazione è una creatura subdola e meschina:
usa armi come scuse e alibi soporiferi per assopire le sue vittime per poi ucciderne l’entusiasmo lentamente, infierendo sulle ferite aperte sui punti deboli. Questo mostro sarà pure tremendamente constante ma ha un grosso difetto: è ripetitivo e quindi prevedibile. Quando la natura crea un ostacolo, per legge deve creare anche una soluzione!

Esistono infatti tre grandi alleati della buona volontà in grado di sottomettere e schiacciare questo infido processo degenerativo:

  • Carta e penna

Come stanare i pensieri negativi e imparare più facilmente

Lo stato mentale che porta ad avere una performance eccellente per quanto riguarda l’apprendimento è facilmente riconoscibile: è lo stato in cui tu hai la massima efficienza cognitiva e quindi puoi acquisire tutte le informazioni, le comprendi, e puoi rispondere in maniera flessibile a ogni sollecitazione che ti arrivi dall’esterno.

Quando le persone, invece, sono arrabbiate, ansiose e intrappolate nei propri pensieri negativi il cervello è in uno stato molto diverso. La prima cosa da capire quindi, è che c’è una correlazione importante tra lo stato emotivo di una persona e la capacità di produrre performance cognitive a livelli più alti. Quali sono le tipologie di pensiero che ti impediscono di essere libero e ti chiudono in una gabbia impedendoti di agire con la necessaria libertà?

Come scoprire le proprie capacità artistiche nascoste

Quando mi capita di parlare con qualcuno di questa mia passione per il disegno, o magari con chi ha avuto occasione di vedere qualche mio lavoro nel profilo Facebook o nel mio sito guglielmoarte.com, è facile che mi senta dire: “Come ti invidio, io non ho alcuna predisposizione per il disegno”.

Mi piace allora spiegare che la predisposizione c’entra poco o nulla e che è soprattutto una questione legata a tecnica, qualche trucco e la consapevolezza di come funziona il nostro cervello, in particolare la sua parte creativa, che è quella destra.

Come avere un successo strepitoso con gli allievi

Daniela FolcoEntrate in aula e tutti vi guardano con aria stanca, ci mettono un secolo prima di prestarvi la minima attenzione. Vi sentite già esausti, e non avete ancora iniziato la lezione. Amici insegnanti, è ora di correre ai ripari! E in fretta.

Segreto n.1: Non lasciatevi travolgere dalla routine. Inventate qualcosa che renda piacevole la lezione.

“Questo è il segreto di Pulcinella” mi direte. Vi rispondo che ora, se insegnate Lettere, potete mettervi a fare salti di gioia per la stanza. Figli, coniuge, cani e gatti  vi guarderanno stupiti. Ma voi stringerete fra le mani il tablet e, sollevandolo in aria, esclamerete: “Farò una lezione fantastica!” 

Come vincere una paura credendo nel cambiamento

Angelo AllegriniPer vincere una paura occorre credere nella possibilità del cambiamento; non è una cosa difficile, eppure tanti si scoraggiano prima di cominciare.
Le obiezioni, tuttavia,  sono veramente deboli.
Una delle più frequenti riguarda la capacità di imparare.
- Sono troppo vecchio per imparare;
- a questa età non si impara più.
Ora, il punto è, semplicemente, che queste affermazioni non sono vere.
Quante cose il nostro cervello impara ogni giorno con facilità, senza che neppure ce ne accorgiamo?
Quante volte non si riesce a scacciare un’idea o una canzone dalla mente? La cosa strabiliante è come quel motivetto ci sia entrato nella nostra testa.
Anche le fobie non sono altro che una forma straordinaria di apprendimento.
Spesso basta una sola esperienza, un solo tentativo, per imparare ad aver paura di una cosa.
Ed è un apprendimento solido e resistente nel tempo.
A me non è mai capitato di vedere una persona che ha il terrore del sangue, o dei ragni, che si dimentichi della sua paura perché stava soprappensiero:
“Ehi, ieri ho visto un ragno e mi sono scordato di svenire…”.
L’altra obiezione suona più o meno:
Io sono fatto così.
Quante persone fanno soffrire gli altri e loro stessi solo perché che devono essere se stessi? 
Una persona rimane sempre se stessa anche quando impara a comportarsi in modo nuovo e se esiste la possibilità di acquisire competenze e abilità potenzianti perché rinunziarvi?
Imparare è facile e veloce, lo facciamo tutti, ogni giorno.
Quello che serve è solo imparare a modificare la rappresentazione interna di un fatto per sostituire una reazione che non ci piace con un comportamento più adatto o più soddisfacente.
In fin dei conti chi guida l’autobus siamo proprio noi e, a meno che non decidiamo di lasciare il motore in balìa di se stesso, siamo sempre noi a decidere la direzione. 
Naturalmente se vogliamo fare un viaggio in piena sicurezza sarà necessario occuparsi dei pneumatici, dell’olio e, soprattutto, del carburante.
Così allo stesso modo dovremo conoscere tutto quello che ci serve per modificare la rotta che non ci piace e che vogliamo cambiare.
Può capitare che per strada qualcosa abbia smesso di funzionare o che ci si ritrovi a corto di benzina, ma poi, una volta rifornito del necessario, potremo raggiungere  comunque l’obiettivo.
Ciò che serve sono le risorse; non tanto averle, quanto sapere quali servono, perché il cambiamento deriva dalla consapevolezza delle proprie risorse.
Ciò significa che se volessi vincere la lotteria senza averne le risorse, cioè senza giocare, potrei stare mesi interi a lamentarmi della sfortuna senza essere provvisto dell‚unica possibilità di raggiungere il mio scopo. 
Il mio ebook Vincere Fobie e Paure è una vera e propria risorsa sotto forma di manuale pratico utile non solo per sconfiggere quelle paure che forse vi hanno accompagnato finora ma anche per superare tanti ostacoli di diversa natura che spesso impediscono di raggiungere il vostro stato desiderato

Come Einstein cavalcava un raggio di luce: la sua Intuizione

Ivan De MicoNella sua ultima nota biografica Einstein ricordava la prima intuizione cruciale che lo portò alla sua Teoria Speciale della Relatività. Mentre stava sognando ad occhi aperti questa gli giunse senza un valido motivo, e alla sua giovane età appunto si chiese: “come sarebbe”, parlando tra se e se, “correre a fianco ad un raggio di luce, alla velocità della luce?“.

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