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Quando il sogno diventa un obiettivo e l’obiettivo permette di realizzare il sogno

Riprendo volentieri l’invito di Giacomo Bruno all’indomani di alcuni articoli giornalistici apparsi su La Nazione e Il Tirreno, che riportavano la notizia del mio ingaggio come motivatore e mental coach, del Pietrasanta Marina, squadra Toscana che gioca nel campionato di Eccellenza.

Tutto è cominciato da un semplice e banale sogno. Ho cominciato a sognare di diventare un Mental Coach Sportivo da quando ho preso a seguire con maggior attenzione le partite di calcio di Sebastian, il mio primogenito che ha ormai 20 anni e gioca nell’Atletico di Carrara.

Vedendo Sebastian ed i suoi compagni in campo, ho cominciato a “desiderare” di guidare la squadra in cui giocava. Volevo farlo in un modo diverso da quello solito degli allenatori, che si limitano ad allenare i muscoli ed il fiato, ad insegnare la tecnica e dare delle indicazioni di natura tattica.

Volevo farlo allenando “anche le loro menti”. Volevo farlo insegnando loro a credere in se stessi e volersi bene. Ad avere fiducia e pensare in positivo. Ad avere un comportamento etico dentro e fuori del campo.

Preso dall’entusiasmo ho cominciato a contattare le varie squadre di calcio di Carrara. Naturalmente, la prima è stata l’Atletico di Carrara, cui ho presentato un progetto di “mental coaching sportivo sperimentale”.

Ma aveva due difetti: 1. era gratuito, e come mi ricorda spesso il mio caro amico Roland Del Vecchio, le cose gratuite hanno poco valore; 2. era troppo innovativo per la mentalità provinciale di Carrara.

Tra telefonate ed email, ho contattato almeno altre quindici squadre locali (tra Massa e Carrara), ricevendo da tutte un secco: “Interessante progetto, ma purtroppo non abbiamo nessuna squadra giovane da affidarle”. In realtà, alcune risposte sono state talmente secche e demotivanti che evito persino di riportarle.

Per alcuni giorni sono rimasto con le pile scariche e non Ti nascondo che cominciavo a pensare di desistere, quando una mattina intorno alle 6 e mezza, mi si è accesa una lampadina. Mi sono detto a voce alta: “Scusa, Giancarlo, ma tu insegni agli altri a raggiungere un obiettivo in 5 passi, possibile che non sei capace di farlo anche per te”?

Questa frase mi ha letteralmente sbloccato ed ho cominciato a trasformare un semplice SOGNO in un vero e proprio OBIETTIVO da realizzare. Come ho fatto? Eccoti la mia strategia:

  1. Per prima cosa ho definito “Chi fossi e che cosa volevo”. Nel mio caso era abbastanza semplice. Ero già un buon mental coach, capace di aiutare e valorizzare le persone. Volevo diventare un Menta Coach Sportivo per guidare e valorizzare una squadra di calcio giovanile;
  1. Poi ho “cambiato il mio modo di pensare”. Anche in questo caso debbo ammettere che per me è stato abbastanza facile. Ad ogni modo, ho cominciato a ripetermi, tutti i giorni (dialogo interno), che entro la fine dell’anno io avrei guidato una squadra di calcio juniores;
  1. Ho quindi “definito nei minimi particolari il mio obiettivo”, mettendolo per iscritto e facendo quello che consiglio ai miei clienti. Ogni mattina lo riscrivevo di mio pugno in un diario. La descrizione esatta dell’obiettivo era: “Oggi, trovo un presidente di una squadra di calcio della Versilia, che mi affida il progetto sperimentale di gestire e guidare una formazione juniores a livello provinciale”.

Nota come la descrizione dell’obiettivo sia molto precisa, espressa in maniera positiva, usando la prima persona e il presente indicativo;

  1. A quel punto, dovevo solamente “stabilire le strategie ed i programmi” da mettere in atto per raggiungere il mio obiettivo. Ho cominciato a fare una lista delle cose che potevo fare per farmi conoscere maggiormente ed acquisire quella credibilità necessaria nell’ambiente calcistico giovanile:
    1. Creare un blog sui cui parlare del mental coaching in ambito sportivo;
    2. Cercare riviste e testate giornalistiche che trattavano il calcio a livello giovanile;
    3. Scrivere articoli;
    4. Creare una mailing list di addetti ai lavori (società calcistiche, direttori generali, presidenti, allenatori, ecc.);
    5. Organizzare delle serate a tema ad invito gratuito, dove parlare della possibilità di usare il mental coaching in ambito sportivo;
    6. Ed altro ancora
  1. Infine, ho messo in pratica il quinto passo che raccomando nel mio programma di mental coaching:“agire”. Senza evitare di attendere gli eventi, ho cominciato ad agire e mettere in pratica il programma che avevo definito. Per esempio:
    1. Ho subito creato un blog, che ho chiamato Sportemente, su cui ho cominciato a scrivere articoli su articoli. Il primo l’ho scritto il 14 giugno ed era proprio un invito alle società calcistiche;
    2. Mi sono proposto alla rivista calcistica giovanile più conosciuta nella mia zona, chiamata A Tutto Campo, ed ho cominciato a tenere una mia rubrica settimanale sull’allenamento mentale nello sport;
    3. In meno di due mesi, ho creato una mailing list di circa 1000 addetti ai lavori ed ho cominciato ad inviare loro articoli su articoli;
    4. Ho organizzato, tra fine luglio ed i primi di settembre, tre serate a tema ad invito gratuito, dove parlavo della possibilità di usare il mental coaching in ambito sportivo.

Risultati? Una delle mie email è finita ad un Signore chiamato Carlo Ciaponi, Vice Presidente del Pietrasanta Marina, che dopo aver letto qualcuno dei miei articoli e visitato il mio sito ha esclamato “Capperi, questo è in gamba, può esserci molto utile” (le Sue reali parole erano più colorite).

Nella seconda settimana di settembre ho ricevuto la telefonata di Nicola Bertoni, il Direttore Generale, che manifestava il Suo interessamento. Pensavo che mi proponesse una squadra giovanile, tipo allievi o juniores, invece, Nicola mi propone subito di affiancare direttamente l’allenatore della prima squadra per aiutarlo a vincere il campionato di Eccellenza e salire in serie D.

Il 17 settembre, presente anche il Direttore Generale, ho avuto il primo incontro ufficiale con l’allenatore Cristiano Ciardelli, che si è subito dimostrato una persona aperta mentalmente e disponibilissima. Il resto è cronaca come da articoli sui giornali. La settimana dopo ero in società e martedì 23 settembre ho avuto il primo incontro ufficiale con la squadra del Pietrasanta Marina.

Tutto facile? Nemmeno per sogno. Il difficile arriva adesso. In due settimane ho capito la pressione che esiste intorno ad una squadra di calcio. Pensavo esistesse solo a livello professionistico, ma credimi, è impressionante.

L’inizio è stato duro, anche perché mi sono dovuto guadagnare la fiducia di giocatori adulti e importanti. Vi sono, infatti, molti calciatori provenienti dalla serie D e abituati a vincere e giocare in squadre di prima classifica.

Giocatori abituati a seguire i loro dogmi calcistici, che si sono visti arrivare un tipo strano in giacca e cravatta che raccontava loro che “avere credenze e convinzioni potenzianti” poteva fare la differenza. Oppure, “che il loro cervello funzionava esclusivamente in base ad obiettivi” e dovevano imparare a nutrirlo bene. Ed ancora, che attraverso “l’allenamento mentale” li avrei potuti aiutare a potenziare le loro performance sportive.

Insomma, capisco bene che possano aver avuto un attimo di sbandamento e d’incredulità. La cosa positiva è che nel giro di due settimane la loro attenzione e partecipazione nelle sessioni di mental coaching è vistosamente aumentata. Segno che la diffidenza iniziale sta scomparendo.

Ma il vero motivo per cui ho deciso di accettare l’invito di Giacomo nel commentare le notizie giornalistiche è perché posso dimostrare alle amiche ed amici del blog, non soltanto a parole, bensì con esempi reali, come si possa prendere un semplice sogno, magari che abbiamo da una vita, farlo diventare un obiettivo e di conseguenza, raggiungere l’obiettivo per permetterci di realizzare il sogno.

Con molta onestà, non è ancora la realizzazione del mio sogno al centopercento (allenare una squadra giovanile di calcio), anche se posso affermare, senza ombra di smentite, che è comunque un grandissimo obiettivo. Il cui prestigio, se saprò meritarmelo, mi aprirà la strada verso il resto del sogno.

E Tu? Quali sogni hai nel cassetto che non hai mai trasformato in obiettivi? Lasciami un commento al post.

A Cura di Giancarlo Fornei,
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”
Autore di “Penso Positivo”

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Giacomo Bruno

Ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa “il papà degli ebook” per aver portato gli ebook in Italia nel 2002, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. E’ Autore di 26 bestseller sulla crescita personale e con la sua casa editrice Bruno Editore ha pubblicato 600 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale. E’ considerato il più noto “book influencer” italiano perché ogni libro da lui promosso o pubblicato diventa in poche ore Bestseller n.1 su Amazon. La sua newsletter viene seguita ogni giorno da oltre 150.000 affezionati lettori. Il suo Blog e i suoi canali social sono seguiti da oltre 1.000.000 di follower. Il suo lavoro è seguito dalla Radio, dalla Stampa e dalle TV nazionali.

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