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L’obiettivo di una vita!

Autostima

Oggi avrei voluto mandare la prima recensione al mio libro, “I segreti della visualizzazione”.

 Ieri però accaduta una cosa che mi ha dato ispirazione per un altro post molto più interessante.

Molte volte, nei libri o nei corsi di coach finanziari, sportivi e di vita, si sente parlare di Goal Getting, cioè della pianificazione degli obiettivi. Tra 1 mese dovrò aver raggiunto questi obiettivi, tra un anno questi altri e così via fino ai 10 anni.

 Sarà che sono un po’ megalomane, sarà che il mio eccessivo arrivismo mi impone di pensare così, sarà che è successo… resta il fatto che tutti questi insegnamenti di Goal hanno una grossa mancanza.

Va bene impostare obiettivi per un anno o per 10 anni. Ma l’obiettivo più a lungo termine?

Dove lo mettiamo l’obiettivo di una vita?

 Sto correndo troppo con le spiegazioni? Probabile! 😛

Passiamo all’evento che mi ha sconvolto ieri. Si sa, gli esempi valgono più delle spiegazioni.
 Ieri sono stato all’Alcatraz al concerto di uno dei miei gruppi preferiti. L’evento iniziava alle 19:00 ma, come ogni fan che si rispetti, io, i miei amici e la mia ragazza siamo partiti da Brescia alle 10:05. In visione di parecchi momenti morti durante l’attesa, avevo pensato bene di tirarmi dietro qualcosa da leggere. Per l’esattezza un libro di Anthony Robbins.

 In uno di quei famosi momenti morti ho iniziato a leggere l’introduzione del libro, dove Tony parla della sua vita da come, da essere un portinaio, è arrivato ad avere 7000 persone a guardare un suo seminario e come queste persone lo ringraziavano per aver migliorato la loro vita.

 Lì per lì ho archiviato questa storia assieme alle tante storie di successo che ho avuto occasione di leggere in questi ultimi 4 anni. Intanto il tempo scorre e arriva il magico momento in cui i portoni dell’Alcatraz vengono aperti e inizia il concerto.

 Guardando i primi due gruppi suonare ( i Forever Slave e i Firewind ) dalla prima fila trovo continue motivazioni e conferme al mio sogno di diventare un cantante e un coach ( si, vedendo un concerto trovo motivazioni per approfondire il coaching. Sono un ragazzo strano? Decisamente! 😀 ).

 Alla fine arriva il momento tanto atteso: l’entrata sul palco dei Kamelot, gruppo per cui ero andato al concerto e avevo fatto quasi 7 ore di attesa. Nella foga del cantare le canzoni come tutta la “massa dei pecoroni” ho un flash!

Il cantante e il bassista, sentendo acclamare la folla, sorridono. In quel sorriso però non ho letto il solito “sono talmente figo da venir acclamato da tutti”. Ho letto piuttosto la soddisfazione di aver evocato grandissime emozioni in tutte le persone presenti al concerto e, al contempo, la soddisfazione di essere giunti ad un grande successo dedicando anima e corpo alla propria passione per la musica.

 E proprio in quell’istante mi sono chiesto “cos’è che veramente mi spinge a diventare un coach, cantante e game designer di successo? Si tratta semplicemente di voler svolgere un lavoro che mi piace o si tratta di qualcosa di più?”.

 E così, iniziando con le mie congetture, sono giunto alla conclusione che non mi importa di fare il coach, il cantante e il game designer perché sono lavori che mi piacciono e mi risultano comodi. Lo faccio perché nella vita ( e qui arriviamo alla spiegazione del preambolo ) voglio provare forti emozioni creando forti emozioni in tutte le persone che seguiranno anche solo parzialmente il mio presente e futuro operato.

 Questa nuova visione della vita mi ha fatto trarre molte più conclusioni di quante non me ne abbiano fatte trarre tutti i libri e corsi di crescita che ho letto fino adesso. Ascoltando dal vivo una canzone dei Kamelot dal titolo Karma, una canzone che parla di un re che sta arrivando alla fine della sua vita in crisi, mi sono soffermato sulla prima strofa, che dice:

“I am a king of honor ( sono un re d’onore )
gold and glory ( oro e gloria )
but every king must also die ( ma tutti i re devono anche morire )
have I been just and righteous ( sono stato giusto e retto )
what is glory ( ciò che è gloria )
I know I’ve torn and taken life ( so di aver strappato e preso vita )
and here I stand ( e qui mi ritrovo )
a small and simple man ( un piccolo e semplice uomo )”

 Il significato della canzone poi prende un’altra strada. Quello che mi ha fatto riflettere è “Ok! Un domani sarà un cantante, un coach e un game designer. Ma nel momento in cui arriverà la mia ora, sarò soddisfatto della mia vita? Avrò dato un valore alla mia vita oppure avrò solo fatto dei lavori comodi che mi piacciono senza dargli un vero significato?”.

Non so voi, ma io il re l’ho sempre visto come una persona che, se vuole raggiungere gloria e ricchezza, in qualche modo deve affrontare sfide molto grandi. E’ uno che “deve sbattersi di brutto” come direi io. E anche un coach o un cantante deve affrontare grandi sfide. E, in genere, grandi sfide portano a grandi soddisfazioni.

 Arrivato in fondo alla mia via, come saprò di aver raggiunto ( o addirittura superato ) la mia meta?

 E così adesso, al mio Goal Getting ho aggiunto il filo conduttore tra tutte le mie ambizioni presenti e future e qui lo scrivo in calce. Il mio sogno è vivere grandi emozioni facendo vivere grandi emozioni a chi incontrerà il mio cammino. E con questa stessa motivazione adesso ho un’ulteriore marcia in più per rendere il libro che sto scrivendo e i libri che lo seguiranno opere che siano veramente in grado di lasciare il segno nella vita di chi li leggerà.

 E voi? Siete fermi al Goal Getting tradizionale oppure avete trovato un filo conduttore a tutti i vostri obiettivi? Se l’avete trovato, quando e come l’avete trovato?

 Se invece non avete trovato ancora il filo conduttore a tutti i vostri desideri, lo scopo della vostra vita, vi suggerisco solo di continuare a focalizzarvi sui vostri sogni e di osservare al meglio le persone che già hanno raggiunto i vostri obiettivi. Il mio filo conduttore non l’ho trovato nelle grandi cose ma l’ho trovato in un sorriso.

Lo stesso sorriso che è stato visto da diverse centinaia di persone ma che per me aveva un significato ben diverso da quello che ha trasmesso agli altri.
 
Enrico Sigurtà
Aspirante donatore di grandi emozioni 😉
Autore di “I Segreti della Visualizzazione”

p.s. le vostre esperienze su questo argomento mi faranno veramente piacere. Anche perché diventeranno un ulteriore spunto per uno degli ebook che intendo scrivere dopo quello sulla creatività.

p.p.s. nei prossimi giorni vi allieterò con 2 belle recensioni al mio libro in uscita il 24 Aprile, ossia “I Segreti della Visualizzazione”. Oltretutto, nella seconda recensione, riprenderò questo argomento quando vi parlerò della ricerca di se stessi.

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

20 commenti

  1. Ciao Enrico, non sapevo fossi di Brescia! Io sono di Modena, ma chi non conosce l’Alcatraz!
    Comunque hai avuto un spunto davvero originale nello scrivere questo articolo…

  2. Ciao Enrico.

    in effetti, ritengo che certe esperienze paranormali possano, effettivamente, dare il senso del tutto.
    Intanto, per certi versi, chi le ha, senza neppure ricercarle, si deve considerare, per certi versi, a mio avviso, un privilegiato, a condizione che le comprenda e che sia disponibile talora a ……..
    Superando, infatti, i tradizionali limiti dell’essere umano, arriva in quell’ambito metafisico, che di solito per molti rimane solo un interrogativo.
    Filosofie, religioni, e via dicendo spesso ci propongono solo la loro verità, al fondo della quale è lecito domandarsi :”ma ciò che è metafisico, esiste”?
    Personalmente, sono sempre stato un appassionato ed uno studioso di filosofia, ma non ho avuto bisogno delle sue risposte.
    Appartengo, infatti, ad una famiglia che, per ascendenza maschile, ha sempre avuto esperienze paranormali.
    Non aggiungo altro, trattandosi peraltro di esperienze strettamente personali.
    Aggiungo solo che non sempre sono ben gestibili.
    Come nella realtà fisica, materiale, di tutti i giorni, c’è il bello e il brutto, il bene ed il male, sui piani traslati, che superano la comune esperienza, certo possiamo trovare analoghe realtà.
    Se la cosa ti interessa, posso comunicarti alcune cose in privato….

    Un saluto ed un augurio per il tuo ebook.

  3. Ciao Enrico….
    questo tuo post mi ha fatto venire in mente delle sensazioni bellissime ed ormai quasi dimenticate.

    Da ragazzino (e fino a qualche anno fa) ero un chitarrista convinto. Il mio sogno era quello di suonare, come tanti altri musicisti, davanti a molta gente. È capitato, dopo molti sacrifici, di trovarmi davanti a qualche migliaia di persone. Il sorriso del cantante e del bassista è stato anche il mio.

    Un’esperienza che mi fa venire i brividi solo a pensarci….

    Ho lottato per arrivare su un palco prestigioso e direi che l’obbiettivo è stato centrato in pieno.

    Ragazzi…

    LA VITA E’ UN’OPPORTUNITA’ MERAVIGLIOSA! 🙂

  4. ciao Enrico,
    ho letto con moltissimo interesse il tuo post.
    Io sono come te… mi sono posto il problema a valle… cioè… quando mi renderò conto di essere arrivato al fondo del mio cammino… sarò soddisfatto di ciò che ho fatto? Guardandomi indietro avrò buttato via i miei anni o avrò costruito qualcosa da lasciare?
    Sarò stato semplice spettatore della mia esistenza o sarò stato l’attore protagonista?
    Anche nel mio e-book ne parlo, dove mi concentro su come creare la motivazione nelle persone, non importa per fare cosa, ma per fare ciò che esse stesse desiderano fare.
    Anche il libro “da timido a vincente” (F.Galletto), secondo me tocca l’argomento, perchè aiuta a diventare colui che osa cercare di raggiungere ciò che desidera.
    Come vedi qui ci sono diversi lavori che affrontano l’argomento che presenti tu, ed è interessantissimo perchè ci permette di vedere lo stesso argomento da differenti punti di vista. Questa è in fondo la vera crescita, il confronto costruttivo.
    Concordo con il testo della canzone… puoi essere un Re, un grande cantante, un ottimo imprenditore o perfino Dio… ma anche lui in fondo è stato semplicemente un uomo.

  5. Beh Roberto, quando lavoravo qualche eretico che non conosceva l’Alcatraz c’era 😛 che comunque è e resta un gran bel posticino.

    Gian Piero, mi fa piacere che ci sia qualche altro appassionato al paranormale. Il fatto che tu sia particolarmente predisposto ad esperienze paranormali è una grandissima fortuna che pochi hanno ( si, sei un privilegiato 😉 ). Uno come te, con un po’ di allenamento, impiegherebbe veramente poco a trasformare queste esperienze sporadiche in qualcosa di consueto.
    Ehe, sulla domanda che fai mi verrebbe da risponderti con un altra domanda “ma ciò che è fisico, ciò che noi chiamiamo materiale e reale, esiste oppure è una forma di immaginazione molto potente?”. Il metafisico può anche non esistere. Ma è innegabile che i viaggi astrali sono in grado di far vivere emozioni e superare dei limiti che difficilmente ci si immaginerebbe.
    Se vuoi mandarmi il tuo indirizzo email mandamelo a:
    support (chiocciola) anemox.net
    E’ l’inutilizzato indirizzo del mio dominio 😉
    così se vorrai discuterne anche in privato sarò felicissimo di ascoltarti e darti qualche consiglio 😉

    Paolo credimi, ti invidio. Al concerto di Domenica ( e tutti gli altri precedenti ) il solo fatto di suonare su un palco credo sia un’emozione incredibile. Suonare poi per una folla che stravede per te deve essere ancora più bello 😉
    Una curiosità Paolo, suoni ancora? ò_o

  6. Giampiero mi piacerebbe sapere anche a me di queste tue conoscenze. Questo argomento mi ha sempre appassionato e quando ho l’opportunità di conoscere persone che hanno avuto esperienze simili nella loro vita cerco sempre di studiare queste loro esperienze!
    Posso unirmi ad Enrico?

  7. Enrico è verissimo che i sogni sono importanti. Alcuni si realizzano e altri no. D’altra parte anche i più famosi calciatori alcuni goal li segnano e altri no. Quello che più conta e sOgnare e sEgnare 😀

    Post LUNGHISSIMO il tuo. Hai sbriciolato tutti i record 😀

  8. X Enrico:

    con una bambina appena nata, un eBook da terminare ed una fidanzata rompiscatole (scherzo! ;-P) …diventa davvero difficile trovare il tempo.

    Dimenticavo c’è anche il lavoro… 🙂

    Ti auguro una soddisfazione simile….credo di avere scoperto davvero cosa significa ECCELLENZA!

  9. Fabio, sono e resterò sempre un terribile logorroico 😀 ( è il mio problema quando scrivo cercare di non disperdermi troppo… fortuna che c’è Giacomo altrimenti il mio libro sulle visualizzazioni avrebbe 8500 pagine 😛 scherzo ovviamente 😉 ne avrebbe solo 7000 😀 )

    Accavolo Paolo, allosa sei perdonato. Se mi dicevo “ho smesso di suonare perchè mi stufavo” venivo li a picchiarti 😛 beh dai, appena la pargola sarà un po’ più grande magari potrai anche riprendere ( vuoi mettere una bambina crescere con un padre di successo quante speranze per un roseo futuro puoi darle 🙂 )

  10. Ciao Enrico,
    attraverso un’esperienza analoga a quella che hai vissuto tu, ho raccolto, nella mia testa, il materiale che poi è divenuto il libro che autostima pubblicherà i primi di Giugno.
    complimenti dunque, e porta a termine il lavoro di trascrizione delle esperienze che vivrai d’ora in poi perchè quello che ne risulterà sarà un libro bellissimo; utilissimo per tutti quelli che lo leggeranno.

  11. Per Enrico: Ti ringrazio e Ti contatterò al più presto

    per Roberto: certo, nessun problema….puoi chiedere il mio indirizzo email alla dott.ssa Lro, così basta che mi invii il tuo con una email.
    Oppure, nel caso per te non sia un problema renderlo pubblico, indicare in un commento a questo articolo, il tuo indirizzo e Ti contatto quanto prima…….

  12. Ehe Roland, sono 3 anni che scrivo i miei successi e le mie esperienze positive su un diario. Tenere un diario con tutte queste cose è molto utile e aiuta tantissimo nei momenti di difficoltà 😉

  13. Buongiorno a tutti,

    ho letto qui sul blog della possibilità di scrivermi per uno scambio di indirizzi mail, ma è una cosa che non facciamo.

    Non forniamo indirizzi di terze persone per la pricacy e perchè altrimenti io non riuscirei a svolgere correttamente tutto il lavoro giornaliero per gli autori.

    Buona giornata!
    Valentina

  14. bravo Enrico, i sogni aiutano a sviluppare pensieri potenti che danno un senso alla vita e all’impegno che ci mettiamo per realizzarli…
    buoni sogni a tutti

  15. Per Roberto:
    CORREZIONE. Avevo capito male una questione, relativa agli indirizzi…..

    Per avere il mio, che non vorrei comunicare qui pubblicamente, puoi fare una cosa:
    chiederlo ad Enrico, che ha lasciato in questo blog il seguente:
    support (chiocciola) anemox.net

  16. Quindi un sorriso ti ha fatto capire che la vita deve avere uno scopo? Bello! 🙂
    Tutti, prima o poi, si chiedono che scopo ha la vita…il problema, se vogliamo chiamarlo così, e che sono proprio pochi quelli che hanno trovato una risposta soddifacente a questa domanda…
    Io guardo i cantanti,i politici,gli sportivi,gli attori ecc…ma sinceramente non vedo tutta questa soddisfazione, tutta questa felicità.
    Secondo te è plausibile che un cantante sul letto di morte guardi la sua vita e pensi: “si, sono proprio soddisfatto della vita che ho fatto perchè ho suscitato grandi emozioni nelle persone”???
    Io non so te, ma i cantanti di successo (sia quelli vivi che quelli già morti) che conosco hanno problemi di droga,alcolismo,hanno divorzi alle spalle,problemi di salute dovuti allo stile di vita che conducono, molti non hanno veri amici, qualcuno che li ami per quello che sono…
    Probabilmente mi sbaglio ma sono convinto che nè grandi politici, nè grandi cantanti, nè grandi attori, nè grandi comunicatori di massa…siano soddisfatti della loro vita perchè hanno provato forti emozioni e ne hanno suscitate altrettanto forti negli altri…mi auguro che per te sia diverso…considera solo che hai solo un’opportunità. Hai una sola vita, e quel giorno quando sarai al suo termine, sarà terribile se ti accorgerai di aver speso una vita per qualcosa/qualcuno che non la meritava…

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