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Il Marketing relazionale e la teoria del semi-baratto

Bruno Editore

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140E’ mia convinzione che quando riceviamo soldi in cambio del nostro lavoro (lo stipendio) veniamo compensati solo materialmente di quanto da noi fatto per guadagnare quei soldi. Questo tipo di ricompensa viene da noi percepita prevalentemente a livello razionale e molto poco a livello emotivo.

Mentre il lavoro da noi svolto rappresenta qualcosa di concreto, i soldi che ci vengono dati rappresentano una potenzialità. E’ come se fosse iniziato un baratto che rimane sospeso fino al momento in cui spendiamo il denaro e finalmente riceviamo indietro un qualcosa di concreto e tangibile.

Ma nel lavoro che facciamo ci mettiamo qualcosa in più (si spera) delle nostre braccia e della nostra mente. Ci mettiamo le nostre aspirazioni, il fare bene, l’attaccamento all’azienda, la puntualità, la precisione, l’amicizia, ecc… Ci mettiamo qualcosa di emozionale, di intangibile, di inconsapevole, qualcosa che genera un debito emozionale in noi.

Così nel momento in cui spendiamo i nostri soldi e completiamo il baratto del nostro lavoro, vogliamo indietro qualcosa di tangibile (il prodotto o il servizio) e qualcosa di intangibile (la cortesia, l’empatia, l’ascolto, ecc…) capace di compensare il debito emotivo originato da quanto da noi messo nel nostro fare.

Anche di questo è bene che sia consapevole il personale a contatto con la clientela. Essi non saranno capaci di dare ciò che non viene loro espressamente richiesto a meno che non diventino consapevoli dell’importanza del farlo.

A Cura di Valter Romani,
Autore di “Scacco alle Bugie” e “Da Grande Sarò Ricco”

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Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

11 commenti

  1. Verissimo quanto indicato nel tuo aticolo, Valter, e molto utile praticamente.

    Quanto descritto risponde alla concezione, che sta alla base della famosa piramide di Maslow.
    Questo psicologo aveva studiato i bisogni umani, sottolineando che sono strutturati appunto partendo da una base, sino a salire al vertice, nel senso che prima l’uomo sente l’esigenza di soddisfare quelli che stanno più in basso, per poi avvertire la necessità di apagare quelli più elevati.
    Si parte, in tal senso, da quelli più materiali, per arrivarre a bisogni di natura sempre più psicologica e spirituale.
    Certo, prima l’uomo avverte l’esigenza di cibo per sfamarsi, di un tetto per ripararsi, ma poi, soddifatte queste, ha bisogno di altro, che significa affermazione sul piano sociale, autostima, realizzazione nel lavoro, apprrezzamento per la propria opera da parte del contesto di riferimento.
    Ancora più in alto troviamo esigenze filosofiche e spirituali, che riconducono al capire il perchè del’esistenza, chi siamo, ecc.

    Il lato pratico: tutte queste esigenze costituiscono altrettante spinte motivazionali ad agire verso l’obiettivo prefissato, e possono quindi essere utili per motivare il personale di un’impresa, o essere utili, a loro volta, al personale a contatto con il pubblico, per mgliorare i rapporti con quest’ultimo.

    Il denaro rappresenta i bisogni materiali, e quindi costituisce solo la prima base della motivazione, ma poi sarà utile prevvedere motivazioni e gratificazioni del personale, che vadano al di là di questo, come riconoscimento per il lavoro svolto bene, apprezzamento, ascolto verso le problematiche, assunzione di un atteggiamento di apertura.
    Anche questi elementi psicologici sono determinanti, e spesso solo il denaro non basta.

    E’ sufficiente pensare a tutti quei fenomeni di demotivazione, che riguardano anche personale ben retribuito.

  2. “Ma nel lavoro che facciamo ci mettiamo qualcosa in più ( … ) Ci mettiamo qualcosa di emozionale, di intangibile, di inconsapevole, qualcosa che genera un debito emozionale in noi.”

    Se mai un giorno mi verrà saldato questo debito, diventerò talmente ricca emozionalmente, che potrò vivere di rendita :-))).

    “Mentre il lavoro da noi svolto rappresenta qualcosa di concreto, i soldi che ci vengono dati rappresentano una potenzialità.”

    E soprattutto oggi che la “potenzialità” è piuttosto ridotta, se ci venisse almeno restituita una briciola della carica emotiva che molti di noi comunque continuano a regalare, il baratto ci sembrerebbe meno iniquo.

    Mi hai regalato una piacevole riflessione. Hai dato forma a quella insoddisfazione che non trovava concretezza.

    Enrica

  3. Che piacere averti riletto su questo blog, caro ingegnere! Ancora una volta le tue piacevoli riflessioni hanno toccato menti e cuori sensibili, e meriti da tutti noi un grazie di cuore. Fatti sentire più spesso! Un abbraccio a te e agli amici che hanno commentato. Giancarlo

  4. Cari amici il vostro riconoscimento soddisfa completamente le mie aspettative emotive e quindi il relativo semi-baratto.
    x Giampiero. La tua onniscienza è tale che sei riuscito ad anticipare parzialmente i contenuti di un prossimo mio articolo (questo ne aumenterà sicuramente l’interesse e l’attesa).
    x Massimo e Claudio. Grazie per il vostro apprezzamento.
    x Gianluigi. Questa mia teoria è secondo me un presupposto fondamentale del marketing relazionale. Ne esporrò degli altri in seguito.
    x Maria Enrica. Saresti ricca già da ora se quando crei emozioni positive per i tuoi interlocutori ne riesci a godere insieme a loro. Ma di solito è un fenomeno spontaneo. Far emozionare positivamente qualcuno è un’esperienza gratificante già di per sé. E la sensibilità che traspare dal tuo scrivere mi fa comprendere che questo è già alla tua portata.
    x Giancarlo. I tuoi commenti sono per me sempre di grande incoraggiamento a scrivere ancora. Il mio obiettivo nello scrivere non è solo erudire, ma emozionare.

  5. Ottimo articolo caro Walter ..come sempre.
    Sono convinto che le tue preziose indicazioni saranno molto utili ai nostri lettori. Come al solito riesci a coinvolgerci con argomentazioni precise ed esaustive. A te giunge un mio calorosissimo saluto.

    Gianpaolo 😉

  6. Anche se il post non è più “attuale” desidero comunque lasciare un commento pubblico.

    Incuriosita da questo post ho scaricato il primo capitolo (gratuito) di “Da grande sarò Ricco” e quindi acquistato il libro. E l’ho divorato.

    Ho 55 anni e figli ormai grandi. Li spronerò comunque a leggere il suo libro. E forse domani, se arriveranno, farò tesoro di quello che ho letto con i nipoti.

    Ma oggi Enrica adulta, che ha capito da poco che peso, rabbia e difficoltà a gestire il denaro hanno una base comune e che è affascinata dal viaggio che sta facendo, ha deciso che vale la pena di giocare con Enrica “bambina”.
    Ed ha deciso di mettere in pratica quello che lei propone.
    Non è mai troppo tardi. E ne sono convinta.

    Sicuramente esistono altri libri altrettanto chiari e motivanti. Ma non avendo mai sentito il bisogno di cercarli, non li conosco. So però che lei è riuscito a toccare le corde giuste. Forse proprio perchè riesce a parlare ai bambini ed io per fortuna non rinuncio a coltivare ed ascoltare la bambina che continua a vivere insieme a me.

    Semplicemente grazie.

    Enrica

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