Vai al contenuto

Come essere ricercati e benvoluti da tutti

Autostima

19126

191Avete mai notato che ci sono persone sempre apprezzate, desiderate, invitate, mentre altre rimangono loro malgrado al palo? Vi siete mai chiesti qual è la ragione che rende così desiderabile la loro compagnia?

Se pensate che ciò riguardi l’aspetto fisico, il carisma o il talento, vi sbagliate. La realtà è che queste persone possiedono un interessante mix di attitudini interiori, che non sono necessariamente innate, ma che con un po’ di buona volontà si possono benissimo imparare. Vediamole insieme.

Capacità di ascolto. Chi è ricercato dagli altri sa ascoltare e capire i propri interlocutori prima di intervenire, facendoli sentire accolti, compresi e liberi di esprimersi. Dimostra apertura e interesse nei loro confronti, capisce cosa esprime il loro corpo e lo asseconda: magari il tono di voce con cui sta parlando è troppo alto, e crea imbarazzo alla controparte, dunque lui vi pone rimedio.

Atteggiamento rilassato. La persona ricercata e benvoluta possiede un profondo equilibrio interiore in grado di rasserenare chi ha davanti. Affronta i problemi in maniera risoluta, ma senza mai drammatizzare. Si interessa agli altri senza invaderli, dice loro cosa pensa ma non li mette in imbarazzo, li coinvolge ma non li opprime.

Flessibilità. Pur senza accettare il comportamento altrui in maniera acritica, chi si rapporta correttamente con gli altri ha la forza e l’intelligenza di fare un passo indietro se la situazione lo richiede, specie quando capisce che la propria condotta non contribuisce a creare un clima disteso, sereno e positivo.

Positività. Un’altra caratteristica delle persone che hanno più successo nelle relazioni sociali sono quelle che vedono sempre il bicchiere “mezzo pieno”, lasciando quello “mezzo vuoto” a chi preferisce disperarsi. Così facendo, grazie al loro esempio e alla loro energia, riescono ad aiutare agli altri a compiere un piccolo passo in avanti verso la loro realizzazione.

Sono assolutamente da evitare, invece, l’eccessiva insistenza nella richiesta di attenzioni con provocazioni gratuite o esibizionismi, che possono allontanare gli altri, nonché l’abitudine di far sentire in colpa o a disagio chi ci parla con musi, bronci, lamenti o capricci infantili. In questa maniera, anziché rendere desiderabile la propria compagnia, si ottiene l’effetto esattamente contrario.

Siete d’accordo con me? Aspetto un vostro commento!

A cura di Marina Roveda

Autrice di “Le regole dell’amicizia”

Libro bruno

Vuoi pubblicare il tuo libro?

Scopri BRUNO EDITORE, la prima casa editrice al mondo per pubblicare un libro e diventare Bestseller Amazon.

Pubblica il tuo libro ›

Giacomo bruno autore

Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

18 commenti

  1. Ciao Marina,
    Bello anche questo articolo…

    Sono d’accordo con te. I tuoi concetti li vedo e li vivo attraverso i miei coaching con tante persone diverse per età, maturità, lavoro… 😉

  2. Ciao Marina,

    in effetti non si può non concordare con te, in particolare con le approfondite osservazioni del tuo articolo.

    Si tratta di questioni riconducibili ai rapporti di conoscenza e di amicizia, ed in linea di massima è così, proprio come dici tu.

    Talora ci sono delle eccezioni, ma legate alla particolarità del contesto, ed all’età delle persone.
    Quei principi sono sicuramente applicabili diciamo così….per le giovani età…..
    L’amicizia e la conoscenza costituiscono, al tempo stesso, una realtà di rapporti non cristallizzati a priori, e proprio per questo, a volte subentrano dinamiche particolari…..

    Parecchi anni fa, ebbi a frequentare un “giro”, direi di chiamarlo così…, di conoscenti e di amici, in cui, però, a volte venivano lasciate in disparte le persone con le caratteristiche migliori.

    Come mai?
    Questo capitava, perchè era invalsa l’abitudine del ritrovo, basato sullo scambio di cene….
    Cioè uno invitava le altre persone, e queste poi, a turno, ricambiavano.
    In pratica, si era sviluppata una modalità d’incontro con questa sorta, non dico di regola, ma di principio…conviviale, cioè se tu, a tua volta, non invitavi……

    il motivo, per la verità, non era tanto una sorta di elitarismo sociale o di egoismo, ma il fatto era che spesso non c’era posto per tutti, ed allora, realizzando cene diverse, si dovevano organizzare più serate…
    insomma, giusto o sbalgiato che sia, visto che già per ricambiare occorrevano più serate, non erano invitati coloro che, a loro volta, non ricambiavano…..

  3. Consigli semplici ma efficaci. Mantenere dei buoni rapporti di amicizia con più persone lo trovo un compito abbastanza difficile 🙂

    Complimenti per l’articolo!

  4. Sono perfettamente d’accordo con le tue idee, purtroppo non tutti hanno la sensibilità ed il tatto di condividere questo “modus vivendi” con gli altri, se fosse così probabilmente ci sarebbero molto meno liti. I rapporti cristallini sono i migliori da coltivare e da prendere in considerazione. Un abbraccio

  5. ciao marina

    sono daccordo su due punti che hai evidenziato,la capacità di ascolto e la flessibilità.
    Molte persone non sanno ne ascoltare gli altri e neanche si sanno adattare ai comportamenti o decisioni degli altri,io infatti ho conosciuto persone senza queste qualità e ho voluto subito allontanarle,però il più brutto difetto che può avere una persona è proprio non sapere ascoltare;

    Brave marina continua a scrivere articoli interessanti!!!

  6. Si ciao Marina, ottime osservazioni!!

    Credo che le attitudini da te elencate siano qualità innate e spontaneee e difficilmente chi non le possiede potrà mai raggiungerle!! Certo si può migliorare molto, ma la mia esperienza mi insegna che “siamo quel che siamo” e difficilmente una persona può stravolgere il proprio modo di essere e di agire.

    Penso invece che non esista il rapporto di amicizia in assoluto, ma svariati rapporti di amicizia vissuti e intesi diversamente. Le amicizie vere, sincere e prolungate necessitano delle prerogative da te descritte che sono difficili da ritrovare tutte insieme in un rapporto, per questo le amicizie pure ed autentiche sono rare!!

    Ciao, Davide

  7. Ottimi suggerimenti per chi vuole socializzare con efficacia! 😀

    Naturalmente un mix di questi componenti indica una personalità estroversa e dotata di un’ottima autostima. Con un pò di impegno chiunque può riuscirci, oltretutto divertendosi! 😀

  8. Ciao Marina e Complimenti per il tuo Articolo!

    Devo ammetere che mi sono ritrovato pienamente nel tuo discorso, infatti affrontare una qualsiasi situazione o problema con un sorriso e allo stesso tempo con determinazione, mi aiuta sempre a venirne fuori con una certa soddisfazione personale!! 🙂

    Ciao e Buona Giornata a Tutti,
    Alessandro.

  9. Ciao Marina, complimenti per questo ottimo post!
    Concordo in particolare con l’importanza della capacità di ascolto e della positività.
    Inoltre vorrei far notare a Davide che queste capacità si possono acquisire con l’esercizio (o meglio ancora, con l’aiuto della PNL e del personal coaching 🙂 ). “Il paradosso è che quando mi accetto come persona allora posso cambiare.” (Carl Rogers)

  10. Ciao Marina,

    tutto vero, anche se tali attitudini interiori/caratteriali non necessariamente fanno parte del bagaglio di ciascuna persona, ma concordo che si possono imparare e migliorare.

    A mio giudizio, per far si che ciò diventino DAVVERO delle attitudini innate (è necessario prima di tutto che una persona lo desideri… non è poi così scontato)… 😕

    inoltre sulla base di quel desiderio, è necessario riprogrammare i propri programmi mentali subconsci (in vari modi che non sto qua ad elencare)…
    perchè altrimenti con la sola forza di volontà non sempre si possono avere dei risultati positivi (dipende da quanto tali attidudini sono distanti rispetto ai nostri valori d’identità attuale).

    Un abbraccio,

    Giulio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *