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Come capire il Signoraggio Bancario (parte 10/10)

Bruno Editore

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Veniamo alla teoria del signoraggio bancario che circola in rete:
Per questa teoria, la classe dei banchieri crea a piacimento banconote che poi presta allo stato facendosi pagare il valore nominale della banconota tramite obbligazioni governative. In pratica, se la BCE stampa una banconota da 100 €, gli stati facenti parte dell’euro devono dare a tale ente un obbligazione statale di pari valore, che però negli anni aumenta a causa dell’interesse creato dalla stessa obbligazione e di conseguenza tenendo tutto il mondo in una schiavitù economica (potete cercare su google la parola signoraggio e vi farete una cultura al riguardo).

Quindi, ricapitolando, se la BCE crea 100 € di carta (spendendo circa 30 centesimi per produrli) dovrebbe guadagnare dal nulla 99.70 euro mentre, se li produce virtualmente guadagnerebbe seduta stante tutto il valore. Addirittura tale teoria è stata usata per una contesa legale supportata da una associazione dei consumatori finendo in un nulla di fatto arrivati in cassazione.

In parole povere, secondo l’associazione dovrebbe tornare la sovranità di stampa delle banconote allo stato in modo da stampare per l’importo occorrente a pagare debiti e welfare. Ma abbiamo visto in precedenza cosa accade alle nazioni che si comportavano in tal modo…ma qui vorrei far notare un’altra cosa.

La BCE è un società privata posseduta in percentuale differenti dalle varie Banche Centrali dei singoli stati. Nel nostro caso, La nostra banca centrale possiede circa il 16% della BCE. Quindi qualunque profitto la BCE dovesse ricavare (a partire da quelle del signoraggio), il 16% arriverebbe nelle casse di Bankitalia s.p.a.
A sua volta Bankitalia è suddivisa azionariamente a diverse banche e società di assicurazioni italiane nonché dell’INPS in percentuali differenti. Ognuna di esse percepisce quindi (in quanto azionisti) la loro parte dei profitti (fra cui sempre il signoraggio).

I “signoraggisti” probabilmente non sanno (anche perché non sono notizie che si sentono comunemente in giro) che il 94% degli incassi che Bankitalia effettua vengono girati allo stato italiano (e così fanno tutte le altre nazioni in percentuali variabili a seconda dei casi).
Quindi, quando la BCE crea il denaro (facciamo quello virtuale per semplificare i conti), ogni 100 € di incassi che fa Bankitalia, 94 vanno alle casse dello stato dritti filati (senza passare dal via come si direbbe al monopoli).

< L’altro 6 % è il guadagno delle singole banche che in pratica organizzano tutto il “lavoro”. Tra l’altro di questi 6 €, bisogna considerare che le banche devono pagare le tasse sugli utili allo stato italiano.

Resta comunque da capire il perché lo stato dà delle obbligazioni governative in cambio dell’emissione della moneta. Allora, facciamo mente locale: se si crea denaro è perché qualcuno ha comprato dei beni e servizi facendo aumentare la ricchezza del paese (o meglio di tutta l’Europa visto che prendiamo in esempio la BCE).
Se si crea ricchezza, questi soldi da qualche parte debbono essere depositati, magari ci sono un sacco di persone che si indebitano per l’acquisto, ma sicuramente alla fine della catena a qualcuno avanzeranno come surplus.

Questo qualcuno, i soldi non se li può di certo inghiottire, ma andranno a finire in un conto corrente oppure investiti in azioni o in obbligazioni. Anche se li lascia nel conto corrente, la sua banca senza dirgli niente comunque li investirà a posto suo in azioni od obbligazioni.
Bisogna far trovare a queste persone dei prodotti su cui investire i surplus, altrimenti quei soldi non avranno più un sottostante (visto che non c’è più il gold standard) rischiando di innescare un’inflazione spaventosa. Cioè l’abbondanza di denaro che non può essere “parcheggiato” da nessuna parte lo porterebbe a svalutarsi per troppa abbondanza dello stesso in circolazione.

Lo stato quindi crea delle obbligazioni da dare alla BCE in modo da girarle a quei risparmiatori/investitori che, alla fine del ciclo, le utilizzeranno per parcheggiare il denaro (come via di sfogo in pratica) permettendo di tenere l’inflazione bassa. Ovviamente lo stato cede queste obbligazioni alla BC perché nessuno inserirebbe i propri soldi in un prodotto ad interesse “zero” e, d’altro canto, gli stati non possono emettere azioni statali ma solo obbligazioni.

Se lo stato non creasse le obbligazioni, tutta quella valuta prodotta si ripercuoterebbe nei mercati mobiliari (come via di sfogo) producendo delle bolle speculative colossali tali da far passare quelle del 2000 e del 1929 alla stregua di leggere correzioni.

Sono giunto alla fine di quest’excursus sulla storia dell’economia e spero che molti di voi abbiano chiarito alcuni dubbi. Se volete ulteriori chiarimenti su altri argomenti chiedete pure; li tratterò non appena possibile.

Un abbraccio!

A Cura di Patrizio Messina,
Autore di “Autoconsulenza Finanziaria”

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Giacomo Bruno

Giacomo Bruno, nato a Roma, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa "il papà degli ebook" per aver portato gli ebook in Italia nel 2002 con la Bruno Editore, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 37 Bestseller sulla crescita personale e Editore di oltre 1.300 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale, che hanno aiutato oltre 3.000.000 di italiani. Bruno Editore è l'unico editore in Italia che garantisce contrattualmente l'arrivo del libro al Bestseller Amazon, e ha portato in Italia la versione ebook di autori internazionali come Tony Robbins, Jack Canfield, John Gray e Ivan Misner. È considerato il più esperto di Intelligenza Artificiale applicata all'Editoria ed è stato nominato "l'editore n.1 al mondo per produzione di libri" grazie alla startup ViviBook, la prima AI al mondo che crea libri di narrativa con 1 click. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Aiuta Imprenditori e Professionisti a costruire il proprio Personal Brand per aumentare Autorevolezza, Visibilità e Fatturato scrivendo un Libro con la propria Storia Professionale. Info su: https://www.brunoeditore.it

63 commenti

  1. Ancora una volta, non posso che complimentarmi per l’ottima esposizione di una materia articolata e densa di tecnicismi.
    In effetti, molte rappresentazioni del signoraggio, come peraltro ho anche cercato di far comprendere io stesso proprio cogliendo occasione da questi articoli, non tengono conto di tutti i passaggi, limitandosi a vedere gli introiti cosiddetti da signoraggio e non vedendo, invece, i ritorni verso lo stato.

    Aggiungo, peraltro, che molte teorie cosiddette signoraggiste sembrano non tenere alcun conto di inflazione ed effetti macroeconomici, indotti dalla creazione di moneta.

    Concludo questo mio intervento con un saluto a Patrizio, unitamente ai migliori auguri per le sue iniziative.

  2. Non sono affatto d’accordo, mi dispiace.
    Il signoraggio non è una teoria ma un dato di fatto. Non circola in rete ma anche nel parlamento, in piazze e ci sono partiti, come la destra, che iniziano ad affrontare di petto la situazione: che la rete sia l’unico veicolo sul quale possono circolare queste informazioni è un altro discorso (se una cosa non la vedi in televisione non è importante, giusto?)
    Non è il caso di stare a focalizzare tutta l’attenzione sul termine “signoraggio”, ma guardare il complesso della situazione. I cosiddetti signoraggisti, non stanno li a fare i conti in tasca alle banche, ma si chiedono perchè il potere della creazione della moneta è in mano a privati. Il problema non è il signoraggio in se per se, ma è il sistema monetario a “debito”.
    Il debito va benissimo, ok… ma va bene se tizio deve prestare i soldi a caio e non nella fase della creazione della moneta. E’ un sistema perverso che porta inesorabilemnte ad incanalare la ricchezza reale nelle mani del creditore e non nelle mani del vero proprietario.
    Allora facciamo così: basta parlare del signoraggio, parliamo del “Sistema a Debito”.

  3. L’unico motivo per cui alcuni politici parlano di signoraggio e che questo viene affrontato solo in internet è per il fatto che farsi pubblicità sullo scandalo o presunto tale porta più profitti che parlare dei veri problemi che poi sono anche i più noiosi…

    Il “signoraggio” inteso come scandalo (non la definizione enciclopedica) rientra nel filone scandalistico che la gente crea per distrarsi alimentato da chi ci marcia sopra (spesso scrittori). Facio taluni esempi fra i più utilizzati: L’uomo non è mia scabarcato sulla luna, il segreto dei maya e il 2012, bil laden non è mai esistito è le torri gemelle sono un attacco provocato dai poteri forti, ecc. Potrei farne un altra decina ma cominciano ad essere meno noti ai più.

    La realtà dei fatti è che ogni teoria di queste, come quella sul signoraggio vengono appoggiate su dei fatti che però non sono diretta conseguenza di queste teorie ma solo coincidenti in alcune parti. Parti che poi sono state unite in modo fantasioso creandoci sopra una storia verosimile (a volte neanche quello). La gente ha bisongo di evadere dalla routine e crede a ciò per giustificare il fatto che loro non riescono ad ottenere risultati: è sempre colpa di qualcuno se loro sono poveri, se il walfare non funziona ecc.

    Il problema però è che la verità (che non coincide mai con quella scandalistica) è dimostrabile anche nei dettagli mentre le altre sono troppo difficili da spiegare. L’uomo ricorda mlto meglio ciò che provoca emozioni rispetto a ciò che non lo fa. Quando guardi uno spot pubblicitario di automobili vedi sempre un automobile con un uomo che la guida (per lo più) e una bella ragazza seduta a fianco, come dire <>. Stranamente nessuno nello spot pubblicitario parla di quanto costa RCA su quel modello o sulla sua affidabilità (tranne che è il punto di forza del modello).

    Questo perchè la bella ragazza provoca emozioni ed i freddi numeri no!

    Certo sarebbe bello che il signoraggio bancario fosse il male dell’economia, almeno potremmo risolverlo con un colpo di bacchetta magica… fossero tutti così semplici i problemi da risolvere! Il problema è che se si fa mente locale e si segue il ragionamento fino in fondo cercando di vedere oltre il fumo delle teorie complottistiche ci si accorge presto che queste stanno impiedi con la forza della credenza popolare.

    In passato mi affascinò parecchio il signoraggio (parlo dell’inizio del millennio) quando ancora nessuno ne parlava, ma a differenza dei più io ho cominciato a scavare sempre più in profondità oltrepassando lo strato superficiale; e la realtà (dimostrabile) è che alcune persone in Italia (e altre rispettivamente in altre nazioni) stanno scrivendo libri, partecipando a talk show e creandosi una fama, basando tutto sul fumo e sulla credulità comune. Guarda caso quando qualcuno interviene per fare domande approfondite e smonta anche inconsapevolemente le teorie viene subito tacciato di far parte del reggime bancario e di far parte del sistema delle mani “forti”.

    Sul fatto che il problema dell’umanità è il mercato dei debiti ti do ragione. L’ho apertamente detto anche nel libro autoconsulenza finanziaria e lo osteggio sempre in qualunque occasione. Ma il problema deriva cmq dal fatto che la gente vuole sempre qualcosa che non può avere… è lo stesso meccanismo dello spot pubblicitario citato prima perchè questi solletica l’immaginazione più del fatto di essere realisti e accontentarsi.

    Per chiudere il discorso sul crollo delle economie. Se vai in biblioteca e vai a leggere gli antichi numeri dei giornali (meglio se il sole 24h) pubblicati nel 2001, nel 74, nel 29 ecc. ti accorgerai velocemente che l’economia è data per morta in continuazione… Strano io la vedo sempre lì!

  4. Sul signoraggio posso dire che non è un vero guadagno delle banche come si crede, semplicemente perché le banche quando ricevono indietro i soldi devono bruciarli. Detto in termini più chiari non è che i soldi le banche li possono usare per loro tornaconto: una volta prodotti e immessi nel sistema, serviranno esclusivamente per mantenere quel sistema in vita.

    Il vero guadagno delle banche sta nel fatto di pretendere degli interessi, nel senso che se i soldi che queste banche danno in giro sono X, chiedono in restituzione X più degli interessi. Chiramente possono essergli restituiti al messimo tutti gli X che hanno prestato, ma non gli interessi. In pratica non esistono “materialmente” i soldi con cui coprire quegli interessi, perchè quei soldi le banche non gli hanno ancora “creati”. Pertanto gli interessi devono essere restituiti in altro modo: con fallimenti e confische.
    Questo significa nel sistema bancario le crisi sono cicliche e inevitabili, e tendono a manifestarsi nel momento in cui le banche smettono o diminuiscono i prestiti. In quel caso infatti le persone/aziende esposte saranno costrette a pagare i propri debiti senza poter rimandare il momento del giudizio chiedendo nuovi prestiti. E tra tutti questi soggetti esposti, molti falliranno e subiranno confisce, proprio perché come dicevo prima, non possono matemticamente essere restituiti tutti i soldi che le banche chiedon indietro.

    In cambio di questa esposizione a crisi ricorrenti, il vantaggio è che l’economia è più forte, in quanto coloro che chiedono i prestiti per poterli restituire sono chiamati a una maggiore competizione.

  5. “I “signoraggisti” probabilmente non sanno (anche perché non sono notizie che si sentono comunemente in giro) che il 94% degli incassi che Bankitalia effettua vengono girati allo stato italiano (e così fanno tutte le altre nazioni in percentuali variabili a seconda dei casi).
    Quindi, quando la BCE crea il denaro (facciamo quello virtuale per semplificare i conti), ogni 100 € di incassi che fa Bankitalia, 94 vanno alle casse dello stato dritti filati (senza passare dal via come si direbbe al monopoli).”

    —

    E la fonte (eheheh) di questa… dove è?

  6. Volevo aggiungere anche che nella costituzione della stessa bankitalia (parlo di questa ma è così per tutte) oltre a dover girare il 94% degli introiti allo stato (qualunque genere d”introito), v’è scritto anche che per nessun motivo la banca centrale può possere titoli di stato nazionali. Cioè per i profani, le banche centrali non possono acquisire obbligazioni italiane, ne francesi ne di qualunque altra nazione.

    Quindi l’emissione forzata delle obbligazioni non sono per “tenere le nazioni in scacco con gli interessi” ma per essere immesse nel mercato a cui tutti accediamo in modo da creare il sottostante su cui si basa la ricchiezza venuto a mancare con l’abolizione del gold standard.

    In ogni caso anche quando ci basavamo sull’oro le crisi economiche sono cmq esistite.

  7. Troppo facile: volevo il link al documento.

    Perché se leggi bene il sito di Bankitalia SpA dice tutt’altro.

    PS
    ora ci divertiamo 🙂

  8. Nicola atomico:
    “una volta prodotti e immessi nel sistema, serviranno esclusivamente per mantenere quel sistema in vita.”

    .–.

    Dove hai letto questa sciocchezza?

  9. visto che l’utente Pietro Drella Francesca non ha tempo per andare sul sito di bakitalia a prelevare autonomamente lo statuto e leggerlo lo inserisco qui sotto anche se normalemente non si possono inserire link esterni (spero che la BE capisca la situazione).

    https://www.google.it/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=4&url=http%3A%2F%2Fwww.bancaditalia.it%2Fbancaditalia%2Ffunzgov%2Fgov%2Fstatuto%2Fstatuto.pdf&ei=-S2YStzEG4KgnQOq58G3BA&rct=j&q=statuto+bankitalia&usg=AFQjCNFhFmMKRSHuzXyomLmoEkWhnuo-cg

    Copi tutto l’indirizzo e lo incolli nell’apposito spazio per le URL. Le chiedera direttamente di scaricare il documento senza premere bottoni…

    A pag 24, art 39, vi è spiegata la suddivisione degli utili che appunto è per 6% degli azionisti e per il restante 94% dello stato italiano (questo è spiegato negli articoli iniziali).

    La parola “dividendi” che mensiona l’articolo corrisponde agli utili.

    Non pago di ciò, non vorrei che abbia interpreatoi male gli articoli dello statuto, ho fatto un altra ricerca per vedere se la mia interpretazione corrisponde con quella di altri e ho trovato questo articolo di giornale del corriere:

    https://archiviostorico.corriere.it/2007/aprile/02/Bankitalia_non_una_Spa_ce_0_070402030.shtml

    Sembra concordare con me un prof. Ordinario di Diritto Bancario nella Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università degli studi di Roma.

    Adesso per vedere come la mettiamo o fare un hehehe (come precedentemente fatto da lei), se mi vuole indicare le sue fonti glie ne sarei grato.

  10. Per Piero Della Francesca:

    Per farti capire il concetto: la banca centrale ha il compito di tenere bassa l’inflazione, proteggere la porpria moneta e cose di questo tipo.
    Quindi a seconda delle necessità può immettere nel mercato liquidità acquistando titoli di stato, o fare la cosa opposta, può anche acquistare o immettere sul mercato monete di altre nazioni per favorire o sfavorire il cambio.
    Non sono esattamente un esperto di tutte le prerogative che spettano alle banche centrali, ma non credo da qualche parte ci sia scritto che la banca centrale può usare i soldi per i fatti suoi, comprandosi magari atolli nel pacifico o cose del genere.

    In ogni caso ho ravvisato nel tuo intervento una certa maleducazione, e considerando che non ho ne la voglia nè l’interesse per certi scambi dialettici, tolgo felicemente il disturbo.

  11. Patrizio Messina: la tua ignoranza sull’argomento è abissale.

    Se prima di leggere lo statuto andavi qui, ti risparmiavi di fare la figura che hai fatto: http://www.bancaditalia.it/bancomonete/signoraggio

    —–
    Con riferimento all’euro il reddito da signoraggio generato dall’emissione della moneta è definito come reddito originato dagli ATTIVI detenuti in contropartita delle banconote in circolazione e viene ricompreso nel calcolo del reddito monetario che, secondo l’articolo 32.1 dello Statuto del SEBC, è “Il reddito ottenuto dalle Banche Centrali Nazionali nell’esercizio delle funzioni di politica monetaria del Sistema Europeo delle Banche Centrali”.
    —-

    Significa che solo gli interessi sui quei 100 € di carta rientrano come utile, e non sta né in cielo né in terra che quindi sia il 94% di quei 100, ma degli interessi, i quali sono miseri (2% – %4 di 100)!

    Non a caso, l’utente ‘Nicola atomico’ ha cominciato dicendo:
    “Sul signoraggio posso dire che non è un vero guadagno delle banche come si crede, semplicemente perché le banche quando ricevono indietro i soldi devono bruciarli.”

    In realtà nessuno ‘brucia’ nulla. E’ una semplice sparizione contabile.
    Ma non è sul guadagno delle banche che dovreste concentrarvi, perché il vero guadagno lo fanno con l’espansione monetaria le banche ordinarie.
    E sullo sfruttamento che ne deriva con l’emissione a debito.

    Se tu avessi letto solo minimamente Auriti, o ragionato sul valore monetario, capiresti che il problema sta nel valore della moneta, che nasce di proprietà della banca, non del cittadino.

  12. Nicola atomico:

    La tua risposta non risponde.

    Dove hai sentito la sciocchezza che la moneta serve solo per “mantenere il sistema in vita” ?

    E aggiungo, sai a che serve la moneta?
    Ti pare corretto che sia emessa a debito, risultando all’emissione non di proprietà del cittadino ma un suo debito nei confronti della banca?

    Ma sopratutto: visto che dici che i soldi li “brucino”, lo trovi divertente che accada così, dopo il sacrificio che costa a te lavorare e pagare le tasse?

    Sono proprio curioso.

  13. Intanto le obbligazioni che vengono emesse sulle banconote sono solo quelle sulla valuta emessa extra a quella già esistente. Quindi se in europa esistono per dire 100€, e grazie alla crescita economica occorrono creare alte 10€, le obbligazioni sono emesse su quei 10€. Se al contempo 30€ di quei 100€ originari devono essere sostituiti perchè logori, su questi non vengono emessi titoli di stato. Infatti quando entro l’euro le obbligazioni statali europee non raddoppiarono da un giorno all’altro.

    Questi tioli emesse non possono essere detenuti dalla Banca centrale ma sono immesse semplicemente sul mercato dove poi tu e io accediamo quando mettiamo i bot in portafoglio. Se come dici tu, la BCE volesse i titoli di stato e che quindi il sistema va fuori controllo (come dice anche tale Auriti), mi spieghi cosa se ne farebbero di titoli che manderebbero le nazioni in crack con il semplice risultato finale di far diventare le stesse carta straccia (come accaduto in argentina)? La BCE non vuole titoli di stato perchè non sono garanzia di nulla! I titoli di stato sono per la gente comune che deve trovare un prodotto finanziario dove parcheggiare i nuovi soldi che entrano in circolazione.

    Se così non fosse questi capitali potrebbero prendere solo 3 strade: La prima è l’acquisto delle azioni creando un salire dei prezzi delle stesse in continuo senza mai ripiegare (visto che i capitali in circolazione nel tempo aumentano sempre con il crescere dell’economia) e aggiungerei in modo esponenziale. La seconda strada è quella del mattone facendo aumentare a dismisura il prezzo dello stesso tanto da non poter più essere acquistato dalla gente. La terza e più pericolosa soluzione sarebbe quella che i capitali andrebbero all’estero per essere investiti nei paesi che emettono titoli di stato, creando quindi una fuga di capitale e un conseguenza deflazione che farebbe crollare la borsa e quindi chiudere tutte le fabbriche.

    In ogni caso a me pare chiaro che quando si dice che i soci possono dividersi il 6% degli utili (aumentabili di un altro 4% alla bisonga) significa che si dividono i ricavi aziendali fra cui fanno parte quelli del signoraggio (che cmq non sono neanche la prima voce di bilancio considerando le enormi spese che hanno nella costruzione della banconota… che non si ferma solo alla stampa).

    Ora, io ho imparato che è inutile parlare con gente che vede complotti ovunque perchè tanto, anche con prove schiaccianti che dimostrano il contrario trovano semmpre qualcuno (generalmente un ex persona di rilievo che vuole tornare alla ribalta alle spalle dei creduloni) che fa coincidere dei fatti fra di loro anche se frutto di situazioni differenti con una storia affascinante. Poi ci scrivono un libro gratuito e successivamente girano per talk show pagati (la parte a cui effettivamente puntavano) sapendo che chiunque si trovano davanti lo batteranno (nella mente di chi segue queste trasmissioni) in quanto quello chew dice lui è affascinante e divertente (perchè la gente vuole sentirsi dire quelle cose) mentre chi dice la verità si appoggia a statuti leggi e fatti molto noiosi che fanno addormentare lo spettatore.

    Se vai su youtube in passato ho visto un tizio che facendo uno dei suoi show (da clawn) diceva che a questo punto potevamo stamparci i soldi da soli. Gli altriospiti, compresi quelli che dovevano controbatterlo erano tutti compari…

  14. Me l’aspettavo una risposta così evasiva, ché è più facile di ammettere di aver scritto una cavolata madornale, che nemmeno il più scaltro negazionista da me conosciuto ha mai avuto il coraggio di affermare.

    Le tue contraddizione, come per esempio i deliri sopra sugli acquisti di seconda mano di titoli pubblici, dopo aver affermato “che per nessun motivo la banca centrale può possere titoli di stato nazionali”, sono a dimostrare che non hai minimamente la vaga idea i che consista la truffa del signoraggio, di cui gli argomenti da te proposti non sono che di contorno.

    Comunque, l’unico consiglio che mi sento di darti è continuare a studiare con più criticità, se davvero sei o eri interessato all’argomento, perché fidati che sei completamente fuori strada! Dopotutto le figuraccie capitano a tutti all’inizio dello studio, anche se la tua è molto originale.

  15. Se capissi l’italiano avresti notato che parlavo per paradosso… cioè per assurdo come dicono i matematici.

    Tu rimani convinto delle tue idee che in fin dei conti a quelli che lavorono con la finanza (come me) fa comodo una pletora di persone come te.

  16. Che parlavi per assurdo… non lo mettevo in dubbio 🙂

    Riguardo alla comodità di “persone come me”, ti comprendo perfettamente. Pubblicità aggratis…

  17. ritorno ora da un uscita tra amici e guarda chi scrive???

    Senti, visto che tu sei più qualificato di me, dei prof. di economia, degli economisti tutti, ci vorresti spiegare la “verità”?

    Io per ora ho solo letto tui commenti sarcastici che hanno anche offeso qualche lettore applicando una tattica di stravolgimento delle parole altrui (classico di chi non ha argomentazioni valide) senza però dirci come stanno i fatti. Ti ho chiesto 3 volte di indicarci le tue fonti ma ancora non le hai pubblicate mentre io ti ho linkato lo statuto di bankitalia ti ho detto anche dove era scritto l’articolo sulla ripartizione degli utili, poi ti ho linkato l’opinione di un cattedratico perchè comprendo che la mia potrebbe non essere sufficiente.

    Hai fatto la morale sulla stampa di banconote che secondo te dovrebbe essere stampata dal popolo perchè paga le tasse (tipo che bankitalia non rappresenta cmq il popolo visto che come è scritto sullo stesso statuto essa è un società di diritto pubblico). Anche se, e ripeto se, le banconote le stampasse lo stato sovrano, ciò non toglie che lo stesso deve emettere obbligazioni per creargli il sottostante altrimenti sarebbero carta straccia come lo erano i marchi tedeschi dopo la prima guerra mondiale o come lo sono le banconote degli stati del terzo mondo che si stampano da soli la moneta.

    A questo punto rimane da scegliere fra un organizzazione superpartes che gestisce il tutto su mandato dello stato (a cui gira la stragrande maggioranza dei proventi) oppure farla gestire ai politici che occupano la loro posizione solo per i voti ma che non possono dare garanzia delle loro capacità.

    Adesso ti faccio un altro raggionamento per assurdo (sempre se sai cosa vuol dire perchè dal tuo precedente post denigratorio sembra proprio di no!): Ammettiamo per un momento che la teoria complottistica sia vera; mi vorresti illustrare come dovrebbe funzionare il tutto per essere come lo vorresti (compreso creazione del sottostante, regolamentazione di stampa ecc.)? Vediamo se riesco a smontartele uno per uno 🙂

    Se devi solo dire qualche frase fuorviante e al solito e non fornire le tue prove puoi anche esimerti dallo scrivere perchè domani è l’ultimo giorno di riposo prima di ritornare a lavoro e vorrei utilizzarlo per fare cose interessanti più che per mandare sulla retta via le pecorelle smarrite.

    E poi, la gente come te non mi fa comodo per la vendita del libro perchè altrimenti gli avrei messo un titolo del tipo <> e scommetto avrei venduto almeno il triplo. Ma a me per tua sfortuna non interessa vendere il mio libro facendomi pubblicità sulla credulonità della gente ma l’unico mio obiettivo è dargli un aiuto concreto.

    L’articolo l’ho scritto modificando quello originario sulla storia della moneta per richiesta diretta anche se aimè, questa non è una storia affascinante come il signoraggio che circola in rete.

  18. Non aspettarti da me la spiegazione di come “dovrebbe funzionare il sistema”, ché l’unica cosa che posso farti comprendere è la stoltura di quello esistente! (Dove sta scritto che chi denunci la truffa debba anche avere preparata una soluzione?)

    Qui non c’è nessuna “verità” da rivelare. E’ comunemente accettato che il funzionamento della moneta serve per facilitare gli scambi. Bisogna capire che oltre ad avere la funzione di MISURA DEL VALORE, come tutte le scuole economiche insegnano, ha anche quella di rappresentare IL VALORE CHE MISURA essa stessa. Quindi è “misura del valore e valore della misura”.
    Tanto è che infatti non è che un contro-valore rispetto ai beni che essa in quanto moneta può comprare. E questo valore è convenzionale! Che sia fatta d’oro o di carta! E’ rappresentato dal segno numerico sopra un pezzo di carta o dal peso di un pezzo certo tipo di metallo, scelti come moneta. In particolare il valore di una moneta viene CREATO dall’accettazione da parte della comunità di quel simbolo come mezzo di scambio (non al corso forzoso, alla volontà divina, o chichessia..). Detti questi principi forse anche troppo banali ma assai sottovalutati da tutte le scuole di economia, è piu’ facile comprenere la truffa monetaria.

    Il problema dell’attuale sistema monetario, risiede TUTTO nel fatto che la moneta viene creata ed emessa a debito, non per la stupidotta idea che sennò sarebbe “difficile da gestire” o che altrimenti porterebbe l’inflazione (inflazione non intesa come la intende la scuola austriaca, ma come aumento generalizzato dei prezzi: ché questo aumento NON è da attribuire alla semplice espanzione monetaria! ma a rottura dell’equilibrio tra espansione monetaria e prouttività nazionale, dato che se si emette moneta senza supportare la prouzione di beni, la svalutrazione è chiara..). Per capirlo, basta ricordare il VERO MOTIVO per cui secoli fà si diffuse l’USO per le grandi banche di emettere la moneta al posto del sovrano: era il possesso da parte di questi dell’oro in cassaforte (al tempo la VERA moneta) che giustificava i prestiti CON le banconote, che non erano altro che CERTIFICATI di proprietà sulla vera moneta (oro). Cioè la banca emetteva la moneta a debito, perché aveva dalla sua una giustificazione: la riserva. Per lungo tempo, le banconote possedevano la scritta “pagabili a vista al portatore”, proprio per sottolineare che si trattasse di una specie di assegno, e non di una moneta che per millenni era convenzionalmente attribuito al valore ormai internazionale dell’oro.

    Ma quando è venuta a mancare la riserva, è caduta con essa anche la scusa giuridica per continuare a emettere la moneta a debito.
    Con il sistema della moneta a debito, e non della moneta proprietà come lo era un tempo l’oro, il popolo viene trasformato da proprietario in debitore del valore monetario.
    Se prima trovavi dell’oro, ne diventavi proprietario, perché non veniva emesso a debito dalla miniera! E nessuno era solito lasciare dei pagherò nei letti di fiumi! L’emissione a ebito è un meccanismo che ha l’unico scopo di concentrare il potere di indebitare intere nazioni. E i fatti parlano chiari: i debiti di ogni nazione sono lì a dimostrare la voragine che l’emisisone a ebito per il popolo produce.

    Se questo pensi non significhi nulla, allora non c’è proprio niente che posso fare per aiutarti (non c’è più sordo di quello…)

    Mi fermo qui. Spero i aver dato almeno un INPUT.

  19. Allora, questo è il mio ultimo intervento anche perchè non è fattibile discutere con chi non sa quello che dice.

    Intanto, l’onere della prova è sempre e cmq a carico dell’accusa. I signoraggisti (come te) dicono che cè una truffa ma non hanno ne le prove dimostrabili ne sanno come dovrebbe essere gestita la faccenda. E quest’ultima condizione non esce fuori solo con te (che magari non sei l’inventore del complotto ma solo uno che si è fatto influenzare) ma si nota anche in tutti quelli che ne fanno un gran battage pubblicitario. Tutti a criticare il sistema ma nessuno che sa come metterne in piedi uno migliore.

    Seconda cosa: Se uno stato stampasse da solo la moneta, quale garanzia darebbe su quel pezzo di carta? te lo dico io, nessuno perchè non può dare niente in cambio, come daltronte anche tu hai detto nello scorso intervento. I metalli prezioni non bastano per creare il sottostante e quindi la moneta visto che non ha nulla di concreto sotto io personalmente non la accetterei.

    Quando spicchi un assegno da 1.000€, scrivi la cifra e metti una firma su un foglietto che si e no vale 10 centesimi. Qualè la garanzia di quel foglietto? i soldi che hai nel conto corrente (sempre se non è scoperto si intende altrimenti si sta facendo una truffa).

    Quando si crea una banconota, o una moneta metallica, deve esserci un sottostante altrimenti essa non ha un valore. Immagina se devi andare in Granbretagna e gli consegni un banconota senza sottostante!!! ti anderebbero a quel paese. Il sottostante, cioè la garanzia della banconota che suppongo hai nel portafoglio viene data dall’obbligazione che la nazione richiedente a emesso per garanzia. Se non emettesse un obbligazione quella banconota non ha valore.

    Si emettono obbligazioni perchè uno stato non può dare nient’altro in garanzia. Quando una banconota va in un paese estero (non facente parte della stessa moneta), quello stato la accetta perchè sa che quella banconota è coperta da un obbligazione.

    Se propio dovessimo estremizzare il concetto di banconota del popolo senza garanzia, si potrebbe a questo punto modificare la legge permettendo a tutti di stamparsi le banconote senza garanzia (come i signoraggisti dicono che gli stati dovrebbero fare) e consì nessuno lavora più e siamo tutti felici e contenti. Poi sarebbe curioso vedere chi produce i beni di consumo.

    Le obbligazioni in definitiva si deve emettere per forza e il guadagno da interesse obbligazionario (e quindi da signoraggio) viene in ogni caso dato allo stato a esclusione del 6% degli introiti che sono il compenso per le BC per il lavoro effettuato, di stampa, progettazione, recupero e distribuzione tramite furgone porta valori ecc.

    Poi un ultimo consiglio valido generalmente per qualunque tipo di discorso complottistico: oltre a cercare le prove di ciò che conferma la tua idea, cerca bene che torverai in giro anche le prove del contrario scritta da gente altrenttanto qualificata se non di più.

  20. “Se non emettesse un obbligazione quella banconota non ha valore.”
    ———–

    Mi dispiace per te, ma sei completamente a digiuno dei più elementari principi del monetarismo: non è il fatto che lo stato si indebita con qualcuno per creare quella moneta a darle il valore, ma la volontà del popolo ad accettarla come mezzo di scambio. Così come accadeva con l’oro. Nessuno si indebitava con le miniere! La moneta è già maggazzino di valore! Altrimenti non sarebbe moneta.

    Ti ho detto poi, che la giustificazione di emetterla a debito era dovuto all’uso della riserva. Ma oggi la riserva non c’è più e il mito è caduto.

    La moneta ha valore per CONVENZIONE, tra chi acquista e chi vende una data merce, il loro coume accordo crea il valore della banconota, un valore puramente convenzionale che è pari al valore della merce che si scambia.

    Soprattutto: la fiducia per il venditore di poter RIUTILIZZARE nuovamente la moneta in un altro scambio è essa stessa la garanzia che della banconota! Noi acquistiamo o vendiamo in euro non perché siano state emesse obbligazioni, ma perché sappiamo che potremo usare nuovamente l’euro per tutti i nosti altri acquisti.

    Di monete nella storia ne sono nate parecchie, ma l’emissione di banconote a debito non è che l’ultima trovata!

    tanti saluti

  21. Il tuo raggionamento però ha una pecca! Sarebbe valida solo ed esclusivamente se nel mondo esistesse una sola moneta, cosa che non è! All’estero della tua percezione e del valore che gli assegni non gli interessa nualla, volgiono qualcosa in cambio a garanzia, e quella garanzia è l’obbligazione. Fattene una ragione perchè è così.

    Se leggi i veri libri di economia vedrai che è una delle prime cose che spiegano.

  22. Da Patrizio: “All’estero della tua percezione e del valore che gli assegni non gli interessa nualla, volgiono qualcosa in cambio a garanzia, e quella garanzia è l’obbligazione.”… ecco, allora se all’estero quel che conta sono le obbligazioni, dove obbligazione è sinonimo di valore reale, perchè di mezzo deve esserci l’euro, dove euro è sinonimo di debito?

    Concedimi questa battuta che colgo al volo e mi permetto di reintrodurmi nel discorso perchè questo argomento, che è di interesse comune, sta rischiando di diventare un battibecco poco utile per tutti.

    Temo che il mio intervento sarà un pò lungo, ma spero di riuscire ad esprimere chiaramente la mia opinione che si articola fondamentalmente in tre punti:
    Il primo punto è di dare la giusta definizione alle cose, cioè… i “signoraggisti” sono coloro che applicano il signoraggio e non coloro che ne parlano. Non scendiamo sempre al giochino psicologico di ghettizzare chi ha una opinione scomoda per farlo sentire diverso dalla massa.

    Il secondo punto e forse quello più importante è di dare il giusto valore alla moneta. Il professor Auriti ha dato la definizione giusta alla moneta, e cioè la “misura del valore”, e non il “valore della misura”. In altri termini dobbiamo ripensare alla definizione dei soldi e renderci conto che sono una unità di misura e non il valore a sè, mentre oggi la moneta è diventato un bene da scambiare con il debito… è assurdo.
    I testi ufficiali di economia per gli economisti sono come il vangelo per i cristiani: danno tutte le risposte. Ma il problema sorge nel momento in cui qualcuno esce dalla massa e si chiede se le risposte del vangelo diano le “vere” risposte alle domande.

    Il terzo punto è questo: si invita a trovare una soluzione. Io credo che la soluzione sia la più semplice… Se c’è un bene disponibile sul mercato, ci devono anche essere i soldi materiali per poterlo acquistare. Questo significa che la massa monetaria in circolazione dovrebbe semplicemente essere pari al PIL (Prodotto Interno Lordo), calcolato periodicamente per assicurare una certa aggiornabilità per evitare il fenomeni inflazione/deflazione. Se il PIL aumenta, anche la massa monetaria aumenta, igniettandola nel circuito monetario in modi vari e discutibili: aumentando gli stipendi; detraendole dalle tasse e così via. Se il PIL diminuisce diminuirà anche la massa monetaria in circolazione. Le banche dovrebbero avere due compiti fondamentali, agevolare gli scambi economici e occuparsi di un social lending dove i risparmiatori investirebbero i propri soldi prestandoli a chi ne ha bisogno, senza per questo generare moneta virtuale, ma tutto basato sulla disponibilità reale dei capitali, e percependone gli interessi dettati però dal mercato (rapporto richiesta-offerta) e non dettati dalla banca centrale. Per questo lavoro le banche verrebbero ricompensate con delle commissioni.
    Così facendo si da alla moneta la sua giusta definizione, e cioè essere uno strumento per misurare il valore di un bene e non essere il bene assoluto da procacciare. Il lavoro bisogna comperare con altro lavoro, non i soldi con altri soldi!

    Qualcuno potrebbe dire che questo potrerebbe a rallentare l’economia…. E chi se ne frega!!! Meglio una economia lenta ma reale che una economia col turbo ma che nel più bello ti lascia a piedi!

  23. Il tuo raggionamento è moralmente corretto ma al solito ha una pecca.
    I soldi rispecchiano come spiegato ampiamente nell’articolo il valore di tutti i beni e servizzi ubicati nel territorio in cui circola quella data moneta. Quindi esistono tanti soldi quanta ricchiezza si è “creata” in quella nazione o gruppo di nazioni con la stessa moneta.

    Il problema che un bene ed un servizio perdno valore nel tempo, ad esempio un crociera da 4 mila euro non vale più ninte nel momento stesso in cui la criciera è finita e quindi bisognerebbe distruggere di nuovo 4 mila euro nel momento stesso in cui la ricchiezza è passata… è quello che ha vewnduto la crociera cosa guadagna?

    L’obbligazione è la garanzia di quei 4 mila euro, e mi dispiace per tutti quelli che la pensano diversamente, ma l’obbligazione è l’unica cosa che mantiene il suo prezzo nel tempo e da pure un leggero interesse. Tutto il resto rimane come aria fritta nello spazio. SI potevano utilizzare i metalli prezioni ma purtroppo non ve ne sono abbastanza in circolazione.

    Ti racconto un aneddoto che mi è capitato a gennaio: Tornavo dall’islanda (ne parlavo in altri articoli nel blog) dopo 4 mesi di soggiorno estero (2 mesi in inghilterra e 2 in islanda). Tornando da l’isola nordica mi rimansero 12.000 corone che mi sono accinto a scambiare allo scalo di Londra. Mi dicono che non potevano scambiarli. Mi rassegno e penso di scambiarli arrivati in Italia con la mia banca…

    Nulla di fatto anche quì. Cosa era accaduto? L’islanda era andata in default e in quel momento era insolvente sulle sue obbligazioni. Gli altri stati non avendo più garanzia che quella banconota avesse un sottostante la trattarono come carta straccia (cosa che in quel momento era vera!).

    Successivamente L’islanda decise di pagare il 50% delle obbligazioni (insolvezza a metà) è le corone islandesi che in patria erano scambiate a 150 corone per un euro in Italia avevano un valore ufficiale di 300 corone per un euro (fonte rouiters). Il loro sottostante era dimezzato e quindi il valore all’estero era dimezzato.

    L’economia funziona così, ci deve sempre essere una garanzia a copertura della moneta e qualla garanzia fin tanto non si trovi un altra merce che non perde valore nel tempo e non crea svalutazione rimane per ora l’obbligazione.

    In ongi caso la moneta non è una unità di misura della ricchiezza ma un unità di misura di compensazione dei debiti che provochi. Più moneta hai + debiti puoi compensare… anche se nell’accezione comune sei ricco. Infatti la banconota non è di nostra proprietà!

  24. In ogni caso: quelli che credono nel complotto del signoraggio detti siognoraggisti (eventualmente conia tu un altro nome se non ti piace), vogliono che tutta l’umanità consideri la banconota un bene del popolo, che abbia valore solo perchè tutti dobbiamo accettarlo (senza che però ci sia un vero valore alle spalle), e tutto funziona (ma non sono mai riusciti a dimostrarlo) per virtù dello spirito santo. della serie beato chi crede e non vede.

    Non è molto meglio continuare con utilizzare un sistema che ha sempre funzionato dalla sua istituzione e che ha permesso negli ultimi 48 anni di crescere senza creare problemi? Che motivo cè veramente di cambiarlo? pensate veramente che il popolo povero cambiando il punto di vista della percezione della banconota risolva i suoi problemi?

    A me viene in mente la Cina dove si applica la teoria della banconota dello stato e vedo squilibri fra poveri e ricchi ancora più marcati di quellli degli stati occidentali.

    Il motivo percui ci sono le crisi (come quella attuale) deriva solo dal fatto che l’uomo è un animale pensante. QUando tutto va bene si lancia a fare acquisti facendo salire i prezzi di tutto, poi qualcuno che ha accumulato vendew per trarre profitto e squilibrando la legge della domanda e dell’offerta fa precipitare i prezzi. La gente per paura vende per il panico e l’economia crolla creando le crisi di produzione. Poi ad un certo punto qualcuno vede i rpezzi bassi e comincia ad investire facendo rialire i prezzi… e questo capita all’infinito. Non c’entra niente il grasso banchiere capitalista che si intasce presunti introiti mirobolanti (che però nesusno e mai riuscito a dimostrare) e che causa le crisi per l’indebittamento.

    Il sistema economico e un equazione a somma zero dove tutti gli introiti vengono rigirati allo stato (per il 94%) e il rimantente 6% vine speso dalle banche centrali per pagarci le tasse, i dipendenti le attrezzature ecc. che a loro volta pagano tasse comprano oggetti ecc. e alla fine tutto ritorna nella casse dello stato. Somma zero, nesusno squilibrio e nessun complotto.

  25. Caro Patrizio Messina

    grazie per i tuoi articoli innanzitutto.
    Volevo poi esprimerti la mia ammirazione per aver speso (sprecato?..) tanto tempo a discutere con dei personaggi che sono evidentemente a digiuno delle più elementari nozioni di ragioneria, prima ancora che di finanza ed economia.
    Se costoro, invece di perdere tempo a leggere le loro menate sulle leggende metropolitane come il signoraggio (probabilmente credono anche al complotto delle scie chimiche, sul 2012,..), leggessero almeno un testo di ragioneria capirebbero presto che il mondo è un po’ più complesso di quanto la loro ignoranza gli permette di comprendere. Lo so che è meno divertente delle leggende metropolitane ma almeno si impara a leggere un bilancio, non dico quello della BdI, ma almeno a capire la differenza tra attivo patrimoniale e profitto d’impresa (che con tutta evidenza i tuoi interlocutori ignorano).
    Ma studiare (e capire!) dura fatica: è molto più semplice credere alle leggende e ritenersi più intelligenti di tutti gli altri.
    Quello che ancora mi colpisce di tutti questi poveri ignoranti è che non si pongono domande elementari come: 1) nessun economista al mondo supporta la tesi di questo complotto mondiale delle banche (ma allora sono TUTTI scemi questi economisti, compresi i premi nobel, o sono TUTTI complici?), 2) Se fosse vero tale complotto, si sarebbe inventata la macchina per fare soldi dal nulla, che tutti vorrebbero avere (ed invece alcuni azionisti di BdI stanno pensando di cedere le loro quote..) e per la quale si combatterebbero guerre mondiali continuamente. Domande elementari ma che sveglierebbero dal sonno gli ignoranti..
    Cordiali saluti
    GS

  26. La banca centrale come istituto di emissione è una banca speciale, a cui lo Stato
    attribuisce in via esclusiva, togliendolo a sé e quindi al popolo, il diritto-potere
    sovrano di emettere la moneta legale nel paese, e sovente anche altre prerogative.
    Così sono la Federal Reserve Bank Corporation, la Bank of England, e fino a non
    molto tempo fa la Banca d’Italia e la Bundesbank.
    Già in epoca tardo-rinascimentale gli Stati (regni di Spagna, Francia, Inghilterra), per le
    loro spese di guerra, opere pubbliche, etc., emettevano troppo denaro, troppi biglietti di
    stato, in rapporto alle ri-serve auree che possedevano e ai loro introiti; perciò essi fecero
    ripetutamente bancarotta, ossia insolvenza (parziale o totale, temporanea o definitiva, sul
    capitale, sugli interessi o su ambo) nei confronti dei loro creditori (banchieri toscani,
    genovesi, poi anche tedeschi e olandesi). Successe allora, dalla fine del XVII secolo in poi,
    una vera rivoluzione del sistema di potere e della struttura dello Stato, la quale configura lo
    Stato come oggi noi lo troviamo. Successe, in sostanza, che le aristocrazie regnanti nei
    vari Paesi europei si allearono con i banchieri creditori di questi Paesi, fondarono banche
    private in società con loro e trasferirono in queste banche il potere sovrano di emettere
    denaro – potere che prima veniva esercitato dallo Stato, dal Re. Lo trasferirono a queste
    banche in via quasi sempre, esclusiva – ossia queste banche divennero monopoliste
    dell’emissione del denaro e del suo prestito, ciascuna nel suo Stato. La prima a sorgere,
    sotto la pressione del crescente indebitamento dello Stato per le guerre in corso, fu la
    Bank of England, nel 1694, sotto Guglielmo III di Orange; essa acquisì le prerogative
    suddette nel corso di pochi lustri dalla sua fondazione.
    L’importanza di questa trasformazione è unica nella storia dell’umanità. Essa è la più
    grande e, soprattutto, la più stabile di tutte le rivoluzioni. La rivoluzione francese è poca
    cosa, al confronto con essa. Persino l’URSS aveva una banca centrale gestita
    privatamente da un finanziere ebreo americano.
    Basti pensare che, prima di questa trasformazione, il sovrano che spende soldi per
    costruirsi una reggia sfarzosa o per fare una guerra con cui allargare i propri dominii,
    indebita lo Stato, ossia sé stesso, verso le banche; mentre, dopo di essa, è il sovrano
    stesso, assieme ai suoi soci finanzieri, a fungere da banchiere verso lo Stato, attraverso la
    sua Banca Centrale, e a prestare soldi allo Stato (al popolo) per fare le medesime cose
    nell’interesse del sovrano e dei suoi soci. Quindi, grazie a questa rivoluzione, il sovrano,
    quando fa una guerra per aumentare la propria potenza (e quella della classe dirigente
    che lo sostiene), non solo fa la guerra senza più indebitare sé stesso, ma grazie ad essa
    va a credito di capitale e interesse verso lo Stato e i cittadini per le spese di guerra. Ossia,
    può fare i propri interessi a spese del popolo, eppergiunta guadagnandoci sopra.
    Guadagna indipendentemente da chi vinca la guerra. Si produce una triangolazione tra
    oligarchia, Stato e nazione: l’oligarchia, per arricchirsi e consolidare il proprio potere,
    indebita lo Stato verso di sè onde prelevare al popolo col pretesto del debito pubblico. La
    spesa pubblica (dalla guerra all’assistenzialismo) e il debito pubblico che da essa origina,
    diventano un inesauribile affare per il sovrano e i suoi soci. Anche perché il debito pubblico
    dà il pretesto allo Stato per imporre alte tasse, quindi crea per i governanti opportunità di
    arricchirsi maneggiando molto denaro dei cittadini, distribuire molto denaro per comperare
    consensi e clientele, nonché alzare i tassi d’interesse e mandare in rovina per debiti molte
    imprese e rilevare così per poco le loro aziende e proprietà.
    Questo business è l’essenza stessa della politica come praticata da allora ad oggi
    perlomeno in Occidente. Ovviamente, nessuno ne parla.

  27. Il signoraggio è la rendita che chi batte moneta realizza dal produrla, ed è pari al
    valore dei beni e dei servizi ottenuti in cambio della fornitura di moneta, detratti i
    costi di produzione della moneta medesima.
    La moneta metallica reca o recava l’indicazione della quantità di metallo pregiato
    contenuta in essa. Il valore di scambio è dato, appunto, dalla quantità di questo metallo.
    Per emettere moneta è quindi fondamentale il dominio delle miniere. I re si interessano di
    conquistare i distretti minerari auriferi e argentiferi.
    Col tempo, già in epoca romana, vediamo che gli Stati incominciano a emettere monete
    metalliche il cui valore nominale, ossia quello indicato su di esse, supera il valore del
    metallo in esse contenuto. Ad esempio, in un primo tempo abbiamo una moneta
    contenente venti grammi d’oro, denominata come Dieci Soldi. Poi lo Stato, per risparmiare
    oro, conia una moneta identica, con l’indicazione di valore ‘Dieci Soldi’, ma contenente
    solo dieci grammi d’oro. Lo Stato usa tuttavia questa moneta per pagare i suoi debiti (la
    mercede di operai e soldati, per esempio) contandola e facendola accettare come Dieci
    Soldi, almeno finché non si svaluta. In questo modo, guadagna il 50% del valore nominale
    – nel senso che risparmia il 50% del costo d’oro nel pagare i propri debiti. Pagare un
    debito pari a venti grammi d’oro gli costa solo dieci grammi d’oro. Questa differenza tra
    costo di produzione del denaro e valore nominale del denaro dicesi ‘signoraggio’. Oggi che
    il denaro non è più coperto da oro e ha quindi un costo di emissione trascurabile, il
    ‘signore’ che lo emette – ossia, le banche centrali – realizza un signoraggio pari quasi al
    100% del valore stampato sul denaro stesso, senza mettere in esso alcun valore reale. In
    tal modo, realizza un ricavo pari all’importo del denaro emesso, però, con un falso
    economico, non riporta questo ricavo in bilancio nel conto dei profitti e delle perdite, così
    non dichiara questo utile e non lo deve rimettere allo stato né vi paga sopra le tasse.
    D’altronde, il valore, ossia il potere di acquisto del denaro (la domanda di esso) non è
    conferito dalla copertura aurea né da chi lo crea (stampa), ma dal mercato che domanda
    quel denaro. Così come il valore dei un biglietti di un concerto venduti a 20 Euro l’uno non
    è conferito dal tipografo che stampa su ciascuno di essi la scritta “Euro 20” ma dagli
    organizzatori, dal compositore, dagli strumentisti, dal direttore.
    Se io sono il sovrano di una nazione, e per legge riservo a me il diritto esclusivo di
    emettere moneta, tutti avranno bisogno, ossia dovranno domandare e accettare la moneta
    da me emessa, perché la moneta è indispensabile a un’economia di scambi. Perciò io
    potrò usare la moneta che emetto per pagare tutte le mie spese (forniture, stipendi,
    investimenti, costruzioni; acquisti di terreni e aziende, etc.), per concedere prestiti a
    interesse e per arricchirmi – insomma, per comperare i beni e i servizi presenti sul mercato
    e prodotti da altri, anche se io non produco alcun valore.
    Se il costo che sostengo per produrre questa moneta è praticamente nullo, come
    nel caso che io emetta cartamoneta (banconote), posso impadronirmi dell’economia
    nazionale senza fatica e senza rischio, comperando beni, aziende, terreni, lavoro, etc., in
    cambio di carta stampata. I banchieri contemporanei si trovano in questa situazione.
    Altrimenti detto: il denaro è uno strumento assolutamente indispensabile
    all’economia di scambio, alla vita quotidiana, e ha però un costo di produzione quasi nullo,
    puramente tipografico; il valore gli è conferito dalla domanda di denaro stesso, che a sua
    volta viene dalla vivacità dell’economia, degli investimenti, della produzione, degli scambi;
    perciò il popolo, e per esso lo stato sovrano, dovrebbe emetterlo in proprio a costo nullo
    (come fa oggi con le monete metalliche, e come faceva l’Italia coi biglietti di stato di £ 500,
    e come fecero Lincoln, Garfield e Kennedy coi Dollari, finché non furono ammazzati)
    anziché prenderlo in prestito a interesse, come invece fa, producendo il debito pubblico.
    Ma proprio perché il denaro è un bene indispensabile, il sovrano toglie al popolo, ossia allo
    stato, il potere di emetterlo e lo usurpa per sé in via esclusiva, in modo di poter imporre a
    tutti quelli che hanno bisogno di denaro, compreso il popolo sovrano (lo stato) e le imprese
    (che danno al denaro il suo valore) un prezzo, appunto il signoraggio -un prezzo per
    giunta enorme e ingiustificato, pari al valore nominale del denaro stesso – a proprio
    egoistico e antisociale vantaggio. Così si mette in condizione di poter comperare, a costo
    zero per sé, il lavoro, le imprese e i prodotti degli altri. Il sovrano, il titolare del potere, è
    colui (i banchieri privati) che si è impadronito di questo potere monopolistico, togliendolo ai
    veri produttori di ricchezza e sovrapponendosi a governi e parlamenti, come fa con la BCE
    in base al Trattato di Maastricht. La lotta per conquistare e mantenere questo potere è
    l’essenza strutturale e profonda, conosciuta a pochissimi, della politica e dell’economia.
    L’establishment si regge sul fatto che essa è ignota e invisibile a quasi tutti.

  28. @ Scanu: mi dispiace ma sei fuori stada. Lincholn e company furono uccisi per altri motivi.

    Il signoraggio oggi giorno non esiste più Esisteva quando si facevno le monete in oro risparmiando come tu stesso hai detto sull’oro nella composizione, oggi viene emessa un’obbligazione che ne conferisce il valore totale della banconota.

    Tale obbligazione le prende la BC per girarle immediatamente ai privati cittadini. Gli stati controllano le banche centrali che hanno in questo caso solo il compito di stampa e gestione dell’emissione per controllare l’inflazioni, deflazioni e quant’altro ma non incassano quasi niente. Poi se queste banche hanno tutto questo potere comè che quando la L&B o altre banche in difficoltà non hanno fatto emettere banconota per ripianare i debiti?

    Teoricamente la ricchiezza delle BC dovrebbe essere pari al 100% e oltre della ricchezza mondiale, cosa che leggendo i bilanci si può immediatamente capire che non è vera…

  29. Caro Messina su Lincholn e company la storia ti da ragione, però sono i fatti e tantissime circostanze che contano…
    La banca centrale come istituto di emissione è una banca speciale, a cui lo Stato attribuisce in via esclusiva, togliendolo a sé e quindi al popolo, il diritto-potere sovrano di emettere la moneta legale nel paese, e sovente anche altre prerogative.
    Così sono la Federal Reserve Bank Corporation, la Bank of England, e fino a non molto tempo fa la Banca d’Italia e la Bundesbank.
    Già in epoca tardo-rinascimentale gli Stati (regni di Spagna, Francia, Inghilterra), per le loro spese di guerra, opere pubbliche, etc., emettevano troppo denaro, troppi biglietti di stato, in rapporto alle ri-serve auree che possedevano e ai loro introiti; perciò essi fecero ripetutamente bancarotta, ossia insolvenza (parziale o totale, temporanea o definitiva, sul capitale, sugli interessi o su ambo) nei confronti dei loro creditori (banchieri toscani,
    genovesi, poi anche tedeschi e olandesi). Successe allora, dalla fine del XVII secolo in poi, una vera rivoluzione del sistema di potere e della struttura dello Stato, la quale configura lo Stato come oggi noi lo troviamo. Successe, in sostanza, che le aristocrazie regnanti nei vari Paesi europei si allearono con i banchieri creditori di questi Paesi, fondarono banche private in società con loro e trasferirono in queste banche il potere sovrano di emettere denaro – potere che prima veniva esercitato dallo Stato, dal Re. Lo trasferirono a queste banche in via quasi sempre, esclusiva – ossia queste banche divennero monopoliste dell’emissione del denaro e del suo prestito, ciascuna nel suo Stato. La prima a sorgere,
    sotto la pressione del crescente indebitamento dello Stato per le guerre in corso, fu la Bank of England, nel 1694, sotto Guglielmo III di Orange; essa acquisì le prerogative suddette nel corso di pochi lustri dalla sua fondazione. L’importanza di questa trasformazione è unica nella storia dell’umanità. Essa è la più grande e, soprattutto, la più stabile di tutte le rivoluzioni. La rivoluzione francese è poca cosa, al confronto con essa. Persino l’URSS aveva una banca centrale gestita privatamente da un finanziere ebreo americano.
    Basti pensare che, prima di questa trasformazione, il sovrano che spende soldi per costruirsi una reggia sfarzosa o per fare una guerra con cui allargare i propri dominii, indebita lo Stato, ossia sé stesso, verso le banche; mentre, dopo di essa, è il sovrano stesso, assieme ai suoi soci finanzieri, a fungere da banchiere verso lo Stato, attraverso la
    sua Banca Centrale, e a prestare soldi allo Stato (al popolo) per fare le medesime cose nell’interesse del sovrano e dei suoi soci. Quindi, grazie a questa rivoluzione, il sovrano, quando fa una guerra per aumentare la propria potenza (e quella della classe dirigente che lo sostiene), non solo fa la guerra senza più indebitare sé stesso, ma grazie ad essa
    va a credito di capitale e interesse verso lo Stato e i cittadini per le spese di guerra. Ossia, può fare i propri interessi a spese del popolo, eppergiunta guadagnandoci sopra. Guadagna indipendentemente da chi vinca la guerra. Si produce una triangolazione tra oligarchia, Stato e nazione: l’oligarchia, per arricchirsi e consolidare il proprio potere, indebita lo Stato verso di sè onde prelevare al popolo col pretesto del debito pubblico. La spesa pubblica (dalla guerra all’assistenzialismo) e il debito pubblico che da essa origina, diventano un inesauribile affare per il sovrano e i suoi soci. Anche perché il debito pubblico dà il pretesto allo Stato per imporre alte tasse, quindi crea per i governanti opportunità di arricchirsi maneggiando molto denaro dei cittadini, distribuire molto denaro per comperare consensi e clientele, nonché alzare i tassi d’interesse e mandare in rovina per debiti molte imprese e rilevare così per poco le loro aziende e proprietà. Questo business è l’essenza stessa della politica come praticata da allora ad oggi perlomeno in Occidente. Ovviamente, nessuno ne parla. In questo modo la classe governante dei vari Paesi si distacca dalla nazione e dissocia i propri interessi e le proprie fortune da quelli della nazione stessa, rendendoli indipendenti e perlopiù contrapposti. I suoi interessi vanno a collocarsi e a muoversi su un piano sovranazionale, al di sopra dei confini territoriali e dei popoli che governa e degli Stati
    attraverso cui li governa. Gli Stati si riducono a strumenti, attraverso i quali essa fa i propri interessi. L’oligarchia finanziaria di un dato Paese, assumendo e scambiando partecipazioni azionarie nelle banche di altri Paesi, può trovarsi in situazioni in cui il suo interesse economico è addirittura contrario a quello della nazione che governa, e convergente con quello di una nazione ‘nemica’ – proprio come l’interesse economico
    dell’amministratore delegato della società x, che è concorrente della società y, se egli ha (in proprio o attraverso la moglie) una forte partecipazione nella società y, può essere di mandare in rovina la società x per aumentare i profitti e il valore della società y, o trasferire
    la produzione e la clientela dalla società x alla società y, se il personale della società x si fa troppo esigente e contestatore. Ciò spiega come la famiglia di un presidente degli Stati Uniti d’America che, col pretesto di inesistenti arsenali di distruzione di massa, lancia guerre contro «i terroristi» può essere alleata in affari con famiglie arabe di cui diversi
    membri finanziano il terrorismo con i profitti del petrolio. E spiega gli strani affari intercorsi tra capitalismo americano e Germania hitleriana anche durante la Seconda Guerra Mondiale. La dissociazione degli interessi delle classi dirigenti dei vari Paesi dagli interessi dei rispettivi Paesi ha fatto sì che, da un lato, gli interessi delle classi dirigenti si siano svincolati dai rispettivi territori e tendessero a diventare sovranazionali, globali; e che,
    dall’altro, sia divenuto necessario per le classi dirigenti mentire, nascondere ai popoli da esse governate questi interessi dissociati e divergenti e i veri scopi dell’azione dei governi – nasconderli costruendo tutta una falsa rappresentazione della realtà, della struttura del potere, degli interessi e degli scopi autentici; e facendo di questa falsa rappresentazione oggetto di propaganda, di indottrinamento, di insegnamento attraverso le scuole e i mass media – in modo che la gente ci creda, si adatti, ne accetti le condizioni, credendo di conoscerle realmente. D’altronde, col consolidamento del potere sovrano delle banche centrali, il potere politico veniva strutturalmente trasferito dallo Stato al sistema bancario privato, di cui lo Stato diveniva mero esecutore; pertanto diveniva possibile lasciare che il popolo avesse una formale rappresentanza nello Stato – rappresentanza che non avrebbe avuto, infatti, potere reale. Nasce così la democrazia rappresentativa – nascono i parlamenti, la cui funzione primaria, storicamente, è appunto quella di approvare le leggi finanziarie e i bilanci del governo, ossia le leggi che consentono al governo di indebitare la nazione verso la banca centrale, di prelevare tasse ed eseguire spese. E qui sta l’utilità psicologica del sistema parlamentare rappresentativo per il potere finanziario. Infatti, quando il parlamento eletto dal popolo in propria rappresentanza approva le leggi finanziarie che autorizzano il governo a contrarre debito pubblico e ad
    esigere tasse per pagarne capitale e interessi, il popolo, l’elettorato, è indotto a credere che la cosa sia fatta nel proprio interesse dai suoi propri rappresentanti, e sente quindi come legittima, in linea di principio, l’imposizione delle tasse per pagare il debito pubblico, non rendendosi conto che si tratta di una mera truffa ai suoi danni e a vantaggio di
    un’oligarchia che non appare nel suo ruolo reale e non manifesta i suoi veri interessi e scopi e profitti. La funzione del cosiddetto diritto di voto non è di consentire al popolo di scegliere che lo governerà, ma di farlo sentire vincolato alle scelte del potere, responsabile di esse, tenuto ad accettarle come legittime e fatte nell’interesse collettivo. Il voto politico è quindi, nella realtà, l’inverso di quello per cui viene gabellato: non diritto, ma catena psicologica, l’accettazione di un meccanismo di indebitamento.
    Le battaglie tra gli opposti schieramenti politici sono sostanzialmente una messa in scena tra concorrenti che gareggiano (quando non si mettono d’accordo) tra loro nel portare consenso popolare e obbedienza al potere vero e ai suoi interessi, i quali non si manifestano, in cambio della possibilità di arricchirsi rubacchiando qua e là e raccogliendo tangenti varie. Giustamente si parla, quindi, di teatrino della politica.
    Per quanto riguarda il problema della guerra e della pace, vogliamo far notare che, grazie alla rivoluzione monetaria sopra descritta, i proprietari delle Banche Centrali – famiglie reali, governanti e finanzieri – possono arricchirsi, in particolare, attraverso ogni guerra, anche se lo Stato di cui sono cittadini o regnanti la perde. Infatti, si arricchiscono attraverso l’indebitamento del loro Stato e del popolo del loro Stato nei confronti delle loro banche. Poiché, inoltre, il capitale finanziario non ha una patria, è nomade, ‘footloose’ (per esso i Paesi sono commodities, materie prime – esso si trasferisce sempre nei luoghi dove ha più convenienza a stare), e poiché può collegarsi e concentrarsi in modo indipendente dal territorio e dai confini nazionali, esso si è ben presto internazionalizzato: le banche
    centrali dei vari Paesi hanno come azionisti-proprietari banche private anche straniere, e che, a loro volta, sono proprietà di azionisti di diversi Paesi. La comunità dei grandi finanzieri non ha caratteri nazionali, è al disopra dei confini politici e dei conflitti bellici. Per essa, gli uni e gli altri costituiscono, di volta in volta, opportunità o limitazioni ad attività affaristiche. Non è improbabile la situazione che un Paese X sia in guerra con un Paese Y, e che le banche centrali di entrambi i Paesi siano controllate dai medesimi azionisti internazionali, che hanno suscitato la guerra stessa per aumentare le proprie ricchezze a spese dei popoli di X e di Y, nonché il loro potere finanziario e politico su di essi. Naturalmente questi due popoli, che tra loro non si conoscono, saranno spinti ad odiarsi dalle rispettive propagande e a credere di combattere, ciascuno, per la giustizia, per la libertà, per la democrazia, etc. In tempo di guerra, gli Stati contraggono fortissimi prestiti presso le banche, e la gente accetta ciò perché la necessità di difendersi viene prima di tutto. Ma la gente non sa
    quanto questo indebitamento costi, e non solo in termini di interessi passivi. Inoltre, il trasferimento del potere e del tornaconto economico-politici dal rapporto col territorio (con la nazione, col popolo) al piano sovra-territoriale del dominio monetario, della proprietà delle banche e dei titoli del debito pubblico, consente – specialmente da quando la finanza internazionale è stata telematizzata e il denaro nonché gli altri valori mobiliari si spostano intorno al mondo con un semplice click del mouse – la centralizzazione del potere effettivo nelle mani di una ristretta cerchia di soggetti.

  30. Carissimi,
    ho letto, al “volo” quanto da voi scritto, mi riprometto di approfondire al più presto con una lettura più attenta, premetto che non sono un tecnico, tantomeno un analista finanziario o quant’altro di simile.
    Da quello che so dopo Bretton Woods e dopo Nixon, cioè dopo lo sganciamento del dollaro dalle riserve auree, il denaro è diventato una specie di prodotto di stamperia, ne più ne meno come se fosse un libro o una cartolina, con la differenza che il suo valore viene determinato direttamente dalla domanda perchè è un bene prodotto al momento dell’insorgere della domanda stessa da parte dello Stato, pertanto, a differenza del libro non necessita di marketing strategy, pubblicità, ecc., ecc., è corretto affermare questo?
    Inoltre vorrei chiedervi, è vero che il valore totale della massa circolante cartaceo+virtuale è inferiore al valore totale del debito+interessi?
    Vi ringrazio per le cortesi risposte
    Cordiali saluti
    Nicola Peirce

  31. @ Scanu: ho letto sommariamente quest’ultimo intervento è mi sembra uguale a quello precedente.

    Per quanto riguarda le BC non sono private ma di diritto pubblico quindi appartengono al popolo e non ha privati cittadini.

    Per quanto riguarda la ristretta cerchia di soggetti che comanda prende in genere il nome di Linea di Comando. Poche persone comandano su molte, è la cosiddetta gerarchia. Senza un sistema del genere vai a mettere daccorod milioni di teste che pensano ognuo a modo suo (e senza cognizione di causa). Accade così nelle aziende private, nell’esercito e anche in politica: pochi comandano su molti…

    Continuo a non vedera ancora dove sta il problema!

  32. Messina: ho letto anche io le inesattezze che hai scritto e modestamente quello che affermi sulle BC mi lasciano di stucco, pertanto ti consiglio di approfondire i tuoi studi.. in quanto le Banche Centrali al contrario di quanto affermi, sono SPA cioè Società per Azioni in mani alle banche minori e a privati.
    Le banche centrali sono private? In alcuni casi esistono delle banche centrali più o meno nazionalizzate, come per esempio la Banca d’Inghilterra. Nella stragrande maggioranza dei casi, le banche centrali
    sono controllate da soci privati, per cui sono private. La Banca d’Italia rientra in queste ultime. Il n. 01 del 4 gennaio 2004 di “Famiglia Cristiana”, riporta alla pag. 22 l’elenco dei soci di Bankitalia con le relative percentuali di interesse: Anche se sorprendentemente l’elenco dei suoi azionisti è riservato…”Ci ha pensato un dossier di Ricerche & Studi di Mediobanca, diretta da Fulvio Coltorti, a scoprire quasi tutti i proprietari della Banca d’Italia. Spulciando i bilanci di banche, assicurazioni eccetera, ha
    annotato le quote che segnalavano una partecipazione nel capitale della Banca d’Italia. Così il ricercatore è riuscito a ricostruire gran parte dell’azionariato della nostra massima istituzione finanziaria. Come si può notare, tre banche da sole “controllano” la Banca d’Italia (da R & S, Ricerche & Studi di Mediobanca, 2003, pag. 1.149)”.
    Ecco l’elenco dei padroni di Bankitalia con le rispettive percentuali di azioni.
    SOCI E PROPRIETARI DELLA BANCA CENTRALE D’ITALIA
    ➢ Gruppo Intesa (27,2%)
    ➢ INPS (5%)
    ➢ Gruppo San Paolo (17,23%)
    ➢ Banca Carige (3,96%)
    ➢ Gruppo Capitalia (11,15%)
    ➢ BNL (2,83%)
    ➢ Gruppo Unicredito (10,97%)
    ➢ Gruppo La Fondiaria (2%)
    ➢ Assicurazioni Generali (6,33%)
    ➢ Gruppo Premafin (2%)
    ➢ Monte dei Paschi Siena (2,50%)
    ➢ C. Risparmio Firenze (1,85%)
    ➢ RAS (1,33%)
    ➢ Anonimi (5,65%)
    Tre banche da sole “controllano” con il 55,58% la Banca d’Italia: Intesa (27,2%), San
    Paolo (17,23%) e Capitalia (11,15%). Rimane un 5,65% nelle mani di anonimi…
    La Banca Centrale Europea (BCE) è ufficialmente di proprietà delle banche centrali degli stati che ne fanno parte.
    Siccome le banche centrali sono controllate da società private, di conseguenza anche la
    BCE è una società privata.
    SOCI E PROPRIETARI DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
    ➢ Banca del Belgio (2,83%)
    ➢ Banca Danimarca (1,72%)
    ➢ Banca della Germania (23,40%)
    ➢ Banca della Grecia (2,16%)
    ➢ Banca della Spagna (8,78%)
    ➢ Banca della Francia (16,52%)
    ➢ Banca d’Irlanda (1,03%)
    ➢ Banca d’Italia (14,57%)
    ➢ Banca Lussemburgo (0,17%)
    ➢ Banca d’Olanda (4,43%)
    ➢ Oesterreichische Nationalbank (2,30%)
    ➢ Banca del Portogallo (2,01%)
    ➢ Suomen Pankki (1,43%)
    ➢ Banca di Svezia (2,66%)
    ➢ Banca d’Inghilterra (15,98%)
    Il Signoraggio della Banca Centrale Europea viene diviso in quote tra le banche aderenti a seconda della percentuale di azioni. La Banca d’Italia ha il 14,57% di azioni della BCE, e quella sarebbe la sua quota di Signoraggio formale che prende, ovviamente prenderà anche una gran parte del capitale che sfugge al controllo. Nella lista qui sopra ci sono le banche che partecipano al Signoraggio europeo perché fanno parte del sistema. Vi sono però delle banche come quella d’Inghilterra, di Svezia e
    Danimarca che partecipano al Signoraggio europeo nonostante non abbiano adottato l’euro come moneta interna. Prendono cioè il 100% del Signoraggio della loro moneta e in più una fetta del Signoraggio europeo! In sostanza noi italiani senza saperlo stiamo pagando le tasse a questi tre paesi!!! Meditiamo…

  33. Lo so che che bankitalia è suddivisa in azioni (motivo per cui è una spa). Resta però il fatto che è una azienda di diritto pubblico, motivo per cui si spartiscono solo il 6% degli utili ed il resto va allo stato (quindi anche a te ed a me…). Dei ricavi (tra l’altro abbastanza irrisori) da signoraggio della BCE, il 14,57 va a bankitalia, i quali a loro volta solo per il 6% (di questi 14,57) va alle banche citate… puoi immaginarti quanto piccole siano le somme…

    Tra l’altro il fatto che è una società di diritto pubblico lo trovi nell’art 1 dello statuto di bakitalia, la suddivisione dei proventi lo trovi nel art 39 (come detto negli interventi precedenti).

    In ogni caso quel listato di banche è vecchio, nel 2007 è entrata cnhe Mediolanum ed altre piccole banche. Intesa e san Paolo hanno venduto parte delle loro quote perchè da molti anni bankitalia va in passivo… strano che con tutti quegli introiti da “signoraggio” vadano in passivo.

    Un ultimo suggerimento: quando si cerca la verità, come ad esempio dovrebbero fare i giornalisti (si intende quelli non schierati con un partito), si vede innanzitutto le prove che dimostrano le proprie tesi, poi, la parte più importante è vedere se per caso esistono prove che mettono in discussione la stessa tesi… Hai mai pensato di vedere se per caso è tutta una montatura creata ad hoc?

    Io l’ho fatto in passato prima di scherarmi in un senso o nell’altro. Sai, è un buon metodo questo. E’ logico che in genere la gente tende a fare caso solo alle notizie che gli confermano le proprie credenze e ad ingorare le altre, ma se si ha la pazienza di analizzare bene le informazioni ci si accorge spesso che il tutto è constuito sul nulla…

  34. Perché non è lo Stato a stampare la moneta?
    Nel passato ci sono stati dei tentativi in cui lo Stato ha stampato ed emesso moneta, per esempio la banconota di carta da 500 lire sopra non portava la scritta Banca d’Italia ma “Biglietto di Stato a corso legale”. Quindi lo Stato può emettere moneta a corso legale trattenendosi il Signoraggio, il problema è che ci sono delle forti pressioni per far sì che
    questo non accada, e infatti oggi allo Stato rimane solamente il Signoraggio sulla emissione delle monetine metalliche (meno dell’1% del Signoraggio totale), e che in certi casi risulta essere negativo (stampare la monetina da 1 centesimo costa 3 centesimi!). In America diversi ricercatori investigativi sostengono che almeno sette presidenti americani sono stati assassinati proprio per una questione monetaria. I due più famosi sono Abramo Lincoln e John F. Kennedy. JFK il 4 giugno 1963 ordinò l’emissione (Ordine Esecutivo nr.11110) da parte del Ministero del Tesoro di oltre 4 miliardi di dollari con banconote che recavano la scritta “United States Note” invece di “Federal Reserve Note”. Casualmente dopo pochi mesi
    Kennedy fu eliminato e la prima cosa che fece il suo successore, sempre casualmente, fu di ritirare dalla circolazione quei dollari del “popolo” sostituendoli con quelli “privati” della Federal Reserve!
    Addirittura la Federal Reserve non sarebbe neanche una società americana visto che è registrata a Porto Rico!
    SOCI E PROPRIETARI DELLA FEDERAL RESERVE U.S.A.
    ➢ Rothschild Bank di Londra
    ➢ Kuhn Loeb Bank di New York
    ➢ Warburg Bank di Amburgo
    ➢ Israel Moses Seif Banks Italia
    ➢ Rothschild Bank di Berlino
    ➢ Goldman, Sachs di New York
    ➢ Lehman Brothers di New York
    ➢ Warburg Bank di Amsterdam
    ➢ Lazard Brothers di Parigi
    ➢ Chase Manhattan Bank di NY
    Quindi anche la Banca Centrale degli Stati Uniti d’America, è controllata da un ristretto manipolo di banche e/o istituti di credito privati.

  35. Con questo mio intervento non intendo partecipare, ancora una volta, alla disputa su…signoraggio e dintorni, sulla quale già ebbi occasione di esprimere la mia opinione, in ordine sia alle problematcihe giuridiche, sia a quelle economiche, connesse all’argomento..

    Mi limito, in ccasione di quest’articolo, ad una piccla nota giuridica, che forse risulta opportuna: attenzione a non confondere la proprietà degli enti con la circostanza che siano, o meno, di diritto pubblico.
    Un ente può anche essere di diritto pubblico, pur rimanendone la relativa proprietà in mano a privati.
    Non deve quindi stupire, alla luce dell’ordinamento non solo italiano, ma anche di paesi stranieri, che vi siano persone giuridiche, enti, di propietà privata, eppure, nonostante ciò, di diritto pubblico.

    Tale circostanza, nota ai giuristi, in particolare a quelli esperti in diritto pubblico ed amministrativo, è peraltro frutto di una lunga elaborazione, in primis dottrinale, che ha avuto origine almeno dal diciannovesinmo secolo, ma mi fermo qui…..

  36. Questo mio intervento non intende partecipare, ancora una volta, alla disputa su…signoraggio e dintorni, sulla quale già ebbi occasione di esprimere la mia opinione, in ordine sia alle problematcihe giuridiche, sia a quelle economiche, connesse all’argomento..

    Mi limito, in ccasione di quest’articolo, ad una piccla nota giuridica, che forse risulta opportuna: attenzione a non confondere la proprietà degli enti con la circostanza che siano, o meno, di diritto pubblico.
    Un ente può anche essere di diritto pubblico, pur rimanendone la relativa proprietà in mano a privati.
    Non deve quindi stupire, alla luce dell’ordinamento non solo italiano, ma anche di paesi stranieri, che vi siano persone giuridiche, enti, di propietà privata, eppure, nonostante ciò, di diritto pubblico.

    Tale circostanza, nota ai giuristi, in particolare a quelli esperti in diritto pubblico ed amministrativo, è peraltro frutto di una lunga elaborazione, in primis dottrinale, che ha avuto origine almeno dal diciannovesinmo secolo, ma mi fermo qui…..

  37. Cosa possiamo fare noi cittadini?
    Innanzitutto informarsi prendendo coscienza del meccanismo del Signoraggio, del sistema monetario e del potere che hanno coloro che emettono moneta. Importante è che le associazioni di difesa dei consumatori diffondano una cultura su questo tipo di problemi.
    Diffondere il più possibile le enormi possibilità che offrono le valute complementari, tra cui la più importante è quella di trattenere localmente il Signoraggio. Un Comune per esempio potrebbe emettere una moneta complementare, trattenendo il 50% del Signoraggio evitando di tassare i cittadini e con l’altro 50% il Comune potrebbe addirittura distribuirlo equamente tra tutti i più bisognosi.
    Questo sarebbe un sistema per fare del bene recuperando una piccola parte di questo Signoraggio

  38. Banche commerciali e signoraggio secondario
    Abbiamo brevemente visto come avvenga la creazione del denaro preso a prestito dallo stato per far fronte alle spese sociali. Questa presentazione si concentrerà ora sulla creazione di denaro creditizio, cioè quello che ci viene prestato dalle banche commerciali, conosciuto anche come signoraggio secondario. Innanzi tutto è indispensabile fare una breve analisi del concetto di prestito.
    Vi sono principalmente due tipi di prestiti: prestiti distributivi e prestiti generatori. Quando
    prestate la falciatrice ad un amico o quando una associazione di credito cooperativo presta denaro, qualcosa di preesistente viene temporaneamente ridistribuita, da qui la definizione di prestito distributivo. Quando una banca commerciale accorda un prestito, essa genera il denaro dal nulla grazie alla pratica bancaria della riserva frazionaria. Il denaro non proviene dalle risorse della banca, ne dai depositi che le vengono affidati dalla clientela: viene dall’inchiostro della penna del banchiere (o da una scrittura effettuata in un computer)5. Questi sono prestiti classificati come prestiti generatori.
    Da dove la banca crea questi nuovi prestiti? Dalla monetizzazione dei collaterali presentati a garanzia dal contraente. In altre parole la vostra casa, macchina, azienda, terreni, negozio, ecc. Quindi la banca trasforma in liquidità il potenziale valore dei vostri averi/garanzie e ve li presta sotto forma di linee di credito, prestiti e mutui che dovrete ripagare più interesse. La banca utilizza la vostra firma sul contratto che avete stipulato come un attivo di cassa. In altre parole utilizza la vostra promessa di pagamento come se i soldi più l’interesse fossero gia’ stati ripagati. Questo nuovo attivo viene inoltre utilizzato dalla banca come riserva. Più esattamente, la banca non presta nemmeno il denaro in molti casi. Promette di pagarlo!!! Quando chiedo un prestito di € 100.000 per pagare una fornitura di merce, supponiamo in forma di lettera di credito, la banca non mi dà denaro, ma solo una promessa di pagare quella somma al mio venditore. Però il contratto di mutuo è formulato come se la banca prestasse denaro. Esso finge che la banca presti denaro6. L’assioma generale è quindi che ogni volta che la banca effettua un prestito od un mutuo non percepisce solo gli interessi ma si incamera l’intero valore del prestito / mutuo
    (che crea dal nulla) e lo utilizza come patrimonio della banca. Ovvero capitale attivo che usa come riserva. Per capire la funzione della riserva è necessario comprendere che la capacità di una banca di creare moneta non è infinita. E’ limitata dal suo capitale.
    Le linee direttive delle istituzioni finanziarie limitano la totalità dei prestiti di una banca a 20 volte il suo capitale ( oggi, 2007, siamo a 50 volte, con una riserva frazionaria del 2%) così come viene definito nel documento al capitolo A, “Capital Adequacy Requirements,” capoverso 1, sezione 1-1.
    Queste regole seguono le linee guida del “Capital Accord” del 1988, raggiunto sotto l’egida della BRI, la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea (BIS – Bank of International Settlements).
    Tradotto in Italiano intellegibile significa che la banca (commerciale) puo’ prestare 50 volte quello che veramente dispone in cassa. Per legge!!! ( provatelo a fare voi e vediamo che succede?). Quanto maggiori sono le riserve, tanto più cospicui saranno il numero e l’ammontare dei prestiti che la banca puo’ concedere. La banca di credito, quindi, presta denaro che non esiste, ne presta fino a 50 volte di più di quanto esiste realmente nelle sue casse.

  39. Una moneta ha valore se viene accettata in tutto il mondo. Una moneta per essere accettata in tutto il mondo ha bisogno di una copertura che ne garantisca il valore. Per garantirne il valore occorre che a ogni banconota vi sia associato un metallo prezioso o un obbligazione. Un comune non può dare niente in garanzia così come molti paesi del terzo mondo, di conseguenza la moneta diventa carta straccia che nessuno accetterebbe.

    Il fatto che si è deciso di farlo gestire a dei provati in cambio di una piccola fetta di guadagni lo si fa per far si che nessun politicante possa portare lo stato allo sfascio (come stava facendo lincoln e altri prima e dopo di lui) stampando moneta per farsi bello a discapito del benessere collettivo).

    Il sistema funziona, L’italia lo utilizza sin dalla sua nascita: sapevi che Camillo Benso Conte di Cavour era il gran capo della Banca centrale del piemonte? Ha finanziato la conquista del regno delle 2 sicilie solo per dare valore alla carta che emetteva. Con quella mossa si è agiudicato un milione e duecento mila pezzi d’oro (delle casse dell’adesso meglio conosciuto come banco di sicilia) che hanno creato il sottostante ai soldi piemontesi.

    Poi mi spieghi una cosa: se il comune da i soldi ai bisongosi stampandoli, e questi quindi ne possono disporre come volgiono, perchè non dare a tutti 3.000 euro al mese? Stampiamo e voitlà? tutti benestanti. Mi domando poi chi è che si mette a lavorare…

  40. L’associazione dei consumatori ha già provato a fare una causa tramite un certo auriti presso il tribunale finendo in un nulla di fatto. Nessuno ha voluto alzare il polverone per non rischiare che la gente credesse ad una leggenda prendendola per vera istaurando una psicosi di massa incontrollabile che finirebbe solo per far del male alla nazione.

    Se cerchi il problema del debito pubblico nel nostro paese cercalo nella riforma delle pensioni del 69! E lì che ci siamo messi il cappio al collo…

  41. strani omicidi da “signoraggio”
    Vi sono alcuni studiosi che affermano che certi “illustri” omicidi possono essere collegati a personaggi noti o meno che si sono schierati contro il potere del sistema bancario. Tra queste tesi vorrei annoverare quali personaggi assassinati due illustri presidenti, entrambi americani, quali Abramo Lincoln e J.F. Kennedy.
    Quando Abramo Lincoln ebbe bisogno di 449 milioni di dollari di allora per ulteriori finanziamenti per la guerra di secessione, le banche si offrirono di creare quella moneta con il solito metodo: ma chiesero il 30% d’interesse. Lincoln per evitare la bancarotta ricorse al Congresso, che approvò la proposta di emissione di banconote di Stato (greenback), prestito che il popolo può fare a se stesso, senza pagare gli interessi. In piena guerra, si videro l’agricoltura e l’industria nordiste tornare a fiorire. Il lavoro umano, comandato da denaro abbondante, riempì quei biglietti di ricchezza reale. Nel 1864 Lincoln si ricandidò alla presidenza, dichiarando pubblicamente la sua intenzione di continuare ad emettere moneta di Stato, invece che acquistarla dai banchieri di Londra. Il 14 aprile dello stesso anno, Lincoln ebbe una letale intossicazione da piombo.
    Secondo alcune versioni che portarono alle cause dell’omicidio di J.F. Kennedy ci sono anche quelle che ammettono che il presidente americano, come Lincoln, potrebbe essere stato ucciso perché schieratosi contro il sistema bancario.
    Fu nel 1963 che John F. Kennedy, allora Presidente degli Stati Uniti, prese la decisione di creare moneta propria per governare il paese, perché sapeva che le banconote della Riserva Federale, che venivano usate come moneta a corso legale, erano in contrasto con la Costituzione degli Stati Uniti. Così il 4 giugno 1963, venne fatto un piccolo tentativo per togliere alla Federal Reserve Bank il suo potere di affittare la moneta al governo facendosi pagare un interesse. In quel giorno, il presidente John Fitzgerald Kennedy firmò l’ordine esecutivo numero 11110 che ripristinava al governo USA il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve. L’ordine di Kennedy dava al Ministero del Tesoro il potere “di emettere certificati sull’argento contro qualsiasi riserva d’argento, argento o dollari d’argento normali che erano nel Tesoro”. Questo voleva dire che per ogni oncia di argento nella cassaforte del Tesoro, il governo poteva mettere in circolazione nuova moneta. In tutto, Kennedy mise in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari. Le conseguenze di questa legge furono enormi. Con un colpo di penna, Kennedy stava per mettere fuori gioco la Federal Reserve Bank di New York. Se fosse entrata in circolazione una quantità sufficiente di questi certificati basati sull’argento, questa avrebbe eliminato la domanda di banconote della Federal Reserve. Questo sarebbe accaduto perché i certificati argentiferi sono garantiti da argento mentre le banconote della Federal Reserve non sono garantite da niente. L’ordine esecutivo 11110 avrebbe impedito al debito pubblico di raggiungere il livello attuale, poiché avrebbe dato al Governo la possibilità di ripagare il suo debito senza utilizzare la Federal Reserve e senza essere gravato dall’interesse richiesto per la creazione di nuova moneta. L’ordine esecutivo 11110 dava agli USA la possibilità di crearsi la propria moneta garantita da argento. Secondo delle registrazioni scoperte di recente si evincono dai discorsi che Kennedy ha tenuto alla Casa Bianca certe preoccupazioni non sottolineate dai media di allora e di oggi.. Mentre ufficialmente dicevano che il problema per Kennedy fosse quello di togliere le truppe dal Vietnam, in realtà in quei giorni (si evince dalle registrazioni) quello che preoccupava veramente Kennedy era il fatto che la Francia restituiva i dollari chiedendo in cambio oro, secondo gli accordi che c’erano. Quindi Kennedy era molto attento alla situazione economico-finanziaria e ai rapporti con le banche centrali. Il 22 novembre, e cioè dopo pochi mesi dalla firma dell’ordine esecutivo 11110, Kennedy fu eliminato a Dallas, città simbolo del «denaro» e «undicesima» sede delle dodici Banche Centrali statunitensi! La prima cosa che fece il suo successore, Lyndon Johnson, fu guarda caso ritirare immediatamente dalla circolazione quei dollari del «popolo» sostituendoli con quelli «privati» della Federal Reserve! Come ci dice Marco Saba nel suo Bankenstein57 tutti i presidenti americani che hanno cercato di far ritornare la sovranità monetaria nelle mani del popolo americano sono morti di morte violenta (Harrison avvelenato, Taylor avvelenato, Lincoln sparato, Garfield avvelenato, McKinley sparato, Roosevelt avvelenato, Kennedy sparato).
    A questa lista vorrei ricordare anche una presunta vittima italiana che ha denunciato due istituzioni dell’attuale sistema bancario, ovvero l’ex questore di Genova, Arrigo Molinari.
    Il quotidiano nazionale La Repubblica, in data 27/09/2005, riportava questo articolo:“ Ucciso a coltellate nella sua casa l’ex questore di Genova Molinari. E’ stato trovato ucciso a coltellate l’ex questore di Genova Arrigo Molinari, 73 anni. Il corpo senza vita è stato trovato stamattina nella camera da letto della sua abitazione di Andora. Sul posto, oltre ai carabinieri della compagnia di Alassio, sono arrivati il procuratore capo Vincenzo Scolastico ed il suo vice Maria Chiara Paolucci.La settimana scorsa, proprio da una sua denuncia, erano stati rinviati a giudizio 6 tra ex direttori e direttori di istituti bancari della Riviera di Ponente con l’accusa di usura. La Repubblica non riporta nell’articolo questa notizia invece pubblicata da Adusbef riguardante Molinari:
    “ La Banca d’Italia è stata citata a giudizio per danni, presso il tribunale di Imperia, con provvedimento d’urgenza ex art. 700 «per non aver svolto un’adeguata forma di vigilanza sulla Banca di Roma – sostiene nel ricorso l’ex questore e oggi avvocato Arrigo Molinari -, in quanto sua socia, in un precedente procedimento giudiziario». L’udienza di discussione del ricorso, presentato da Molinari, è stata fissata per il prossimo 5 ottobre. La vicenda ha avuto inizio da una causa per anatocismo, la richiesta di interessi sugli interessi, che l’avvocato Molinari aveva presentato nel 2000 contro l’istituto di credito romano, a difesa della defunta moglie Maria Teresa Pallavicino e del padre di lei. Molinari aveva chiesto un risarcimento, quantificato a circa 15 miliardi di euro, contro la capitalizzazione trimestrale degli interessi dal 1934 a fine anni Novanta. “
    Pochi giorni prima della sua morte il quotidiano «il Giornale» aveva intervistato Arrigo Molinari, in occasione dell’udienza presso il tribunale civile su due ricorsi da lui presentati contro Banca d’Italia e Banca centrale europea. Alcuni passi dell’intervista riportavano:
    D: Lei sostiene che Bankitalia si prende diritti che non può avere.
    R: «Appunto. Prima Bankitalia, nella sua qualità di società commerciale, fino all’introduzione dell’euro in via esclusiva e successivamente a tale evento, quale promanazione nazionale della Banca centrale europea, si arroga arbitrariamente e illegalmente il diritto di percepire il reddito monetario derivante dalla differenza tra il valore nominale della moneta in circolazione, detratti i costi di produzione, in luogo dello Stato e dei cittadini italiani».
    D: Un assurdo tutto italiano, secondo lei?
    R: «Certamente. Sembra un assurdo, ma purtroppo è una realtà. L’euro, però, è dei cittadini italiani ed europei, e non, come sta avvenendo in Italia, della banca centrale e dei suoi soci banchieri privati».
    D: Quasi tutto chiaro. Ma che si fa adesso?
    R: «Farà tutto il tribunale. Dovrà chiarire se esiste una norma nazionale e/o comunitaria che consente alla Banca centrale europea, di cui le singole banche nazionali dei Paesi membri sono divenute articolazioni, di emettere denaro prestandolo e/o addebitandolo alla collettività. L’emissione va distinta dal prestito di denaro: la prima ha finalità di conio, il secondo presuppone la qualità di proprietario del bene, oggetto del prestito».
    D: Lei, professore, ha fiducia?
    R: «Certo. La magistratura dovrà dire basta!».
    Una settimana dopo questa intervista e a pochi giorni dall’udienza di discussione dei due ricorsi Arrigo Molinari venne accoltellato.

  42. Cosa sono le monete locali
    Quasi tutte le moderne società, oggi soffrono degli stessi problemi: la disoccupazione, la scarsa
    scolarizzazione, la crisi da sovrapproduzione che grava sui produttori, che non hanno a chi vendere ciò che
    producono, la concorrenza dei paesi emergenti come Cina e India, la globalizzazione della produzione.
    L’effetto visibile di ciò, che molti di noi sperimentano quotidianamente, è la difficoltà di arrivare alla fine del
    mese, di trovare un lavoro stabile, di poter pagare affitti e bollette, la quasi impossibilità di poter accedere alla
    scuola avanzata, alla cultura ed all’intrattenimento. Tutti sintomi di uno stato di carestia.
    Ma se andiamo a guardare, siamo in una fase definibile come l’opposto della carestia. Le aziende, soprattutto
    quelle medio-piccole, magari agricole, hanno i magazzini colmi di merce invenduta perché non riescono a
    competere a livello internazionale. Inoltre oltre i 2/3 dell’economia sono ormai formati dai servizi, lavoro
    immateriale che non dovrebbe conoscere la scarsità di materia prima in quanto essa è essenzialmente il lavoro
    mentale e fisico delle persone. La disoccupazione, in termini semplicistici, può essere vista come una
    situazione in cui c’è gente con tanto tempo libero, che potrebbe impiegare per produrre beni e prestare servizi
    e riceverne altrettanti in cambio, ma che è impossibilitata a farlo perché mancano i soldi per dar corso alle
    transazioni. Sia come paese, che come continente, produciamo più di quello che ci serve, l’unica risorsa scarsa
    sono i soldi.
    Bernard Lietaer, uno dei più grandi esperti al mondo di questioni monetarie ed uno degli architetti dell’Euro
    presso la banca centrale del Belgio, sostiene che ” il denaro è come un anello di ferro che ci siamo messi al
    naso. Abbiamo dimenticato di averlo progettato noi, ed ora è esso che ci trascina.”
    Secondo lui, quello che dicono i libri universitari di economia, Cioè che le persone e le corporation competono
    per i mercati e le risorse, è errato. Essi competono per il danaro, usando i mercati e le risorse per ottenerlo.
    Quindi progettare ed usare denaro differente vuol dire in effetti ri-orientare gran parte dello sforzo collettivo
    dell’umanità.
    Lietaer parte dalla convinzione che l’avidità e la paura della scarsità che la genera, non siano tratti immutabili
    della natura umana, ma sentimenti continuamente amplificati dal tipo particolare di moneta che usiamo, dal
    come essa è tecnicamente progettata per agire. Ma Lietaer dice altro: è possibile progettare monete
    complementari che si oppongono alla finanziarizzazione dell’economia e che centrino di nuovo l’attenzione
    delle persone sulla produzione e sul lavoro. Strumenti di opposizione fattiva alla delocalizzazione produttiva,
    alla perdita di posti di lavoro locali ed alla loro precarizzazione.
    Margrit Kennedy, la nota economista tedesca promotrice delle monete locali in Germania, è solita raccontare
    questa storiella, che ciascuno di noi potrebbe vivere domattina: Una donna va in un hotel e tira fuori un biglietto
    da 100 euro per prenotare una camera per la notte. Con quella banconota l’albergatore paga il panettiere, la cui
    moglie esce e va a comprarsi un vestito, il sarto porta la macchina a riparare, e il meccanico, sempre con la
    stessa banconota, paga un venditore ambulante di cellulari, che poi va in albergo a prendere una camera per la
    notte e paga con quella banconota da 100 euro. Ma proprio in quel momento arriva la donna dell’inizio della
    storia, che dicendo di non volere più la camera, si riprende i 100 euro e la banconota torna quindi nelle sue
    mani. Appena esce dall’albergo, con l’accendino le da fuoco…perchè, dice, era falsa!
    La morale della storia è che per mezzo di una sola banconota da 100 euro si sono scambiati in un solo giorno
    almeno un valore di 500 euro di beni e servizi. Con una sola banconota, peraltro falsa. Traiamo da questa
    storia qualche conclusione: il denaro non ha un valore intrinseco, infatti i soldi erano falsi; il valore che
    attribuiamo al denaro è dato dalla fiducia che riponiamo in esso; essendo il denaro una misura di valore, misura
    tanta più ricchezza scambiata, tanto più velocemente circola.
    Di fatto già esistono molte “monete” complementari in uso, anche se non le chiamiamo così. I buoni pasto
    (ticket-restaurant) o i coupon dei frequent flyer delle compagnie aeree, che sono addirittura scambiati nel
    mercato grigio..
    Possiamo definire come complementare una moneta che non si sostituisce alla moneta nazionale (nel nostro
    caso, l’Euro), ma che la affianca, permettendo lo scambio tra persone, nella comunità in cui si diffonde, che
    hanno tanto da scambiare ma poca unità di scambio per farlo. Ma perché fare, progettare, una moneta
    complementare? Quali sono i vantaggi reali che può offrire?
    Innanzitutto c’è da notare che una moneta complementare per sua natura, non essendo a corso forzoso, cioè
    non essendoci uno Stato che punisce chi non la accetta, si diffonde normalmente in una ristretta area locale, in
    cui produttori e negozianti l’accettano, e così facendo, diminuisce la scarsità di unità di scambio e crea
    ricchezza aggiuntiva.
    Sembrerebbe strano chiamare un vicino agricoltore e dirgli: ho visto che hai molte pere nel tuo frutteto che non
    raccogli, me ne dai un po’? Ti sentiresti in obbligo di dargli qualcosa in cambio, ma se poi devi pagare in
    moneta scarsa (Euro), tanto vale andare al supermercato. Così le sue pere marciranno perchè tu comprerai
    quelle importate, vendute a prezzi stracciati. Prodotte, chiaramente, in qualche paese dove la manodopera è
    vicina ad un costo zero e dove non ci sono diritti sindacali. E comprando quelle pere, contribuirai
    inevitabilmente a mandare in rovina i produttori locali ed a distruggere posti di lavoro sul tuo territorio! Un gatto
    che si morde la coda, insomma.
    Avendo invece una moneta locale abbondante, comprare le pere dal vicino diventa una scusa per interagire. E
    da li parte una esplosiva economia locale che da lavoro a tanti che non ce l’hanno, mantenendo in loco la
    ricchezza che questo lavoro produce, e senza inquinare il pianeta con trasporti energivori ed imballaggi.
    Magari, senza neanche la necessità di fare una TAV per trasportare velocemente merci da una parte all’altra
    dell’Europa!
    Un altro effetto poi di avere molte monete complementari su base locale è quello di disporre di un
    ammortizzatore rispetto alle crisi finanziarie mondiali – ai su e giù della finanza impazzita – come dicono i
    fondatori del circuito “Regiogeld” tedesco, che conta più di 50 monete complementari. Uno strumento di
    stabilità dei prezzi locali e quindi di mantenimento del potere di acquisto individuale.
    Ma la prima ragione per cui sono nate le monete complementari è la lotta alla disoccupazione. Le prime
    monete contemporanee nascono infatti nell’Inghilterra della de-industrializzazione della Thatcher, come
    risposta dal basso dei disoccupati all’impossibilità di procurarsi reddito sufficiente per i propri bisogni. Come
    sostiene Rifkin nel sul libro “La fine del lavoro” la disoccupazione è strutturale; i lavori (jobs) saranno sempre
    meno, dato che l’aumento di produttività dovuto alle tecnologie permetterà nei prossimi 30 anni di produrre tutto
    il necessario per il pianeta con il lavoro di una piccolissima frazione di persone. Bene, cosa farà il resto? Morirà
    di fame?
    Le monete complementari – ormai più di 3.000 esperienze in tutto il mondo – possono essere una “macchina”
    per superare, o almeno mitigare, i fattori negativi di questa economia globalizzata, e possono, nel farlo,
    generare una nuove forme di socialità coesa che riesce ad autoprodursi e ad autogestirsi molti dei servizi
    essenziali.
    Che aspettiamo a “farci il nostro denaro” anche qui?

  43. Cosa è Ithaca Hours
    ITHACA HOURS è una moneta locale nata ad opera di Paul Glover nel 1991 a Ithaca, una città dello stato di
    New York in Usa, come forma di contrasto a Wal-Mart, la catena di ipermercati americana, fonte di
    sfruttamento per produttori e lavoratori. Le Hours rimangono nella regione per pagare il lavoro locale e
    rafforzano gli scambi comunitari, espandendo una produzione ed un commercio maggiormente attento
    all’ecologia e alla giustizia sociale della comunità. Usando monete complementari locali si crea cioè un
    vantaggio a favore della sostenibilità locale, sia in termini ecologici che sociali.
    Le Hours sono delle banconote complementari al dollaro, che possono essere usate in pagamento di beni e
    servizi nel raggio di 50 miglia intorno ad Ithaca. Una Ithaca Hour in termini di potere di acquisto vale dieci
    dollari, l’equivalente teorico di un ora di lavoro (da qui il nome “hours”, ore). Molti milioni di dollari di valore
    equivalente sono stati movimentati dai residenti e più di 500 aziende e 100 organizzazioni non profit la
    accettano I commercianti possono accettare questa moneta nella misura in cui a loro volta riescono a coprire le proprie
    spese in Hours per pagare i fornitori locali. Le banconote hour sono accettate da idraulici, falegnami, elettricisti, infermieri, medici, bambinaie, meccanici e da migliaia di fornitori di beni e servizi. Gli agricoltori di Ithaca la accettano e la usano per assumere qualcuno che li aiuti con i raccolti, o con lavori di riparazione e migliorie, alcuni proprietari immobiliari (specie se non hanno a loro volta mutui) accettano un affitto pagato in Hours, in tutto o in parte. I negozi locali accettano ovviamente questa moneta, riuscendo in questo modo a sopravvivere alla concorrenza delle grandi catene di ipermercati come Wal-Mart, e vendendo soprattutto prodotti locali.
    Anche molti ristoranti e cinema, pure a New York City la accettano, così come l’accetta l’ospedale locale.
    Attraverso la moneta locale, si è rinsaldato lo spirito di comunità e oggi è possibile ottenere prestiti a tasso
    zero. Un meccanismo questo per dare credito all’economia sociale del luogo. La Alternative Credit Union, una banca di credito cooperativo di Ithaca offre conti correnti in moneta locale e con un prestito a tasso zero in questa moneta è stata finanziata la costruzione della stessa sede della banca. Con le Ithaca Hours, il board di gestione della moneta ha anche finanziato programmi popolari sempre tramite prestiti a tasso zero, ed ha fatto donazioni all’amministrazione locale, finalizzate a fare lavori pubblici senza alzare le tasse.
    Alla base del funzionamento sta un giornale, tirato in 6 mila copie distribuite gratuitamente. Al suo interno si
    trovano le informazioni per le attività di auto-aiuto, la promozione della valuta locale e le offerte. Fa pubblicità ai singoli e alle aziende che accettano Ithaca Hour in pagamento. Dall’esperienza di Ithaca Hours è nato un “kit” composto da un libro ed una videocassetta, che è stato usato da tantissime comunità locali americane per replicare l’esperienza in altre città.
    Chi è Paul Glover? è il fondatore della moneta locale Ithaca HOURS, della Whole ithaca Stock Exchange, della Ithaca Health Alliance, di Citizen Planners a Los Angeles, autore di diversi libri e di storie urbane. E’ laureato in Marketing e City Management ed attualmente lavora come urban planner a Philadelphia.
    Ithaca HOURS Le Ithaca HOURS sono delle monete locali scambiate tra migliaia di residenti dell’area di Ithaca e tra oltre 500 aziende, incluse dozzine di agricoltori e ristoranti, una banca, un centro medico, una biblioteca pubblica, cinema, librerie, etc. Diversi milioni di dollari sono stati scambiati dal 1991, data di nascita della moneta locale. La moneta è primariamente emessa a favore di coloro che accettano di essere elencati nel bollettino cartaceo/elettronico di Ithaca Hours e sono anche emesse come donazioni a favore di organizzazioni della comunità locale (oltre 100 e più), come prestiti ad interesse zero (per un massimo del controvalore di $30,000), e come donazioni verso il sistema stesso (al massimo il 5% del totale emesso) per autofinanziare la struttura. Un coordinatore facilita una circolazione bilanciata delle HOURS ed un comitato di gestione è eletto annualmente dall’assemblea di Ithaca Hours.

  44. Premetto che anche questo mio commento non intende partecipare alla problematica del signoraggio, bensì intervenire su altre questioni, che potrebbero esservi collegate, ma non necessariamente.

    Anche professionalmente, mi sono occupato, per diversi anni, di problematiche sia giuridiche, che storiche, in particolare di storia del diritto e di esegesi delle fonti storico-giuridiche.

    Le questioni, su cui vorrei dire qualcosa, sono le seguenti:

    presidenti statunitensi assassinati

    prove giuridiche

    tesi giuridiche

    sistemi di titoli di credito locali.

    Ma, ora, s’impone una premessa metodologica generale, che riguarda i vari argomenti.
    Esistono taluni principi metodologici, che accomunano le analisi storiche e quelle giuridiche.
    In fondo, l’obiettivo è sempre quello: appurare una verità, supportare una tesi, piuttosto di un’altra.

    Sotto questo profilo, è opportuno ricordare che si deve rispettare sempre una distinzione tra indizi e prove.
    Una prova, sia essa di un fatto giuridicamente rilevante, piuttosto che di un fatto storico, anche non legalmente rilevante, è un elemento, che non sussisterebbe, se non fosse vero anche l’elemento da provare.
    In altri termini, un elemento che dimostra che necessariamente sussiste l’elemento da provare…
    Diverso è invece l’indizio, o elemento indiziario, il quale dimostra solo una certa possibilità dell’esistenza di quanto s’intende dimostrare.
    A fronte di indizi, non si può avere la certezza, la prova, appunto, di un fatto, ma solo la prova della possibilità del medesimo.

    Vengo ora ad asaminare i vari temi, dianzi indicati.

    Presidenti:
    Diversi presidenti statunitensi sono stati assassinati, nel corso dei secoli, e varie tesi e congetture sono state prospettate in ordine ai motivi di queste uccisioni.
    Alcuni di questi presidenti hanno assunto decisioni contrarie a taluni soggetti o enti, ma questo è, al limite, solo un indizio, non una prova.
    Anche perchè un’analisi completa di questo tema, non può esimersi dal ricordare altri elementi, che ricondurrebbero a fonti diverse le decisioni di uccidere i vari politici.
    A parte la considerazione che ci sono stati, a livello mondiale, vari politici che hanno assunto decisioni contrarie ai poteri bancari, senza essere uccisi, ma, ripeto, anche prescindendo da questo, considero il caso dei due presidenti più noti, anche per non dilungarmi eccessivamente.
    Per gli altri politici meno noti valgono analoghe considerazioni, cioè vi sono indizi, e non prove, riconducibili a direzioni diverse.

    Lincoln: il suo nome, come ben sanno i cultori di storia, è legato anche alle guerre tra nordisti e sudisti.
    Secondo le ricostruzioni di taluni storici, vi sarebbe peraltro un consistente numero di indizi, desunti da varie fonti, che dimostrerebbe non la certezza, ancora una volta, ma la probabilità di una decisione da parte del fronte sudista, messa in atto con traditori del fronte nordista, decisione nata ed attuata in un ambito che nulla avrebbe avuto a che fare con oligarchie bancarie o poteri di questo tipo.
    Appunto, come si vede, ci sono indizi in direzioni variegate.

    Ovviamente, più ci avviciniamo ai nostri giorni, più sono gli elementi per la comprensione di fatti ed eventi storici.

    Parliamo quindi di Kennedy.
    A parte il fatto che in particolare su questo presidente sono state scritte moltissime opere, in particolare in relazione alla morte sono stati acquisiti molti indizi, non prove, ed ancora una volta questi portano ad indagare in direzioni molto variegate.
    Per inciso, faccio notare che in diversi casi i fatti storici sono anche giudiziari, come nel caso, appunto, delle uccisioni presidenziali, e quindi viene ancora più rafforzata la valenza della metodogia probatoria.

    Tornando a Kennedy, molti storici sono convinti che sia da ricercare nei rqpporti internazionali, la causa delluccisione, in particolare sarebbe scaturita dal fronte comunista (sovietico-cubano).
    Altri indicano la mafia, a prescindere anche da rapporti con il sistema bancario……

    La verità, dunque, è che tutte le tesi sono possibili, ma nessuna ha PROVE, atte a suffragarla pianamente.

    PROVE E TESI GIURIDICHE
    Sotto questo paragrafo del mio intervento considero i fatti, a noi molto più vicini, relativi alle vicende dell’ex questore di Genova.
    Ho peraltro una certa vicinanza e frequentazione anche di quegli ambienti liguri, compresa Imperia.

    Ebbene, diciamo subito una cosa.

    In Italia, di cause civili per anatocismo contro diversi istituti di credito ne sono state intentate diverse, anche per importi rilevanti, ma non è che si sia, solitamente assistito alle uccisioni delle controparti o dei legali di controparte degli istituti…..
    Sulla vicenda dell’ex questore si indagò molto, peraltro, probabilmente anche perchè appunto si trattava dell’ex questore.
    Ebbene, vista anche proprio l’attività del defunto, risultò ovvio che molti avrebbero potuto nutrire interessi, desiderio di uccidere il l’ex questore.
    Ci sono stati, in Italia, come all’estero, molti funzionari e dirigenti delle forze dell’ordine, uccisi anche solo per vendetta, relativamente a circostanze, quindi, che non avevano nulla a che fare con le banche……
    Ancora una volta, quindi, sarà bene distinguere nettamente tra indizi e prove.
    E’ poi senz’altro vero che in Italia il nostro ordinamento processuale prevede, in ambito penale, anche la cosiddetta condanna indiziaria, ma solo quando si sia in presenza di molti indizi, e tutti precisi, gravi e concordanti.

    In questo caso, invece, ci troviamo di fronte ad indizi che, proprio come nel caso dei presidenti statunitensi, vanno in direzioni molto diverse, cioè non sono nè precisi, nè gravi, nè concordanti-

    A questo punto, è forse opportuna una leggera digressione, per comprendere cosa sia un indizio grave, preciso e concordante.
    Grave: non si deve trattare di un elemento che possa determinare la possibilità generica della sussitenza di quanto deve essere provato, ma una rilevante probabilità.
    Es: non basta dire che c’era un interesse a compiere un reato, ma si deve trattare di qualcosa di molto più concreto, non quindi un interesse o un desiderio.

    Peeciso: si deve trattare di elemento a sua volta sicuramente provato nelle sue specifiche circostanze, non generico, o solo probabile.

    Concordante: tutti gli elementi indiziari devono andare nella stessa direzione, e non uno in una ed altri in diversa direzione.
    Es: proprio il caso dei presidenti USA dimostra che vi sono tanti indizi, ognuno però rivolto in direzione nettamente diverse.

    Tesi giuridiche:
    mi riferisco ala causa, relativa alla tesi che quanto conseguito dalla creazione di moneta, sarebbe stato sotttratto al popolo sovrano.
    Come sanno anche gli studenti di legge alle prime armi, prima ancora di proporre una causa, si conosce quale probabilità di esisto positivo ci sia.
    Questo, non solo sulla base delle norme, ma anche della giurispurdenza, cioè delle interpretazioni che di quelle norme danno i giudici.
    Ebbene, se si considera la causa “per signoraggio”, poi appunto naufragata in Cassazione, si sapeva già a priori, e da parte anche di avvocati alle primissime armi, che la probabilità di esito positivo era praticamente pari a zero.
    Ora, quindi, appare assai inverosimile l’ipotesi che il sistema bancario o chi altro, per esso, abbia deciso di intervenire drasticamente, con reato grave, nei confronti di un legale, che portava avanti una causa praticamente persa in partenza. Quindi, al limite, almeno in tal caso, c’è un consistente indizio in senso contrario alla tesi della complicità o diretta partecipazione del sistema bancario, in quell’omicidio….

    Monete legali:
    come nel caso della moneta locale americana, diverse volte vari economisti hanno definito siffatte situazioni non riconducibili al concetto di moneta, ma di titoli di credito locali.

    Perchè?
    Evidentemente, perchè di moneta non si tratta.

    Se unpordinamento giuridico non lo vieta, una comunità locale può ben organizzarsi con un sistema di titoli di c edito, che danno diritto anche ad acquisire prodotti e servizi locali, ma che cosa differenzia tutto ciò dalla moneta?
    Il potere di scambio e di accettazione.

    Se io ho degli euro, posso cambiarli presso stati, in cui l’euro non ha corso legale, proprio perchè in quegli stati viene accettato l’euro, in quanto collegato all’emissione di titoli obbligazionari.
    Ma questo significa anche che, in questi altri stati, non c’è necessariamente un interesse ad acquisire euro, per poi convertili in prodotti o servizi, disponibili e commercializzati nei paesi, in cui l’euro abbia corso legale.
    Quindi, ciò che fa dell’euro una moneta è appunto questo collegamento.

    Invece, se io intendo convertire una “moneta” locale, come l’Ithaca hours, non posso farlo al di fuori di quella comunità.
    Perchè?

    Molto evidentemente, proprio perchè quell’ithaca hours non ha alcun valore, se non all’interno della comunità.
    Mi spiego.

    Se mi viene offerto, da qualcuno, di convertirla, ed io sono qui, in Italia, piuttisto che in qualsiasi altro luogo, diverso da quella comunità, non è detto ch’io sia interessato a recarmi in detta comunità, e quindi che valore ha per me quell’Ithaca…..?
    Nessuno, quindi è proprio come se uno mi offrisse di cambiargli qualcosa che, per me, vale carta straccia.
    Ma se qualcuno, negli Usa, mi offre di convertigli degli euro, lo faccio, proprio per i motivi dianzi indicati.

    Sintetizzando:se qualcuno vuol sostenere tesi storiche o giuridiche, lo faccia, ma con prove, non con tesi o indizi, che nulla dimostano.
    Se qualcuno vuol sostenere che possoso sussistere sitemi di titoli di credito locale, no problem, ma non si dica che tali titoli di credito hanno la stessa valenza, per l’economia nazionale ed internazionale, di una moneta, proprio perchè, anche solo dal semplicissimo esempio dianzi indicato, risulta evidente che sarebbero considerati carta straccia, in un contesto esterno alla comunità, ed è appunto in tale ambito generale, e non puramente localistico, che andrebbe esaminata la cosa, viste le funzioni dellamoneta in ambito nazionale ed internazionale.

  45. COncordo pienamente con ciò che dice Gian Piero Turletti.

    Per quanto riguarda i 2 presidenti americani + noti:

    1) Lincoln ha quasi portato sul lastrico la nazione. E’ stato costretto ad emettere dollari senza copertura per pagare i soldati. Questi soldati si sono ritrovati con delle banconote che dopo pochissimo tempo valevano 40 volte meno dei dollari ufficiali. Nessuno vendeva niente a loro perhè i dollari della federal reserve avevono l’equivalenza in oro quelli di lincoln no!

    A questo punto per tenere impiedi il suo assurdo provvedimento a lanciato un altra legge che dava libertà ai soldati di saccheggiare le case della gente lasciando in cambio quella carta straccia. Obbligo poi i commercianti a ricevere forzatamente quelle carte stracce come compenso di merci anche se non vaelvano nulla… chi non accettava era considerato nemico dello stato e fucilato.

    non so per quale motivo sia stato elimiato, ma nel caso lo hanno fatto per la moneta probabilmente sono stati i militari o gli altri politici del congresso per evitare che distruggesse una nazione che tanto si era sacrificata per diventare indipendente… Generalmente non do opinioni su assassini, ma se così fosse hanno forse fatto anche bene!

    2) Il caso kennedy e la dimostrazione contraria di ciò che dici. Intanto lui stampo dollari con sottostante argento mentre la federal lo faceva in oro (per almeno altri 10 anni dal suo provvediento): ciò significa che lui kennedy stampava dollari con un sottostante che si ossida mentre la federl no!

    La francia a voluto l’oro equivalente indietro proprio perchè pensava che come con Lincoln la nazione con quel provvedimento sarebbe andato in bancarotta e prima di ritrovarsi con miliardi di dollari senza valore hanno cercato di farsi dare l’oro. Ti credo che kennedy era preoccupato, si era accorto di aver fatto lo stesso errore di Lincoln!!!

    Se oltre la francia si sarebbero lanciati tutti gli altri a farsi dare oro indietro (come tra l’altro avrei fatto io se fossi stato un presidente di una qualunque nazione) sarebbe stata la fine degli USA e del loro potere politico/militare. Nessuno gli avrebbe + fatto credito e con l’oro che usciva dalle casse sarebbero stati costretti ad emettere banconota senza copertura facendone crollare il prezzo.

    Quindi le storie su kennedy dimostrano l’esatto contrario di quello che dici!

    Il problema è stato alla fine risolto da Nixon con laproposta di emettere obbligazioni a copertura a posto dell’oro… proprio per evitare che potesse esserci fughe di oro dalle casse oltre il fatto che non esisteva più abbastanza per continuare in quel modo.

    A prescindere di tutto quello che si dice su Nixon sono sempre stato del parere che è stato uno dei migliori presidenti che gli USA abbiano mai avuto.

  46. Affermare che Grandissimi Presidenti come lo furono Abramo Lincoln e J.F. Kennedy, che secondo voi stavano mandando in rovina il popolo americano mi sembra la più grande idiozia che io abbia mai letto e, mi dispiace moltissimo averla letta in questo forum, intanto stiamo verificando dove stà portando l’umanità questo sistema bancario… dove ci sta portando questa Moneta-Debito…

    Il 4 giugno 1963, venne fatto un piccolo tentativo per togliere alla Federal Reserve Bank il suo potere di affittare la moneta al governo facendosi pagare un interesse. In quel giorno, il presidente John Fitzgerald Kennedy(1) firmò l’ordine esecutivo numero 11110 che ripristinava al governo USA il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve. L’ordine di Kennedy dava al Ministero del Tesoro il potere “di emettere certificati sull’argento contro qualsiasi riserva d’argento, argento o dollari d’argento normali che erano nel Tesoro”.
    Questo voleva dire che per ogni oncia di argento nella cassaforte del Tesoro, il governo poteva mettere in circolazione nuova moneta. In tutto, Kennedy mise in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari. Le conseguenze di questa legge furono enormi. Con un colpo di penna, Kennedy stava per mettere fuori gioco la Federal Reserve Bank di New York. Se fosse entrata in circolazione una quantità sufficiente di questi certificati basati sull’argento, questa avrebbe eliminato la domanda di banconote della Federal Reserve.
    Questo sarebbe accaduto perché il certificati argentiferi sono garantiti da argento mentre le banconote della Federal Reserve non sono garantite da NIENTE. L’ordine esecutivo 11110 avrebbe impedito al debito pubblico di raggiungere il livello attuale, poiché avrebbe dato al Governo la possibilità di ripagare il suo debito senza utilizzare la Federal Reserve e senza essere gravato dall’interesse richiesto per la creazione di nuova moneta. L’ordine esecutivo 11110 dava agli USA la possibilità di crearsi la propria moneta garantita da argento.
    Dopo che Kennedy fu assassinato, dopo appena cinque mesi, non vennero più emessi certificati garantiti da argento. “Final Call” è a conoscenza del fatto che l’ordine esecutivo non venne mai cancellato da nessun presidente attraverso un altro ordine esecutivo, quindi è ancora valido. Perché allora nessun presidente successivo l’ha mai usato?
    Virtualmente, tutti i seimila miliardi di dollari di debito sono stati creati a partire dal 1963. Se un presidente statunitense avesse utilizzato l’ordine esecutivo numero 11110, il debito non sarebbe assolutamente ai livelli correnti. Forse l’assassinio di JFK fu un avvertimento ai futuri presidenti che avessero pensato di estinguere il debito eliminando il controllo che la Federal Reserve esercita sull’emissione monetaria. Kennedy aveva sfidato il governo monetario attaccando i due sistemi che sono sempre stati usati per aumentare il debito: la guerra e la creazione della moneta da parte di una banca centrale privata. I suoi sforzi per far uscire dal Vietnam le truppe americane entro il 1965 e l’Ordine Esecutivo 11110 avrebbero seriamente sminuito i profitti ed il controllo esercitato dal sistema bancario di New York. Mentre il debito americano raggiunge livelli incredibili e sta emergendo un conflitto in Bosnia che aumenterà ulteriormente il debito americano, uno deve chiedersi: avrà Clinton il coraggio di prendere in considerazione l’utilizzo dell’ordine esecutivo 11110 e, se così fosse, vorrà pagarne le conseguenze?
    Naturalmente il fatto che sia JFK che Lincoln abbiano incontrato lo stesso destino è una pura coincidenza. (NdT: a causa della questione monetaria, vennero assassinati sette presidenti statunitensi: quattro con armi da fuoco e tre per avvelenamento)
    Politica monetaria di Abramo Lincoln, 1865 (pagina 91 del documento del Senato n. 23):
    La moneta è la creatura della legge e la creazione dell’emissione originaria della moneta deve essere mantenuta quale esclusivo monopolio del governo nazionale.
    La moneta non possiede un altro valore relativamente allo Stato tranne quello che le è dato dalla sua circolazione.
    Il capitale ha un suo posto preciso ed è coperto da ogni protezione. Le spese degli uomini devono essere riconosciute, nella struttura ed all’interno dell’ordine sociale, quali più importanti delle spese relative alla moneta.
    Nessun dovere è più imperativo per il Governo di quello che ha nei confronti della popolazione di fornirla con una valuta solida ed uniforme, e di regolare la circolazione del mezzo di scambio in modo che il lavoro sia protetto contro una valuta viziata ed il commercio sia facilitato da scambi sicuri ed economici.
    La quantità disponibile di oro ed argento essendo completamente inadeguata nel permettere l’emissione di monete dal valore intrinseco o cartamoneta convertibile in monete nel volume richiesto per soddisfare le necessità del popolo, rende necessario lo sviluppo di una altra base per l’emissione di valuta. Deve essere sviluppato qualche altro mezzo oltre a quello della convertibilità in monete metalliche per prevenire una inadeguata fluttuazione del valore della cartamoneta o di qualsiasi altro sostituto per la moneta di valore intrinseco che potrebbe venire in uso.
    E questo è il mio ultimo intervento in questo forum che premetto non perderò più tempo nel leggere cose sbagliate come hanno fatto Messina e Turletti.
    Saluti a Tutti

  47. Ancora una volta, un esempio, il precedente commento del sig. Scanu, di affermazioni che nulla hanno a che fare con quanto indicato, almeno nel mio intervento.
    Politica economica dei presidenti: ognuno ha la sua opinone sulla validità o meno delle varie polticihe economiche, e non mi riferisco solo a questo blog, ma anche ad economisti.
    Ci sono varie scuole di pensiero, ed opinioni, quindi, diverse.

    MA mi preme sottolineare quanto segue, un tipico modo di argomentare del sig. Scanu.

    Io parlo di prove di fatti storici rilevanti, come gli omicidi, ricordando che non ci sono prove di certi collegamenti, e qual’è la sua risposta?
    Che tutto ciò è sbagliato, appunto l’ennesima dimostrazione di un certo modo di argomentare.
    Si dice che qualcuno sbaglia, ma non si dimostra il perchè, quindi, appunto, nulla dimostrato dal sig. Scanu, il quale, evidentemente non avendo alcun argomento da eccepire a quanto da me sottolineato in ordine alle esigenze di prove…..lascia il campo………….

    Quindi, nessuna prova, e nessun argomento in contrario, neppure in ordine alle monete locali…..
    Semplicemente, sono gli altri a sbagliare e, quindi, …..

    Beh, sembra proprio che si voglia far a meno di quei minimi criteri metodologici, che servono per arrivare a dimostrare tesi, storiche, economiche o giuridiche, sostitendoli con il fatto di dire che sono gli altri a sbagliare…..

    Assumendo tale principio, sarà sufficiente dire che è chi assume tale posizione a sbagliare…….

  48. Ed ecco, un’altra volta, un esempio, il precedente commento del sig. Scanu, di affermazioni che nulla hanno a che fare con quanto indicato, almeno nel mio intervento.
    Politica economica dei presidenti: ognuno ha la sua opinone sulla validità o meno delle varie polticihe economiche, e non mi riferisco solo a questo blog, ma anche ad economisti.
    Ci sono varie scuole di pensiero, ed opinioni, quindi, diverse.

    MA mi preme sottolineare quanto segue, un tipico modo di argomentare del sig. Scanu.

    Io parlo di prove di fatti storici rilevanti, come gli omicidi, ricordando che non ci sono prove di certi collegamenti, e qual’è la sua risposta?
    Che tutto ciò è sbagliato, appunto l’ennesima dimostrazione di un certo modo di argomentare.
    Si dice che qualcuno sbaglia, ma non si dimostra il perchè, quindi, appunto, nulla dimostrato dal sig. Scanu, il quale, evidentemente non avendo alcun argomento da eccepire a quanto da me sottolineato in ordine alle esigenze di prove…..lascia il campo………….

    Quindi, nessuna prova, e nessun argomento in contrario, neppure in ordine alle monete locali…..
    Semplicemente, sono gli altri a sbagliare e, quindi, …..

    Beh, sembra proprio che si voglia far a meno di quei minimi criteri metodologici, che servono per arrivare a dimostrare tesi, storiche, economiche o giuridiche, sostitendoli con il fatto di dire che sono gli altri a sbagliare…..

    Assumendo tale principio, sarà sufficiente dire che è chi assume tale posizione a sbagliare…….

  49. Il signor scanu continua a non ricordare che i dollari della federal reserve erano garaniti dalle riserve aurifer e lo sono stati per altri 8 anni dopo l’assasionio di kennedy: si desume quindi che la sua affermazione che i dollari della reserve che non erano garantiti da nulla è errata! altrimenti i francesi non avrebbero voluto l’oro (mi sembra ovvio).

    L’argento è l’unico dei metalli prezioni che si ossida e quindi si consuma, motivo per il quale il sistema utilizzato era il gold standard e non il silver standard. Quindi il dollari con equivalente in argento potevano solo rimandare il problema.

    L’unico motivo per cui si è creata ricchezza in usa in quel periodo e per via della corsa allo spazio che ha fatto lavorare migliaia di aziende e milioni di persone nonchè la corsa agli armamenti che innescano a loro volta molto occupazione.

    Lincoln non vedo dove sta scritto che è un grande presidente. Il fatto che è famoso per la guerra vinta non significa che sia perforza un grande presidente. E cmq anche se lo si considera tale questo non significa che le sue decisioni non avrebbero cmq portato al baratro la nazione.

    L’economia fortunamente è un espressione matematica e, 2+2 in matematica fa sempre 4 non 3 o 5 come meglio si spera per far quadrare i conti.

    In ongi caso per tutti i presidenti usa uccisi ci sono almeno 4 o 5 piste tutte valide e addirittura con più indizzi rilevanti di quello bancario.

    Mi fa strano che ancora non hai uscito la storia dell’ex presidente BCE morto dopo che con Tremonti hanno parlato del signoraggio per via dell’euro e 2 euro di carta! Anche lì i signoraggisti hanno creato tutta una storia senza prove…

  50. Turletti e Messina, ho capito voi avete semplicemente PAURA!!! Paura di dire la verità, avete paura di essere eclissati dal sistema mediatico, oppure fatte parte anche voi del vortice… come lo furono anche gli ultimi amministratori del governo Prodi. Comunque queste cose la gente non le deve sapere e voi siete detentori della verità e non fate altro che nascondere l’evidenza, pertanto quanto un uomo si sopprime perchè perde il lavoro non riesce + a pagare il mutuo della casa in quanto le banche sono diventate padrone delle nostre vite delle nostre case e della nostra felicità… ed i politici ed i media nascondono loro il Signoraggio….
    Addio

  51. Sai scanu, hai capito tutto. T posso dare un indiscrezione, però mi raccomando non dirla in giro perchè è una cosa segreta… Sarò il prossimo presidente della BCE!!! A Turletti lo raccomando come sostituto di Draghi.

    Ti posso dare un consiglio spassionato come ho fatto con un altra persa in precedenza in questo articolo: Apra gli occhi!!!

  52. Sai Messina, ti capisco che i libri che hai scritto e che hai purtroppo messo in circolazione non li puoi più correggere, ma fai una cosa quelli che ti son rimasti invenduti buttali nella spazzatura, di notte, quando la gente dorme, così nessuno se ne accorge.

  53. Io non scrivo libri in quanto il mio lavoro è un’altro forse molto ma molto più bello del tuo… comunque se vuoi leggere dei libri seri, ti consiglio di leggere: €UROSCHIAVI di Marco Della Luna e Antonio Miclavez; LA REPUBBLICA DELLE BANCHE di Elio Lannutti; O LA BANCA O LA VITA di Marco Saba; EUFLAZIONE ai Antonio Miclavez; poi altri autori come: GIACINTO AURITI; PIERO SANNA; DOMENICO DE SIMONE;
    GIACOMO BARNES; ALFONSO LUIGI MARRA ecc. ecc. e non venirmi a dire che loro hanno torto e tu ragione, intanto a voi sostenitori del certo sistema non vi credono più neanche i polli…
    “…Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri…”

  54. Mi domando: se a noi sostenitori di “un certo sistema” non ci credono neache i polli, come mai vieni quì a fare propaganda? vorresti per caso sfruttare la serietàà della Bruno Editore per fare in modo che tutti quei discorsi da bar che hai fatto sul signoraggio passimo per qualcosa di ufficiale e serio invece di essere presi per quello che sono, cioè movimenti complottistico/scandalistici?

    Ti seri accorto che fra centiaia e centinaia di persone che normalmente scrivono in questo blog nessuno ti ha mai risposto o dato conto? Lunico che lo sta facendo sono io in quanto è uno spazio dedicato al mio articolo e quindi sono in dovere di rispondere e perchè so che a furia di darti corda incianperai sulla stessa.

    Cmq a quella bella lista di persone puoi aggiungere anche: Giulietto chiesa, Massimo Mazzucco, Tullio Simoncini e tanti altri che potrai trovare comodamente se vai in un blog più confacente alle tue aspettative: Luogocomune.

    Arrivederci e alla prossima.

  55. Messina sappi che non sono io che vengo da voi ma e la Bruno Editore che viene da me anche due e tre volte al giorno ed ogni tanto ne approfitto per comprare qualche libro. Ti assicuro che starò molto attento sulla corda che mi stai dando pertanto stanne certo che non “inciamperò” comprando le tue stupidagini.
    Secondo la favola che chi governa il pianeta insiste a volerci far credere, 8 anni fa due immensi aerei hanno girato per ore i cieli degli Stati Uniti senza essere intercettati, al completo di passeggeri ed equipaggi, prima di centrare i due grattacieli più famosi del mondo a New York.
    Un altro di questi aerei immensi, fatti per ospitare centinaia di passeggeri, si è infilato senza trovare resistenza, dentro il Pentagono, a Washington, sicuramente uno dei posti più protetti del pianeta, dissolvendosi. La strage dei tremila abitanti (gia da tre gioni prima nelle torri non vi era più ne un ebreo ne un banchiere) delle Torri Gemelle è stata presa a pretesto e a giustificazione della guerra in Afghanistan e di una stagione di riarmo mondiale per combattere il terrorismo. Da lì ha potuto realizzarsi la guerra all’Iraq che ha prodotto milioni di morti e ridotto quello Stato a un cumulo di macerie e miserie. Molti giornalisti e ricercatori coraggiosi, in ogni parte del mondo, hanno documentato le falsità alla base della storia ufficiale del 9/11, al contrario, persone come te continuano a nascondere la miseria dell’essere umano.

  56. E neanche devi comprarli i miei libri… Li ho scritti per chi deve risolvere problemi finanziari non per chi deve risolvere quelli psichiatrici.

    Tirare in ballo un atto terroristico per giustificare il signoraggio mi sembra quanto meno fuori luogo ed immorale, ma so che i complottisti ieri hanno festegiato per l’anniversario ma fortuatamente siete una sparuta minoranza.
    Non ci sei stato poi molto ad inciampare!!!

    Adesso se non erro la prossima mossa del complottista è quella di ritornare ciclicamente sulle vecchie domande a cui si è già risposto dopo quest’ultimo intervento in cui hai cambiato il punto di focalizzazione nella vana speranza che mi contraddica in qualche sottigliezza che non centra nulla col discorso che si è fatto.

    A proposito ma sei sempre la stessa persona che ha postato con nomi diversi sin dall’inizio o siete in staffetta pensando che mi logori? Tanto facilmente poi!!!

  57. Senti Messina oltre a dire stupidagini dimostri di essere una persona volgare e cattiva, in quanto ai complotti ed ai festeggiamenti dei terroristi, perché non ti guardi bene allo specchio e VERGOGNATI!!! prima di accusare gli altri di quelle cose aberranti, premetto che io e la mia famiglia (timorati di Dio), non abbiamo mai condiviso quelle cose e siamo stati sempre solidali con i parenti e le vittime di quelle vicende e, da certe vicende ne siamo e ne vogliamo rimanere sempre fuori ed il mio certificato penale lo dimostra… e poi io non ho bisogno di essere accompagnato da nessuno per dire quello che penso nei termini della legalità (al contrario del tuo vile comportamento) e non ho bisogno di postarmi con nomi diversi, forse sarai tu uno di quelli che si nascondono sotto l’ombrello di altri. In quanto al logorio da come giudichi, penso che tu oltre ad essere logoro e psicolabile sei gia morto dentro.
    Cordiali saluti
    Antonio Scanu, Pellegrino Anonimo, Amante della Propria Patria in Deus Credente.

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