Come applicare al meglio il web2.0 alla didattica

Emiliano PancaldiCarissimo lettore e carissima lettrice,
negli ultimi anni sono aumentate in maniera esponenziale le occasioni, gli strumenti e le pubblicazioni relative alle nuove tecnologie applicate alla didattica.
Le grandi domande che anche tu (se sei insegnante od operi nella formazione) avrai posto a chi te ne parlava, sono:
come possono, queste tecnologie, migliorare le mie lezioni?
come posso impararle e diventare operativo, in poco tempo?
Anche tu magari hai poco tempo da dedicare all’apprendimento di questi strumenti. Hai però il desiderio e la curiosità di provare, scoprire come queste tecnologie possano dare una marcia in più alle tue attività.
Focus
Su che cosa conviene che tu concentri la tua attenzione, allora?
Immagina di partecipare a un corso sulle nuove tecnologie applicate alla didattica. Il docente che ti accompagna in questo percorso ti presenta la giornata di un formatore 2.0 che accede a internet, entra in un ambiente di sviluppo composto da più strumenti che interagiscono fra loro; aumenta le sue potenzialità creative, ma soprattutto risparmia tempo, energie e ottiene risultati efficaci.

La tua prima reazione potrebbe essere: “Wow, bellissimo!”
Poi però, potresti pensare: “Ma lui è appassionato fino alle midolla… Come posso usare metà anche solo delle conoscenze che mi sta proponendo?”
Guarda, non è tanto un problema di “quantità” di conoscenze.
Il focus va concentrato soprattutto sulla possibilità di risolvere specifici problemi.
Facciamo un esempio.
Capisco subito quando alcuni miei colleghi partono con la marcia giusta perché mi chiedono: “Ma in questo caso concreto, quale vantaggio mi dà il servizio web 2.0?”
Il formatore bravo, a quel punto, deve saper mettersi nei panni di quella persona, elaborare insieme a lei e a tutti gli altri un piano d’azione per fornire la soluzione migliore.
Si condivide quindi un’esperienza, ci si sente compresi e accompagnati nella scoperta delle potenzialità che le nuove tecnologie hanno, se applicate alla didattica. Ecco allora che comunicare diventa “mettere in comune”, in puro stile 2.0.

Il web 2.0 è una filosofia di lavoro: fa della leggerezza, della condivisione (sia di contenuti che di attività da svolgere) la sua cifra distintiva.

Col web 2.0 si è fondamentalmente sganciati da qualsiasi piattaforma hardware: i programmi e i servizi funzionano su pc, linux e mac. Basta un browser e un collegamento a internet.
Ai miei corsi vedo persone con netbook e ipad: tutte possono utilizzare i servizi 2.0.
Ci si concentra sui contenuti, perché si dispone strumenti di editing e di presentazione che non necessitano di molte ore per essere appresi. Basta coltivare una sana curiosità unita a una salutare concretezza, per scegliere i servizi più consoni alle nostre esigenze.
Questo è il consiglio che mi sento di darti, ora che magari ti è venuta la curiosità di leggere il mio ebook.

A cura di Emiliano Pancaldi

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Giacomo Bruno

Ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa “il papà degli ebook” per aver portato gli ebook in Italia nel 2002, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. E’ Autore di 26 bestseller sulla crescita personale e con la sua casa editrice Bruno Editore ha pubblicato 600 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale. E’ considerato il più noto “book influencer” italiano perché ogni libro da lui promosso o pubblicato diventa in poche ore Bestseller n.1 su Amazon. La sua newsletter viene seguita ogni giorno da oltre 150.000 affezionati lettori. Il suo Blog e i suoi canali social sono seguiti da oltre 1.000.000 di follower. Il suo lavoro è seguito dalla Radio, dalla Stampa e dalle TV nazionali.

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